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XXVIIDomenicaTO-Giovanni_Nicolini-20121007.mp3

Data: 07/10/2012

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Oggi sto di qua per essere vicino a loro. Ma non può respirare intanto. Ma io desidero oggi fare una premessa. Cioè, arrivo a questa domenica piuttosto spezzato perché amo la parola che abbiamo ascoltato. Questo non sarei sincero se non lo dicesse. E nello stesso tempo sono anche consapevole che questa parola visita molte persone nel dolore. E quindi questo rende tutto molto delicato. Deve essere chiaro che in questo momento allontaniamo da noi ogni forma di giudizio morale e che anzi vorremmo essere vicini. Poi il mio mestiere li mette facilmente vicino a chi attraversa l'esperienza di dolore, di una separazione, di un vincolo affettivo che viene compromesso. E quindi mi pare di essere abbastanza partecipe. Ecco, però, appunto, dico quello che sto dicendo perché non vorrei che potesse suonare qualche cosa come una violenza nei confronti del dolore di qualcuno. Noi, in ogni modo, tutte le volte che diciamo la Messa, noi, come sapete, in realtà celebriamo delle nozze. Nel mistero più profondo, la Messa è la grande memoria dell'unione d'amore con la quale Dio, in Gesù, si è unito a tutta l'umanità. E il segno, anche se vero, di questo amore è la sua croce. Nel senso che il suo amore è per lui il dono della sua vita. Anche questa mattina noi siamo qui e celebriamo, appunto, in perfetta attualità il fatto che Dio ci dona la sua vita. Non la dona, poi, alla stretta circonferenza della nostra assemblea, ma la dona a tutti quelli anche che tu porti nel tuo cuore, nella memoria della tua storia, nel tuo affetto, nella tua preoccupazione, e, intendiamoci bene, la porta, quello porta questa offerta della vita a tutti per la salvezza di tutti. È in atto una discussione, perché c'è appunto questa ipotesi di cambiare una parolina della consacrazione, come vi dicevo, e di dire questo sangue nelle parole della consacrazione, che si fanno sempre nel momento centrale della messa, è versato per voi, dice la parola attuale, e per tutti. C'è la proposta che si debba dire per molti, per noi è una limitazione molto problematica, perché noi siamo certissimi che lui ha dato la vita per tutti. E anzi, devo dirvi che dà la vita per tutti senza nessun se che venga dopo. Non è che tu, lui dà la vita per te se tu ti converti, se tu ti metti a posto, se lo dà per tutti, a partire anche da chi nella sua vita avesse davanti un sé più problematico, più delicato, non fosse credente, appartenesse a un'altra religione, avesse le mani in qualche modo insanguinate, avesse insanguinato la vita di qualcun altro. La vita di Dio è data per tutti. In questi giorni nella nostra strada feriale, diciamo, nella parola di Dio, abbiamo attraversato la parabola che viene chiamata la parabola del prodigo e ci siamo ancora una volta messi davanti a quella che è la massima difficoltà della fede cristiana, la massima difficoltà della fede cristiana è accettare l'insopportabile misericordia di Dio. Forse che la cosa difficile della vita cristiana è perché lui ci chiede delle cose difficili, ma sarebbe più plausibile, ma in realtà la difficoltà maggiore è questa, che noi non siamo capaci di reggere a questa ingiustizia della sua giustizia e a questa potenza travolgente e provocatoria della sua misericordia. Non siamo capaci di reggerla. Siamo noi i primi a fare giustizia, siamo noi i primi a costruire il carcere della doccia e siamo noi i primi a stabilire anche con persone vicine a noi muri di separazione assolutamente giustificati. Quindi no, con questo no. siamo terribilmente disponibili ma anzi assolutamente determinati se non stiamo molto attenti ad esprimere giudizi di condanna nei confronti delle persone. Ora, quello che oggi certamente la scrittura afferma è che queste nozze di Dio sono assolutamente per tutti. Una bellissima espressione della lettera agli ebrei che abbiamo ascoltato dice che quindi lui veramente ci può chiamare tutti i suoi fratelli perché lui ha dato la vita per noi. Non dipende il nostro essere fratelli suoi da quello che facciamo noi o non facciamo noi. Dipende in modo assoluto da quello che lui fa per noi. C'è in questo un'analogia anche con la vita umana, si intende? Perché per il bene che tu vuoi ai tuoi figli non è che i tuoi figli siano tuoi figli per quello che sono o per quello che fanno. Sono tuoi figli perché tu gli hai dato la vita gli hai dato magari biologicamente la vita e da quel momento hai continuato a versare la tua vita per loro. Il calice versato dice versato per voi e per tutti. La tua vita è un calice versato perché tu riconosci la potenza del tuo amore per le persone per le quali versi la tua vita del tutto al di là di quello che è che sono e addirittura prevenendo la loro storia. Può darsi come dicevo un mio padre nello spirito che un figlio appunto come il prodigo vada via dalla casa di suo padre ma per suo padre non cessa mai di essere suo figlio l'amato suo figlio. Da tutto questo scaturisce che cosa? Che