Sapete no qual è il problema di Giona? Perché la parola che ascoltiamo questa mattina, che celebriamo nella liturgia dal suo libro, un libro breve, quattro piccoli capitoli, si legge in quattordici minuti, potete riprenderlo facilmente, qui siamo al secondo colpo perché è il primo colpo che Dio gli ha detto così, lui si è ben guardato, è sceso al porto, c'era una nave che andava in direzione opposta, il buon Dio lo voleva mandare in Iraq, lui se ne è andato in Spagna. Poi c'è stata tutta la vicenda del pesce, la tempesta, gli ha fatto bene questo passaggio un po' brusco, ci ha ripensato e quindi il buon Dio si ripresenta per la seconda volta e questa volta Giona obbidisce. Ma cosa gli dà fastidio a Giona? La Giona dà fastidio la misericordia di Dio, gli ha insopportati. E' interessante tenerne conto perché nessuno lo prevede da sé questo, invece bisogna un po' rassegnarsi, diciamo un po' così. La misericordia di Dio ci dà fastidio. ci sembra anche ingiusto. Oggi il Papa ha fatto un passo molto grande, molto grave, ha tolto la scomunica a quattro vestri fismatici, di ordinazione illecita, gravemente illecita, cose gravissime, uno di loro è un negazionista dell'olocausto, quindi dice che le camere a gas non ci sono state, che sono storie. Mi ha colpito quello che uscisse oggi la notizia. Mi sembra che il Papa si sia assunto una responsabilità molto grande, circa la celebrazione della misericordia di Dio. e vi consiglio vivamente di prendere le cose su questa strada. Perché poi capita a tutti di avere bisogno di una misericordia impossibile. Quindi, adesso speriamo che si tirino tutte le conseguenze per tutta la vicenda dei divorzi, per tutta la vicenda del mondo omosessuale, per molta gente, insomma, che è fuori, che si sente fuori. Io penso che non ci siano limiti, infatti, alla potenza della misericordia di Dio. E che quindi, sempre, si possa attuare sempre. oggi pomeriggio, ho un confronto con persone di altre fedi religiose, Islam, l'ebraismo, lai, e anche un sano ateo, vedrete. mi intimorisce l'incontro con l'ebreo oggi. D'altra parte, ho avuto timore con lui, e per lui, anche della messa di ieri sera, perché, evidentemente, non era una liturgia semplice, perché, noi ci siamo tutti rifugiati dei bambini ieri sera. I bambini sono fuori discussione. Questi qui di Gaza, come quelli che vado a trovare all'oncologia pediatrica, sono una celebrazione pura della passione di Cristo, fuori da tutte le ragioni degli adulti, dei grandi. Però, è chiaro, sapete, noi, con tutte le nostre forze, facciamo una distinzione assoluta tra gli ebrei e la realtà israeliana. Però, i nostri amici ebrei, anche in Italia, non riescono tanto ad entrare in questa distinzione. E quindi, è fatica. E se tu dici qualche cosa, loro ti dicono, ma perché sei antisemita? Allora, vabbè, non si può più di niente. Perché io sono un semita. è molto delicata la misericordia di Dio, molto, molto, molto. Perché ci va bene, ma improvvisamente non ci va più bene. E quindi, bisogna accettare, fino in fondo, la scommessa. E anche prenderla quando viene. Perché non puoi fare la regola della misericordia di Dio. No. Una volta con tuo figlio ti è scappata la misericordia, lui l'ha presa, è buona, è fatta. Adesso sei pentito, ti sei stato misericordioso, patria, ormai è fatta. E questo di Ninive è una cosa grossa, eh. Perché Ninive è una grande città pagana. È una città metropoli, pagana, con tutta l'opulenza, l'idolatria, del potere, della ricchezza, la tranquillità che hanno le culture dell'opulenza. E il povero Giovan, Dio lo manda. E con molta semplicità Dio gli farà alla fine quello scherzo della pianticella, no? Vi ricordate? Lui fa quel che deve, annuncia che fra 40 giorni Ninive sarà distrutta, è distrutta al primo giorno. Lui fa un giorno di predica e è già fatta. Ed è molto interessante tenere conto però di quello che Dio aveva detto che bisognava dire ai Ninibiti. Fra 40 giorni sarà distrutta. È stata distrutta. in un giorno