← Torna alla ricerca

IVDomenicaTO-omelia-GiovanniNicolini-Dozza-20150201(30).mp3

Data: 01/02/2015

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Va bene, vi porto prima di tutto i saluti di tutte le persone che almeno per fama vi conoscono e che ho incontrato in Africa. Ho visto grandi segni di pace, di bellezza, di speranza e ho visto grandi segni di povertà, anche drammatici. Un giovane babbo, avevo detto se qualcuno aveva bisogno di qualche cosa che si facesse pure avanti, un babbo ha detto no ma i problemi di mantenimento non ce li ho, andiamo abbastanza bene, abbiamo due bambini, sono sposati da poco. Insomma è stato fuori che prende tre euro al giorno e si considera abbastanza fortunato. Ormai si sta verificando tutto un doppio regime, per cui se tu vai nella botteghina tradizionale antica, prendi la farina per la polenta, i fagioli e queste cose sono ancora molto economiche. Però di fianco c'è già un piccolo supermercato con dei nomi anglosassoni e lì una bustina di minestra costa di più di quella giornata perché invece sono i nostri prezzi. E quindi aumenta anche una differenza drammatica tra persone che hanno delle possibilità e i poveri. Però insomma sono stato molto contento, ho trovato molto bene sia le mie sorelle che si occupano di questa malattia dell'AIDS, sia i fratelli che invece continuano il loro lavoro delle traduzioni dei libri, della traduzione della Bibbia eccetera. Bene, sì. Adesso stiamo mettendo insieme un viaggio per i giovani, vorremmo l'estate prossima mandar giù un po' di ragazzi, insomma non proprio piccini piccini, ecco ragazzi delle medie superiori o qualcosa così. E penso che possa essere prezioso per loro, conoscere un po' il mondo, anche perché la fortuna è che i miei fratelli sono inseriti del tutto nella vita comune della gente, insomma. E quindi andando là si va molto vicino, ecco, alla vita di tutti. Ma vi dico questo perché la parola di Dio mi ha molto condotto in questi giorni con insistenza sulla bontà del Signore che viene a trovare i Suoi figli. Abbiamo anche preso una decisione per le benedizioni della Pasqua e quindi vorremmo fare così, che per cinque giorni alla settimana quando si comincerà il quaresimo, insomma, il pomeriggio ci sono queste benedizioni, e quindi alla fine delle benedizioni ogni giorno la messa vorremmo celebrarla in una casa. Lo dico perché così se qualcuno sa che chiederà la benedizione e a piacere, vede bene, e si dica messa sulla tavola della sua cucina, magari ce lo segnala e noi siamo contenti. Cioè per me è sempre più importante sottolineare a me stesso prima di tutto che il Signore buonissimo vuole venirci a trovare. E stamattina io avverto che Lui è qui con noi e lo è non in carne e ossa ma lo è dentro alle persone, dentro alla loro storia, alla loro vicenda. Perché sempre di più mi sembra che la fede non è una dottrina, non è che la fede è una roba che si impara sul libro di catechismo. La fede è la tua storia, è la vostra storia, è la mia storia. Le vicende, le speranze, i regali che riceviamo, gli sbagli che facciamo, la bontà del Signore che interviene sempre per sanare, per salvare, per dare un posto. Questo Signore che non condanna, esalta. Allora sempre di più avverto questa esigenza, no? Di celebrare il Signore che viene a trovarci. Non vuole condizioni, no? Non fare le pulizie di Pasqua in anticipo, la farai dopo, no? Ma il Signore è la tua casa, va bene così. Cosa che sperimento perché vedo che gli va bene la mia povera persona, così come sono. è un disastro, ma vedo che lui mi vuole bene e mi continua a fare dei regali, con una pazienza infinita, eh? Una pazienza infinita. Mancano 47 giorni alla mia pensione. Quindi sono proprio a fine corsa. E che cosa devo dire a fine corsa? Quanto è stato buono il Signore