Dice che siamo tutti ricercati da Dio. È come se fosse a caccia di noi. E la cosa interessante e curiosa è che quelli messo peggio sono i più ricercati. Quelli più fuori sono i più inseguiti. E tutto questo ha nella parola che abbiamo ascoltato nel libro della Genesi la meraviglia di questa domanda di Dio. Lo vedete affacciato qui e in tutto il mondo e forse anche nel tuo cuore, è questa domanda, dove sei? 30-40 anni fa fu pubblicato un bel libro di un ebreo che portava il nome di Abraham Heschel. Insegnava mistica ebraica all'Università di New York, allievo di Martin Buber, grande spirito. E questo libro aveva come titolo appunto Dio alla ricerca dell'uomo. C'è una obiezione culturale dentro a questo pensiero e a questa affermazione. Perché tutta la grande cultura dell'Occidente ha pensato sempre che è l'uomo alla ricerca di Dio. Noi nella tristezza delle nostre facoltà teologiche, ancora un po' preconciliari, abbiamo dovuto studiare le prove dell'esistenza di Dio. Ci sono delle prove per cui riusciamo a individuarlo, a bloccarlo, a sé. Ma in realtà invece per la scrittura santa ebraica e cristiana è proprio il rovescio di questo. È lui che incessantemente cerca la sua creatura amata. E dice che la cerca nel giardino. Ma Adamo si è nascosto perché è nudo ed è tornato alla nudità di una creatura ferita che ha conosciuto il mistero del male. E qui noi possiamo permetterci un momentino di fare una domanda di obiezione ancora una volta. Perché gli male? Perché si è fatto questa creatura e la ama? L'ha fatta anche però così, così limitata, così addirittura negativa. Perché? Non poteva farla bene? E in certo senso bisogna dire che non poteva. Intanto perché ha fatto bene c'è lui. E lui ha voluto fare un altro da sé. L'ha fatto le sue immagini di somiglianza, ma con una prospettiva di volergli bene. E sapete perché noi siamo voluti bene? Perché siamo poveri. L'amore è fortemente intrecciato con la povertà. Io ho bisogno di te, perché tutto quello che tu sei io non sono. E quello che hai io non ho. E se ci avesse fatti, come altre volte ci siamo detti, perfetti, macchine perfette, nessuno avrebbe più bisogno di un altro. Ma saremo soli. Invece ho piacere di essere qui questa mattina. E poter dare una risposta. Se qualcuno mi domanda come mai sei qui. Dio me ne fa una molto più impegnativa. Dove sei? Dove sei? E la bellezza dell'immagine pubblica è questo Dio che sembra come in ansia perché non riesce a trovarci. Nel giardino dove lui ci ha posto dopo la creazione non ci trova. Dove sei? E lui che gli risponde con quella domanda ingenua ma bellissima, no? Mi sono nascosto. Ho avuto paura di te perché ero nudo. Non era più rivestito di Dio. Si era sfogliato della sua somiglianza con Dio ed era entrato nella sua povertà creaturale. E aveva vergogna e paura e si è nascosto. Potrebbe dire che tutto il senso della storia e tutto il senso della creazione, della vita, del che cosa deve succedere. Ecco, oggi tutto questo deve essere raccolto in questa ricerca appassionata che Dio fa della sua creatura amata, ricerca appassionata fino alla passione di Cristo. Perché Gesù rappresenta l'ultimo appello della ricerca che Dio fa dell'uomo. E quindi lo va a cercare tra i piccoli, tra i poveri, tra i bambini, tra i peccatori, tra i lontani, tra gli stranieri. Urtando anche la mentalità, la cultura, la tradizione del popolo a cui fa toccarne, lui è parte. Eh ma non siamo noi il popolo eletto, non è vero? E bisogna essere per bene per essere amati da Dio. E' lui che viene a rivelare che Dio ama tutti, ma con grande preferenza. Chi è più esposto al suo nulla, alla negazione di sé, al rifiuto di sé, alla fuga, al nascondimento? Valgo niente. Ho paura e mi nascondo. Allora Dio stabilisce una piccola indagine di polizia, avete visto, molto modesta per la verità, insomma. Però un piccolo interrogatorio fatto a lui stesso, ma come mai si è ridotto così? Hai mangiato quel frutto che io avevo