è stata distrutta e ricostruita, no? Perché è serrofetizzata la Pasqua del Signore. Vi ricordate quando Gesù è bambino e quel vecchio sulla porta del Tempio dice questo qui è messo qui per la rovina e la resurrezione di molti. perché la conversione è quella lì, eh? Non è che migliori un po' i tuoi costumi. La resurrezione è una cosa grossa. È che muori e risorgi. È una persona nuova. I ragazzi della barca lasciano la cadaverica la loro vecchia vita e comincia una vita nuova. a scambettare dietro a Gesù. È questa la potenza della misericordia di Dio, capite? Che ci consente questa mattina è vero, di vincere tutte le nostre vecchiezze celebrando in noi, nei nostri corpi, nella nostra storia, nella nostra testa la morte e la resurrezione. Abbiamo fatto la prima volta nel giorno del nostro battesimo. e da allora, è vero, sperimentiamo continuamente questa potenza di Dio a strapparci dalla morte. E questa è la misericordia di Dio. E siccome Giona tutto ingrugnito perché la cosa ha avuto successo come lui prevedeva, inutile essere sempre la solita storia, i mandi, quelli là, si convincono, sono dei mascanzoni, tutto a posto. È insopportabile. Perché non devono pagare quel campatto, non si fa un 4 milani di purgatorio sano, niente. Tutti già a posto. E ingrugnato si mette su sta collina davanti a Ninive e direi adesso voglio vedere come va a finire poi. Solo che c'è un sole pazzo, eh, a Bagdad è normale che ci siano 40 gradi d'estate, è normale. E quindi gli viene un gran mal di testa, voglio crepare, fa tutte delle scene, perché è un emotivo questo giorno. Allora il Signore gli fa tiroscere quella piantina di ricido dietro la testa, allora c'è l'ombra, lui sta subito meglio, solo che dopo un po', Dio gli manda dentro un verme a sta piantina, piantina seccata, disperato, meglio morire. Oh Dio, ne approfitta, e gli dice, ma scusami, sei tanto addolorato lì per una piantina che oggi cedo, ma non c'è più, sei io, oh ma ci pensi io, non dovevo essere io preoccupato per tutta sta gente. Ed è bellissimo, no? Perché quella città lì è di Farabuti, di gente che non è del popolo di Dio, non conta niente, ma sono cari a Dio. Non devo essere preoccupato per loro, scusami. no, ma scusa, ma tu non hai la tua vita? No, Dio non ha una vita, è tutto suo, e quindi quella gente lì gli importa molto. È facile dimenticarlo, no, questo? Invece quelli di Mide per Lui sono importantissimi. C'è più che qualcuno dei miei ministri lì di fianco, quando c'era il lettore che arrivava alla fine dice Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare il mondo. Si pentì. Dice, ma cosa hai montato tutta sta commedia? Bastava che te li perdonevano. Invece sto povero Giona su e giù e via e là. Tanto si sa, ha ragione Giona, vedete? È però bellissimo perché dice che lui si pente. Voi credete che non sia vero? È vero. Si pente. Solo che è difficilissimo pentirsi, no? moltissime volte mi capita quello che capivo che capitava a mio papà una volta. Che magari diceva diceva nostra madre donna facci te oggi a sgridarti. Io non ce la faccio. Il ghiacco stava dietro e mandava la poveretta a sgridarci. E anche per lui è difficile pentirsi perché insomma che Dio è un Dio che si pente. Diaglio. allora manda avanti Giona e allora Giona va e così sono convertiti e così lui non fa troppo brutta figura. Solo che non dovete pensare che Dio non sia così. Dio è così. Dio noi ce lo ritroviamo dentro nel intimo della nostra persona ma anche nella fragilità della nostra psicologia. Nei nostri desideri nelle nostre delusioni. una volta i teologi razionalisti dicevano che queste immagini erano tutte delle forme antropomorfiche ma figurati se Dio è così ma scherziamo Dio è una cosa seria. Ma gli ebrei hanno resistito e quindi anche nella loro critica attuale gli ebrei dicono no guarda è esattamente il rovescio cioè tutto lo spazio emozionale della nostra persona è solo una palida immagine di come ha fatto lui. Quindi ti immagini te ti commuovi pensa