E' la quinta volta che alla domenica ci troviamo con questo Vangelo di Giovanni del sesto capitolo, il miracolo dei pani e il lungo discorso che nella sinagoga di Cafarnao tiene il Signore per spiegare il miracolo. Allora, adesso ha finito di parlare, oggi c'è come la reazione del pubblico, reazione non semplice, cosa poi che fa un po' impressione a partire dai più vicini. Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. E' il problema principale tra i discepoli. E hanno detto una cosa molto delicata, dice, dopo averlo ascoltato, dissero, questa parola è dura, chi può ascoltarla? Io sono andato un po' a rinquescare i Vangeli delle altre quattro domeniche indietro dove appunto lui parlava, però è difficile dire che ci siano dei passaggi e quindi ho cercato questa durezza in un'altra prospettiva. E mi sembra che anche gli altri testi delle scritture di questa domenica confermino un po' questa ipotesi. Prendetela con beneficio di inventario. Però a me sembra che la durezza che alla fine viene fuori da questo discorso, ma dalla vita cristiana, così come il Vangelo la propone, da questo Gesù, così come lui si presenta nel suo rapporto con il Padre, nel suo rapporto con i peccatori, nel suo rapporto con la storia, e quindi alla fine mi dà l'impressione che la durezza del linguaggio sia una realtà che anche noi sperimentiamo. Ecco, quale potrebbe essere questa durezza del linguaggio evangelico? Beh, è quella che noi rendiamo presente quando durante la giornata, qualche volta, pregando con il libro della liturgia delle ore, iniziamo ogni preghiera con quel primo versetto del Salmo 70, dove il salmista dice, Dio, vieni a salvarmi. E se c'è uno che risponde, commenta dicendo, Signore, vieni presto in mio aiuto. Alla fine dei conti, forse anche per il tipo di cultura nella quale viviamo noi, oggi e in questo pezzo di mondo, secondo me il problema grosso è il dovere accettare che da soli non si può e che nessuno è capace di costruire e realizzare la sua vita. E che quindi Dio non è semplicemente qualcuno da meritare. Allora io sono molto bravo e alla fine lo merito. Qualcuno da conquistare. Io faccio un sacco di fioretti e di beneficenze, alla fine mi ha messo fino a una lapide. È vero, contro un muro, sicuramente vado a prendermi il premio. Ma noi non... Quella roba lì non la sappiamo perché siamo ancora tutti al mondo. Se poi è vero che lo conquisteremo, vedremo. Mentre invece facciamo un'altra esperienza. Facciamo l'esperienza della nostra fragilità. Facciamo l'esperienza di come il nostro cuore faccia la svelta a indurirsi e a farsi violenti. Sperimentiamo come facciamo fatica a perdonare, a riaprire una relazione che sembra si sia chiusa. Come facciamo fatica a invecchiare. Come facciamo fatica ad ammalarci. E quindi c'è questa fatica che sempre rende necessario che io mi faccia aiutare. Qui ci sarebbe un rapporto interessante da fare con tutte le grandi meravigliose spiritualità dell'Oriente induismo, buddismo che sono capovolte rispetto a tutto questo perché esaltano moltissimo il procedimento di ciascuno nella sua progressiva accresciuta spiritualità capacità di sopportare non violenza. Insomma, uno diventa sempre più bravo, sempre più bravo, sempre più bravo. Invece la nostra esperienza per esempio di modesti cristianuzzi è piuttosto deludente perché capterini più andiamo avanti più ci sembra di essere mascalzoni, di non riuscire a compilare niente di buono, di non essere mai a posto. E insomma, e credo che sia questo il problema. perché tutto il discorso che il Signore ha fatto su questo pane della vita è stato per dirci non puoi farne a meno, sta attento, non privarti di questo perché da solo non ce la fai. Anche oggi dice, vedi, è per conto tuo che vuol dire la carne, è buona di niente, è solo questo aiuto di Dio che lui chiama lo Spirito e chi ce la cava. E noi anche nella nostra cultura di qual di là anche della fede facciamo un'esperienza culturale di grandissima