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XXXIIIDomenicaTO-omelia-GiovanniNicolini-Dozza-20151115(24).mp3

Data: 15/11/2015

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Sono proprio le parole che abbiamo ascoltato e mi suggeriscono di darvi un consiglio di grande prudenza interiore rispetto agli eventi drammatici di questi giorni per i quali c'è stato anche espressamente domandato oggi una liturgia di preghieri, quindi la nostra messa con i piedi la dedichiamo a queste vicende terribili, a quelli che sono stati uccisi, a quelli che hanno ucciso con questa specie di parabola drammatica, non demoniaca, nella quale si può decidere di dare la vita per uccidere, ma spaventano questo. Noi siamo abituati a pensare che è splendido pensare di poter dare la vita per dare la vita, però questi sono proprio i drammi della storia e sono particolari, sapete, proprio i grandi drammi che in qualche modo segnano il nostro testo. Quello che oggi il Signore ci dice della storia è l'avvertimento che dato l'avvenimento di Gesù, dato la sua presenza, dato la sua parola, dato quello che lui ha gettato e seminato nel cuore dell'umanità, inevitabilmente in certo modo i tempi sono drammatici, perché il confronto diventa sempre più forte, sempre più spaventoso. In questi giorni mi veniva in mente il campo crociato di Medio Oriente e San Francesco che partecipa alla crociata, la sua partecipazione alla crociata, un bel mattino con il suo compagno di Medio Oriente, abbandonare il campo cristiano, attraversare la terra di nessuno, andare nel territorio del feroce Saladino e da annunciare il Vangelo. È una parabola antica, secondo me di grandissima attualità, perché? Perché da una parte il dramma della storia è abominevole, secondo la grande spiritualità dell'Oriente, separarsi per purificarsi. A questa storia bisogna star dentro, bisogna in qualche modo non fuggire da essa, non estragliarsi da essa liquidandola con un giudizio, ma invece inevitabilmente partecipando. E più il dono del Vangelo è stato ampio con noi, più questa partecipazione è richiesta con severità dal dono stesso. che abbiamo ricevuto dal Signore. Ieri sono stato ancora in giro a questi posti di ospitalità che noi abbiamo qui in città, proprio per chi viene da lontano. chiedete bene in mente molto le vicende di questi giorni, ma ho pensato di dirvi, insomma, pensateci un pochino, però se per caso avete un posto a casa, chiedetelo, chiedetelo al Signore, non è che non sono sapiente. Chiedetelo al Signore, se non conviene in questo momento reagire con violenza, alla violenza che è stata scatenata, con la violenza della fraternità, la potenza di una carezza, che è stata scatenata. Il valore assoluto di uno sguardo e di una parola. In grande maggioranza le persone che arrivano e che arrivano anche qui sono uomini, ragazzi, e mi sembra anche io di avvertire moltissimo, no? Quanto in queste situazioni è decisivo lo sguardo e la voce di una donna, di una mamma, di una sorella. Insomma, tutte cose importanti. teniamoci dentro, però, a questa storia così felita e così felata. Già il testo del Petro, di Daniele, parla di una grande tribolazione. Però questa è la frase, questa è l'espressione, grande tribolazione. L'abbiamo già incontrata nel libro dell'Apocalisse, dove si dice, ma da dove vengono questi qui? vengono dalla grande tribolazione, e diceva il libro allora, che hanno lavato le loro vesti nel sangue della mia vita. Un'immagine strana e straordinaria. Quanto sangue in questi giorni? Ho cercato di pregare per questo sangue, chiedendo che oggi fosse presente nel cance dell'Emparestia, nel segno del sangue a sparse del Signore. a tutti i costi, capite, dobbiamo domandare, pur deboli come siamo, con poca fede, di poter avere il privilegio di essere persone di pace. Perché così? Che cosa vuol dire che siamo all'ultima ora della storia? Cosa vuol dire? In un lago preistorico, vicino alla nostra casa, in Lombardia, hanno trovato un cervo di 800 mila anni fa. Rispetto a quel