Mi porto nel cuore e nell'affetto tante persone che non hanno potuto reggere la fatica del vincolo nuziale. E con altrettanto affetto mi porto nel cuore tante persone che non hanno potuto reggere il travaglio della loro comunione nuziale con Dio nella vita consacrata. Sento un affetto speciale per tutte queste persone. Per una grazia singolare il Signore mi consente di non incrociare mai queste vicende con delle colpe, ma sempre con delle fatiche e delle ferite. E su tutte queste situazioni vedo scendere sempre lo sguardo compassionevole del Signore per la nostra fragilità. E quindi cresce anche dentro di me il desiderio che la maternità della Chiesa possa trovare delle vie più corrispondenti al cuore di Dio Padre e quindi più disponibili a cogliere la fatica dell'esistenza. Però mi sembra che la presenza del testo degli Efesini nella liturgia di oggi sia da considerarsi un regalo. Adesso magari quando i ragazzi che si sposano scegliono loro le letture del loro matrimonio, se non lo celebrano di domenica allora si possono scegliere altri testi liberamente, molto difficilmente scegliono questo testo. Perché soprattutto quel passaggio che dice che le mogli devono essere sottomesse ai loro mariti crea delle difficoltà per la nostra cultura. Ma in realtà invece è un testo molto prezioso per cui pensavo un po' di approfittarne, anche proprio a partire da questa conclusione piuttosto drammatica invece della memoria evangelica, dopo che il Signore per tre domeniche ha fatto la sua grande omelia sul pane della vita, quindi ancora stamattina siamo nella calvissima sinagoga di Caparnau, quindi perfettamente acclimatati al Medio Oriente, e le cose non vanno a finire bene, addirittura dice il Vangelo che molti discepoli smettono di andare dietro al Signore da quel momento a motivo di quelle parole. Il rapporto dei discepoli con il vincolo nuziale è un rapporto difficile. Quando al capo 19 di Matteo il Signore dice che non è consentito a un uomo dare il livello di ripudio alla donna, e cita le scritture, i discepoli ancora reagiscono immediatamente dicendo se questa è la condizione dell'uomo riguardo alla donna è meglio non sposarsi. Quindi c'è una grande fatica, lo cito proprio perché, e d'altra parte c'è qualche cosa di irrinunciabile, capite, in tutto questo. Quindi stiamo entrando nella zona più delicata dell'esperienza cristiana. Io devo dire con molta tranquillità che molte volte con molta fatica accetto di testimoniare le nozze, di presiedere la messa delle liturgie nuziali, perché mi sembra che stiamo chiedendo alle persone probabilmente una fatica che non sono in grado di reggere. e quindi non lo so, non lo so, perché poi in realtà bisogna sposarli, perché se noi diciamo ma provo a aspettare, loro vanno in curia e quindi dopo qualche buon collega ti telefona per dire ma com'è che non li sposi, ma insomma e via via. Alla fine si fa, però lo faccio con molta sospensione d'animo, con molta preoccupazione. La liturgia di oggi ci consente di fare un piccolissimo passo e proviamo a farlo. Ecco, innanzitutto per dire perché c'è questa faccenda, il Signore ha lasciato a noi questo impegno di tenere questa saldezza dei nostri vincoli di comunione più fortemente che tutti il resto. Per cui una vicenda può essere infelice, per esempio io conosco dei monaci infelici e che vivono però benissimo la loro condizione, ma sono infelici. E conosco tanti sposi che fanno moltissima fatica ad andare avanti e vanno avanti. E il loro matrimonio è un matrimonio bellissimo. Perché? Perché il Signore queste cose le ha chieste. Perché aveva una necessità e ha una necessità urgente. Lui ha bisogno continuamente di comunicare all'umanità, a tutta l'umanità, che deve essere certa che il suo amore la salverà. Quando noi alziamo il calice durante la messa e diciamo che questa è la nuova ed eterna alleanza, vogliamo dire che la morte di Dio, perché capite? Noi abbiamo fede in questa morte di Dio, è una tale potenza d'amore che qualunque cosa avvenga nel mondo, avvenga nella vita di una persona, questa potenza del sacrificio d'amore del Figlio di Dio è più forte di ogni lontananza. e quindi è capace di raggiungere ogni situazione. E quindi è in grado di far sì che la misericordia di Dio non abbandoni mai. e allora ha bisogno di farlo vedere. Ecco, cioè noi, vedete, siamo chiamati a far vedere che l'amore di Dio non si spezza, che ci possono essere mille difficoltà, errori, fatiche, peccati, ma l'amore di Dio è più forte. E ci sono persone che ricordano questo anche persino al di là della fede. Alcuni miei amici che dicono di non avere la fede e che però, con stupore, uno mi diceva tempo fa io sono aperto che mio papà e mia mamma facevano una fatica tremenda, ma sono stati insieme per me. e dico come fa a sapere? Me l'han detto. Quando sono stati vecchi me l'han detto. E che