solitudine, no? Per esempio, c'è una cosa che scopri molto negli anni in cui lavoravo qui alla Caritas a Bologna e si diceva ma in una città come Bologna qual è la povertà più grande? Sì, c'è qualche povertà che non si arriva a fine mese che bisogna pagare una bolletta che adesso in questo periodo magari ma addirittura c'è qualcuno che deve cercare da mangiare quindi ci sono anche delle povertà molto elementari ma in una Bologna che funziona la povertà più grossa è la solitudine eccola lì eh? Molti ragazzini da soli molti, molti molti vecchi da soli molti, molti e poi vedete sono andato a dirmesso all'ospedale molta solitudine all'ospedale gli eroi dell'ospedale sapete che sono gli infermieri e accanto a loro gli servienti è incredibile che hanno una professionalità altissima per cui quella mia signora vecchia e malata aspetta molto di più l'infermiera che il professore è molto di più e soprattutto non ha parenti da aspettare perché non la va a trovare nessuno e voi sapete che alcuni grandi istituti di Bologna per gli anziani e tipo diciamo più popolare ma anche quelli sui in ogni modo uno vi è messo lì dentro vola solo la fragilità dei vincoli sentimentali crea solitudine no? beh certo solitudine solitudine e la solitudine però è anche un istinto diventa un istinto di cultura eh? di psicologia uno ci tiene molto a arrangiarsi l'ideale è aver bisogno di nessuno e questo è un gran guaio è un gran guaio è importantissimo aver bisogno di tutti è importantissimo perché? è perché tutti siamo dei poveretti e tutti siamo dei poveretti e il Signore ha inventato l'amore e per riuscire a fare reclamo alla sua invenzione che è l'amore e ci ha fatto sperimentare la solitudine la paura è vero? è fin da piccoli fin da piccoli però questa è una cosa molto importante molto importante perché sapete ve l'ho detto tante volte se è vero che la cosa più importante della vita è l'amore è vero bisogna anche dirsi che la cosa più importante dell'amore non è amare la cosa più importante dell'amore è essere amati perché se uno è mai stato amato fa fatica amare l'amore è sempre una restituzione sapete per cui con tutto l'amore che hai ricevuto un po' puoi restituirlo è vero e hai anche potuto dare è vero sono sempre abbastanza convinto che noi siamo un'assemblea sostanzialmente piuttosto ricca di quadrini non so ma certamente di amore sono abbastanza convinto che ognuno di voi si ripassa la storia della sua vita la ripercorre come una grande tessitura d'amore che è stata intessuta dal primo istante e dal primo sguardo di nostra mamma fino agli avvenimenti di oggi e noi siamo in qualche modo il risultato di immenso amore che abbiamo ricevuto io vi cito sempre i miei amici del carcere perché dovete mica pensare che qui lì dentro ci siano 500 persone cattive il più delle volte ci sono dentro tante persone non amate o meno amate che non hanno avuto quella mamma speciale che hai avuto tu quella maestra di seconda che ancora ti ricordi quel capo scaufo con il quale è certo e poi quella donna quell'uomo è certo ricchissimi siamo e però capite c'è questo contrasto perché da una parte siamo poveri abbiamo bisogno di essere amati qui in questo momento diciamo ah sì sì è proprio vero quello che dice il prete e poi però ci assaigono un sacco di distinti di solitudine di ritirarsi di è vero di aver paura di aver bisogno e allora lui ha fatto tutta questa predica per dire guarda che non se ne può fare a meno guarda che non se ne può fare a meno e allora alla fine è diventata difficile e io preferisco ripescare la mia solitudine Dio me Dio me e quindi pensate alla bellezza la durezza del linguaggio evangelico è il suo grido di amore come aiuto potente con il quale Dio non abbandona mai nessuna vita perché lo sapete no che Dio non siamo mica noi cristiani amati da Dio e poi basta lui ama tutta l'umanità e per questo ha seminato l'amore anche fuori dalla chiesa fuori dalla chiesa è vero ricordate quella