Questo piccoletto è questo mito, prende un nome di battesimo molto impegnativo che in italiano sarebbe Demetrio e poi invece lui si chiama Mito. Viene dalla Bulgaria e poi c'è quest'altro bambino invece del libro di Samuele, che si chiama Samuele, e c'è la loro vicenda. Adesso mi sono un po' distratto perché durante il Vangelo ho fatto un pensiero molto banale, cioè sono rimasto ancora una volta stoppito della bellezza della mia vita. E sono molto rammaricato di quando invece mi capita di lasciarmi trascinare dentro al lamento, alla mormorazione, alla protesta. E in quel momento mi dimentico di tutto l'immenso regalo che è stata la mia vita. Come penso sia stato un regalo immenso alla vita di ciascuno di voi? Con le sue prove, certo. Con anche i nostri errori. Con anche quello che nella nostra vita potessimo aver subito. Ma che cos'è questo rispetto alla bellezza della nostra vita? Come siamo contenti della nostra vita? Come siamo qui, quindi anche questa mattina, a domandare ancora una volta che anche i nostri figli possono avere una vita bella come la nostra. E che anche questo bambino possa avere una vita bella come quella che è stata questo bambino delle scritture, Samuele, che dormiva nel suo angolino, dormiva nel tempio, si sente chiamare di notte e allora si alza, si sente una voce che lo chiama e va da questo vecchio che gli fa un po' da papà, un po' da nonno, un po' da zio. E gli dice, sono qui, cosa vuoi? Dice, quanto amica chiamate? Va a dormire. E allora, la cosa si ripete una seconda volta, quando si ripete per la terza volta, questo vecchio che si chiama Eli, capisce che in realtà è il Signore che sta parlando a questo bambino. E allora gli dice, va bene, va bene, adesso torna pure, però se facciamo un'altra volta, gli dice così, allora, sono qui che ti ascolta. Ecco, vieni. Ecco, com'è prezioso questo nella memoria della nostra vita. Perché in fondo anche il nostro rapporto con Dio noi non lo avremmo mai potuto costruire se non fosse stato costruito attraverso l'affetto materno e paterno di quelli che ci hanno accolto in questa vita, che ci hanno preso per mano, che ci hanno accarezzato, baciato, che ci hanno insegnato tante cose. Che hanno collocato la nostra vita in un ambito, in un orizzonte di bellezza, di bontà, di perdono, di pace, di speranza. E senza tutta questa grande introduzione non avremmo potuto conoscere Dio. Per lo meno Dio come è fatto il padre di Gesù, Dio come è fatto il Dio dei nostri padri ebrei. Questo Dio che nella pienezza dei tempi si è fatto carne. Per cui noi non avremmo potuto conoscere Dio se non l'avessimo potuto conoscere attraverso la carne, la persona, l'affetto, la mano, la sapienza, il sorriso, il pianto di quelli che in nome suo ci hanno accolto. E per cui per mito è evidentemente essenziale quello che gli è capitato. E l'avere trovato nell'avventura della sua vita l'affetto di una mamma e di un papà. Perché senza questo è difficilissimo conoscere questo Dio umano, capite? Se per questo di conoscere un Dio sopra le stelle, beh, vabbè, una esperienza astratta si può fare chissà in quanti modi. Ma invece il Dio di Israele che è il padre di Gesù lo si conosce solo attraverso l'esperienza diretta che si fa. Tu l'hai conosciuto l'amore di Dio? Sì, l'ho conosciuto. Ma te l'hai mai visto Dio? Mado. E non ho neanche troppo tanto voglia di vederlo, i miracoli mi fanno paura. E invece mi sono innamorato di due miracoli. Uno è appunto il miracolo delle persone, della loro intelligenza, delle personalità, della grande avventura che ogni vita, quanto si impara, no? Dalla vita dell'altro. Anche quei due discepoli, no? Sono lì con Giovanni, con Giovanni Battista, nella memoria evangelica che abbiamo appena ascoltato. Lui vede passare Gesù e dice, ecco l'agnello di Dio. E loro ascoltato a lui, vanno dietro. Lui si volta e gli dice, ma cosa cercate? E loro gli dicono, ma dove abiti? Perché la fede non è una dottrina. La fede non è un catechismo. La fede non è una teologia. La fede non è neanche un codice morale. La fede è una grande esperienza d'amore. Ha una grande esperienza di vita e una grande esperienza d'amore. E loro qui sanno che tutta questa faccenda non è roba da libri o da imparare, o da disciplina. Alla sua domanda, che cosa cercate? Loro gli chiedono, dove abiti? E lui gli dice, venite e vedrete. E' quello che lui, insieme a sua moglie, fa per questo bambino. Questo bambino cerca. E loro gli dicono, adesso vieni e vedi. E dice il Vangelo che quel giorno sono rimasti con lui. E poi però non se ne sono più andati via. Perché hanno trovato, con i due discepoli di Giovanni, quello che