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20181028-XXXDomenicaTO-messa-GiovanniNicolini-Dozza(22).mp3

Data: 28/10/2018

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Ho pensato che quando il profeta Geremia oggi ci dice che il Signore si porta dentro e dietro una gran massa di gente, penso che sia così. E voi dite, ma siamo qui poi un certo numeretto, ma mica certo una gran folla, sì ma ognuno di voi, ognuno di noi, quanta gente ha nel suo cuore? E' una persona che è interessante, perché nel cuore ci siamo portati a messa le persone che portiamo dentro di noi con particolare apprensione, dolore, preoccupazione o sconfitta. E abbiamo portato nel cuore a messa anche le persone che segnalavo nell'atto penitenziale, e cioè quelle che facciamo fatica invece ad accogliere, ad accettare. Però quando arriviamo verso la domenica e verso questa celebrazione è chiaro che sentiamo quasi con violenza la realtà che noi stessi magari abbiamo tenuto lontana. Quindi c'è un sacco di gente, capito? Stamattina migliaia di persone ci sono nella Chiesa della Doccia, tutti quelli che ci siamo portati nel cuore. A partire dalle persone più preziose della nostra vita, alle più piccole, in modo particolare a quelle più ferite, ognuno di noi, ma magari una persona poi, che più di tutte porta in questo momento nel suo cuore. Anch'io sono a messa questa mattina come una persona che porto in un posto privilegiato della mia apprensione, della mia preghiera, un po' persino del mio pianto, della mia speranza. E anche tu. Perché non bisogna mica aver paura di dovere troppo bene alle persone. Moltissimi. E si dice, ma tu perché sei venuto a messa? Perché hai il comandamento? Perché te l'avevano insegnato da piccolo? Perché sei qui per accompagnare un altro? Sei qui che non hai nessuna voglia ma insomma bisogna venire? Sì, ogni ragione è buona. E la più buona è se sei qui per una persona sola. Forse se no non sarei a messa stamattina. Adesso sono qui per quello. Perché ho il sospetto di voler bene al Signore, ma a questa persona ancora di più. Bene. Tutto bene. Il Signore ci tiene molto. Innalzate canti di gioia. Perché il Signore ha salvato il suo popolo. Ecco. Anche Lui è qui con noi, con tutta la sua gente. Con tutte quelle preferenze strane che il Signore ha per i più lontani, per quelli che non ci credono, per i lebrosi, per i miscredenti. Persino per quelli più vignosi, no? Per esempio, i vignosi che sono poi i farisei, no? Quei piluca lì, che sono sempre a controllare, giusto, sbagliato. Qui non va. Lui, via, li porta. Avete visto? Continua a andarli a cercare. Oggi lascia il vero. No, non può. È fatto così. Quindi ci sono tutte le persone che portiamo a messa a noi e tutte quelle che ci porta a Lui. Un grande popolo. Per cui noi innalziamo canti di gioia e di riconoscenza. Perché c'è un luogo del tempo, della storia, della vicenda umana in cui nessuno è escluso. Ci sono tutti. E Lui vuole la salvezza di tutti. Ce la caverà. Ce la caverà sicuramente. Se potete dare un'occhiata anche al testo della seconda lettura della lettera agli ebrei, lo scoprirete. Perché? Perché Lui è lì e dice, è il grande sacerdote. E il grande sacerdote è quello degli ebrei. E dice, devo offrire i sacrifici, ma devo offrirli anche per sé, perché è un peccatore. E adesso abbiamo questo grande sacerdote, che si chiama Gesù. E Lui per giunto di guai non ne ha combinati. Ma se allora devo offrire qualche cosa, eh? Eh, ma no perché non hai i peccati, quindi non devi offrire niente. Ed è quel punto lì, capite? E Lui arriva anche questa mattina a comprendere che un'offerta la può fare e la vuole fare. L'offerta è se stesso. Invece di offrire una vittima per i suoi peccati, Lui ancora una volta offre se stesso. Perché noi