a lui te ti addolori pensa a lui pensando che in fondo siamo tutti una fotocopia ma riuscita del buon Dio e che in lui tutto è estremo e quindi c'è questo estremo della sua misericordia e questo in un certo senso è una domenica delicatissima per lui perché è perché vuole che cambiamo perché vuole che cominciamo per cui se si continua ad andare avanti dentro nelle parole che oggi il Signore ci fa ascoltare se potete ritornarci un momento su vedete che anche sta facendo del pentimento bisogna stare molto attenti che cosa vuol dire il pentimento il pentimento è una liberazione pentimento vuol dire che lui ti libera pentimento vuol dire che lui ti tira fuori dalla gabbia in cui ti sei cacciando dentro vediamo delle facce un po' attonite delle guardie del carcere stamattina quando ci dicevamo così nella chiesa del carcere bisogna uscire dal paliero il Signore è venuto oggi a liberarci e il pentimento è quello lì il pentimento è la potenza della mano che il Signore ti tende perché tu venga fuori vieni fuori dai vieni fuori ci siamo detti tante volte che lo dici a te come l'ho detto a Lazzaro che era morto nella sua tomba e già era già sepolto da tanti giorni vieni fuori vieni fuori e allora la prigionia può essere di tanti tipi può essere un vizio tremendo può essere un ralcore può essere un dolore e il Signore vuole che oggi facciamo questa festa festa della liberazione che lui vuole per ciascuno di noi la vita nuova per ciascuno di noi e più siamo anziani più la nostra vita è appunto questa storia della salvezza continuamente ripetuta è bello fare questi accostamenti anche del testo biblico per esempio provate a pensare che cos'è successo quella mattina sulle rive del lago di Galilea quando lui passeggiava a Cafarnao sul lungo lago di Cafarnao e loro erano lì con le loro reti e lui gli ha detto dai venite via il testo ha anche delle maliziosità carine per esempio dice che lasciano lì Zepedeo con i servi loro devono andar via non sono più servi sta succedendo l'Egitto sapete per loro è iniziato il loro esodo Dio li ha strappati fuori da una terra in cui erano prigionieri da una condizione in cui erano ancora come servi e li ha liberati e la cosa bellissima del mistero di Dio è che molte volte non cambiano per niente le fisionomie esterne della nostra vita no? cioè andavi a lavorare l'altro ieri e ci vai anche domani mattina ma domani mattina ci vai da signore la faccia del portiere è sempre la stessa il guidatore degli autobus fa sempre le stesse caponate tutto è sempre uguale ma tutto è diverso perché tu hai cominciato a respirare in un modo diverso in un modo nuovo tutto cambia perché comincia tutto a cambiare dentro di noi e poi certo deve cambiare anche fuori ma i cambiamenti fuori se non ci sono quelli dentro servono poco invece se c'è un cambiamento del cuore della testa tutto cambia allora questa è questa resurrezione che continuamente capisci si ripete ultimamente è sempre la stessa cosa e anche Giona ha fatto così no? perché doveva essere liberatore come Mosè e invece ha scappato via allora lui cosa ha fatto? l'ha cacciato dentro la pancia del pesce e poi l'ha tirato fuori perché anche Giona doveva diventare esperto di resurrezione no? e doveva dirgli ma ti ricordi com'eri? quelli là sono nella pancia di un pesce spaventoso Stanini bacia vai a tirarli fuori perché è sempre la stessa vicenda che si ripete capite? quando Abramo con un fischio Dio lo tira fuori è vero quando entra nella casa di Nazareth e dice alla ragazza adesso succede così quando va da quella mamma che va al cimitero a portare la salva di suo figlio e lui si commuove e allora bisogna che il ragazzo lo tiri fuori dalla morte e sembra quasi che lo tira fuori più per la sua mamma che per lui insomma perché anche lei deve fare la sua uscita perché lei è morta con quel figlio morto e allora bisogna che venga fuori dalla morte e questo è il volto profondo della vita una continua liberazione dal male e dalla morte sì che deve