dall'altra parte mi hanno detto che lo stare insieme per me aveva fatto sì che io potessi essere una piccola dolce catena che alla fine mi ha fatti ritrovare anche nella bellezza del loro affetto. Questo amore che è più forte di ogni vicenda della vita. Allora qui però mi permetterei di dire le due cose. E c'è che molte volte la dottrina diffusa della comunità ecclesiale non è così. Non è così. Cioè non ti dicono che l'amore di Dio è talmente potente che tu sei sempre perdonato dalla potenza del sangue di Cristo. Non te lo dico. E anzi certe volte diventa così rischiosa la faccenda che uno dice ma ragazzi io non la scappo sicuro. Io sicuro che finisca male. E però in modo allucinante si perde di duce in quello che stiamo celebrando adesso. Perché quello che stiamo celebrando adesso capite è una potenza di riconciliazione riconciliazione d'amore più forte di tutti. Più forte di tutti. Gli animi cristiani più eletti negli ultimi due secoli interrogati su questa vicenda dell'inferno tutti hanno detto ma io sono sicuro che l'inferno c'è perché sento che io sono sicuramente molto esposto a questa ipotesi. Però fino adesso penso che non ci sia nessuno. E insomma capite è questo eh è importante è molto possessato è molto possessato perché si sia una speranza di conversione di loro si sia una speranza di non lasciare loro ma non vanno a dire che non vanno a dire che non vanno ma non vanno a dire che non vanno a dire che si stessi è una prova questa che facciamo anche noi nelle nostre case noi che siamo stati conquistati non tanto dalle severità delle nostre madri ma dalla potenza del loro affetto. Mi ricordo che noi a nostra mamma dicevamo sempre tu ci ricatti così però eh ci ricatti è vero e preferivamo la volta che perdeva la pazienza che la volta in cui invece ci aspettava e malgrado tutto ci copriva con la potenza del suo affetto e quando ci doveva fare un rimprovero lo accompagnava con un'infinità di segni del suo amore per noi ci sentivamo vinti eh come dice proprio l'apostolo Paolo che dice questa cosa è quella che ci vince che quando noi eravamo ancora dentro a tutta la nostra perfidia lui è morto per noi lui ha dato la vita per noi se non si grida eh capite la potenza di questo amore più forte di ogni male di ogni peccato in realtà non si entra nel discorso vero al quale segue un'altra condizione però che è molto importante anche quella e cioè che nessuno da solo se la cava nessuno da solo se la cava qualunque sia la nostra età nessuno è qui questa mattina perché si è costruito tutta la vita per conto suo che l'ha portato fin qui questa mattina tutto bene tutto ma scherziamo noi siamo nativamente dei salvati noi siamo nativamente degli amati noi fin dal principio abbiamo trovato qualcuno se no come tante volte Dio ci ha detto nessuno di noi sarebbe qui quindi noi siamo esperti dell'amore di Dio e quindi siamo espertissimi di che cosa? della nostra povertà quando i discepoli dicono ma questo discorso che fai è troppo duro è perché la soavità del Vangelo ti mette davanti a che cosa? al tuo bisogno di essere salvato è vero al fatto che tu da solo non puoi non sei neanche ti conosci e invece per fortuna tu sei figlio di questo Dio chinato su di te e quindi tu sei piccolo e povero e noi siamo tutti un'assemblea di piccoli e di poveri e siamo tutti un'assemblea di peccatori di peccatori salvati di peccatori perdonati di gente che ha bisogno di essere salvati di gente che nella bellezza del Salmo 50 con tante richieste che fa al Signore di perdono a un certo punto gli dice questo rendimi la gioia di essere salvato per cui vedete si può arrivare a questa ipotesi magnifica che a una tarda età come la mia si dica al Signore sono contento di essere capace di niente e sono contento di poterti dire che tu che tu mi hai salvato che tu mi hai tenuto per mano che tu mi hai cercato e vivendo questa percezione e questa certezza di che cosa mi accorgo mi accorgo di tutte le persone che mi hanno voluto bene e di tutte le persone che mi vogliono bene e spero di potere anch'io nell'ultimo istante della mia vita ringraziare Dio per tutte le persone e mi fa piacere ricordare le persone collegandole sempre a quello sguardo a quel segno a quella parola a quel silenzio e a quella lacrima che hanno portato dentro di me una goccia del paradiso quanto bene ho ricevuto ecco questo mi pare vedete è quell'orizzonte diciamo delle nozze in cui dunque la solitudine no la solitudine non va da soli non si può e allora quello che Dio ha collegato al tuo cuore al tuo affetto alla tua dedizione di vita chi è? sono i suoi angeli sono le persone che lui ha mandato perché tu da solo non potevi da solo neanche ti conoscevi e qui mi permetterei di mettere anche una piccola codina nel discorso tanto voi datemi per matto che io sono più tranquillo e cioè certo che dopo c'è tutto un