detto che non si poteva mangiare. Perché non si poteva? Vi ricordate che caratteristiche aveva quell'albero e quel frutto? Era la conoscenza del bene e del male. E quindi è la tentazione di diventare i padroni di questa conoscenza, capite? E il diavolo si è introdotto, ha sedotto e ha ingannato. Ha detto, guarda che se tu mangi di questo frutto, dopo sei tu il padrone del bene e del male. Ma lo ha ingannato. E mangiato, si è trovato in quella sua nudità. Ha avuto paura e si è nascosto. Ma non per regolatorio si complica, perché lui, un po' caroglina per la verità, è vero che cosa fa? Per dare una risposta a Dio, dice, hai mangiato quella frutto? Dice, la donna che tu mi hai dato, mi ha dato il frutto. E io l'ho mangiato. E allora lui chiede alla donna, ma perché hai fatto questo? E lei gli parla di quel serpente. Il serpente mi ha detto. E io l'ho mangiato. Il serpente è la figura del demone, no? È il simbolo del demone. E la creazione, la punizione data alla creatura striscerà e sui... Vuol dire in qualche modo il timbro della malignità attaccato a questo segno del male. E però, da quel punto lì, notate che siamo proprio in principio, eh? È il terzo capitolo di tutta la Bibbia, questa vicenda del sardino. Incomincia la grande storia. Perché questa creatura, povera, ferita, peccatrice, nuda, nascosta, Dio la ama. Si è proprio innamorato della creatura sbagliata. Bellissimo questo, no? Tu sei un po' preoccupato perché tuo figlio, tua figlia, c'ha una compagnia che a te non piace mica tanto. Frequenta le cattive... Anche noi preti abbiamo sempre raccomandato. Non frequentare le cattive compagnie, dimenticandoci che invece Dio è venuto per frequentare la cattiva compagnia. Per cercare la amante appassionato. Per non accettare che ci sia nessuno che resti da lui non trovato. Non afferrato. Non abbracciato. Non illuminato. Non rivestito. Non salvato. E' il grande obiettivo di Dio. E' il suo grande affare. E' il suo grande affare. Ed è per quello che stamattina ti ha invitato a messa. Ci ha invitato a messa. Perché? Perché c'è troppo da fare. E come ci siamo detti tante altre volte, ha bisogno di te. Perché a casa tua è bisogno che sia te che dici quella parola. Che versi quella lacrima, che fai quel sorriso. Che prepari quella buona minestra. Che patisci nel silenzio. Che cerchi con affetto. Dammi una mano. E noi abbiamo questo supremo amore e onore. Che non solamente siamo evidentemente i ricercati. E' vero perché siamo nascosti fugitivi, nudi, eccetera. Ma addirittura siamo stati chiamati a dargli una mano. Ha un sacco da fare, Dio. Perché? Perché bisogna che tutti siano ritrovati. Per cui è un modo anche per riconoscere in qualche modo il senso profondo della vita. I preti la chiamano la vocazione. Ha la vocazione. Dice sì, ha la vocazione del ferroviere. Ecco, benissimo. Si vede che tu li devi cercare in ferrovia. E' vero, gli amici di Dio. Che te li trovi in quella banda. Che sei dentro a quel sindacato. Che te fai parte del Rotary Club. Che sei sposato. Che hai dei figli. Eh sì. Il grande gioco dell'amore di Dio. Il meraviglioso giardino confuso. Dove lui stesso qualche volta sembra far fatica. Ma non lo trovo. Dove sei? Dove sei? Non sono pochi gli spiriti cristiani. Che nella confessione della loro storia. Hanno anche riferito di come lui li abbia cercati. E loro si siano nascosti. Ma alla fine lui li ha trovati. Forse anche tu puoi cominciare a scrivere qualche prima riga della tua storia. Per dire come eri fuggito e ti eri nascosto. Ma lui li ha cercati. E li ha trovati. Ed è evidente che la tua obiezione potrebbe poi proseguire. Perché puoi dire ma che cosa ha trovato? Perché la maestra dell'asilo ci teneva a dire che però quindi bisogna mettersi a posto. Ma io non sono. Ma è proprio perché non sei a posto. E lui ti sta cercando con amore. E avete sentito che nella faccenda poi, nelle altre letture, nelle altre scritture bibliche, c'è il diavolo. No ma