siamo liberati dalle nostre ombre, dalle nostre colpe, dalle nostre chiusure. E quindi l'essere tutto a posto, per uno magari farebbe il supervieto. E invece Lui viene a regalarsi. Viene a regalarsi. Capite? È assoluta la misura di Dio. Se per caso c'è qualcuno che non vi siete portati nel cuore dicendo, no, ma quello lì però, insomma, è troppo uggiglioso, ne combina troppe. No, qualcuno ce l'ha su, non so, con un ministro del governo. Quello lì non lo porto a me, prendilo adesso. Dio me, eh, prendilo. Aiutiamoci a prenderlo se abbiamo un po' più di difficoltà. Perché anche Lui ha bisogno di essere salvati. Tutti abbiamo bisogno di essere salvati. Ci siamo tutti. Però c'è una persona anche speciale. La persona speciale è quel cieco. Che è a Gerico, il Signore è arrivato a Gerico, vuol dire che si è fatto una buona camminata per tutta la valle del Giordano. È un viaggio lungo dal lago di Cenezzare fino a Gerico. Gerico, sapete che è la città più antica del mondo, ma è anche la città più calda del mondo. E da lì si prende una salitona che con un migliaio di metri di dislivello va fino a Gerusalemme. Ed è il grande viaggio che il Signore fa verso la sua Pasqua. E lì c'è appunto questo personaggio, però è il cieco. Ma il cieco dice, ma, oh, allora quando sente che c'è lui, sapete che ne ha sentito parlare, salvami, salvami. E ci sono le voci intorno che lo fanno tacere, lo vogliono indurre al silenzio. E anche questo è abbastanza interessante. Sì, perché c'è sempre qualcuno che vuole una certa liturgia dove non c'è disturbo, dove non ci sono delle scenate, insomma, bisogna che tutto funzioni perfettamente. Sono due mila anni che anche la Chiesa sta cercando di imparare a non volere delle robe troppo precise, troppo ordinate. Ogni tanto c'è fuori qualcuno che sarà che scrive anche un articoletto sul giornale perché l'argentino che è venuto a fare il Papa dice, no, ma anche quelli lì bisogna prenderli. Ah, ma quelli lì sono così, fino a ieri scomunicati. E oggi lui dice, no, ma stanno facendo una strada, bisogna che li accompagniamo perché anche loro. Ah, bellissimo. Viviamo in un momento straordinario della misericordia di Dio. Questo mi interpella e ti interpella, mi permetto di dire. Perché anche tu, forse, devi un momento tornare fuori e dire, oh, aspetta che chiamo anche lui, eh. Eh sì, sì, non l'ho dimenticato. L'ho detto no, questo qui no. Questo qui è meglio che lui non pensare. No, pensaci. Pensaci e vai a prenderlo. Fra l'altro, è la cosa più severa che puoi fare per lui, che non è il lasciarlo fuori, ma è il prenderlo dentro. Perché? Perché qui dentro, come lui ci regala la sua vita, e il modo vero per venirne fuori è che ognuno putta via un po' la sua vita vecchia e piglia quella nuova che il Signore gli offre questa mattina. E io sono tuo fratello, vuoi venire come? Sì. È una vita nuova. Fratelli i suoi. E allora, molliamo la vita vecchia, abbiamo fatto apposta l'atto della penitenza all'inizio. È vero? Questo qui non va, non va, non va. Bene. prendiamo adesso una vita nuova, la sua. Lui è venuto per quello, dicevamo, no? Non ha da offrire sacrifici per sé, allora offre se stesso per noi. il cieco è delicatissimo, no? Perché l'abbiamo sperimentato tutti. Il non vedere, e il non vederlo, e il non vederlo. e quindi, se mi spiacciono, non vedo. Oppure, sono disperato, ma non vedo. Allora lui lo sente gridare. Bellissimo, no? Oggi siamo invitati a fare nella nostra preghiera un grido. Oh! Abbi pietà, dimmelo. Ma dice, stai benone? Sì, ma c'è un altro che mi porto dentro. Abbi pietà. È bellissimo il grido del cieco, è vero? Perché, dunque, non ci vede, tutti i partiti, non mi fanno... Eh, allora io grido più forte. Eh? Grido più forte. Dice, ma io non so pregare, grida. Grida. Eh? Grida