con me. Oggi entra nella sinagoga di Caparnao, c'è dietro una grande avventura, che un po' il libro del Deuteronomio racconta, perché nel tempo il Signore ha avuto bisogno di cambiare un po'. Non aveva proprio indovinato tutto bene, perché desiderava mettersi in comunicazione con l'umanità, perché lui ama l'umanità molto, molto. e quindi fin dal principio ha tentato il contatto, ma all'inizio ha sbagliato. Perché quando sul Monte Sinai, questo episodio è un po' ricontato oggi, dal testo della prima lettura, ha regalato la sua parola, ha voluto anche in qualche modo far capire che c'era lui, non c'erano solo le leggi, le tavole che aveva dato a Mosè. Solo che quando è venuto è stato un disastro, perché il Monte Sinai è tutto bruciato, pieno di terremoto, ventuoni, perché Dio era grande e grosso, insomma, no? E allora loro si sono spaventati, hanno detto a Mosè, ma non se ne parla più, se il costo della venuta è quello lì, ne facciamo a meno, ovvero non possiamo, crepiamo tutti se va così. E quindi da allora Dio ha capito che doveva diminuire, venire più alla nostra misura, perché altrimenti non ce la facciamo, abbiamo paura di Lui, o pensiamo come un giudice che ti sbaglia all'inferno. E allora nel tempo, il tempo della Bibbia, Lui piano piano si è modificato, ed è diventato sempre più piccolo, in maniera che non avessimo paura di Lui, lo accogliessimo volentieri, magari ci fa un po' fatica pensare che sia Dio, quel bambino nella grotta lì, nella capanna di Bethlehem, ma è Dio, Dio ha fatto così, ma cosa può fare? Con tutti i bisogni che abbiamo. E sarà ancora più scandaloso quando lo vedremo sulla croce, e sotto la gente lo prenderà un po' in giro, dice, beh, se sei Dio, vieni giù, facci vedere che sei Dio. E Lui, proprio perché era Dio, invece, non poteva venire via, perché era venuto per regalarci tutta la sua vita. Allora bisognava tenere aperte le braccia sulla croce, non chiuse, aperte sulle braccia della croce, perché ci fosse posto anche per noi, per tutti. allora nel tempo si è fatto più piccolo, eh, più piccolo, ma perché è molto importante questa cosa? Perché già da due domeniche, non so veramente che cosa vi ha raccontato il vicario generale, domenica scorsa, che non c'è, però da due domeniche, lui fa vedere che intorno, intanto, che comincia a girare con sto Vangelo, però raccoglie degli amici, vi ricordate, i pescatori, eh, vieni, vieni, vieni con me, dai, vieni a me, e loro gli sono andati dietro volentieri. Adesso nella sinagoga, lui è entrato con i suoi amici, vedrete domenica prossima, uscirà dalla sinagoga, ma andrà in casa di uno di loro, in casa di pieghi, è vero, con gli altri, troveranno la suocera malata, via, via, si fa degli amici, stamattina vuol farsi degli amici, anche fra di noi, perché vuol farsi degli amici? È perché ha una cosa molto importante, che lui desidera, lui desidera regalare Vangelo, dove abiti se? Io abito in via della dozza 5-2, allora, allora lì, ci sei se, a fare il Vangelo, te dove abiti? Via di Formicine, ecco lì ci sei te, allora, mi raccomando, te dove stai? Adesso, ma sai che abbiamo la nonna all'ospedale? Beh, così, anche all'ospedale, c'è qualcuno, che porterà Vangelo. Perché si prende tutti questi amici? Perché vuole regalare il Vangelo a tutti. Perché un bambino nasce da una donna, e viene tirato su dalla mamma, dal papà, dagli affetti, dalla maestra di scuola, e via via, conosce persone, perché il Signore favorisce queste relazioni, perché dice, mi raccomando, eh, dimmi il Vangelo, dimmi il Vangelo, dimmi il Vangelo. Come si difusa il Vangelo? E si è difuso così. Ma sai che cosa siamo venuti a conoscere? Eh? E si racconti il Vangelo. Eh? E qualcuno dice, ma, io penso che sia tutta una fola, il Vangelo, tutta una favola. Eh? Oggi è mica mai stato