tutta la loro persona, senza saperlo, aspettava. E anche noi siamo stati dentro a questa avventura. Anche noi quindi non possiamo pensare di avere un rapporto con Dio senza avere un rapporto col concreto della nostra storia. gli altri dei, quelli più normali del nostro, per cercarli e trovarli bisogna andare fuori, no? Salire in alto, è vero. E invece noi no, perché come ci ripetiamo sempre qui, tutte le volte che ci incontriamo, siccome è lui che è venuto in basso, è venuto in mezzo a noi, e si è seduto in mezzo a noi, uno di noi, Dio è così? Dio lo si può trovare solamente tra noi, con l'esperienza mirabile, eh? Che possiamo fare? Del nostro incontro, della nostra conoscenza, del nostro volerci bene. È solo così si conosce Dio. È per quello che l'altro regalo, accanto alla vita, è il Vangelo, perché il Vangelo è il libro della vita, è il libro che spiega la vita, no? Che spiega la vita. Questo primo un po' in ritardo, ha trovato un grembo, ha trovato una culla, ha trovato degli angeli, vede? E' tutti noi così. Tutti noi così. E quando abbiamo cominciato ad ascoltare il Vangelo, può darsi che all'inizio pensassimo che l'Evangelo fosse semplicemente un racconto della nostra vita. Poi abbiamo capito Catteri, che era invece il libro della vita di Dio. E abbiamo allora capito che la nostra vita era in realtà la vita di Dio, dentro di noi. L'essere voluti bene, la possibilità di volere bene, la possibilità di avere compassione, la possibilità di essere presi per mano nel momento della nostra tristezza. Era la vita di Dio, raccontata dal Vangelo, ma era anche la nostra vita. Ed è la grande avventura della fede che succede per tutti. Per qualcuno, in maniera magari più vibrante, più profonda, più forte, più sconvolgente. Per qualcuno, in termini come più allusivi, qualcuno anzi dice, ma io, da quello che tu mi dici, non ho incontrato niente. Per me non c'è niente. Ed è la situazione di chi pensa di non credere in Dio, però si è incontrato con Dio. Anche lui si è incontrato con Dio, perché si è incontrato con gli angeli di Dio, con i segni di bellezza, di bontà, che ha avuto e che ha nella sua vita. Non gli dà un nome, certo, non lo chiama Dio, però dice, per fortuna, nella mia vita c'è stata questa donna. E ognuno incontra l'altro da sé, l'infinito da sé, la bellezza, la bontà, così come il Signore l'ha depositata nella storia di ciascuno. Perché è certo che non tutti credono in Dio, ma quello che è altrettanto certo è che tutti sono nel cuore di Dio. Perché l'amorevolezza di Dio precede tutto, precede la fede, precede il comportamento, precede come poi te la viva, te la giochi, no? Ma in fondo è anche la vostra esperienza, perché a questo bambino voi volete bene, e non è che il volergli bene a questo bambino è messo su una bilancia, gli vogliamo bene sé, e no? L'amore è un a priori assoluto, io ti voglio bene, no? È quello che mi ha consentito di avere una vita bellissima essendo uno sciagurato, perché la mia vita da sciagurato si è sempre svolta, però dentro, a questo abbraccio dell'amorevolezza, di Dio, più forte di tutti i guai che io ho combinato, e così è per tutti, c'è un amore più grande, perché nella vita normale si paga invece, no? Si paga, se sbagli, paghi, c'è anche il proverbe, chi rompe, paga, dice dov'è? Matteo 4,4, non c'è, non c'è nel Vangelo, questo proverbe è più sbagliato, sbagliato, perché invece, chi rompe è perdonato, e questa è la grande esperienza che questo amico comincia a fare in questi tempi, un grande amore che avvolge la sua vita, oggi a tutto questo noi diamo il segno, no? La rivelazione del battesimo, è un regalo tutto ricevuto oggi, è un pochino più grandino, dei pubbi che normalmente arrivano qui per il battesimo, ma, d'altra parte però, non siamo anche noi sempre molto più piccoli della profondità e della realtà della nostra vita, che cosa capiamo della nostra vita? qualche frammento, qualche frammento, se capisco veramente in fondo cos'è del tutto la nostra vita, non potremmo neanche più arrabbarti, andremo, sarebbe già finito, solo alla fine capiremo, capiremo veramente, in gran parte i nostri occhi sono distratti, no? i nostri pensieri sono vaghi, ma invece siamo già dentro a tutta questa meraviglia, ed è interessante perché poi allora legato a questo c'è anche il futuro, certo, perché? Perché quando Samuele e quando anche i due discepoli di Giovanni Battisti hanno capito com'era il gioco, si sono lasciati indietro uno, il vecchio Eli e gli altri, Giovanni Battisti, che sono andati avanti, certo, perché la meraviglia di questa generazione nell'amore ha come frutto esigente la libertà, è vero? la