Allora, che cosa siamo venuti a imparare questa mattina? Siamo venuti a imparare una cosa che mi sembra, insomma, ogni tanto saldi fuori tra di noi e che però è bene forse sottolineare. Siamo venuti a imparare, o meglio a ricordare, finalmente a prenderci conto che tutta la vita è un grande regalo e che non è vero che tutta la vita è una grande conquista. È semplicemente un grande regalo. Questo è un pensiero che non è riservato agli spazi della fede. È di fatto una ricerca, una discussione, e semmai una verità della vita, della vita di tutti. E alzi, all'interno della fede, o perlomeno diciamo nello spazio religioso, il rischio è che invece tutto rischi di essere molto pensato come una conquista, come un qualche cosa che bisogna ottenere, che bisogna riuscire a fare, a vincere. E lì, in questo modo, le religioni molto facilmente si mondanizzano e si identificano con le imprese, insomma. Bisogna che l'impresa riesca. E bisogna anche che la comunità religiosa funzioni, realizzi, costruisca. E questo rischia poi di marcare la porta di casa e di entrare anche in casa. E allora, anche in casa, tutto quello che rischia poi di diventare importante è che bisogna fare questo, poi bisogna fare questo, e bisogna arrivare lì, e bisogna conquistare questo. E il Signore per questo ha regalato ai nostri padri ebrei, fin da principio, una giornata in cui bisogna lasciare stare tutte le cose che si fanno, e bisogna dedicare questa giornata a ringraziare. a ringraziare. E quindi a riscoprire che tutto quello che abbiamo in realtà ci è stato regalato e che quindi il sentimento fondamentale non è la preoccupazione di prendere, di fare, di avere, ma dovrebbe essere l'attenzione, la liturgia gentile del ringraziare. Tanto che è un giorno in cui qualcuno ringrazia il buon Dio. E in ogni caso è molto bello se è Dio o non Dio, impariamo a ringraziarci fra di noi. Ti ringrazio perché sei venuto qui questa mattina e ci sei. Anch'io ho fatto un po' di chilometri per arrivare e sono contentissimo di essere qui. Sono contento della parola che abbiamo ascoltato e quindi di quelli che ce l'hanno letta. E via via, a partire da qui, vai a recuperare tutta la tua vita, nello spazio e nel tempo. E quello che oggi è richiesto è questo. Perché il grande insegnamento di oggi è proprio quello che Dio è e quello che Dio fa. Ed io, sapete no chi è e che cosa fa? È uno straordinario donatore. E quello che fa è regalarmi. È regalarmi. È vero? Hanno sbagliato i preti che nei secoli hanno un po' dimenticato questa cosa e l'hanno un po' capovolta. Sì, c'è un regalo, ma se te lo meriti. Ma allora se me lo merito non è più un regalo. È uno stipendio, cos'è? È un premio che mi viene. E si perde pian piano l'idea del dono. Lutero di tutto questo si è molto arrabbiato e quindi ha fatto una protesta. L'ha pagata cara perché noi l'abbiamo buttato fuori. L'idea non era quello di lui uscire e noi buttarlo fuori. Però quando gli agenti sono diventati un po' troppo violenti ci siamo anche separati. Adesso vedo che il Vescovo di Roma sta lavorando da matti per dire dai dai che c'è uno scandalo in atto. Come facciamo a tenere queste divisioni? Tanto più che in gran parte bisogna dire, almeno fra di noi qui in periferia, che Lutero aveva proprio ragione. È vero. Ve l'ho detto che qualche anno fa c'è stato un problema molto delicato tra la sede di Roma, la centrale, e i Vescovi della Germania. Perché i Vescovi della Germania hanno scritto una letterina tutta gentile per bene al Vescovo di Roma facendogli una cosa assurda. E cioè che loro pensano che Lutero sia un santo. E loro hanno detto, ma allora, per rimetterci insieme, perché non facciamo quel passo lì? E noi diciamo che Lutero era un santo. Che aveva forse un carattere un pochino focoso, e lì forse non ci siamo tanto capiti, che a un certo punto le parole sono cresciute. È vero? E' successo proprio un disastro. Perché? Perché siccome è stato tutto considerato un gran guaio quello che era successo in Germania, qui in Italia abbiamo messo in piedi una grande riunione. Quella grande riunione lì, che si studia un po' anche a scuola, è il Concilio di Trento. Sono andati avanti trent'anni a fare il Concilio di Trento. E però, era già così che l'idea, che