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XDomenicaTO_CorpusDomini-omelia_PrimeComunioni-GiovanniNicolini-Dozza-20150607(12).mp3

Data: 07/06/2015

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

C'è un po' di posto. Quando una brava signora, che conosciamo da un po' di tempo, mi ha detto che pensava di poter fare il catechismo, ho detto Dio mio, chissà se finirà l'anno, invece l'ha finito Penone, è andata benissimo, è stata contentissima. Noi contentissimi di lei e la ringraziamo con molto affetto, anche chi l'ha aiutata, tutto bene insomma. Dopo che si è fatto tutto questo catechismo, si è detto adesso però siamo vicini, bisogna ancora preparare qualche cosa. Allora è venuta in mente a me questa cosa. Ho detto beh, siccome dobbiamo preparare l'Eucaressia e quindi il pane che è il corpo di Cristo, ma pariamo a fare il pane. E allora abbiamo imparato a fare il pane. Qualcuno ci ha aiutato, sa bene. E abbiamo cercato di fare il pane proprio come bisogna farlo. Nelle parole che abbiamo ascoltato adesso, ci sono alcune cose importanti del pane che i nostri piccoli, le nostre piccole qui hanno imparato bene. Perché hanno imparato che per 40 anni i nostri padri ebrei hanno camminato nel deserto e nel deserto non cresce l'insalata e quindi cosa si fa? Ma il buon Dio tutte le mattine faceva trovare sulla superficie del deserto una specie di farina loro uscivano a raccoglierla e facevano delle focacce. Ogni giorno c'era e serviva per fare la camminata di quel giorno. Ed è stato così per 40 anni. Quella farina lì si chiamava manna. Manna è una parola che vuol dire che cos'è. E quindi tutte le mattine per 40 anni si sono domandati cos'era e poi l'han presa e hanno fatto un pane. Era un pane che veniva dal cielo e che Dio gli faceva piovere perché loro potessero mangiare e camminare nella loro vita che era difficile. Poi un'altra cosa che abbiamo imparato preparando il pane è che di fatto una volta importante in cui hanno mangiato quel pane era stata la notte in cui erano scappati via dall'Egitto. Gli egiziani li trattavano troppo male. Proprio una cosa insopportabile. Loro pativano moltissimo. Tutti uomini, donne, bambini. Tutti, tutti messi dentro come una schiavitù tremenda. Allora una volta che piangevano così forte là in Egitto Dio che era la finestra del paradiso ha sentito e dice ma cosa hanno? E quando ha sentito il loro pianto si è messo a piangere anche lui e poi ha detto no ma non si può andare avanti così. Questi qui io adesso li voglio portare fuori, li voglio liberare. E allora c'è stata una notte in cui uno che lui aveva incaricato che si chiamava Mosè ha preparato la fuga. E quella fuga cominciava di notte con una cena perché dopo non si sapeva che cosa sarebbe successo e ne sono succesi di tutti i colori. Allora prima di partire hanno mangiato. Anche lì hanno fatto del pane. Però siccome dovevano scappare erano già pronti per la fuga. Non si poteva aspettare per il tempo. Così cosa è successo al pane? Che in quella notte lì hanno fatto il pane senza metterci il lievito perché non si poteva far fermentare la pasta. Capite? E quindi è rimasto un pane basso. Un pane basso. Allora imparando a fare il pane anche noi abbiamo imparato a fare il pane senza il lievito. Senza il lievito. Perché abbiamo ricordato quella notte di fuga, quella fretta che c'era, sono scappati via e poi dopo lo sapete attraversare il Mar Rosso, tutto il deserto. E poi appunto con i quarant'anni, fino alla Pasqua di Gesù. E Gesù, questo soggetto strano, però bravo e soprattutto molto buono, è venuto a dirci che lui era il pane del padre. che quelle pane di cui avevamo tutti bisogno, quel pane che avevamo bisogno per la nostra vita, per continuare a sperare, per continuare a vivere, per continuare a perdonarci, per continuare a fare i figli, per continuare a voler bene, per continuare a non avere troppo paura della morte, per imparare un poco a dividere se uno ha troppo e l'altro ha troppo poco. Ecco, abbiamo fatto tutte queste cose. Lui ha detto smilpane e quando insieme agli ebrei era la festa di Pasqua, dove loro ricordavano quella scappata via dall'Egitto, quella notte famosa, ecco allora lui con i suoi ha fatto quella cena e poi però lì c'è stata la novità perché quando lui ha dato quel pane che gli ebrei continuano a fare anche oggi per la loro festa di Pasqua, anche oggi il pane non lievitato, lui però improvvisamente di quel pane ha detto questo è il mio corpo e del calice del vino ha detto questo è il mio sangue. E così da quella prima volta che hanno detto la messa, lui in qualche modo ha voluto venire più in mezzo a noi e ha voluto che la sua parola fosse il cibo della nostra vita, il cibo, quello di cui abbiamo bisogno per vivere. Gesù, Gesù è quel cibo del Padre è quel corpo e quel sangue del Padre. E perché il corpo e il sangue? E perché Gesù ci ha voluto talmente tanto bene che ha dato la sua vita per noi. e il crocifisso che è qui alle mie spalle