per quel Gesù lì? No. Eh? Allora io dico, va bene, è proprio una fiaba. Ti piace la fiaba? Ah sì, mi piace, mi piace. Magari la chiesa non mi piace mica tanto. Adesso un po' di più, perché c'è quella argentina a Roma lì, è un po' più simpatica. I preti proprio non li sopportano, il parco, guarda, poveretto, che vada a farsi delle vie. Però, però invece avete visto, normalmente lui piace. Gesù piace. Per cui quando uno mi dice, eh sì, mi piace Gesù. E quel che dice, ti piace? Eh sì, che mi piace. è quello che lui fa, in modo di stare. E poi alla fine questa voglia di regalare tutta la sua vita. Ah cavolo, se fosse vero. Eh? E però, mentre dice così, e gli piace, io dico, beh, ma loro possiamo anche noi dire quelle robe lì, è vero? Le possiamo fare anche noi. Che bella fiaba che possiamo fare anche noi. È vero. Non importa, anche se fosse una fiaba, non lo è. Ma è così bella, che si può viverla, e che si vuole viverla. In questa fiaba, per esempio, dove piano piano si vede che è meglio perdonarsi che darsi delle legnate in testa. Dove si vede che ci deve essere qualcuno privilegiato fra di noi, è vero? I più piccoli, i più poveri, i più malati, le persone che fuori chiedono l'elemosina, è vero? Questi stranieri che vengono da lontano, è certo. La nostra nonna, che adesso è debole, ma quanto bene ha fatto. È vero? E quindi ci sono tutte delle attenzioni, sono tutte l'amore di Dio che diventa la tua storia, è vero? È diventata bellissima la tua vita perché c'era la fiaba di Dio. E quindi tu, fin da piccolo, sei stato molto voluto bene perché è la fiaba del Vangelo. dice così, che tua mamma e tuo papà ci credessero o non ci credessero, sono stati affascinati da questa fiaba dell'amore e si sono compiaciuti di volerti bene. E per volerti bene hanno fatto proprio anche dei sacrifici. Come è diventata bella la tua vita a motivo di quella parola così affascinante, così importante, così potente. e quando Gesù va in giro e dice la parola, la gente si commuove perché? Perché non è come un professore a scuola. No, lui fa vedere una roba che c'è, fischi? Fa vedere una roba che c'è. Perché il Vangelo non è fatto solo di parole, è fatto di parole e di gesti. Adesso ascoltiamo la parola, però poi dopo sulla tavola viene spezzato un pane. Quel pane lì è il segno di quella parola che è lui che adesso può nutrire la tua vita. Lo vuoi prendere questo pane? Sì, lo voglio prendere. Ma te lo merito? Ma neanche per sogno. Ma allora perché lo prendi? Perché sei a posto? Eh no, eh. Perché sono giù di posto e ne ho bisogno. Vieni, vieni. Beh, c'è meno pezzi di pane che sempre. Beh, facciamo così per oggi. Lo spezziamo di più in maniera che ce ne sia per tutti. e vedi? E il Vangelo è fatto così. Eh? Il Vangelo è il libro del Vangelo, ma sono anche gli occhi di tua madre che non potrai mai dimenticare. Eh? E succede persino, anche quando le persone se ne vanno via perché il Signore fa un fischio e le chiama nel suo giardino. Porco cane, direbbe un mio amico di Imola. E quando le chiama nel suo giardino mi dispiace da madre. e quando si pigliava mio padre io non dicevo le preghiere insieme ai miei fratelli ma stavo nel giardino della casa e grigiavo Dio, ma sei pazzo ma mi porti via mio padre. Ma mio padre è anche mio padre nello spirito. E sono stato malissimo per la morte di mio padre. Poi però quando le persone vanno nel giardino di Dio dopo un po' comincia a succedere un fatto bellissimo. Lo diceva anche una mamma prima a Calamosco faceva dire una messa per ricordare suo figlio. Le ho detto però è bravo tuo figlio. E lei mi ha detto sì è proprio bravo. Oh che bellezza sono contento che non mi dici era bravo. No, no, no non glielo dico più che era bravo. Adesso le dico che è bravo. Perché succede una cosa meravigliosa che siccome