disegno c'è tutto un disegno anche evangelico bisogna dire no? di questa comunione di questo modo però davanti a tante cose complicate che anche oggi ci sono perché se uno ha voglia di entrare nella complessità della storia beh ne incontra subito di storie complesse però io avverto che questo mistero è così grande che quando per esempio due persone si vogliono bene in ogni caso si vogliono bene in ogni caso si vogliono bene e oserei dire quindi quello che c'è di più e quello che più conta fra di loro c'è perché invece due persone che non si vogliono bene due persone che si odiano in ogni caso è un male in ogni caso potrebbero essere anche due cardinali di Santa Romana Chiesa ma se si odiano non va bene cioè c'è una specie di luce del Vangelo che risplende dentro a tutto questo capito? allora io mi permetto di dire che dovendo consentire a tutte le nostre fragilità e credendo che sia uno statuto assoluto dell'Evangelo ricordare tutte le volte che Gesù in mezzo alla gente è venuto a dire non crediate che io sia venuto a giudicare non sono venuto a giudicare ma sono venuto a salvare ricordando tutto questo possiamo anche noi ciascuno di noi pazientare pazientare con la fatica dell'amore molte volte Paolo scrivendo le sue lettere ai suoi figlioli dice espressamente questa parola io conosco la fatica della vostra carità quindi non c'è una illusione romantica non c'è un'evasione è vero di zucchero no il Signore sa che è fatica una delle parole più importanti del Vangelo non traducibile in lingua italiana troppo complesso è una parola che quasi sempre viene resa nella versione italiana del Vangelo con la parola pazienza ma è una parola enorme perché dice che è la tua capacità di sostenere da sotto che non è uno stare sotto passivo non è uno stare sotto subendo che non è uno stare sotto è vero inerte o rassegnato è la forza e il desiderio di sostenere capisci come quando c'è un figliolo che non va bene che non funziona ma tu a tutti i costi lo sostieni e capisci che in quel momento questa è la tua parte stare sotto il suo dramma e sostenere tra l'altro sapete che questa è la vera etimologia della parola re il re dovrebbe essere uno che sta sotto è vero perché deve essere capace di reggere di reggere non come i capi delle nazioni che stanno sempre sul collo della gente invece bisognerebbe essere capaci di stare sotto di reggere allora mi permetto di dire certo mettiamo tutto dentro alla grande fragilità della storia e della vita però mettiamo un briciolo di speranza dentro la bellezza di questa vita spesa perché anche l'altro sia di quante persone abbiamo una memoria preziosissima perché ricordiamo di loro che hanno dato la vita che hanno dato la vita ed è bellissimo poter dire no? perché quella persona ha dato proprio la vita perché questo è il mistero di Dio capite? questo è il mistero di Dio il Signore Gesù lascia l'esperienza della storia abbandona il mondo viene chiamato via dal Padre in una situazione di totale sconfitta ma questo è il suo segreto tutti vivono e voi sapete che noi siamo qui questa mattina appunto perché tante persone ci hanno dato la vita e quindi in realtà perché con tante difficoltà questo legame d'amore è stato più forte è stato più forte della morte è quel legame dell'amore che fa dire al Cantico dei Cantici che l'amore è tale che dare per esso tutti i beni della casa sarebbe ancora come disprezzarlo e ancora le scritture dicono che l'amore è forte come la morte ma in Gesù noi sappiamo che l'amore è più forte della morte allora questa mattina mi pare che da una parte siamo qui a ringraziare il Signore per tutto quello che ha fatto per noi in questa tessitura d'amore siamo qui per dire insieme a quel personaggio dell'Antico Testamento che noi preferiamo stare con lui che lui ci ha fatto tanto bene che anche stamattina facciamo un ripassino di tutto quello che lui ha fatto per noi e noi gli altri dei non ci interessano ci sono sono moltissimi il mondo è pieno di idoli anche questa mattina però noi stiamo bene col Signore e se il Signore in un momento di crisi dice volete far pagotto anche voi noi con Pietro gli diciamo Signore ma da chi andiamo da chi andiamo tu hai parole di vita eterna e il prete della doccia aggiunge è vero in apocrifo illegittimo che c'è anche un'ulteriore tranquillità e cioè che lui sa che noi valiamo niente e ci tiene e quindi facciamoci una piccola conclusione che anche a essere cattivi cristiani bene meglio cattivi cristiani e stare meglio consapevoli che continuamente dobbiamo esercitare sette pazienti da parte del Buon Dio ma ci siamo anche noi ci sono anch'io ci sei anche tu ci sei anche tu siamo qui ciascuno con la sua fragilità la sua debolezza la sua sconfitta ma ci siamo perché lui anche questa mattina ci ha chiamati per la sua carezza grazie a tutti grazie a tutti grazie a tutti grazie a tutti