cervo, Gesù Cristo ieri sera, capito? Ma neanche. Allora com'è lunga la storia? Eppure, eppure dice oggi la parola di Dio, siamo alla fine della storia. In che senso lo dici? Non è che potrebbero passare altri 800 mila anni. Posso pensarlo. Però non si andrà più avanti di così. Più avanti di Lui non si può andare, capito? Il senso è il segno del tempo. È in qualche modo che progrediscono le cose. Ma Gesù è l'avvenimento finale. Vedete, ci sono solo duemila anni dal principio di questa ultima era della storia. E però che sono successi in questi duemila anni? Che siamo sempre indietro. E Lui è sempre avanti di allora. Della carità, della dolcezza, della speranza, della bell'ettra. Sempre avanti. Noi cerchiamo di stare vicino, di andare indietro, di ascoltarlo. Cerchiamo di convertire i nostri pensieri ai suoi. E però, eh, inevitabilmente siamo indietro. Perché? Perché più avanti di così non si può. Questo va tenuto molto in conto, capito? Molto, molto. Più bello del Vangelo, più grande della vita vangelo. Non c'è. Non c'è. Se mai si arredda. Anche gli orrori di questi giorni, eh. Bisogna essere prudenti, insomma, con una sempre attenzione di sapienza storica. Perché non è che i discepoli di Gesù hanno meno problemi di memoria a questo livello. Una nostra amica, una nostra sorella, presentemente, dedicandosi lei a questi studi, no? Ci diceva una cosa che non mi ricordo più se vi ho detto. Che quando si è trattato di capire che bisognava fare le crociate, avete in mente? Per andare a liberare il santo secolto, avete in mente? E dice, inevitabilmente avremmo sfudellato delle persone. Ma come si fa? Come può permettere il Signore che si arrivi a questo? Beh, sapete cosa hanno inventato, no? L'invenzione era questa. Che quando tu sfudelli in Saraceno, in realtà non uccidi un uomo, ma uccidi il male che è in lui. E con questa sfuda siamo andati avanti. Certo c'è stato nel secolo XX il grande sterminio dei campi di concentramento. È inevitabile dover prendere atto che gli inventori, i custodi, quelli che purtroppo sono stati anche protagonisti di iranitari. Erano tutti barbezzati. Di questo non possiamo divertirsi. E quindi di questa difficoltà della storia dobbiamo tenere conto. Non fate la riga che faceva la mia maestra di seconda sulla lavagna. Per mettere a sinistra quelli buoni e a destra quelli negativi. Non fate. È un'inutile perdita di tempo. Ed è un giudizio pericoloso. Ed è il rischio di aggiungere sangue a sangue. Basta. Basta. Dal sangue di Cristo in poi. Basta. Se non c'è. La speranza è che ognuno di noi, nella modesta della sua celebrazione esistenziale, possa avere l'onore, il dono, di poter anche lui invece versare il suo sangue, spendere la sua vita, consumarsi nell'amore, essere appassionato ricercatore del perdono, della misericordia, della carità. E cioè, a proposito di questo essere sempre indietro, sono stati in questi giorni, mi hanno invitato, ho avuto piacere a Chiresi, dove c'è stato questo grande ragù della Chiesa italiana. Poi ho avuto un giorno in cui ho chiamato. E quindi ha fatto un discorsetto alla mattina, in terrestre, poi ha perseduto una liturgia nello stadio al pomeriggio, 60.000 persone. Una cosa impressionante. E lui, come ha fatto lui, insomma, dice, no? Come sa le cose, quello che adesso è proprio necessario. È stato utile, ma perché così la Chiesa italiana si è riunita e alla fine si è risolto di quanto lui è avanti, invece è più indietro, no? A pensare che ogni tanto si intende a vedere che magari siamo un po' più avanti dei nostri predati, dei nostri vescovi, dei nostri consigliori. Ma con questo argentino lui è là avanti, con la sua Chiesa dei poveri. E noi siamo qui, insomma. Lui è là che si dice, ma bisogna venire fuori. E noi tutti li ancora dentro, insomma. Magari mettere fuori un momento la mano per tirare dentro qualcosa o qualcuno, ma niente di più, niente di più. Beh, insomma. Bene. È inevitabile che tutto questo sia. La vita da Gesù in poi è diventata estremamente preziosa e quindi