C'è un po' questo lamento sui pastori che non funzionano, lo pigliamo facendo una premessa, cioè che non vogliamo parlare male di nessuno e che anzi vogliamo essere consapevoli che tutti noi in questo senso abbiamo delle responsabilità perché fuori di qui ognuno deve tornare alla sua mediata, c'è qualcuno che è legato a lui, dipende da lui, quindi non è che si vuole colpire una categoria. Un po' tutti abbiamo delle responsabilità più o meno grandi, facciamo fatica a tirar la carretta, e certe volte perdiamo un po' la bussola. Cosa interessante nella tradizione ebraica e cristiana è che pur nella diversità degli avvenimenti, dei tempi, dei luoghi, delle culture, c'è sempre una strada che si ripete quando i pastori perdono la testa e quindi non fanno più per bene, insomma, e quindi il loro grege sta male, sostanzialmente è disperso, è abbandonato. Succede quando, indurendosi la fatica dei giorni, provate a pensare a casa vostra, insomma, no? Ecco, se avete poi delle immediate un po' pazze in casa, a un certo punto si perde il senso profondo del gioco che stiamo facendo e cosa facciamo? Per cercare di risolvere i problemi mettiamo delle regole. E diciamo no, adesso però bisogna che ci mettiamo d'accordo, facciamo i turni per chi deve lavare i piatti, eccetera, così. Andando su poi nelle cose di importanza, succede che anche l'intero popolo di Dio a un certo punto si pensa di regolarlo con delle regole e con delle leggi. E mi pare che sia questa sempre la strada della decadenza. Anche adesso, mentre ascoltavo il Vangelo, mi veniva in mente ancora una volta quella tomba di Sant'Ignazio di Loyola a Roma, nella chiesa del Gesù, vicino alla vecchia sede della democrazia cristiana e alla vecchia sede del Pici, e dove si vede lui, il buonissimo Sant'Ignazio, in piedi sulla sua tomba, e a piedi nudi, e schiaccia un serpente. E sulla fronte del serpente, che non ha delle gran fronti ai serpenti, però gliel'hanno fatta un po', c'è scritto su Lutero, perché il suo nome era quello lì. E perché Lutero, che avrà fatto anche i suoi tagli, insomma, però è una persona che a un certo punto ha avvertito come insopportabile il peso delle regole e delle leggi. E quindi gli è venuta in mente una cosa che sembrò molto strana e strabita al suo tempo, ma che, insomma, bisogna vedersi, non aveva qualche ragione. Ma ci era detto che bisogna in fondo riprendere in mano il Vangelo adesso. E quindi, invece di tutte queste organizzazioni, tutte queste leggi e tutte queste regole, bisogna ripartire dal Vangelo. Probabilmente non è stata la rivoluzione e la riforma più importante della Chiesa in questi due millenni. Per quello che riguarda, per esempio, il mondo occidentale, noi non c'è dubbio che c'è stata una rivoluzione molto più importante di quella di Lutero che c'è stata quella di San Francesco d'Assisi. San Francesco non ha criticato nessuno, è andato a Roma a piedi insieme ai suoi amici per farsi firmare la regola dal Papa, è sempre stato buono con tutti, e però in una grande positività della sua vita ha fatto riemergere il Vangelo. Proviamo a metterci nella strada del Vangelo. Questo Vangelo, appunto, è la buona notizia dell'amore di Dio, è quello che tentavo di dirvi all'inizio della Messa, e cioè che Dio ci vuole bene. La liturgia di oggi ha inserito un testo, che è quello della Lettera degli Efesini, è un testo meraviglioso, ma come al solito San Paolo non ha una scrittura semplice, e quindi è piuttosto complicato. Però un momentino vorrei fermarvi, perché anche lui dice che è successo quella roba lì, e lui dice proprio quando è successa, cioè con Gesù è successo. Perché cos'è successo fino a Gesù? C'era un piccolo popolo che erano gli ebrei, che erano il popolo di Dio, e poi c'erano tutti gli altri che erano gli sciagurati, insomma noi, no? Non so se qui c'è qualche ebreo, ma insomma altrimenti tutti noi siamo legenti, i gentili, i pagani, insomma, no? Eravamo fuori. E c'era da una parte loro e dall'altra noi. Loro erano il popolo di Dio, e ai tempi di Gesù funzionavano proprio con la legge, in modo insopportabile, solo la legge, solo le regole, no? Tante volte qui ci siamo detti che ci sono più di 600 comandamenti nella legge antica. Tutto è regola, tutto è legge. In questi giorni noi stiamo leggendo sul Vangelo di Luca che lui Gesù, non lo si dice tante e tante volte, è stato un gran contestatore, lui ha passato la vita a essere accusato di essere un peccatore, uno sciagurato. E perché? Semplicemente perché lui ogni tanto chiedeva le ragioni di una regola. Dice, ma scusami, ma perché c'è questa