I pastori sono persone molto fragili, che si spaventano davanti alle infermità del gregge e sono tentati di reagire alle difficoltà del pascolo e del cammino con durezze di imposizioni, precisazioni di norme, minacce di esclusione. E il profeta è molto severo con questi pastori. In modo particolare mi ha colpito un'accusa che il Signore rivolge attraverso di lui a questi pastori e dice voi avete disperso le mie pecore, le avete dispersi. E' un verbo molto prezioso, molto strano nella scrittura. Normalmente vuol dire una cosa negativa, essere sperperatore vuol dire sciupare, in qualche modo buttar via, perdere, ed è l'accusa che lui fa a questi pastori. Però c'è tutta un'altra parte della Bibbia dove questo verbo diventa un po' più stranetto, un po' più così interessante, dove a partire da un salmo, il salmo 111, parla di Dio e dice che Dio è venuto in mezzo a noi e ha sperperato, e ha dato ai poveri. Dice così proprio, disperse, diede ai poveri. Questo verbo poi ritorna anche nel Vangelo qualche volta, soprattutto ritorna quando si parla nella parabola di quel ragazzo che si è fatto dare la sua parte del patrimonio, se ne è andato di casa e poi appunto ha sperperato tutto e allora ritorna a casa di suo padre. Mi viene sempre in mente la lettura che ne fece Marco, un bambino di 30 anni fa, che quindi adesso è un signore tutto autorevole, che quando si parlava di questa parabola insieme seduti sul prato diceva secondo me questo qua è il figlio di Dio. Dico, come è il figlio di Dio? Seguì uno sciagurato che è andato via, ha rovinato tutto, e dice, hai visto? Proprio come il figlio di Dio è venuto via dalla casa di suo padre, è vero che si è ridotto un disastro perché ha sperperato tutto. Allora mi veniva in mente quel salmo, dice, oh ma guarda, guarda. E Marco sosteneva con molta forza questa cosa, è vero per cui quando torna tutto lacero, tutto ridotto male, è vero, c'è la possibilità di non riconoscerlo, e c'è anche quel fratello maggiore, no? Che nella tradizione cristiana rappresenta in qualche modo il fratello ebreo, che fa fatica ad accettare che questo qui, il buzzurro, dopo aver rovinato tutto, ritorni, hai capito? Anche i greci, anche gli assiri, anche i babilonesi, anche i siriani, tutti dentro nella casa dello stesso padre, ma scalzoni come sono, io non ci entro più in quella casa, no? E c'è la difficoltà nei confronti di questo padre appunto sperperatore, che corre da una parte e dall'altra della casa, perché vuole riguadagnare tutti. Allora ho avvertito questa domenica come giocata sul significato doppio di queste parole. Purtroppo i pastori per paura e per durezza di cuore rischiano di dissipare il gregge, e il pastore nuovo, che è Gesù, è venuto a recuperarlo. E come ha fatto a recuperarlo? Invece di disperdere il gregge, ha perduto se stesso. Si è messo in gioco e ha sciupato tutto se stesso. E questa è stata la grande curva che la storia ha preso, ed è la curva di fascino che ci unisce al Signore, di cui dicevo che sono molto contento di Lui, perché vedo la sua enorme potenza. Sono impressionato della potenza di Dio. Anche perché ufficialmente, per voi che si vede, sembra che proprio nessuno ci pensi, tutti vanno tranquilli, non sa neanche che c'è. E invece vedo proprio come dentro al segreto dei cuori e dei pensieri sia moltissimo presente, perché le persone lo riconoscono per la sua volontà. Magari fanno polemiche con i pastori per dire invece questi qui, sono delle carogne, ci buttano fuori, non tengono presente niente, tutte le nostre fragilità, ma Lui sì. E un po' è vero che è così. Ricordavo appunto un fatto che mi è successo poi recentemente, perché me l'ho molto arrabbiato con il mio vicino, che insomma proprio combinava male, ma molto male, quindi dal dolore ero anche passato troppo alla rabbia. Ma ho la fortuna di aver l'angelo custode, io non so se l'avete anche voi, io ce l'ho e poi ho una fortuna doppia, cioè che ce l'ho in carne e ossa, non è invisibile. Lui veramente rifiuta il mio riconoscimento quando gli dico dai ho capito che sei te l'angelo custode, lui trova sempre un alibi per dire che non lo è. Invece lo è proprio. E mentre io ero molto arrabbiato con questa persona, mi ha detto ma senti, ma però è meglio avere una persona anche se è cattiva, piuttosto che non averla. E ho capito che in quel momento lì lui mi ricordava il cuore di Dio. È meglio avere una persona anche se è cattiva, anche se è ferita, piuttosto che non averla. È vero. E questo è certamente in ogni caso il ragionamento di Dio. È vero che a un certo punto probabilmente si è accorto di un paradiso spopolato. Non ci arrivava più nessuno. Era troppo difficile andare in paradiso. E anche adesso è troppo difficile funzionare. Troppo difficile. Arrivò la domenica con due che proprio non ce la fanno più. E