libertà, noi non vogliamo legare le persone a noi, noi vogliamo che possano crescere nel nostro affetto perché poi possano fare la loro strada, giocare la loro avventura, come noi alle nostre spalle abbiamo tutta una vicenda che ci ha messo così nel cammino della vita e poi si è lasciato andare a rischio a rischio di ciascuno nell'avventura di ciascuno ma certo nella bellezza e nella preziosità della vita di ciascuno lo splendore è cioè che Dio ci ha insegnato che l'amore e la libertà necessariamente coincidono e tu vuoi veramente bene a una persona non solamente se liberamente la ami ma anche se liberamente la lasci andare e quindi ognuno è di fatto continuamente generato dall'amore e nello stesso tempo dall'amore mandato è il segreto di questo gioco e di questo venire continuamente il Signore è in mezzo a questo mondo a cercare nuovi amici a cercare nuovi amici tant'è la cosa è così forte che secondo la memoria dell'Evangelo cosa succede? che i primi due che lui ha trovato poi vanno a trovare un altro e dice oh ma lo sai abbiamo trovato quello là e glielo portano e anche questo bambino stamattina viene trovato viene portato e viene portato da chi a sua volta era stato già trovato e c'è una catena d'amore di sapienza di sentimenti di memorie di speranze che ci nega tutti no? ecco è la grande trama di Dio nella storia e lo è sia per chi a questo a questo facendo dà il nome a chi invece non gliela dà e dice beh sì è la vita che è fatta così bene bene è la vita che è fatta così certo è questa vita meravigliosa che è fatta così allora magari io sono qui a dirvi la mia vita è meravigliosa e sono commosso per come il Signore ha voluto far bene per me la sua pazienza la sua saggezza i regali che mi ha fatto questi 5-6 giorni che mi sono fatti in Africa a trovare i miei fratelli e le mie sorelle bellissime la gente che ho trovato i grandi sedi certo della drammaticità della storia sui paesi delle loro malattie delle loro povertà ma anche la ricchezza dei loro affetti la gioiosità delle loro liturgie l'accoglienza straordinaria nella capanna povera della loro vita meraviglie meraviglie allora alla fine prima di andare avanti perché adesso dobbiamo fare il battesimo mettiamoci perlomeno in questa in questa prospettiva che in ogni caso bisogna trovare il senso della bellezza della vita ma non ti dico che devi credere in Dio ti dico solo questo perché so che Dio è lì dentro so che quando anche tu saprai guardare dentro al tuo cuore e alla tua memoria che sarai semplicemente stupito di una bellezza che ti affolge e che è più grande di te e qui in quel momento in realtà sarai arrivato alla pienezza sarà l'avere scoperto che se qualche cosa di più grande è di più buono di te e ti ha generato nei prossimi giorni devo incontrarmi con i miei amici atei e abbiamo messo a tema il male che è un po' il rovescio di questa faccenda qua perché il male è insomma si scopre che è una roba grossa e che non è che ha sempre ragione il carcere della dozza il carcere della dozza nasce su un sistema di pensiero che dice se c'è un male c'è dietro uno che l'ha combinato e poi c'è un altro meccanismo che dice e siccome hai combinato un male adesso devi pagarla però le esperienze che noi facciamo non è che il male è sempre colpa di qualcuno il male è anche una roba più grossa che ti domina io forse per la mia ormai galopante arteriosclerosi sto pensando che il peccatore è quasi sempre un innocente perché se una passione negativa ti domina ti domina se ci si lotta cavolo non c'era cavata neanche Caino in una delle prime pagine della Bibbia Caino è incavolato duro con suo fratello perché l'altro gli va tutte le cose bene è carino piace a Dio e lui niente e allora viene detto a Caino è il peccato è lì accovacciato alla tua porta ma tu resisti ma non si resiste ma allora sono sempre più portato a pensare che persino il male è dentro al gioco del bene perché se fossi stato da solo con il male della mia vita avrei sicuramente solo perduto e sono qui perché tutte le volte che sono andato sott'acqua qualcuno mi ha preso per il coppetto e mi ha tirato fuori io non sono una persona brava sono una persona salvata mi permetto di dire che noi non siamo un'assemblea di giusti noi siamo un'assemblea di salvati di perdonati di amati dove qualcuno ha fatto valere le ragioni dell'amore al di là e sopra ogni pretesa di diritto che avessimo potuto vantare noi siamo stati voluti bene oltre i confini dei conti giusti siamo tutti qui presenti insieme anche stamattina per una misteriosa gratuità dell'amore di Dio per tutti noi eccom di l'amore di Dio e orri di non ci enlightened bene