regola? E in che modo lo chiedeva? Lo chiedeva appunto contrapponendo le regole alla fondamentale regola dell'amore che è la grande strada che già con gli ebrei Dio ha scelto. E lui cercava di chiedere, ma questa roba qui, c'entra con l'amore, è vero, sarà una regola anche buona, devota, ma c'entra con l'amore, ma addirittura qualche volta si incavola perché fa contro la legge dell'amore. Vi ricordate per esempio quella polemica, lo dice lui, eh, Gesù? Dice, Dio ha detto che bisogna aiutare il padre e la madre, ma voi dite che se dovete fare un'offerta al Tempio, voi con quell'offerta al Tempio vi siete già aggiustati anche col padre e la madre, creperanno di fame, ma dice, oh, dice, ma scherziamo? Quindi ci sono proprio anche delle regole sbagliate. In ogni caso, Paolo dice, per fortuna è arrivato Gesù, perché se no c'era questo popolino di bravi con la legge, tutti gli altri sciagurati, invece è venuto Gesù, che è venuto per quelli vicini e per quelli lontani. I vicini sono gli ebrei, i lontani sono tutti gli altri. E lui che cosa ha fatto? Ha buttato giù la separazione tra i vicini e i lontani, dicendo, ma che, ma che, ma che, non si va con la legge, non si va con la legge. E con cosa si va? Si va con l'amore. E che cos'è l'amore? L'amore, lui dice, è questa croce che sta dietro le mie spalle. E che cos'è questa croce? È questo Dio che ci ama e che ci vuole così bene fino a dare la sua vita per noi. E quindi uno non è che si salva perché sta alle regole, uno è salvato perché Dio gli vuol bene. Certo che se uno è voluto molto bene e capisce di essere voluto molto bene, gli prende anche a lui un po' il gusto di voler bene e probabilmente diventa anche lui una persona meravigliosa. Ma tutto quello che è successo a San Francesco, e posso pensare anche a Lutero, gli è successo perché? Perché loro avevano una grandissima esperienza dell'amore di Dio. E quindi sapevano benissimo che la positività della vita, la giustizia della vita, la verità e la bontà della vita non deriva dal fatto che noi stiamo alle regole, ma deriva dal fatto che, essendo molto amati, cominciamo anche noi a liberare un po' di amore da noi. È tutto lì. E quindi lui ha buttato giù questo muro di separazione tra gli ebrei e tutti gli altri, ha fatto dei due un popolo solo e dice come? Nel sangue di Gesù, nel suo sacrificio d'amore. Perché in paradiso si andrai? Perché il buon Dio ti vuol tanto bene che ti tiene lì anche per l'eternità, anche se magari invece sei un po' mascalzoncello, un po' noioso, un po' con dei limiti, però lui ti vuole bene. Questa roba qui si fa un po' fatica a dirlo, è un po' pericoloso dirlo, vero? Perché? Perché tutti noi diciamo come allora dopo nessuno starà più alle regole, è vero? Tanto lui ci vuol bene, ma non c'è nessuna cosa potente come il voler bene per far star dentro alle regole. Oggi la preghiera della Messa, nessuno sta mai attento alla preghiera della Messa, l'orazione di questa domenica, è vero? dice che noi siamo così ricchi di fede, di speranza e di amore che possiamo poi essere anche fedeli a tutti i comandamenti. Ma siamo fedeli ai comandamenti perché c'è l'amore, capite? Se c'è l'amore, tutti i comandamenti non servono più. Sapete quel diavolazzo di Sant'Agostino, no? Che è arrivato a dire ama e fa quel che vuoi. Eh, bel coraggio, eh? Non so se avresti coraggio di dirlo ai tuoi figli. Ah, ma i tuoi figli. Anzi, quando dice ma io amo la Rosalinda ci vengono dei sospetti. Quindi, anzi, siamo pieni di sospetti dei confronti dell'amore. Invece lui liberissimo, capite? Dice, se tu ami sei totalmente libero. Fai quello che vuoi. Perché? Perché l'amore illumina tutti gli aspetti della tua vita, capisci? Se tu vai a comprare la carne in bottega con amore e guidi l'automobile con amore. È vero? E aiuti un tuo figlio a fare la scuola con amore e stai vicino a una tua cara persona che non sta bene di salute con amore. È già tutto fatto. Fa sicuramente tutto bene. La rivoluzione di Gesù è stata quella di dire che quello che salva è l'amore. I suoi amici che gli sono andati dietro quelli che vengono chiamati i discepoli a un certo punto se ne è formato un gruppezino ancora più attaccato che si sono chiamati gli apostoli. Il Vangelo di oggi ci parla un po' di loro e ci dice che lui cominciava a spedirli che dici tu vai alla Dozza tu vai a Castelmaggiore tu vai a Bologna Centro tu vai a Casalecchio e a partire da lì si sono sparsi un po' a far che? A portare l'amore. Quando loro tornano il Vangelo dice così che a un certo punto tornano a casa e gli raccontano quello che