non si andava più da colpa, che l'avevano fatto per gli altri, ma non li hanno invitati alla fine. Li hanno invitati quando erano già passati due anni, e quelli che erano stati invitati, se li erano un po' presi, hanno detto, eh no, invidio e ritardo, non ci veniamo, e vuole. Però, al centro di tutto questo problema, che è stato un problema doloroso, e che adesso bisogna proprio superare, stava proprio questa domanda. Ma la vita è tutto un regalo o è tutto un'impresa? E la vita è tutto un regalo. E' stato questo che pian piano è venuto fuori. Non per dire che aveva ragione l'Utero e torto il Papa, però, insomma, per dire che certo sempre di più abbiamo sentito di doverci spostare tutti in quella direzione. Tutto è un regalo. Allora, vedete, non so se vi ricordate, ma quando abbiamo celebrato proprio il miracolo dei pani, e lì c'è stato subito un piccolo problema, perché a un certo punto lui, Gesù, è scappato, è salito sul monte e si è nascosto, perché ha capito che volevano farlo re. Allora lui è scappato via. Quel farlo re, capite che cosa vuol dire? Vuol dire, adesso che è successa questa bella roba, impadroniamoci di questa roba, mettiamo su questo regime, facciamo questa impresa. E anche oggi, se avete tempo, un momento di rileggere il Vangelo, vedrete, è molto bello. Perché? Perché all'inizio del Vangelo si vede tutto un certo, trovi, fuggi, ma dov'è? Ma lo stiamo cercando, dov'è? Dov'è? È vero. E allora finalmente lo trovano, ma lui gli dice, vai ragazzi, mi cercate però, ma non perché avete capito quello che era successo là in riva al mare col miracolo dei panni. Mi cercate perché volete acciuffare, volete prendere, volete conquistare, ma che cosa è successo là in riva al mare? È successo in riva al mare che il Signore, dando con tutto il cuore, con tutto l'affetto, quei cinque panni, sono stati anche grossi, è vero, ha dato da mangiare a cinque mila. E quindi cosa siete andati a vedere quella volta lì? Non siete andati a vedere voi che andavate a prendere il pane, è vero come nelle rivolte milanesi ai tempi dei promesi sposi che si assalivano i panifici. Non è stato così, non è stato l'assalto a un panificio, è stato un regalo. E anche quello di questa mattina, qui alla doccia, è un regalo. Il Signore ci ha ricevuti bene, ci ha già perdonati, adesso ci ha fatto ascoltare le sue parole, intanto vengono portati dei panni sulla tavola dell'altare e questi panni ci vengono regalati. Regalo. Ma non bisogna meritarselo. No, è meno regalo. È vero. E chi è che può pensare di meritarselo? Nessuno. Infatti cosa diciamo prima di andare a fare la comunione? è vero. Io non sono degno di partecipare a questa maniera. Tu ti sono una parola e io sono già bene che sanno. Siamo qui per un grande regalo. Allora questa mattina pensavo che anche nelle nostre famiglie bisognerebbe che un po' di più la cosa sembrasse la messa. È vero. Sembrasse un po' di più un bel regalo che tutti ricevano. dobbiamo dircelo di più. Ringraziarci di più l'uno per la presenza dell'altro. Ringraziarci di più perché gli spaghetti come li fai tu ma non c'è nessuno che li fa così bene. Mai mangiati degli spaghetti così buoni. È vero. Eh. E adesso è anche più guto. È vero che c'è meno caldo. Che belle giornate. Che oggi. E com'è importante che tu adesso sia qui con la tua presenza e a darci il tuo sorriso. Ringraziare. Ringraziare. Questo ringraziare per accorgersi del tuo. Ho letto una cosa che mi è sembrata importante e c'è che questo sarebbe importantissimo anche per i posti dove c'è poco da mangiare. Che è una roba incredibile perché se c'è poco da mangiare cosa vuoi stare lì a chiedere per favore a ringraziare. Provo a impadronirmi di qualche cosa. Eh. Invece sarebbe probabilmente molto diverso. Gli anni si indirizzerebbero in modo diverso. E quello che si deve fare verrebbe su in modo diverso se noi fossimo più consapevoli del regalo ricevuto. Eh. La messa è così. È così. Ed è solo così. E adesso stiamo facendo delle riflessioni e delle discussioni perché appunto abbiamo allungato troppo la gamba e quindi abbiamo detto eh però no tu la messa ci puoi anche venire in un angolo però più di così non puoi fare. Eh. Eh. Ma come? Aiuto. Abbiamo perso? Eh sì. Abbiamo perso. Allora