sono nella resurrezione del Signore piano piano piano e ci ritornano vicini. Per cui diventano i più grandi amici della nostra vita e quasi certe volte più di allora perché in fondo mio padre l'ho amato moltissimo ma forse perché i primi cinque anni della mia vita lui era in guerra e io non l'avevo conosciuto e quando è tornato mi faceva soggezione e un po' forse quella soggezione ma sempre un po' accompagnata e quindi sempre pensavo chissà se posso dirlo questo a mio papà. E facevamo anche i bricconi perché andavamo a liceo e quando figliavamo un bel voto allora bisognava far firmare dai genitori i compiti in classe allora lo portavamo dal papà ma la volta che figliavamo quattro andavamo dalla mamma e dice mamma questo qui lo firmi poi tu e lei insomma è l'ultima volta che ti firmo questo compito ma prossimo vai da tuo padre e però adesso dopo anni è vicinissimo e c'è confidenza c'è confidenza gli faccio firmare tutti i quadri della mia vita glieli vado a raccontarvi e gli dico anche al padre esterno questo informalo te perché noi lo sappiamo gli piace che lo informi tu perché questa bricconata però poi non è scappata vedete la vita è meravigliosa perché è visitata dal Vangelo ma la vita per essere visitata dal Vangelo ha bisogno di voi ha bisogno di te dice ma io sono un mascalzone fidate di me che sono un mascalzone anch'io eppure vado in giro a vendere ombrelli l'altra sera sono andato fino a Pisa per fortuna Giobba mi ha accompagnato in una parrucchina ma sono pazzi va bene e siamo andati a vendere i nostri ombrelli del Vangelo anche là davvero vicino a Pisa è perché c'è molta sete sai del Vangelo anche le persone che magari il Vangelo non lo conoscono hanno molta sete del Vangelo perché? perché tutti abbiamo bisogno di pace perché tutti abbiamo bisogno di una carezza perché tutti abbiamo bisogno di qualcuno che sapendo quello che siamo però dice vieni vieni sempre te c'è un posto anche per te anzi sono molto contento che ci sia anche te questa mattina io vedo che il Signore è contento che ci siamo noi molto contento è contento che ci sia anche te anche te è vero bene così come sei bene una mia amica mi ha detto entrando in chiesa sì adesso vengo ma però so che poi vengo a confessarmi poi non ho capito perché deve poi venire a confessare in ogni modo però il fatto vale certo certo certo il Signore non butta fuori nessuno perché pensare di togliere il male facendogli del male non serve a niente ogni tanto il carcere della dozza serve a qualcuno perché va giù a posto un angelo a fare un viaggio se no il carcere della dozza fa male eh perché è perché la gente si entristisce ancora di più è vero il carcere non è neanche fedele alla costituzione italiana che direbbe che deve servire per aiutare una persona a ritornare dentro a ritrovare il gusto delle cose buone e belle ma non ci si è da fare serve solo per liberarsi di loro ma non è per liberarli da quello che li tiene prigionieri che è la situazione di quello metto che era nella signacoga è vero di Caparna o quel giorno è vero dice che era posseduto da uno spirito immondo da uno spirito impuro era furioso facciamo una finta perché non ci dice il motivo per cui era prigioniero ce l'aveva su con la sua suocera e anche quella mattina aveva detto se vedo tua madre in sinagoga la strozzo so proprio una roba da matti è vero sarà insopportabile sta suocera ma povretta è vero ognuno è come può è vero ma lui la voleva strozzare ecco essere posseduti da uno spirito cattivo è quando c'è una roba cattiva che è più forte di te ti ha mai capitato è sì che ti è capitato è sì che ti ha mai capitato più male che è più forte di me perché vedete si esagera un po' con la colpa del peccatore voi dite ma ce lo dici tutte le volte e sì che ve lo dico tutte le volte perché