essere tutto talmente cambiato che abbiamo ascoltato ancora con i versetti antipatici sintatici del capitolo settimo della lettera ai corinti il tempo si è fatto breve ed ora inanti quelli che hanno moglie vivano come se non l'avessero upla ma certo ma certo perché perché deve diventare nuovissimo tutto questo è come se tu dovessi vivere la resurrezione del tuo matrimonio non ce l'hai la moglie come si fa a dire che hai la moglie è regalata è un dono di ogni istante è un qualche cosa che Dio ha mandato per liberarti che cosa hai non hai niente per fortuna che ce l'hai mandata da Dio che ti tira fuori perché altrimenti sei lì col tuo possesso che invecchia dopo un po' si è stupi è vero che se ne fa di sta roba tiriamola avanti c'è sempre quella mia cucina che mi telefona mi dice ma non basta un vento anni adesso mi ha detto ma non ne bastano trentacinque no non basta che vai avanti però caro mio spiegare di resistenza ma no ma bisogna che tutto cambi bisogna che tutto sia sempre nuovo la potenza del mistero della misericordia di Dio che è Gesù e la sua parola è che tutto è nuovo e quindi quelli che hanno la moglie bisogna che sia come se non l'avessero e quelli che comprano come se non comprasse provate a pensare che cosa vuol dire tutto questo capite? tutto cambia tutto diventa novità dono inaspettato immeritato tutto diventa una specie di grande gesto della gratuità assoluta dell'amore di Dio e noi siamo tutti sorpresi di quello che il buon Dio manda tutto nuovo persino le prove della vita vero? quindi quelli che sono ammalati e che cos'è questa roba bisogna decifrarla nella grammatica di Dio così come è venuto Gesù a insegnarcela passo passo con pazienza e la cosa bellissima della vita cristiana è che questa cosa si continua a dare e tu continui a esserci messo dentro e tutte le volte l'orizzonte si allarga è sempre tutto più grande più vasto più profondo cose di cui non ti accorgevi non ti accorgevi adesso dormono delle persone sotto la pancia della chiesa no? forse lo sapete poi ho visto che ne hanno chiacchierato un po' in giro posto tutto illegittimo adesso è legittimissimo perché lo facciamo in nome del sindaco di Bologna come fanno un po' mica mandarci i vigili se no deve farla muta a se stesso di abbenore e la gente è strappata via dal freddo viene a dormire un po' al caldo d'altra parte la pancia della chiesa stamattina li vedevo uscire perché devono andarsene presto e mi facevano una gran tenerezza allora il Signore ci regala questo modo nuovo di guardare di interpretare di accogliere di fare e tutti scopriamo di essere dentro a questa ricchezza infinita della parola del Signore allora anche noi ci sentiamo questa mattina come qui sorpresi a fare le cose nostre e lui ci dice adesso vieni molla tutto e vieni e in un certo senso bisogna lasciare bisogna lasciare bisogna avere il coraggio di lasciare questo è il punto un po' delicato è un po' delicato c'è quel Signore là che resta tutto ingrugnito è stato bravo un binda ragazzo ma adesso Dio gli dice molla tutto io mi diamo Dio me e se ne va tutto triste ecco chiediamo al Signore che ci consenta questa certezza del potere tranquillamente lasciare Dio non è un ladro ci restituisce tutto nella vita non crediate che quelli lì necessariamente debbano smettere di pescare e che devono imparare a pescare in maniera nuova e quindi i termini appunto esterni della vita vostra non cambieranno niente ma sarà tutto nuovo è l'augurio di questa domenica è la preghiera che possiamo fare voi per me io per voi ciascuno per l'altro avete in mente qualcuno che viva troppo alla vecchia troppo possessivo troppo rattristato non funziona così la macchina chiediamo la Pasqua anche per lui chiediamo la Pasqua per Gaza come per Gerusalemme chiediamo la Pasqua per i poveri come per i ricchi per i buoni come per i cattivi chiediamo per tutti il volto ridente e nuovo di nostro padre che ci riconosce in compagnia di suo figlio Gesù e ci aspetta alla sua festa