bellissima parabola che c'ha solo l'evangelista Matteo o il dischi alla fine dei tempi è vero a un certo punto Gesù Cristo farà una grande riunione di tutti quelli che non sono cristiani e che non lo sono stati tutti lai cinesi gli indiani tutti tutti tutti gli altri tutti tutti tutti riuniti e lui gli farà quella predica sorprendente gli dirà venite qui benedetti del padre mio perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare ho avuto sede e mi avete dato da bere ero nudo e mi avete vestito ero in carcere e siete venuti a trovarmi venite venite e loro poverezze e quelli l'hanno mai visto loro hanno il loro Buddha il loro Vishnu e loro ti hanno mani ma quando è che ti abbiamo mai visto l'ho pregiunto con la fame con la sette nudo non ti abbiamo mai visto dice no ma tutte le volte che l'avete fatto a uno dei più piccoli dei miei fratelli l'avete fatto a me capite la meraviglia per cui il più piccolo atto d'amore è la cultura più lontana dall'ebraismo e dal cristianesimo è la situazione che volete meno adatta e però c'è un sorriso c'è un sì è fatto a Dio Dio lo sente fatto a sé tu lo fai a quel piccolo ma Dio ti ricompenserà e allora Gesù si compiace di dire che uno anche darà solo un bicchier d'acqua a uno di questi piccolini non perderà la sua ricompensa e ha inventato l'amore come segno e luogo della sua presenza ecco è questo per cui quando i discepoli se ne vanno no no no insomma caro io devo farmi la mia vita come sta roba devo sempre stare alle sottane di mio amore devo sempre stare no no no adesso mi arrangio adesso mi arrangio è vero allora lui fa quella domanda no ai suoi dodici amici più amici disse allora Gesù ai dodici volete andarvene anche voi e Pietro gli risponde Pietro è un po' un asino il primo papa è un po' un asino è anche molto fra asia tradirai il Signore per una persona buona buona e nella bontà diventa anche sapiente allora quando dice il Signore volete andarvi anche voi lui per tutti risponde Signore ma da chi andremo tu hai parole di vita eterna come facciamo andare via non possiamo eh è bellissimo no questo non possiamo andare via eh e questo fra l'altro capite è molto importante perché corregge il catechismo sbagliato che ci ha fatto fare da piccoli e che il catechismo diceva ma se fai bello il Signore ti vuol bene e ti è d'accordo con te ma se tu non fai bello il Signore piange il Signore non ti vuole il Signore le robì eh tutto vale tutto vale è vero perché sapete che cosa è successo quando abbiamo fatto proprio le mascalzonate no? come vediamo sempre succede quello che è qui alle mie spalle non è così che invece di punire me muore lui è così invece di punirmi dona la vita questo è l'amore di Dio e questo noi siamo innamorati ed è un'esperienza molto importante adesso sei troppo brava per saperla quella roba che adesso sto dicendo perché la sappiamo bene noi mascalzoni perché? è perché noi sappiamo di più che cos'è la lontananza da Dio noi sappiamo di più che cos'è far l'altra strada e quindi noi abbiamo più esperienza di come lui non ci abbia abbandonato di come lui sempre ci cerchi di come lui continuamente ci riporti a questa celebrazione del suo sacrificio d'amore che risponde a tutte le nostre malefate e la domenica è il giorno della sanazione di tutti e di tutto perché tutto viene recuperato nel suo amore se avete qualcuno di casa che non viene a messa non preoccupatevi troppo di mandarlo a messa non stufatelo perché la messa è già lei un po' una stufata quindi come volete pensare di stufarlo ancora di più l'importante è che lo portiate a messa dentro alla potenza del vostro affetto rendetelo partecipe della comunione che voi qui ricevete con la parola evangelica io sperimento molto per esempio se c'è una persona di cui patisco molto la lontananza o per la quale sono molto preoccupato e io cerco di dire adesso leggo un po' di Vangelo lo leggiamo insieme va bene lo leggiamo insieme e io me la tengo lì capisci e proprio