ci ricorda che alla fine gli hanno fatto la pelle perché diceva troppo quel che pensava ed era troppo strano quello che diceva e diceva che siamo tutti fratelli, che abbiamo tutti un unico padre, è vero che bisogna spezzare il pane insieme in maniera che ce ne sia per tutti e allora l'hanno fatto fuori e lui ci ha dato la vita. però voi conoscete benissimo chi ci ha dato la vita. Questi bambini del catechismo si sono sentiti dire che la loro mamma gli ha dato la vita, che il loro papà e la loro mamma gli hanno dato la vita, che tutte le persone che gli vogliono bene gli regalano un po' della loro vita, che tutti noi pensando che uno come me ha fine corsa e che lei ha principio di corsa e gli voglio dire ma io ti darei volentieri la mia vita, no? tanto ormai la mia corsa l'ho già bella che fatta, no? Ecco, e poi è successo un fatto che che mi ha creato un po' di difficoltà, ma buona, difficoltà buona. Perché mi hanno portato a vedere un posto dove devo andare per un piccolo compito che mi hanno dato, insomma, di andare a trovare quelli che non stanno tanto bene. Mi sono trovato in un posto dove c'erano anche dei bambini della età di questi bambini che oggi fanno la prima comunione. Certamente non c'era questa festa per loro. Il posto mi ha fatto anche un po' paura. probabilmente oggi ci sarà un po' di festa che loro certamente non avevano. Ma la cosa che mi ha più impressionato è che c'era tutto un gruppo non proprio piccolini come questi però anche dodici anni, undici anni che erano lì da soli e vengono da lontano. Hanno fatto anche loro la barca e adesso sono qui da soli. E devo dirvi che per un po' mi è venuto il pensiero ma io adesso devo prepararmi per domani mattina per quei miei amici che vengono per la prima comunione o io devo stare qui con questi. E poi certo che ho pensato che era mio dovere venire qui con voi e però che avevo il dovere di dirvelo. Perché abbiamo imparato che per esempio c'è il pane c'è il pane sulla tavola della messa no? Allora dice quanti siamo? Una ventina. Allora si prende questo pane e si fanno venti pezzi. Oddio me arrivano in trenta. Come si fa? Si fanno pezzi più piccoli. E lui ha fatto in modo che anche in un pezzettino piccolissimo ci sia già tutto il nutrimento in maniera che te lo puoi sempre spezzare no? In maniera che che tutti ne abbiano che tutti ne abbiano no? Perché altrimenti succede come succede in tutto il mondo no? C'è la parte alta del mondo dove siamo anche noi è la parte nord del mondo dove bisogna continuare a fare la dieta perché si mangia troppo e c'è la parte sotto del mondo dove non si mangia dove si mangia troppo poco e a partire da lì anche tante diversità noi oggi con i nostri piccoli qua che sono stati bravissimi siamo qui a fare questa festa di una tavola dove vogliamo che ci sia pane per tutti vogliamo che non ci sia nessuno escluso dalla carezza della sua mamma e da un pezzo di pane è vero noi lo desideriamo quindi mi è sembrato giusto non avevo dubbi di venire qui però certamente di tenerli vicini stamattina tenerli vicini sono andato un po' stanotte a vedere tenerli vicini in maniera che sono anche loro con noi non parlano la nostra lingua io penso che non siano forse neanche battezzati nella nostra fede però sono proprio figli di Dio è vero sono proprio figli di Dio e noi quindi siamo in moltissimi oggi qui siamo molti già purtroppo qualcuno ha dovuto stare in piedi ma siamo molti di più perché ci sono tutte queste persone del nostro affetto ecco i bambini che fanno la comunione sono in fila perché non sarebbero qui se non ci fossero stati il papà e la mamma il papà e la mamma non ci sarebbero qui se non ci fossero stati i nonni e le nonne e così via e così via e così via è vero oggi quindi è una preghiera che va addirittura oltre il tempo raccoglie tutte le persone è vero e tutte le persone arrivano fin qui oggi importanti tutte guai se non ci fossero state e quindi il pane del Signore è passato allora adesso ridico una cosa per gli adulti che mi intendono alla svelta è bene che noi siamo in comunione con loro e se si può è bene che noi facciamo la comunione con loro in questa messa chi desidera fare la comunione la faccio mi prendo io le colpe però è impossibile non stabilire questa continuità perché anche noi non saremmo qui se qualcuno non ci avesse messo nella vita con tutto quello che aveva e quindi non si possono fare differenze adesso andiamo avanti nella messa portiamo sull'altare appunto il pane e il vino ci prepariamo a quel momento in cui il Signore dice questo è il mio corpo questo è il mio sangue diremo il Padre Nostro e poi ci nutriremo di questo pane loro oggi per quello che si è fatto si nutriranno del pane che hanno fatto loro l'hanno fatto per loro perché il fatto se no sarebbe stato troppo lo fanno per loro e poi si per fare la comando la possibilità che sull'altare dellaS di che d' kindness sono di ad le che mi d' c'è l' Id bisogna il d' lui o我跟你 Bunda sono diilly ris