dedicatissima. E voi, nella vostra vita, questo lo sapete. Voi lo sapete come uno sguardo può consolare, un po' ferito. Voi lo sapete come una parola può essere una porta di consolazione che si apre o un cancello che si chiude. Tutto è molto delicato, è vero. E più di fatto siamo stati dissetati alla fonte straordinaria dell'amor di Dio più la nostra vita, no? È fragilissima, è fragilissima. Tant'è che se uno proprio interna come all'improvviso la propria coscienza dice ma sei migliorato? Credo di essere proprio andato indietro. Ma invece non è vero. Non è che sei andato indietro. È che il Signore si è fatto avanti, capisci? E allora, cioè, è per questo. E più lui arridisce il suo dono e più la vita, secondo l'Evangelo, ti sembra bella. Non puoi che prendere atto delle tue ferite, delle tue certezze, delle tue rinnozie, delle tue fughe. E che senso ha questo tempo? Beh, se potete, magari dà un'occhiata anche al testo della lettera degli ebrei. Perché bisogna star sicuri che il senso di questo tempo è che tutto quello che non va bene, l'inicizia, l'odio, la violenza, e loro sono tutti dei diavoli che bisogna che siano abbassati. e quindi dice che la cosa durerà finché lui avrà messo tutti i suoi piedi sotto lo sgabello. E ci sono tante cose negative che vagano nei miei pensieri, nelle mie passioni, nelle mie valità, e bisogna che ad essere sottomesse. E vedendo perché il problema non è quello di andare in paradiso all'inferno, tutto il confronto è sul merito che lui continuamente fa per noi e sulla bellezza che continuamente ci dona e avrete anche sempre più ingombrato e fastidioso tutto quello che non è secondo quella dolcezza potente, quella bolletta. Lo schema, come tante volte cerchiamo di ricordare, non è lo schema se stai sotto le leggi vinci il prego. È un'altra. Cioè, siccome hai ricevuto un bellissimo regalo, staccimento, non perderlo, fanno fiorire, comunicalo. La nostra vita evangelica nasce dal loro del Signore. Non è una gara ancora per prendere il prego, non è, non è, non è. In certo senso il paradiso è già tutto regalato, è già tutto regalato. Pensate per esempio il valore di segno, la potenza di segno che hanno affissato le persone, è vero, a motivo delle evangelie. anche, in questo, in questo, raggruppamento, anche molto numeroso, di persone appena arrivate, e però, ho, in modo, fortissimo, la distretta della fraternità. Pensateci un po', perché in questo momento sarebbe molto importante, capite, dare dei segni contrari a quello che ha avvenuto, a questo Cristo che ancora una volta è stato trattito, e però, perché non è stato colto di lui, quella persona, quel fratello, quello straniero, quello appartenente a altri, a vedere di loro, non è stato avvertito, tutta la preziosità del Cristo. Allora, proviamo veramente, no, adesso, ecco, allora noi, capite, per questi motivi, noi siamo, ci sta diventando l'ultima ora, qual è il guaio tra la vita cristiana e la sua belletta? E che lui, bisogna che viviamo in anticipo, capite, noi non possiamo andare con i tempi, a lui gli è chiesto, mi è andato subito alla fine del tempo. Siamo a tavola e c'è una discussione, la discussione, alla fine, diventa anche un po' riscia, poi alla fine, c'è qualche parola troppo violenta, allora, a quel punto di, permettere di interromper quella cosa, di dire, adesso però facciamo la pace, adesso però facciamo la pace, perché la pace si precede, capite, poi un po' la si smagliscono, allora, ritorniamo subito alla pace, non perdiamo il dono di Dio, non perdiamo il dono del Signore, e fa anche un paragone, no, un paragone interessante che fu oggi nel Vangelo, perché dice, signora, spara a te, sai quando sei appassionato della terra, dei fiori, degli occhi, orvi, degli alberi, è vero, e dice, cambia la stagione, hai visto? Qual ramo, sei un po' tenerito, hai visto che ha messo dei germoni, ma non è ancora la stagione, che pericolo, non è che venga, pericolo, e c'è la dolcezza, e c'è la dolcezza di un germone, che hai visto, com'è importante essere