come è quasi ovvio e forse potrà sembrare banale il regalo più grosso che Dio ci ha fatto viene dato nel segno del sacramento del battesimo è la cosa più grande che lui è e che lui ha l'amore. A noi fragili creature così esposte alla paura alla violenza all'odio alla dimenticanza all'orrore allo spavento a noi così fragili e gracili lui fa questo dono impetuoso immenso che evidentemente non riusciamo a portare insomma no? E' vero e quindi continuamente lo smariamo e ci smariamo ci concede il grande dono di volerci bene. In questo senso il testo che abbiamo letto questa mattina che abbiamo letto ascoltato adesso della creazione della donna appunto è il testo biblico che da anni mi attira più di tutti e continuo a ritornarci sopra perché esprime una cosa secondo me bellissima e cioè che uno da solo non può e che la sua vita lui da solo qui ce lo diciamo mi pare molte volte non va perché nessuno è capace di sé nessuno realizza se stesso nessuno può attuare il progetto della sua vita da solo lo può fare solo nel mistero dell'amore nella comunione d'amore da solo non si può e mi chiedeva ieri sera Giovanni Paolo stamattina facendo colazione mi chiedeva Giovanni Paolo di un passaggio che ha fatto nel loro gruppo del Vangelo di preparazione della domenica sul fatto che il racconto biblico dice che quando Dio si accorge che ha fatto questa prima creatura questo uomo però non è finito dice non è bene che l'uomo sia solo e poi mi diceva lui stamattina si chiedevano perché allora crea tutte le cose e gliele regala questo invece cercavo di dire a lui secondo me è molto importante perché ci potrebbe essere un'ipotesi no? e cioè che tu puoi compensare in qualche modo l'insufficienza di te in qualche modo attraverso il possesso di tutto quello che si può possedere chi la cultura chi i quattrini chi il successo è vero chi una grande fama chi una cosa che desiderava moltissimo capire o conquistare e il racconto biblico espone tutto questo per dire che non c'è niente che possa sostituirsi all'amore dell'altra persona ed è per questo che allora il testo dice che a quel punto fa cadere su Adamo un sonno e che gli toglie un pezzo di sé e dal sonno di Adamo crea plasma la donna e gliela donna e allora quando lui si sveglia è finalmente felice perché Dio lo fa essere nella pienezza del suo essere perché gli dona il dono dell'amore la comunione ed amore perché senza l'amore la vita non è vita Sant'Agostino rilegge questo testo appunto della creazione della donna e dice guarda guarda hanno fatto da principio quello che poi questo ometto Gesù ha fatto nella pienezza dei tempi e secondo Sant'Agostino Adamo che dorme è Gesù che dorme nel breve sonno della sua morte quella per la quale nella quale ha dato la vita e da quel sonno di Adamo cioè dalla morte che è stata per lui il dono della sua vita Dio plasma la sposa per potergli la regalare e quando Adamo si sveglia cioè quando Cristo risorge trova davanti a sé tutta l'umanità come la sua sposa quella per la quale ha dato la vita e allora Gesù dice la lettera agli ebrei è pienamente glorificato perché ha fatto bene la sua parte ha voluto bene fino a dare la vita perché il senso della vita è dare la vita amare non è certo possedere non è certo usare ma è regalare la vita per questo in una specie di sindacato che tengo sempre molto fermo di consigli che ho bisogno per poi capire cosa posso dire qua mi veniva suggerita una cosa importante e cioè quando fanno quelle domande un po' insidiose a Gesù ma allora si può si può mandarla via sta moglie si può rifugiarla come che si fa Mosè aveva fatto questo ma Gesù risponde dicendo che non si può mandare via la persona amata questi qui sono 50 anni che non si rimandano via ne avrebbero di cotte di crude da raccontare perché non è tutto delizia e nella formula del matrimonio c'è anche scritto che ci sono le prove i dolori c'è la salute c'è la malattia e loro stamattina quindi che cosa celebrano celebrano che per 50 anni sono riusciti a darsi la vita che è una roba impossibile è solo un dono di Dio non è mica merito tuo però hanno custodito il dono perché questa è la cosa più importante e certamente credo anche per i dirvi del diavolo siccome l'amore è la cosa più bella che ci sia tanto che non è neanche dell'umanità ma è il regalo più bello che Dio ha fatto all'umanità certo che come tutte le cose bellissime non ci sorprende che sia anche molto delicato molto prezioso e quindi molto fragile e quindi continuamente messo in gioco ha messo qui stamattina è chiaro insomma ci vuole anche un sano realismo qui ci sono molte persone sedute con noi vittime e può darsi che io anche abbia fatto qualche vittima e abbia allontanato dal mio amore qualcuno ma questo non si può o perlomeno bisogna dire che questo non è secondo Dio devo confidarvi che secondo me la cosa nella disciplina della chiesa è diventata troppo dottrinale troppo giuridica troppo contrattuale troppo sottoposta a passaggi e verifiche seguo con dispiacere insomma sono a livelli di insopportazione ormai ci sono due miei amici giovani che stanno aspettando di