hanno fatto e quello che hanno insegnato e che cosa sono andati a fare? E che cosa sono andati a insegnare? L'amore. E perché l'hanno potuto fare? Di insegnare e di volere bene? Appunto perché lui li ha molto amati li ha trascinati dentro li ha sedotti nella grande vicenda dell'amore e quindi dopo da Gerusalemme fino ai confini della terra la baracca è andata avanti così e siamo andati ad annunciare l'amore di Dio in Gesù ma lo sapete che Dio non manda all'inferno perché anzi dà lui la sua vita per noi? Vi ricordate che un po' di anni fa il Cardinal Biffi ha scritto una lettera che è una lettera come ha fatto lui un po' dispettoso ma molto intelligente e lui in questa lettera dice ma voi cosa credete? Che fate paura alla gente perché gli dite che va all'inferno? Ma dice guarda che l'inferno non fa più spavento a nessuno dice allora la cosa importante è che la gente a un certo punto possa capire che è dentro lei nel suo inferno e che Gesù è venuto a tirarla fuori adesso hai capito? perché sei venuto a me sangosciato io per la gente che ho visto prima che non mi aspettavo stamattina questi incontri è vero? E ognuno è dentro un po' la sua galera la sua prigionia la sua paura la sua angoscia il suo inferno la memoria dei suoi errori e lui è venuto volendoci bene a tirarci fuori questo è il segno più grande anche della nostra celebrazione della liturgia veniamo qui carichi delle nostre ombre e lui ci libera verso la luce e ci libera non con dei miracoli speciali volendoci bene che è il miracolo più grosso che ci sia è la cosa più grande che ci sia perché l'amore è il nome di Dio e quindi quando te vuoi bene in quel momento lì è la potenza di Dio che tu comunichi fatto sta dice il Vangelo di oggi che c'era un sacco di gente che ci andava perché avevano bisogno di essere voluti bene e quindi non avevano più neanche il tempo di mangiare allora Gesù avete sentito gli propone una cittarella facciamo un fughino e ci conosco un bel posto dove ci si può andare in barca allora quatti quatti via che salo andiamo noi soli a riposare un momentino perché erano sempre lì a portare in giro sto amore di Gesù solo che la gente ha occhio e quindi quando li vede partire dice quelli lì vanno là dietro vedrai e loro via per una scorciatoia e un sacco di gente un sacco di gente giù per la scorciatoia si presentano qui sulla riva si mettono là la barchina volta la curva volta la curva oh terra scappate e si trova davanti un mucchio di gentaglia povere tutti lì è vero e allora c'è quell'ultimo versetto del Vangelo di oggi che per me è un versetto meraviglioso dove dice che lui però quando li vede ha compassione di loro perché sono come pecore senza pastore e si mette a insegnare a loro molte cose e questo capito è molto importante intanto perché diciamoci subito una cosa accorgersi della povertà della gente questo è molto importante sono delle stupidate che ogni tanto si scrivono per dire che la gente sta venone che la gente è ricca che ha tutto quello di cui c'è bisogno è vero che ormai qui non c'è più bisogno di niente la gente è poverissima e mi permetto di dire e noi che siamo qui in questo momento siamo gente poverissima semmai il nostro vantaggio può essere che stiamo prendendo più confidenza con la nostra povertà capisci? con la mia condizione di peccatore col fatto che tu ti senti solo col fatto che tu hai paura della morte col fatto che te e i tuoi figli non ti guardano più in faccia e ognuno è qui siamo qui tutti un'assemblea di poveri sapete? non dovete pensare che ci sia una gran differenza tra il mondo di oggi e le grandi moltitudini che inseguivano Gesù su per i sentieri in maniera che riuscivano sempre a beccarlo e non lo lasciavano andare via perché avevano bisogno di lui e questo oggi secondo me è un grande problema perché molte volte io mi chiedo ma noi cristiani oggi sembriamo ancora quella specie di sorgente trasmissione dell'amore di Dio che vuole visitare ogni infermità ogni lontananza che vuol dire del bene per ogni persona per tutti oppure rischiamo di essere anche noi un po' una comunità delle regole e della legge perché le regole ci sono ma sono possibili solo a chi è molto amato no? allora se tu di uno parli male poi malissimo poi dici che è fuori poi dici che sbaglia tutto e poi dici che non bisogna concedere niente perché è un pecatore eh ma quello lì non ce la farà mai a stare alle regole alle regole si può stare solo se e perché si è molto amati allora oggi io ho l'impressione che il nostro rischio sia che noi diventiamo una specie di ditta delle regole regole che interessano