dobbiamo riaprire il dono di Dio. Riaprirlo per far capire che tutto è dono. in questi giorni ho riletto insieme a della gente anche quella lettera bella che il Papa ha scritto è vero sulla natura sul mondo sui poveri eh bellissimo e lui si fa ispirare da San Francesco e comincia col dire che la terra dove abitiamo è nostra sorella anzi è nostra mamma. Eh. Capite? c'è questo recupero affettuoso di tutta la realtà di tutta la vita. Ecco mi pare che questo oggi sia al centro e la proposta di Paolo è che dobbiamo cambiare dobbiamo abbandonare con la sua condotta di prima l'uomo vecchio che va dietro ai suoi desideri non sono passioni sarebbero desideri che ingannano e rinnovarci nello spirito della nostra mente per ripestire l'uomo nuovo una persona riconoscente ed è bellissimo perché a me capita moltissime volte che la gente mi ringrazia ma io non ho fatto niente eh e diciamo ti ringrazio il sentimento non ho fatto niente è vero eh ed è importantissimo riscoprire il dono attraverso il ringraziamento no? eh allora non è più una roba che devi ottenere conquistare cercare supplicare no è vero te ne accorgi e ringrazia e lui che te l'ha ringrazio te ha dato le cose neanche se ne è accolto perché quello si prende la meraviglia è vero quando abbiamo troppo un'idea che stiamo facendo dei grandi sacrifici e che quindi gli altri avranno dei notevolissimi progressi no eh la cosa è già un po' più commerciale è vero è un po' più commerciale e allora è per questo che la messa si chiama eucaristia e che noi veniamo a messa per imparare a regalare a regalare nutrendoci di questo pane regalo è vero noi impariamo a regalarlo questo è il primo grande frutto eh è il primo grande frutto che gioca tutta la vita e tutto il senso della vita si è vero si quella cosa importantissima perché hai la vita perché il buon Dio ti ha dato la vita perché i tuoi quelli che ti hanno aiutato a crescere ti hanno aiutato a crescere nella vita perché qual è lo scopo lo scopo che viene detto a messa non è che così me la viva la vita no è che così la posso regalare è così la posso regalare e noi siamo contentissimi dei regali che tu hai ricevuto perché quindi la tua presenza qui con noi questa mattina è preziosissima perché i regali che hai ricevuto tu non sono quelli che ho ricevuto io ogni vita è un capolavoro ogni vita dono di Dio è preparato dalla potenza e dalla sapienza dello spirito in modo straordinario e pensate che invece purtroppo siamo abituati a fare dei conti così scretti così commerciali così violenti così volgari che di molte persone non ci si accorge di niente stamattina sono stato a trovare Alessandro Alessandro praticamente Alessandro trappianto del fegato ma era già molto in là e quindi è stato un trappianto di fortuna e si sapeva che era problematico è diventato problematico bisogna rifare il trappianto rifare il trappianto Alessandro e Alessandro che in sedici anni di matrimonio a quel che mi dice la Claudia che è sua moglie non ha mai pianto e che adesso piange e piange e piangendo però dice che trova grande sogno perché è come se riuscisse a farsi prendere per mano e dice non sono mai stato abituato a farmi prendere per mano perché tutti mi hanno sempre detto che dovevo arrangiarmi da solo e che ognuno deve fare la sua parte e quindi non l'ho mai chiesto e quindi non l'ho mai chiesto con le labbra e adesso lo chiedo con le lacrime lo dice lo chiedo con le lacrime e ricevo tantissimo è vero perché finalmente ho imparato a domandare e quindi quanto bene mi parlavo benissimo è vero dei suoi due infermieri che gli fanno un sacco di attenzioni importanti e per cui anche un posto difficile e tremendo e poi rifare un trappianto non è mica uno scherzo speriamo speriamo è vero ma non è una cosa da poco e però proprio là dove uno dice io spero di non andarci mai a finire là dentro là ha riscoperto la meraviglia di una vita e ha riscoperto il significato della sua vita e tu riscopri la vita di tua mamma perché mia mamma mi ha proprio regalato la vita e scopri la meraviglia che ti è venuto da tantissime persone che vivendo accanto a te ci sono lasciati scappare regali meravigliosi allora tutta la vita piano piano diventa una grande eucaristia cioè da una parte tu che fai un