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28DomenicaTO-Giovanni_Nicolini-20091011.mp3

Data: 11/10/2009

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Allora provo a dirvi un po' perché questo uomo del Vangelo, appunto come accennavo all'inizio, è un mio amico e nello stesso tempo mi infastidisce, un po' come quando un papà si accorge che il suo figlio sta venendo su con i suoi stessi difetti, allora si arrabbia questo figlio perché lo vorrebbe diverso, invece purtroppo è proprio uguale a lui. Allora ci si arrabbia un po'. E quindi ho nei suoi confronti un rapporto di conoscenza, ci conosciamo bene, e anche però evidentemente una difficoltà perché tutte le volte che l'incontro nel Vangelo lui mi ricorda chi sono. Come vi dicevo si tratta di un uomo di una certa età, è un uomo che si è messo a posto con le cose, un po' anche per con l'età, insomma calano le fantasie, calano le forze, quindi no. Ci si mette buoni diciamo, e quindi ha fatto tutto il suo dovere, per cui adesso vuole arrivare al premio, e dice ma come posso fare proprio per essere a posto, a posto, a posto. Gesù si mette in corner, gli dice ma se la legge fai pure, no? E gli ricorda alcuni precetti della legge anche importanti, non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre. Chissà se la mia vita è stata proprio così pulita, però sapete passano gli anni, uno si volta indietro, beh insomma, grosso modo, e quindi gli dice tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza. Allora dice il testo di Marco, un'espressione anche molto delicata, che gli altri evangelisti non hanno, dice Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò, e gli disse una sola cosa ti manca, dai via tutto e vieni. Ecco, è questo il punto delicato, perché il punto delicato della nostra fede, anche se qualche volta non si ha questa impressione, non è quello di far bene tutto, di far bello, non è quello di stare nelle regole. La regola suprema, che è la regola di tutte le regole, è il voler bene, è questo il punto. E quindi l'essere cristiani non vuol dire non far questo, non far quest'altro, eccetera, eccetera. Vuol dire una cosa molto più grossa, vuol dire lasciarsi prendere da una grande avventura d'amore. Questo è il punto delicato e forte della nostra fede. E qualche volta invece vedete noi, ciascuno di noi, ma poi in fondo qualche volta anche la comunità cristiana mette a posto le cose dicendo guarda ci sono quattro regole stai a quello. Ma è un'altra cosa. È lasciarsi vincere. È anzi lasciarsi sedurre. E la parola della seduzione nella Bibbia è uguale alla parola dell'inganno. Forse qualcuno di voi ricorda quel vecchio profeta, Geremia, che si è lasciato sedurre e poi gliene capitano di tutti i colori. E allora si lamenta con Dio e gli dice tu mi hai sedotto e io mi sono lasciato sedurre. Me lo ricordo sempre perché è tutto il primo testo che appena fatto prete ho dovuto commentare, subito il giorno dopo. Dio mio, ecco, cosa è successo? Mi sono lasciato sedurre. Ed è molto importante che voi sappiate che la fede, prima di essere un andar dietro a delle regole, vivere in un certo modo, è questo dolce, potente inganno. È questa seduzione. E' quando il Signore passa sulla riva del lago della nostra vita e noi ci lasciamo afferrare da Lui, ci siamo lasciati prendere. E' innamorarsi la fede, quindi. Prima di tutto è innamorarsi. E poi però, certo, come in tutte le vicende di innamoramento, che cosa succede dopo, ecco? E molte volte dobbiamo chiederci, ma innamoramento, eh? E' possibile l'innamoramento sempre? O a un certo punto le cose si assestano e si sta lì per regola. Ecco, la potenza e il disturbo che questo uomo del Vangelo ci dà è proprio