io credo che appunto il peccatore cioè anch'io sia prima di tutto prigioniero del suo male e in certo senso lasciatemelo dire vittima del suo male il male gli è saltato ad ossa soprattutto probabilmente non ha avuto tanti segni opposti al male gli sono mancati tanti segni di bene no? eh? perché uno magari ha un problema e lo domina e lo fa star male però lo so ha quella persona che gli vuol bene è vero sa che lì in ogni caso può sedersi e avere un colui un bicchiere di vino con gli altri e nessuno lo caccia via ma questo è molto importante no? perché perché se noi abbiamo tanti abbracci positivi che avvolgono la nostra vita è più facile che non andiamo proprio a cercare i guai è vero? e che siamo così fragili davanti alle cose e quindi il Signore di noi peccatori ha compassione e ci vuole un tale bene che è venuto per dare la vita capito? questo è molto importante tenerlo presente però povrezza siccome non può riuscire arrivare dappertutto manda a te manda a te ti dice lì mi raccomando fai te e questa dice la responsabilità allora premettendo che sono in un debito di riconoscenza enorme nei confronti dei nostri catechisti che sono dei martiri povretti quindi avendoli molto ringraziati io direi papà e mamme il più possibile i bambini non mandateli al catechismo non mandateli al catechismo perché perché il catechismo glielo devi far te e però devi stare attenta che non è che glielo devi dire adesso ci fermiamo e poi facci eh allora le men che vado dalla catechista il tuo catechista il tuo catechismo mamma papà e stai accompagnando la ginnastica e intanto gli racconti qualche cosa ma fra l'altro guarda che non gli devi neanche raccontare il Vangelo Marco 1 21 28 gli devi raccontare il tuo Vangelo gli devi raccontare come il Signore è entrato lui nella tua vita nella casa dove tu eri ed è successo questo e poi è successo questo perché perché così se gli racconti tu la tua storia quello può diventare più facilmente la sua storia perché uno gli viene voglia di fare come sua mamma e di aver come sua mamma no? è certo è certo e il racconto è la cosa più importante un ebreo molto sapiente che è vissuto nel secolo scorso lui dice che il modo migliore per far passare una roba che tu ci tieni molto a comunicare è raccontare è il racconto ti racconto ti racconto ti racconto ma quando tu gli racconti il buon samaritano gli racconti di te capisci? questo è interessante succede come per la fiaba no? vi ricordate cosa diciamo della fiaba? che la mamma dice al bambino stasera per farti addormentare ti racconto una fola e gliela rivolta e il giorno dopo lo sta mettendo a letto e lui le dice ma non mi racconti la fola? sì allora raccontami la fola e dice racconti un'altra no raccontami la stessa fola raccontami la stessa fola ma è sempre la stessa fola ma voglio perché? ah perché gli piace da matti quando la fiaba passa attraverso gli occhi di sua mamma le mani della sua mamma il profumo che lui sente dalla vicinanza della sua mamma è potentissimo quindi non è che vi dica di non mandargli il catechismo per deviarli ma perché è affidato a voi voi siete il catechismo dei vostri figli dice non credo neanche nei radicchi ma gli vuoi bene? sì gli voglio bene allora parti da lì poi vedrai vedrai ecco però poi imparare i comandamenti chiederemo un aiuto ma tu daivi gli insegnamento fondamentale e cioè che il senso della vita è l'amore perché Dio è amore e chiunque ama è in Dio l'amore è più largo della fede è più largo della fede e tu lo sperimenti perché c'hai quella tua amica che lei non è dentro nel nostro orizzonte quello che ci riunisce qui ma vorrei avere la sua bonità eh vedi è certo nella nostra fede noi sappiamo che quello è di Dio e lei può darsi che non ci creda in Dio ma certamente è abitata da Dio e certamente amando