come il cieco, non è che chiamo perché vedo, capisci? Ma grido perché non vedo. Dice, allora anche quelli che non hanno fede, eh, scopeste, anch'io quindi, che la fede non ce l'ho, però anch'io. E quindi, capite, questo ci fa capire questa volontà di salvezza assoluta. Ma non bisogna avere la fede. E dice, ma quello lì non c'era? Ma guarda come grida. E allora c'è quella parolina, all'imperativo, eh? Chiamata. c'è qualcuno da chiamare? Cosa dite? C'è qualcuno che abbiamo escluso, che abbiamo giudicato, che abbiamo liquidato in qualche modo? Chiamalo. chiamatelo. Chi io, mio, ne sono entrati in chiesa altri 40.000, eh, ci staremo, eh, chiamatelo. Perché se è fuori dal tuo pensiero e dal tuo affetto, è dentro al mio, e io sono venuto per lui. Chi ama? è la cosa più importante della vita cristiana, ed è la cosa più importante della preghiera. Perché tu ci sei perché qualcuno ti ha chiamato. se non ce ne dica. E sono molte le persone che ci hanno chiamati, eh? Di qualcuno ce ne siamo anche accorti. Di moltissime no. Però, se io penso perché sono qui, vabbè, sono qui perché Giuseppe ha detto oggi vado io all'ospedale e ha dato lui a far us e io sono qui. Va bene. Però, molte persone mi hanno chiamato. quando ero piccolo e di notte facevo un perché non mi faceva nessuna paura agli aeroplani. Si era durante la guerra. E però il nonno aveva fatto scavare un rifugio nelle vecchie mura del castello dei Gonzaga e bisognava andare fino a sto rifugio ma c'era stato venti minuti di camminata al buio. perché non si poteva accendere niente. C'era la guerra. Ma stavamo tutti gli scuri anche alle finestre e non si doveva vedere una scintilla. Allora il bus camminava protestando. Dai, andiamo, vieni, vieni. Quanti mi hanno portato? Quanti? E il Signore che domanda cosa vuoi? E ci voglio vedere. questo qui tra l'altro visto che hanno supposto che ci vedesse prima non è proprio un nato cieco. Se hanno ragione loro, io ho dei dubbi, ma però se hanno ragione loro voglio vederci come prima. Eh, ma non è mica meglio, eh? Perché il nato cieco è nato cieco ma uno che ci vedeva. Ah, non lo prendete più, eh? perché lui è sempre in questa disperazione e la cosa incredibile è che quello che lo fa disperare è quello che non vede più perché è come se lo vedesse ma buio. è mai capitato? È la caduta della speranza. È la caduta della speranza per una persona che ama e che non puoi far altro che pensarlo, pensarlo, averlo continuamente, vederlo e non lo vedete più. E quindi è una roba rossa questo c'è. Bene, questa è la potenza è la potenza dell'amore di Dio. Questa è la bellezza della nostra vita. Perché è una bellezza seria, capisci? Non è un dire beh ma tanto non c'è niente, noi ma tanto gli importa niente, no. Invece il punto delicato è che per lui tutto è prezioso. Io non conosco tutti i vostri nomi ma questa cosa la so. Quanto sei prezioso. Ed è per questo che mi sono permesso di pensare che tante persone che non si vedono e tu non gli hai detto vado alla dozza e dice va pure. io non ci vedo però tutto lo sei tirato dietro e lo vedi. Ed è delicato anche lì il testo del Vangelo perché dice che quando questo qui ci vede ci vede eh ci vede anche se vuole andarsi a fare una Coca-Cola finalmente ci va con disinvoltura ma insiste sul fatto che vede Gesù e a quel punto lì affascinato gli va dietro una specie di esercitore della salvezza ci va e anche tu sì ci vado anch'io ci vado anch'io voglio anch'io partecipare a questo viaggio della misericordia perché? perché ero cieco e adesso sono tornato a vederci capisci? allora sti occhi per cosa mi servono se non per indicare la strada buona cercando di percorrere anch'io gli vado dietro eh vuoi venire vuoi venire vieni vieni vieni vieni vieni non dovrai neanche