c'è il diavolo. E il diavolo rovina il gioco. Però perde. Però perde. E perché perde? Perché come accennavamo prima, c'è questa ricerca appassionata di Dio che arriva fino alla carne del Cristo e poi alla croce di questa carne del Cristo. Il peso, la potenza, il privilegio del suo amore è di aver fatto della morte il sacrificio d'amore. Trasformata la morte. È diventata offerta della vita. Sacrificio d'amore, appunto. Il primo atto di una ricerca appassionata sino alla fine. Sappi che anche tu sei in questa ricerca. In questa ricerca per la quale non sei mai abbandonato da Dio, ricerca per la quale tu stesso, però, oggi, devi prendere arte che non puoi abbandonare. Non abbandonarmi. Non abbandonarci. Non abbandonarci. Non abbandonarlo. Non abbandonarlo. No. No. Dio è molto amato? Sì. Ma nell'esperienza umana? Con grande problematicità. Molto anche per un difetto della storia ferita, secondo la quale in questo giardino confuso, alcuni o molti fanno fatica a capire di essere voluti bene. È un problema gravissimo, no? Lo sanno meglio gli psicologi presenti a messa oggi, insomma. È un bambino non amato, è un bambino che nasce in una difficoltà, che si può quasi definire una malattia. Lui ha un problema. Non è voluto bene. Noi siamo qui. Non mi saccherò mai di Dio, perché siamo stati voluti bene. E siamo voluti bene. Anche in questo momento fai memoria di questa grande catena d'amore, che non ti ha mai abbandonato. Altrimenti non sareste qui. Rendiamo grazie a Dio. Non lo possiamo ringraziare perché siamo bravi, perché vogliamo bene, perché lì siamo tutti a una quasi insufficienza. Ma certo svalorzitivo, immensa. Dove sei? Questo dove sei di Dio, è vero? Che ha assunto le modalità, le articolazioni, le lingue, i toni di voce, le carecce. Di chi in nome di Dio non ci ha abbandonato. Non è vero. Non è vero. Non è vero. Che per andare in paradiso bisogna essere virtuosi. Non è vero. A me piace la divina commedia, ma non mi piace la sua teologia. Non è vero. Perché in paradiso non ci vanno quelli che lo meritano. Ci vanno, sicuri di non meritarlo, quelli amati. Noi andiamo in paradiso portati da quelli che ci hanno generato alla fede, all'amore, alla pazienza. Di quelli che ci stanno generando. Di quelli che ancora ci cercano. Certo. Sono loro che ci salono. Nessuno merita il paradiso. Ognuno è salvato. Provate a pensare per quel che si può, per quelle scarse conoscenze che abbiamo. A quelle persone che noi chiamiamo i santi. Provate ad andare a vedere i loro pensieri, le loro considerazioni. Non c'è nessuno più di loro sicuro di essere salvato dalla misericordia di Dio. certissimo è capace di raccontare i sedi immensi che Dio gli ha dato del suo amore. Nelle persone, nelle vicende, nei fatti, nella povertà, qualvolta nella fame. Persino dentro la guerra. Non mi ha mai abbandonato. La nostra vita. La nostra vita. È meravigliosa. Però c'è il Satana, c'è il demole, ci sono i demoni, ci sono... Sì, certo. È una grande guerra. E lui è venuto a combattere. E siccome in casa aveva la mania di dire, da questo stranissimo testo del Vangelo secondo Marco, mentre lui è lì tutto deciso di dire, eh, io sono qui per quello, eh, perché devo salvarlo. I suoi stabiliscono di dire, portiamolo via, perché è giù di testa. E il testo italiano, mi pare che dica, è fuori di sé. Quello lì è proprio sonato. E altri più arrabbiati, più teologici, dicono, quello lì caccia i diavoli col potere dei diavoli. Dice, ma che cavolo dici? Se non sei nemico del diavolo, non mica gli vai conto. E solo se gli sei nemico puoi pensare di prenderlo per il collo, se no come fai? Il diavolo c'è, è cattivo, ma lui lo prende per il collo. E lo fa fare anche a te. Perché in quella vicenda, in quel dialogo difficile, non c'era altro che discutere e poi conzannare. E invece hai avvertito dentro di te, radicale, un no. Dice, ma ho delle ragioni, no. Perché non sei al mondo per avere ragioni. Sei al mondo per fare