rende presente Dio allora quello che il Signore ha fatto nella sinagoga di Gaffarno è affidato a te anche a te è affidato un compito di liberazione non devi mai condannare nessuno perché lui non è venuto per condannare ma per salvare non condannare mai nessuno e fatti vicino a tutti pensando che quella persona che sembra proprio perfida in realtà è una persona malata è una persona frigioniera per fortuna che ci sei tu per fortuna che ci sei tu non giudicami non giudicami ecco allora vedete questi sono i primi passi del Vangelo siamo ancora al primo capitolo del Vangelo secondo Marco vedete quanta strada il Signore ha già fatto e questo mi sembra questa meraviglia della responsabilità quindi del Vangelo allora per questo motivo vi dico quel che abbiamo pensato per le benedizioni pasquali si può dirlo si si può dirlo perché tra un po' cominciano le benedizioni pasquali allora abbiamo pensato così ogni settimana dal lunedì al venerdì al pomeriggio benedizioni pasquali però abbiamo pensato che alla fine di ogni pomeriggio diciamo messa in una casa in una casa perché perché perché proprio c'è molto il desiderio di far capire che non siamo noi che andiamo dal Signore ma è il Signore che viene da noi capisce e quindi che la messa quel giorno lì non sia sull'altare della chiesa ma sia sul tavolo della tua cucina sia intorno a quel tavolo dove si riunisce la tua famiglia dove sia in quel tavolo dove tu magari invece mangi da solo e inviti tutte le persone che sono nel tuo cuore e che in quel momento non sono lì bene su quella tavola vorremmo dire la messa quindi se qualcuno già pensa che chiederà di ricevere la benedizione e che gli va bene che una sera la messa si dica sul tavolo della sua cucina comincia a versire qui i miei capi i miei ministri e loro prendono notte e vediamo la casa tua a dire la messa perché ormai abbiamo bisogno di questo è vero ci aiuta molto in questo l'argentino papa è vero anche quella faccenda del vangelino e mi sembra interessante diciamo ma cos'è un vangelino un librino così ma quelli che costano poco sono piccolini più cento scritti un po' piccolino ma è vero questo ci sta nella tasca è vero il vangelino mettitelo in tasca è vero così quando sei alla coppia che devi fare la fila per pagare la spesa io la devo far sempre io non vado alla coppia di soldi perché è troppo cara ma però al sabato mi dimentico che manca la roba ti vuoi andare alla coppia però non ho il coraggio di andare in quella cassa automatica frittra dove fanno tutta la macchina perché insomma mi sento imbranato e allora mi metto in fila con me in fila ci sono delle signore similità alla mia è vero con dei pagagli di così ma Dio me quanto tempo staremo qui allora se uno ha il vangelino in tasca dice il Papa intanto così ripassa il Vangelo però trovare le occasioni per ripassare il Vangelo in maniera che il Vangelo diventi sempre più le nostre parole e il Vangelo sia sempre di più non il Vangelo è basta ma il tuo Vangelo quello vissuto da te allora sfruttare anche il Librino del Papa ecco facciamo questo movimento bene questo movimento verso la vita delle persone verso la vita delle persone a me stamattina c'è qualcuno dei miei amici della parrocchia degli atei anche verso la loro casa tra l'altro gli atei hanno un dono straordinario fanno dei presepi meravigliosi ma di modello non lo sapevo per cui nel giro dei presepi vado a vedere quel degli atei mi sento come Caffarra che va in giro a vedere i presepi più belli i miei sono più belli dei suoi è vero è che strano che è Dio è vero che strano come siamo fortunati che non corre sullo stesso nostro modo di pensare c'è tutto un modo suo un po' passividale in maniera che così si è posto per tutti e anche per noi di questo oggi lo ringraziamo molto e sta diciamo quindi