potersi sposare aspettiamo una sentenza che dichiare la nullità di un precedente matrimonio aspettano aspettano questi qui sono alla fede sono credenti e vogliono quindi fare il percorso in un certo modo io non ne posso più e quindi gli ho detto che o a luglio il tribunale si scarta o se no io gli faccio un matrimonio segreto è buona perché come si fa ma come si fa sono due persone che si vogliono bene sono due persone che vengono da ferite della loro storia è insopportabile questo siccome non li conoscete non ho difficoltà a dirvi che per esempio in vista di tutto uno abita al nord l'abita al centro adesso l'uno è andato ha cambiato lavoro ha dato a trovare il lavoro al centro non hanno i soldi per pagarsi due appartamenti vivono nello stesso appartamento non ci vivono da marito e moglie e questo non è cosa buona e quando io stamattina rileggevo il testo di Genesi e dice non è bene dice Dio che l'uomo sia solo io pensavo anche a quegli sciagurati lì perché Dio tiene per noi non è contro di noi e noi ci troviamo in una situazione io preferisco parlarvi di queste cose no? perché voglio che tutto sia semplice e chiaro sono continuamente in contatto con delle situazioni che dal punto di vista giuridico non sono ricostruibili e però mi dicono ah finalmente però lui adesso non è solo c'è un'altra persona io ringrazio Dio io ringrazio Dio capisco che il tema è delicatissimo per cui vedete proprio per questo sono qui poi alla fine semplicemente a fare una supplica per me che sono il più cattivo e poi anche per tutti voi e per ciascuno di voi per dire fratelli e sorelle cari siccome l'amore è grande non mandiamo mai via nessuno non lo mandiamo via per sbatterlo nel carcere non lo mandiamo via dalla nostra amicizia non lo mandiamo via dal nostro affetto non lo mandiamo via se se ne andrà se ne andrà se ci sarà rubato ci sarà rubato ma noi via non lo mandiamo mi pare che a questo punto del nostro ragionamento in questo momento mi sembra di poterlo chiedere a tutti voi a quelli che conosco certamente ma certamente a quelli che non conosco questo è chiaro che implica l'esperienza della fatica e della difficoltà lo dicevo anche prima e però noi desideriamo volere alle persone un bene più forte di tutte le difficoltà anche perché poi talvolta diciamocelo anche francamente non parliamo in questo momento del marito o della moglie però qualche volta la difficoltà nasce semplicemente dalla storia no? perché le persone cambiano scherzosamente uno dei miei diaconi non di qua così non potete capire chi è mi diceva che lui aveva sposato questa ragazza e che le voleva molto bene poi dice sai la mattina tre anni dopo ho acceso la bajour del comodino e la bajour l'ha illuminata io l'ho guardata e mi sono accorto che non è quella che io avevo sposato era un'altra e mi sono chiesto ma le vuoi bene? e mi sono detto sì le voglio bene e questo mi sembra molto importante no? perché l'amore non può essere una galera l'amore esige la libertà e la libertà quindi esige che noi accogliamo le persone come sono e non come secondo noi dovrebbero essere perché questo è lo sfide e la qualità dell'amore di Dio crederai mica che te che Dio ti voglia bene per come sei per fortuna ci vuole bene così come siamo Dio ti vuole bene così come sei questa è la qualità dell'amore vero? perché l'amore è la libertà di un'accoglienza capite? è una libertà che è chiamata continuamente a rinnovarsi in maniera che tu liberamente e appassionatamente possa accogliere sempre tutti così come sono così come è nel mistero della loro persona della loro vita certe volte dovranno necessariamente cambiare anche le modalità ma tu nel tuo cuore li vorrai sempre bene o darsi che certe volte non si possa trovare più parola né pensiero comune né possibilità di camminare fisicamente a fianco ma tu li vorrai sempre bene ci sono segni bellissimi anche in persone mi ricordo una giovane donna giovane è morta ed era morto suo marito un incidente eravamo stati alla terapia intensiva dove lui era morto e la portavo a casa in macchina e lei mi ha detto lui è mio marito non mi sposerò più avevano due bambini piccoli e non si è sposata più e certo ci possono essere delle potenze così grandi nell'amore che vanno oltre tutto vanno persino oltre la morte e perché la vita ha la sua mutevolezza ma l'amore è capace di rinnovarsi incessantemente e di di riplasmarsi secondo le condizioni che ci sono ricordo un mio vecchio significa tanto vecchio malattissimo un tumore al cervello spaventoso sono andato a trovarlo in una clinica dove era a Milano e lui era lì con sua moglie e usciva costernata un'amica visitatrice che per quello che aveva visto diceva ma sarebbe meglio che morisse e ho visto questa mia zia inviterita prenderla per il collo e buttarla fuori dicendole vai via perché a me va bene così eh certo c'è una potenza straordinaria e siamo qui insieme anche questa mattina perché ci siamo accolti e perché ci accogliamo e voi siete persone accoglienti e avete trovato posti straordinari nel vostro cuore perché ognuno abbia un posto per questo Dio vi benedica che è