poco però sul giornale ogni tanto salda fuori la chiesa dice la chiesa qui la chiesa là però una ditta delle regole più che una fonte dell'amore capite? anche le situazioni più difficili più sbagliate ci sono tanti problemi anche molto delicati no? io vedo lì all'ospedale i miei amici dottori hanno dei problemi oggi enormi su queste regole morali è vero dentro al progresso della medicina della tecnica poi ci sono quelle robe che vanno sui giornali gli omosessuali eccetera così ma ma tutte le persone sono tutti figli di Dio ma ogni persona è un nostro fratello una nostra sorella ma ogni persona che è al mondo è una persona che io posso guardare bene e capire se mi ricordo che Gesù il figlio di Dio ha dato la vita per lui se mi ricordo che ogni persona del mondo è così cara a Dio perché Dio l'ha pagata cara con la croce del figlio allora se io comincio a mettermi in questa strada capite? forse le cose possono un po' cambiare forse anche io posso diventare un piccolo rubinettino d'amore forse a quella persona con la quale sono stato inutilmente severo perché certe volte non serve niente a essere severi si lo butti dentro nella sua condanna poi è bella che finita se tu prima non gli fai capire quanto gli vuoi il bene lui come farà a fare un passettino positivo? rimarrà nella galera dove tu l'hai chiuso con la tua condanna e dici è inutile che poi tu gli dica vieni fuori perché le carceri sono di massima sicurezza non si esce dalle carceri ma il carcere della dozza o ci si fa la pelle o non si esce molte volte il nostro giudizio capiterisca di essere così solo un giudizio tu sbagli quindi fuori ma come farà allora a fare un pass per fortuna ci sei tu per fortuna secondo me ci sono le madri le madri sono delle sciagurate perché loro proprio assolutamente le regole fanno finta di tenerle e non gliene frega niente perché? perché a loro gli importa di loro figlio provate a osservare loro figlio se lo tengono anche se ne fa più di per soldo quei mariti sono un pochino più severetti marito deve funzionare e se non funziona si litiga un pochino ma con i figli e solo però in questo una meraviglia del segno di Dio questa è proprio la femminilità e maternità di Dio questo amore che porta non a togliere la vita ma a darla a generare alla vita capite? è maternità questa è maternità o le persone vengono rigenerate dall'amore o le persone quindi vengono amate come sono e non come dovrebbero essere perché nessuno di noi è come dovrebbe essere perché dopo aver detto che siamo tutti dei poveri noi qui la nostra assemblea domenicale è un'assemblea di peccatori no? ricordate quando Gesù andava a mangiare a cena accettava gli inviti è vero dei mascalzoni e tutti i benpensanti i monsignori della Curia io sono un monsignore della Cappedrale è vero dicevano ma come mai va a mangiare con i peccatori è venuto per questo se no non c'era bisogno che venisse è venuto per instaurare una messa e notate che l'hanno invitato lui non ha detto ma te ti metti a posto no è andata a cena è andata a cena e il Vangelo non ci lascia a memoria che alla fine lui abbia detto adesso come Don Giovanni della Dozza vi faccio una predica niente affatto si è bevuto un limoncero è andato è vero ma allora è così l'amore di Dio è così è un amore che sta accanto alle coscienze e alle ferite delle persone in silenzio ho visto degli itinerari meravigliosi in cui lui per trent'anni quarant'anni non ha detto niente poi piano piano ha trovato una via della commozione e della compassione e allora il cuore delle persone improvvisamente è cambiato ma nessuno è abbandonato si capisce che questi apostoli poveretti erano stanchi morti tutto questo mi sembra ci serve oggi per ricordare ancora una volta come siamo poveri e come siamo amati e poi può servirci per ricordare che se il Signore ci ha portato un momento in disfarco vedete su questa barca qui in un momentino così vi riposate un po' tra poco ci rimanda via adesso andate e ognuno va alla sua barca e ognuno va al segreto e al mistero della sua vita e ognuno va là dove l'amore di Dio deve essere celebrato perché se no chi lo celebra là l'amore di Dio bene ecco mi pare che questo sia il regalo a questa domenica io credo un regalo importante cominciamo col dire che dunque andando a casa butteremo giù i muri dice che il Cristo ha battuto il muro di separazione che separava quelli della legge dai fuori legge e ha detto siamo una cosa sola buttiamo giù questo muro di separazione e chiediamo la grazia di essere una cosa sola in Lui che ha dato la vita per noi di MEMBER di la Caminata di