l'ascoltiamo insieme partecipiamo insieme se tu per caso fai la comunione falla anche per lui falla con lui la comunione sentelo attaccato perché tu sei il corridoio capisci tu sei il corridoio è la potenza dell'amore di Dio è vero è questa la sostanza profonda dell'Eucarestia io sono venuto qui perché da solo non ce la faccio lui mi aspetta qui per darmi da mangiare se stesso per nutrirmi di sé per cui quella parola che abbiamo ascoltato diventa adesso pane di vita quel pane di vita è il corpo e il sangue del Signore capite è lui che si dona per noi che siamo poverini fragili stanchi incapaci scioccoli ma lui ci nutre ci nutre capite e quindi è il bello perché la messa è la messa per i buoni da niente qualche volta si dà un'impressione sbagliata che qua ci sono quelli che funzionano di giusto o mochie mochie mochie mochie qui ci sono gli affamati affamati di comunione di solitudine di perdono di pazienza di pace siamo qui per questo noi siamo mica qui per il precetto festivo noi siamo qui perché siamo degli affamati oddio non è vero che io ci ho detto messo alle 10 questo è vero però in un certo senso intanto è il mio dovere è vero c'è l'altro cena alle 11 quindi vai là e ma poi chi può sostituire il vostro sguardo chi può sostituire la vostra preghiera accanto a me chi può sostituire la vostra presenza perché la fame di Dio poi capite diventa il bisogno di essere amati il vivere degli altri che è il contrario di arrangiarsi e questo però vi dico è il grande segreto della pace dice che Dio quando li portava a casa erano stati là nella schiavitù di Babilonia e dovevano tornare a casa allora ce n'era distratta e allora c'erano quelli più piccoli che non ce la facevano e il profeta dice ma Dio è come una mamma e quindi i più piccoli li porta in braccio lui è un'immagine meravigliosa Dio è quella mamma che il suo bambino non ce la fa ma se lo porta a lei questo è Dio e questo è quello che Gesù è venuto a regalarci e questo è il senso del grande discorso del pane della vita signore ma da chi andremo ma dove vuoi che andiamo eh sì adesso ho comprato Repubblica e allora giornalaio dell'ospedale ci sono comprato Repubblica ma in due minuti l'ha finita e da chi andremo e da chi andremo se non da voi e di quella parola siete la vivacità la celebrazione no? perché il Vangelo non solamente si ascolta lo si deve anche vedere no? eh certo dai visti l'ho visto l'ho visto eh poi i due miei vicini di casa che l'ho visto il Vangelo come porta avanti quel bambino la sua malattia lo vedo lo vedo in quella letterina che un mio fratello abbia fatto un po' un ritiro di preghiera mi ha scritto delle due parole ma stupende no? un regalo meraviglioso è questo che ci fa riscoprire il regalo capite? San Francesco era uno che alla mattina si stupiva perché veniva sul sole e gli dice ma sento ma per forza di esso c'è tutte le regole e lui ce la trasformava in meraviglia laudato sì il Signore e lo dava il Signore perché veniva sul sole e c'era la luna e in mezzo all'erba ci sono anche i fiori ed era stupito del Signore perché a gubbio la gente si perdonava e ha spinto così avanti la sua riconoscenza per il Signore che prima di tirar le cuoie ha completato il cantico delle creature laudato sì mi Signore per sora nostra morte corporale alla fine l'ha ringraziato per tutto perché la nostra povertà che ci fa amati e assettati ci mette nella condizione che ci metteva nostra mamma perché se te le dicevi dammi un bicchierre d'acqua lei cosa ti diceva cosa si dice ah per piacere e dopo che ti aveva dato il bicchierre d'acqua cosa ti diceva cosa si dice grazie e noi siamo qui e la preghiera sapete le può questo che siccome siamo dei poveretti siamo venuti qui a chiedere e siccome riceviamo molto siamo qui nel desiderio di dire grazie la messa poi è questo è mettersi a questo banchetto delizioso perché siamo dei poveri ed è andarsene via col cuore pieno di riconoscenza grazie a tutti grazie a tutti grazie a tutti