questo. Perché quando il Signore lo mette allo scoperto, ha tentato di tutto, eh, per evitare il problema Gesù. Non è che voleva creargli una difficoltà. E' stato Lui che ha voluto proprio andarci dentro. Tra l'altro c'è quella finezza grandissima, perché quando Lui gli dice, maestro buono, cosa devo fare? Cosa devo fare? Lui non gli risponde. Ma entra nel suo discorso con un'altra domanda. Dice, ma perché mi chiami buono? Perché? Uno solo è buono, Dio. Quindi anche di sé, Lui, Gesù, il figlio di Dio, non accetta di essere chiamato buono. Ed è interessante questo, perché anche Lui, che pure è Dio, quando è in mezzo a noi a vivere, a campare, a camminare, Lui sa che la vita è una strada e che non si è ancora arrivati in fondo. Anche noi non siamo ancora arrivati in fondo. E quindi Lui dice, no, è buono è Dio, perché Lui è già là. Ma nessun altro è buono. Siamo tutti per strada. E questa strada che cos'è? Ecco, è segnata dall'amore. Mi pare di avervelo detto un po' di tempo fa. Ripensateci anche se qualcuno ancora si confessa di voi nel sacramento della confessione. Sono pochi quelli che si confessano. Ripensateci un momento. Perché in fondo, quando ci si va a confessare, l'unica cosa che bisogna veramente dire è che abbiamo voluto meno bene o che non abbiamo del tutto voluto bene. Perché tutti i comandamenti sono veri e hanno senso e sono buoni perché sono tutti dei modi per voler bene, capite? Ma se non fossero un modo per voler bene, a cosa servono? Non servono a niente. Perché Dio è venuto attraverso Gesù a liberarci perché noi fossimo del tutto nella possibilità di lasciarci amare e di amare. E i nostri peccati sono le chiusure delle porte. In una circostanza, per un certo aspetto della nostra vita, chiudiamo la porta, abbiamo meno. Il peccato è quella roba lì. E quindi fondamentalmente, quando ci si confessa, bisogna confessarsi sul comandamento dell'amore. Ho voluto meno bene a mio figlio perché ho fatto prevalere l'orgoglio invece che l'affetto. Ho voluto meno bene al mio lavoro perché l'ho fatto male, perché l'ho fatto in fretta, l'ho fatto solo per portare a casa due palanchi, ma non l'ho fatto con attenzione affettuosa. E via e via. E i peccati piccoli e i peccati grossi, che cosa sono? Sono dentro alla vicenda dell'amore. Quindi vedete, lo scherzo che questo omotto si trova davanti è che il suo, essere stato dietro a tutti i comandamenti, che è andato benissimo, adesso lo ha portato davanti a una porta e davanti a quella porta ci siamo anche noi questa mattina. Ma tutti i comandamenti cosa servono? Quello che fai, cosa serve? Anche i comandamenti della vita, no? Quello per cui domani mattina riprende la settimana del lavoro e poi c'è questo e bisogna fare anche questo. A cosa serve star dentro a sto gioco? Serve a una cosa sola. Serve all'amore. E quindi il Signore gli dice, benissimo, se sei dentro a tutta questa cosa, adesso prendi su tutta sta sporta e capisci perché c'è. Perché c'è per voler bene. Perché altrimenti avete notato il rischio che certe volte, proprio anche quando si fa valere la regola, ma si è cattivi, ne? Ma si è cattivi. E la cosa non funziona mica. Se io perché te non stai alla regola, dico, allora te va il cuore. Io ti voglio mica bere. Capisci? Quindi il discorso è molto delicato. Molto. Ed è un discorso, capite, che mette in gioco continuamente la nostra anima. Ed è per quello che quando i discepoli vedono sta scena e vedono questo qui che se ne va via perché c'è troppa roba, dicendo un bel assento, e va via, i discepoli restano spaventatissimi, dicono, ma cavolo, ma qui chi è che si salva allora? E lui rimpara la dose con sta storia del cammello, no? Sta storia della porta, la cruna