grande regalo e dall'altra una pioggia di benedizioni e di ringraziamenti regalamenti allora capite la vita a quel punto lì diventa bellissima eh ed era cominciata là nel deserto ha detto la prima lettura di oggi no dove allora scappiamo via Mosè ci fa scappare poi arriviamo di là non c'è niente da mangiare non c'è niente da bere aspetta aspetta ecco allora scende quella farina è la manna eh che cos'è che cos'è che cos'è in ebraico in dialetto ebraico si dice man è per quello che si chiama manna eh perché per 40 anni ci sono chiesti ma che cos'è sta roba e però era il pane di Dio era il pane del cielo era il pane che consentiva di fare la giornata e noi abbiamo tutti i giorni la nostra manna beh alla mattina troviamo pronta la nostra giornata e ci chiediamo ma che cos'è è bellissimo ma che ci dobbiamo fare sempre questa domanda con stupore perché non è una cosa calcolata non è una cosa meritata la tua vita non è un pagamento non è uno stipendio è un regalo allora sempre di più invece di essere una risposta o un imperativo ci erano arrabbiati ci avete portato qui nel deserto a morire di fame era meglio crepare in Egitto davanti alle pentole della carne no aspetta riscopri proprio nel piccolo proprio nel deserto della tua vita riscopri il regalo vero che succede così? certe volte è successo è una vita che è portata avanti con certi meccanismi dove c'era sempre tutto dove c'era tutto dove c'era l'affetto e il pane dove c'era il canto e la gioia dove c'era la natura e la carezza e andati avanti così poi oppi siamo entrati in un deserto ebbene è proprio in quel deserto che abbiamo scoperto la meraviglia del duomo perché lì abbiamo imparato che o c'era quel regalo o se no non si capava allora la vita è molto istruttiva per noi tutto questo lo dico anche per quelle che sono le prove della vita certamente per qualcuno stamattina e certamente con qualche preoccupazione con qualche lacrima con qualche dolore la messa è prima di tutto per lui per lei prima di tutto perché questo è il luogo dove riscoprire e la speranza non ci abbandona mai non ci abbandona mai è vero lo dirò anche al nostro amico Alessandro è vero quando gli porto la comunione la prossima volta è vero che tante persone glielo diciamo questa mattina tante persone adesso ti conosco è vero e tante persone sanno il tuo cammino di tribolazione e lui mi dice beh dirgli però che è anche di pace è una meraviglia no? è una meraviglia sono proprio i più grandi prodigi che il Signore fa dice voi dice Gesù nel Vancello di stamattina mi cercate perché con quella roba lì avete mangiato il pane vi siete sasiati buono ragazzi ma qui è vero c'è da prendere sulla fiera andiamo andiamo ma non avete visto il segno non avete visto il segno e il segno che cos'è? è il segno è il segno dell'amore il segno è il segno dell'amore capito? come il nostro amico Alessandro là si sente molto voluto bene da quei due infermieri ma oh no ma non mi malano mai vengono continuamente eh loro fanno bene il loro mestiere eh sorridono quando lui stamattina un sorritteo era lì che lo assestava lui intanto faceva stelode lui sorridere è la mia parte che faccio ah è bellissimo che la tua parte possa essere sempre un gran bel regalo che tutti possiamo ringraziare perché tu fai la tua parte allora ripeto ultimissimo consiglio siccome anche voi avete qualcuno in casa o fuori casa appunto che dice che a messa non ci viene che il Vangelo lo reputa un bel libro di bello archivo di fantasia importante ma niente niente di più ecco questa cosa dell'imparare il dono e il ringraziamento vale anche per cosa vale per tutti anche se uno non dice padre nostro non importa non importa e il Signore è talmente bravo è vero che fa sì che la fede si rientra di questi fatti umani e la non fede sia misteriosamente illuminata dalla fetta e dalla generosità delle persone in cui ci troviamo quindi l'ultimo sigillo è la parola amore per cosa siamo venuti a messa stamattina a imparare che cosa a imparare l'amore l'amore attraverso l'amore che abbiamo ricevuto e riceviamo l'amore attraverso quello che malgrado quel niente che siamo il Signore ci consente un po' anche a noi di celebrare e di regalare i nostri stessi sguardi stanno celebrando l'amore grazie a tutti