il manovale della salvezza. E quindi, e quindi bene, mi porto quel no. Oggi è stato migliore di ieri. Perché quel no ha funzionato. Non ho giudicato una volta da. Non ho condannato una volta da. Perché sono un poveretto. Sono un poveretto. E conosco però l'azione di Dio. Lo conosco questo contrasto. Lo conosco questo turbamento. Mi piacerebbe funzionare, porco carico. E invece, invece no. Felicemente, semplicemente, sono sempre salvato. Visitato e salvato. Per cui, anche quello a cui, secondo un po' Dio, dovrei dare una mano. Ah, ma io so benissimo che cosa dico. Perché io lo conosco, quindi. Perché? Perché io ci sono dentro fino al tollo. Ci sono stato fino all'altro ieri. Dentro fino al tollo. E quindi, figurati se ho da giudicare. Ho da dargli una notizia. Ma lo sai che ho incontrato uno che mi ha tirato su? E come ha fatto? Ma dice, non lo so. Dice, provo io adesso. Provo io. Provo. Provo. Gli dai un colpo di cellulare. Fai a trovare. Gli fai un sorriso. Trovo. Trovo. Trovo. Chi? Che ero. Trovo la pazza. E tutto sotto c'è questo disegno meraviglioso. È vero? Per cui c'è un posto in controllo. Gli dai un colpo di cellulare. E anche lui, lì, fa la sua parte. Fa la parte dello sconfitto. Diggrigna i denti, dice. E diventa oggetto della storia della salvezza di tutti, no? Perché c'è stato un momento in cui da quel buco nero si è stato strappato. E poi, la nostra vita, ditemi voi se è così, è esposta, eh? Perché non è che poi c'è una zona di sicurezza, quindi adesso funziona un duro. Ho il sospetto qualche volta di andare a leggere l'orosco. Poi, mia mamma mi diceva, chiamato, Dio, sei un ragazzo intelligente, sei tornato e cretino da dover guardare l'orosco. E siccome le dice, beh, cosa guarda? Fu lei, mio Dio. Guarda il bambino. Era una signora fortene. Molto poverso. Molto poverso. Severo. E però sapeva ritenare la meraviglia della sua povertà visitata. Ecco. Ecco. Finalmente sono finite le feste. Io ho un po' con il passione del passio. Perché siccome mi piace leggere la Bibbia e la Bibbia, se ne è vero, non è vero. E per me quello che ha fatto il lezionario si fa 18.000 anni di purgatorio. In ogni modo si penserà alla misericordia del buon Dio. Finalmente comincia il corso più regolare, capite? Oggi è la domenica 10. Buona. Poi c'è la 12esima. E si va avanti un po' più in fila. E' bello quando si va in fila, capisci? Perché quella storia che è scritta qui ha una caratteristica enorme. Che è la tua storia. E' la mia storia. Allora si fa meglio quando si fa. Capisci? Un po' avanti così. Passo per passo. E' vero? Nel 1937-38 c'era stata un'irruzione fascista all'Università di Torino. e il professore di una cattedra di Economia il professor Luigi Eglianti stava facendo le sue. E la violenza fascista ha inerotto l'irruzione. Lui dopo sei anni, sette anni alla ripresa dell'Università è tornato e in classe gli scritti di Piedria di cui ero una persona di un'altra e poi era il presidente della Cuglia. Lui ha ricominciato la versione di dunque diciamo e c'era un bellissimo libro di figure umoristiche che poi non eravate nati quando è uscito che appunto si chiamava dunque diceva ed era la ripresa del tempo dopo la burrasca. questo dunque diceva è bellissimo ed è dolcissimo perché a mezzogiorno non mi ricordo più la parola della Bibbia che ho letto pregando e dedicato alle sette anni e non ho più testa. e allora mi serve quel dunque diceva quando vedete dunque diceva che bello che bello avere la memoria del Vangelo che bello poter in mezzo a una burrasca avere qualcuno accanto nel cuore che gli dice dunque diceva che tutto è un mare di una scorsa tutta una morte di una scorsa tutta una morte che è una scorsa finita di un'istrata e una vita e una madre di una nascita e una madre di un'istrata e riprende l'avventura meravigliosa del Vangelo per ciascuno e per tutti è bello che qualche volta sia anche insieme oggi sono contento di essere qua grazie grazie grazie grazie