del lago, il cammello, non ci passa, no? Prova a spingere, ma non ci passa. E com'è difficile, allora, che uno che ha richiesta entri nel regno di Dio. E però a quel punto lì succede una cosa stranissima, che loro che si sono appena spaventati e hanno appena detto, ma allora è impossibile, c'è niente da fare, poi all'improvviso, stranissimo, no? Pietro riprende la parola e dice, oh, ma noi abbiamo mollato tutti e ti siamo venuti dietro. E allora? E lui non è Gesù che gli dica proprio d'accordo, sì, è vero, avete lasciato tutto. Si viene un po' più sulle generali e dice, non c'è nessuno che non abbia lasciato tutta sta roba e non abbia, eccetera, eccetera. Ma che cosa è successo a Pietro? Se è successo quello che adesso deve succedere anche a noi, cioè da una parte non ci andiamo dietro, e questo è il mio problema. Anche perché, oh, sono vecchiotto, forse come quell'uomo lì del Vangelo, forse di più. Eh? E quindi, che cosa ne ho fatto della mia vita? Sono lì a star dietro a quattro stupide regole e dopo non ho regalato la mia vita, non ho regalato il mio cuore, non ho vissuto con passione, non amando Dio con tutto il mio cuore, sostanzialmente ho amato nessuno, anche nei tuoi confronti, ti faccio il mio dovere, ti devo questo, te lo do, buona, ma poi mi faccio la mia vita, sono chiuso in me stesso, aiuto, manca pochissimo, come faccio? E certamente sono esposto allo sgomento, è per questo che ha un rapporto difficile con quest'uomo del Vangelo, invidio il Papa Giovanni, che invece proprio più è andato avanti, più ha trovato la maniera di aprire tutto della sua vita, del suo cuore, della sua intelligenza, e ha fatto di sé un immenso dono, io sono ancora lì, tirchio, avaro, come faccio? Mi considero perduto, per fortuna arriva Pietro, e Pietro che cosa mi ricorda? Che cosa ti ricorda? Ti ricorda che, con tanti limiti, con tante fatiche, però, anche tu sei entrato in un gioco, sei qui stamattina, sei qui stamattina, e quindi mi ricorda quella cosa bellissima del Vangelo, che fa sì che il Vangelo sia una roba diversa da tutte le altre, perché in tutto il resto della vita, quello che è fatto, è fatto, se fai una stupidata, è fatta, però se rovini una cosa, è rovinata, col Vangelo no, perché qual è la forza unica che il Vangelo ha? Che questa mattina passa davanti a te e ti dice, vieni, capite? quindi, è vero che non gli sono venuto dietro, ma è vero che in qualche modo, però, sono entrato in un gioco, per cui sei qui, ma cosa fai questa mattina, con quel fazzoletto lì, ma cosa fai? Ma potresti essere in posizioni molto più divertenti, ma stai lì a badare quelli lì, ma fatti la tua vita, e sei qui, capisci, con un fazzoletto al collo, bene, e come mai sono qui, neanche lo sappiamo, capisci? Anch'io non so tanto perché sono qui, però di fatto in questo momento siamo qui e la potenza e la bellezza del Vangelo è che lui ripassa davanti a te e ancora una volta ti dice, bene, io ti voglio bene, allora adesso vieni. E quindi sulla severità dell'episodio di quell'uomo troppo ricco c'è la dolcezza di questi qui e se pensate a domenica prossima, scusate, alla domenica scorsa, dove si parlava di nozze e il volersi sempre bene e quindi bisogna sempre stare insieme volendosi un bene del tutto da morire, Dio me, come facciamo? Improvvisamente entra dentro dei bambini. Ecco, questi discepoli sono come dei bambini, capite? Che entrano in mezzo a noi, i bambini, come sono? Sono persone che hanno bisogno di tutto e quindi più facilmente si lasciano chiamare, ingannare. Ecco, il regno di Dio, vi ricordate, diceva domenica, bisogna prenderlo come fa un bambino, è un gioco da bambini e anche il vecchione che sono io, che ha sempre giocato di