quindi cedono, vogliono sciogliere il loro legame d'affetto. c'è un bambino di mezzo. È colpa loro? Ma no, io non me la sento di dire così. Perché proprio no, ce la fanno. La vita è molto difficile, molto fragile. È come due bambine che ancora devo mettere nell'attenzione della vostra preghiera. Una che si chiama Irene, che lotta, lotta, insomma, ma è piccolina, è a quattro anni, quindi non si riesce a capire se verrà fuori da questo corridoio buio della sua malattia. Un'altra che è appena nata, credo che si chiamerà Anita. Mi sembra che si chiamerà Anita. Oh, è nata stupenda, stupenda, ma troppo piccolina. Oh, piccolissima. Allora, è vero, le raccomandiamo molto fortemente queste piccoline, ma soprattutto le prendiamo come segno di noi, perché non crediate che noi siamo diversi. Anche noi siamo piccolissimi, come quei due che hanno deciso in questi giorni che non ce la fanno più andare avanti. E anche noi tante volte. Ma è proprio perché siamo cattivi. Ma sì, siamo anche cattivi. Ma perché non ce la facciamo? Allora doveva decidere Dio. Ho un paradiso per atleti, con pochissima gente, oppure un paradiso per stortini, è vero? Pieno ancora. Pieno. E Dio ha preso questa decisione, che un po' si era già accennata in tutta la storia della salvezza, questo suo desiderio di piegarsi, di fare, di far lui. Stamattina ascoltavamo le vicende di Davide. No. Una persona che passa per essere una gran persona. Non sapeva fare niente, Davide. Non sapeva fare niente. Soprattutto in guerra, era una schiaffa spaventosa. E quindi lui cosa faceva? Arrivano i filistei. Andava da Dio e gli dice, allora la faccio la battaglia o no? Falla la battaglia. E ma andrà bene o no? Andrà bene. E lui andava e andava bene, per forza, perché c'aveva il garante dietro. E sempre di più mi pare che si faccia avanti questa ipotesi. Che questa grande spesa di Dio è quello che ci salva. Per cui i miei amici della Caritas di Roma, della Caritas italiana, gli hanno fatto in questi giorni un regalo che io non ho fatto niente. Per questa cosa mi hanno messo fuori un librino di robine scritte da me così di qua e di là e che si chiama appunto lo sperpero di Dio. E ritorno a questa parola, lo sperpero, lo sperpero di Dio. Allora, allo sperpero dei pastori che rischiano di sperperare la gente e di buttarla fuori perché è cattiva, è vero, seguendo anche l'indicazione del mio angelo custode, noi siamo oggi qui a celebrare e a festeggiare è vero, la meraviglia del nostro Signore che sperpera se stesso, purché il Paradiso sia pieno. E non solamente il Paradiso finale, ma anche il Paradiso di adesso. Quindi certo che ormai sono vecchio, ho poca strada davanti, ma il mio sogno cosa sarebbe? Che questo posto fosse, certamente per tutti voi che siete delle bravissime persone, e che quindi avete qui il vostro posto, ma mi piacerebbe moltissimo che fosse pieno di tanta gente fuori posto, di tanta gente che in nessun altro posto va posto, e che quindi invece qui potesse dire, ma guarda, qui c'è un posto anche per me. E potesse andare in giro e trovare tanta altra gente senza posto e dirgli, guarda che c'è un posto dove hanno posto anche quelli che il posto non ce l'hanno. Perché penso che la Chiesa di Dio sia stata inventata proprio per questo. oggi questa è la festa, è la festa della gioia di Paolo, vedete, Paolo contentissimo che si rivolge ai fuori legge, proprio ai pagani, agli idolatri, e dice voi che eravate lontani, siete diventati vicini, dice perché sono venuti vicini loro, no, grazie al sangue di Cristo, capite? Grazie al sangue di Cristo. Non è che noi abbiamo fatto qualche cosa, allora eravamo lontani, ma adesso siamo vicini, ah bravo, che hai cambiato pelle finalmente, ci hai ripensato, no, no, è vero, siamo vicini per il sangue di Cristo. E la cosa per il quale Andrea e Lorenzo stanno a Gerusalemme a dire dei Padre Nostro e dei Salmi, è vero, perché dice, sempre San Paolo, che Gesù è la nostra pace e quindi vuole abbattere il muro di separazione che divide i due popoli che non si vogliono bene e vuole fare dei due popoli un popolo solo. E allora appunto questi nostri due fratelli stanno là sotto il muro e dicono dei salmi e dei Padre Nostro perché chiedono continuamente al Signore nostra pace che caschi il muro di separazione e i due diventino un popolo solo. Vedete, però la vita cristiana ha questa bellezza che non siamo neanche noi quindi che dobbiamo abbattere il muro. Un po' magari dobbiamo celebrarlo questo abbattimento del muro, no? Quindi invitare a cena due che insomma non si guardano tanti inghigna volentieri. È vero, cercare di dire una parola allegra a una persona che proprio non ne vuole meno. Ecco, certamente un po' siamo chiamati a celebrarlo ma soprattutto siamo chiamati a celebrare la meraviglia della potenza di Dio. È vero, che è