dirlo perché perché il come tu stai andando dietro a lui è affascinante e quindi ci voglio provare anch'io amore di credere mio di essere ci va lui non io ci vado anch'io ci vado anch'io per cui c'è anche il vantaggio che pur essendo un cristiano nel senso che hai visto la luce hai visto lui e adesso ci vai dietro ma sono perfido eh e dice ma se ci va lui ci vado anch'io e quindi non lavarti troppo non pettinarti troppo alla cristiana la saperta sia uno qualunque che abita in una strada qualunque che fa una vita qualunque che fa un sacco di stupidate ma gli va dietro sì che l'altro può dire ma se ci va lui eh è bellissimo la chiesa a un certo punto l'ha capito una roba è vero e quindi ha stabilito di essere una chiesa di peccatori dice ma no non bisogna essere una chiesa di santi a quello ci pensa lui quello che noi sappiamo è che siamo dei peccatori che però adesso peccatori ma lo vediamo perché non c'è scritto che siccome lo vedevano faceva più peccato lui continua a pensare di essere un peccatore ma lo vede e gli va dietro e così chi si trova nella tua condizione non vede in te un primo della classe che funziona perfettamente ma un amato da Dio e la misericordia che il Signore ha avuto per te diventa contagiosa per lui ma allora allora anche per me sì anche per te anche per te vieni non dite mai a uno che se vuole andare dietro al Signore deve confessarsi non dite come vi dicevo questo Papa Argentino per tante cose ne ha tutte sollevate non si può troppo dire anche lui le dice un po' così ma non si può troppo dire ma dice come ma quelli lì ma non si può ma lui ha l'impressione che bisogna che tutti possano e che è pericoloso dire a uno tu non puoi perché adesso prende la macchina va a casa spatti con tu un palo porca vacca no non prende quella responsabilità non dirgli mai tu non puoi dici se mai se vuoi ma se hai un rapporto anche affettuoso voglio proprio che tu venghi andiamoci insieme e se si ferma fermati un momento anche tu ultima cosa che dico poco garantita perché non ho trovato ma insomma il Vangelo si accorge di una roba si accorge che questo qui quando gli dicono che è Gesù si alza i piedi poi c'è un verbo che in tutto il Nuovo Testamento c'è solo lì e in tutta la Bibbia due volte solo che vuol dire che fa un salto in alto tanto se e poi dice che butta via un mantello eh questo qua mi ha fatto un po' pensare perché un mantello è un mantello è buono però nella tradizione dei padri dei padri ebrei il mantello è una roba speciale perché contraddistingue il profeta e quindi capite è uno che per il carico anche della profezia il profeta non è uno che indovina il futuro è uno che porta il peso del presente e impedisce al presente di cadere nella desiderazione capisci? perché anche stamattina tu hai dovuto portare a messa qualcuno contro la caduta di ogni speranza tu l'hai dovuto portare il profeta è uno che nel suo mantellone mette tutti e tutto perché deve portare tutto davanti a Dio allora a quel punto lì ha finito di fare il profeta capite? allora cosa vuoi che faccia il profeta? faccio il poveretto che ha bisogno di essere perdonato che profeta è una parola che mi fa ridere scherziamo invece no perché sei stata brava sei stato bravo hai portato il peso della tua storia non l'hai mollata la tua storia l'hai portata bene bene hai chiesto scusa all'inizio della messa hai ascoltato la parola del Signore adesso molla pure il mantello perché adesso Lui assume tutto e assume tutti e ancora una volta si butta dentro nel dono della sua vita perché la tua vita sia salva e perché tu che hai portato il peso del peccato dei peccatori possa anche oggi fare la festa dei perdonati e quindi dei figli e quindi dei fratelli e possa gradire la carezza di Dio grazie a tutti grazie a tutti