riserva, che ha sempre fatto l'avaro, che ha sempre fatto il suo dovere, così tu non hai niente da chiedermi, ho fatto il mio dovere, punto, basta, adesso ognuno fa la sua strada, anch'io che sono ridotto male così, anche per me, questa mattina, sulla riva della mia vita, passa a lui e dice, oh vecchio, vieni, ti voglio bene, vieni, e quindi, capite, si ripete la possibilità e il povero Pietro che prima si era disperato, adesso tutto sorpreso, ma guarda bene, eh, bene, allora questa mattina, vedete, il Vangelo ci ha regalato da una parte per ricordarci che forse tante cose le abbiamo sciuppate, che forse ci sono dei no, che hanno reso meno bella, meno appassionata, meno viva la nostra vita, ma che non è chiusa la partita, che non è chiusa, perché con il Vangelo si è sempre al principio, dice Dio, ma guarda come sono ridotto, si può, vieni, eh, e quindi con forza e con dolcezza, tutto viene riproposto, tutto nella possibilità di essere veramente nuovo, dice, ma adesso cosa mi chiede, dica delle robe da mattina, è vero, ho la pressione qui, ho le gambe là, ho gli occhi qui, cioè, sono sordo come una campana, che faccia? no, no, no, no, no, no, così come sei, va bene, così come sei, perché quando dice che Gesù lo amò, dice una cosa super bella, dice che così come sei, ti ha, ti guarda, oh, vieni, primo, ti desidera come sei, allora, vedete, il gioco del Vangelo, questa mattina è questo, si tratta di accettare, di farsi re-innamorare, si tratta di accettare la seduzione, di accettare la dolcezza di questo inganno, e domani mattina mi dirò, e perché poi l'ho fatto questo passo? Eh, perché l'ho fatto? perché le uniche cose belle della nostra vita, sono quelle che facciamo nell'inganno dell'amore, che non è poi solo un inganno, è un inganno perché se ci pensassimo veramente non lo faremmo, fa un po' ridere, no, quando oggi dicono che la vita buona, è una vita che si ragiona tutta per bene con la testa, ma è pazzesco, se ragioniamo tutto con la testa, assolutamente non si parte per questo viaggio, per questo viaggio ci vuole, è vero questa codina dell'inganno e dell'affetto, dell'amore e della seduzione, è vero, se no mai saresti arrivato fin qui, e se tu pensi alla tua vita, alla tua bellissima vita, e tu vedi che in realtà le cose più forti che sono presenti in questo momento dentro di te, e che certe volte un po' ti fanno anche arrabbiare, sono stati tutti inganni, è successo quella roba là, ci sei caduto, poi là, e sei andato dietro, eh, certo, e adesso sei qui, con un fazzoletto intorno al collo, diventa un cappio? No, diventa la possibilità di giocare fino in fondo, tutte queste cose sui regalo del Vangelo, se avete tempo di rileggere quei due versetti della lettera agli ebrei, è vero che dirà che appunto questo è il mistero e la potenza della parola di Dio, purtroppo la traduzione non è bella, e lui direbbe invece che la parola di Dio è così fine, è così sottile, che è capace di distinguere, dice, adesso diciamo due parole difficili, quello che è psichico e quello che è spirituale, però sono due parole importanti, capite? Cioè, sarebbe la differenza tra i miei pensieri, i miei sentimenti, e i pensieri buoni che Dio mi ha regalati, è il suo essere dentro di me, un buon pensiero. Allora la parola di Dio, con una certa crudeltà, questa mattina se pare, fa vedere che sono andato quasi sempre avanti col mio carretto, ma che pure a questo punto così avanzato è possibile ancora lasciarsi sedurle e ricominciare. L'augurio che dobbiamo farci oggi tutti l'un l'altro è che in ragione della bellissima vita che Dio ci ha regalato, possiamo ciascuno e tutti cedere finalmente in pienezza al dono di Dio ed essere totalmente suoi. Grazie.