← Torna alla ricerca

giovanni-per-mario-nicolini-funerale.mp3

Data: N/D

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Caro Mario, sono molto contento di poter dire due parole per te, confidando che siano parole a te, che tu possa accogliere nello splendore del giardino di Dio, dove ancora una volta sei arrivato primo. «Nella mia vita, pur essendo il primo, sono mai arrivato primo, perché tu sei sempre stato più svelto di me». E le parole che oggi abbiamo ascoltato qui nella lettera di San Paolo agli Efesini precisano meglio in che cosa tu sei sempre arrivato primo. Sei sempre arrivato primo nella sapienza e nella carità. Ma io sono contento di avere perso anche questa volta questa battaglia fraterna, amichevole, che ci ha fatti vivere sempre insieme. Fin dai tempi in cui, appena finita la guerra mondiale, eravamo piccolini piccolini e ci hanno portato il papà e la mamma in montagna a vedere lo splendore delle Dolomiti. E poi da allora sempre tantissime occasioni per essere insieme. Mai una forzatura in questo, ma piuttosto sempre la competizione che nasce dal buon gusto delle persone che dicono «Vieni, conviene, è una bella cosa». Per cui, grazie a Dio, e sono qui per questo ringraziamento, tutto il bene che ho ricevuto da te ha fatto sì che tutto quello che lui ti ha regalato, tu me lo hai sempre voluto passare. Forse non sempre io ho saputo accoglierlo con profondità, con riconoscenza, con mitezza, ma però devo dirti che in questa vicenda in cui ancora una volta tu sei arrivato prima, devo dire che ho riconosciuto che giustamente la cosa è stata così e che se non fosse così mi mancherebbe adesso una mano preziosa che per il poco tempo, spero poco tempo anche per me, mi resta per finire la mia corsa, tu mi sia di preziosissimo aiuto. Sai quanto bene abbiamo ricevuto da te e in che modo bello qui San Paolo, nella lettera agli Efesini, oggi lo ricorda. E quindi io lo ringrazio per tutta la luce che ha voluto ridarti, soprattutto sul piano della carità e della sapienza. Tu hai avuto una grande parte che oggi io ti voglio restituire con un abbraccio affettuosissimo. Anche quest'ultima noia per la quale non possiamo essere vicini fisicamente nel congedo di te da tutti noi, d'altra parte sono anche convinto che l'affetto che ci ha sempre unito ci mette in questo momento ancora molto vicini. Se tu desideri che io faccia qualche cosa per te, sappi che ne sono felice e quindi sono sicuro che tu avrai mille modi di comunicarmelo. In fondo ricordo che quando volevi ringraziarmi o quando eri magari un po' arrabbiato per dei guai che io avevo combinato, tu hai fatto sempre in maniera che la notizia mi arrivasse. Quando è arrivata questa notizia della tua partenza, devo confessarti che un po' mi è spiaciuto. avrei preferito vincere io questa volta la battaglia della velocità. Però penso che tu con pace mi aspetterai. intanto mi affido alla tua preghiera. La tua preghiera è potentissima, quanto la mia adesso è ancora molto lontana, molto vaga, spesso molto distratta, ma confido in te e quindi sono contentissimo di passarti la guida ancora una volta perché se sia tu verso di me, verso i nostri carissimi, amatissimi papà e mamma, verso i nostri fratelli e le nostre sorelle, verso chi è ancora al mondo oppure è già nel giardino del Signore, oggi si rallegra per il compimento della tua strada meravigliosa. Dio ti benedica e tu benedicimi.