andata a finire in questo weekend fallito, no? Del Vangelo secondo Marco che è bellissimo. Questi qui che sono stati fuori per le prime volte a cercare di fare qualche cosa finalmente al venerdì rientrano. Io penso che sia rientrati al venerdì perché siccome erano tutti ebrei bisognava rientrare prima che si accendano tre stelle in cielo perché quando si accendono tre stelle in cielo fanno un colpo di cannone e da quel momento lì non si può più fare niente perché è incominciato il sabato di Dio. È vero, quindi saranno tornati al venerdì pomeriggio verso due e mezza a tre non più tardi perché a quel punto lì tutti si sono già messi a posto per il sabato e hanno alla svelta raccontato al Signore quello che hanno fatto gli segnato, detto e il Signore è contentissimo ma è andata una settimana super bene però vi vedo un po' stanchini eh? Allora sveltissimi saltiamo in barca è vero prima che cominci questo sabato e andiamo c'è una spiaggetta messa bene in disparte che ci si arriva è vero ma siccome la gente ha molto bisogno la gente capisce questa questa giterella di riposo è vero e non può però permettersi di far senza di lui perché appunto uno sta male l'altro è ferito uno è da solo l'altro ha paura e allora cosa fanno? e intuiscono qual è il golfetto dove arriverà la barca per il riposino meritato passano per un'altra stradina e ci arrivano primi quando loro arrivano lì dicono qui sarà tranquillo pieno di gente disastro rovinato tutto bisognerà moltiplicare i pani tutte ste storie solite no? spaventose e lui il signore sentite com'è bello molti li videro partire capirono e da tutte le città corsero là a piedi e li precedettero sceso dalla barca e gli vide una grande folla ebbe compassione di loro perché erano come pecore che non hanno pastore e si mise a insegnare a loro molte cose e quella bellezza di questa compassione quando ieri si stava entrando nella domenica io capivo che in quel momento nella chiarezza portata da tutto questo vento che è venuto no? è stato un viaggio tremendo che ieri abbiamo dovuto fare come una barca sul tetto perché la barca si alzava l'automobile prendeva il volo insomma era abbastanza impressionante poi tutto si è calmati e si sentiva la carezza di Dio che metteva nella sua compassione tutto il mondo perché quando comincia il giorno del Signore tutto incomincia sempre per questa compassione allora magari se riusciamo a ricordarcelo possiamo tenere presente che quando va si va verso l'ingresso nella domenica se vogliamo avere il lusso di avere in noi gli stessi sentimenti di Dio ecco è il momento in cui celebrare la meraviglia di questa compassione che è anche nei confronti di quella persona che proprio è tremenda è meglio che ci sia cattiva piuttosto che non esserci il suo posto vuoto sarebbe uno straccio insopportabile è vero? e allora ecco che incomincia questa domenica e in mezzo alla domenica c'è questa eucalistia che un po' secondo me abbiamo un po' complicato perché certe volte per arrivarci bisogna fare delle gincane un po' complesse e che è stata invece inventata sempre per una folla come vedete sia quando ci sono dei colossali inviti a nozze sia come quando c'è una grande folla e da sera e bisogna dargli qualche pane qualche pesce di chi ci sia dentro alla folla non si dice mai niente per cui anch'io ladro e assassino ci sono e anch'io sono dentro e ho posto davanti a questa eucalistia eucalistia è nativamente questo branchetto della misericordia di Dio così potente da essere impossibile che qualcuno ne sia escluso certo uno può dire vado su paraboccia quindi bellissimo ecco ma l'invito è assolutamente per tutti è come quando adesso mettono in discussione questa faccenda delle parole della consacrazione perché volevano cambiarle e dire che il sangue non è stato versato per tutti ma per molti ma io non sono per niente d'accordo su questa cosa perché perché nella sua intenzione e anche nella sua potenza lui l'ha fatto tutta questa roba anche per chi va a giocare a voce no? non l'ha fatto solo perché altrimenti non funziona più il gioco è vero non funziona più ci sono già delle condizioni quindi voi tenete fermo e questo posto e questa celebrazione e questo avvenimento è quello che dice l'invincibile misericordia di Dio e la vastità del cuore del padre tale per cui c'è posto per ciascuno e per tutti ci sono i primi posti per i piccoli per i poveri per i malati per i peccatori per i lontani per gli atei ma poi c'è posto per tutti e non c'è nessuno che sia escluso dalla carità infinita di Dio credo che celebrare poi queste cose nel nostro appartamento e nei tempi modesti che Dio ci ha dato da vivere sia fare un gioco da re un gioco da veri signori e quindi trovare sempre di più le novità e le ricchezze inspiegabili di questo gioco dell'amore che fa spazio a tutti grazie