questi scopritori straordinari del pionire e della piccolezza, com'è importante la vita che il Signore ti ha affidato, perché tu ne scopta la luminosità, la preziosità, e che all'esterno potrebbe dire, beh, insomma, c'è poco da godersela, e invece tu no, tu no, tu avresti, perché quello è il giardio di Dio nel quale è stata collocata la tua vita, e tu lo segui, e lo contigi, con affetto, con sorpresa, e la prima rosa che glorirà sarà sicuramente la più bella rosa del mondo, ma inoltre soprattutto noi nonni, no? Quando nasce un nipotino non abbiamo nessun dubbio, certamente un bambino così bello, non è mai venuto al mondo, è proprio, è unico, no? È unico. Ma insomma, mi sono tutto unico lì? No, ma che, perché? Sapete così mi è successo in questi giorni? Mi è successo col Vescovo Nuovo, perché eravamo lì a Piret, per questi discorsi, poi si stava cercando l'arrivo dell'arrivo appunto, che doveva fare il suo, e c'erano già tutte le papaline viola, tutte le sistematiche, c'erano tutti i vescovi italiani, non so, no? Allora, un franzetto, se non la vediamo, abbiamo chiamato il nostro amico Vesco, col quale ci chiamo del Turo, siamo in questo gruppo dei poveroni, e gli ha detto, non è che puoi chiamarsi il nostro? Sì, sì, sì, è stato bellissimo, siamo stati un po' insieme, proprio, stringendo di le braccia, sono lì una ventina, perché lui mi voce a dare domande, io gli ho detto, Montecco, poi mi ha voluto dare il suo numero, poi mi ha detto, ma dove abiti? Eh, dico, abito alla doccia, alla doccia, oh, ma sai, volevo entrare a Polonia, tanto passando per la doccia, dalla doccia, fino alla catena, però poi mi ha detto che non è la strada comoda, giusta, eccetera, così, vengo dentro, sabato, sabato, ecco, allora domenica vengo anche alla messa di tazzo, che, di tazzo, adesso sto a vedere se glielo fa fare, anche perché in realtà qui il bescovo di solito viva sempre a dire la messa il giorno di Natale, e siamo molto vicini a quel punto di Natale, non so come andrà, poi, ah sì, l'ospedale, i bambini, allora, bisognerebbe che magari cominciassi anche dai bambini dell'ospedale, ho fatto una confusione, e poi una sera siamo riusciti a pagare una piccola, venuto lui il vicario generale con un po' di limitari, il vicario generale ha pagato lui la piccola, mi ha dato a pegnone, e bello, bello, bellissimo, bellissimo, come sono preziosi queste cose, no? eh, bellissimo, di raccontare una roba che c'è, in quarta zona fa, qui, davanti alla chiesa, con un pericolo, e chiamava, poi, non diceva più, chiamava, ma cosa, ma come mai, come mai, ed era una persona preziosissima, vedete, si chiamava, preziosissima, e finalmente, avete qualche cosa, vedete, nel piccolo particolare, come si è raccolta, tutta la meraviglia di Dio, e quindi, come è preziosa, quest'ultima, ora della storia, e il bello, è che poi, quest'ultima ora della storia, nessuno sa, quando finisce, eh, perché se così esiste, no? non lo sa, pensate, che non lo sa, che il figlio, lui che parla, non lo sa, neanche il figlio, solo il padre lo sa, e l'è bellissimo, pensare, che anche se su Cristo, non sa, quanto è l'ultimo ora della storia, e quindi, cosa fa? La vive con noi, perché, perché se tu non lo sai, capisci, porco cane, e dice, ma non è che, è per cinque minuti, spero che mi lavo i lecci, non so, metto la travatta, faccio passe con il mio figlio di casa, insomma, provo a giustare un po' la facenza, è vero? Eh, è bellissimo, che non si sa, è furbissimo, è furbissimo, perché tu vedi tutto così, in quella, trepidazione, del tuo figlio, è vero? Adesso, forse, ti vero, voglio di scappare via, perché forse, forse, quella parola, che era meglio se la dicevi alle nove, è vero, dice, beh, vedremo fine mattina, eh, ma adesso sei molto più incerto, no? Anche ieri sera, avevo una piccola riunione, di visi un po' economici, per degli avvisi, e lì, così, e alla fine, no, ma insomma, non è giusto, bisogna fare, ah, va bene, eh, se stessi salentando, mentre le macchie partivano via, da dietro qua, si dice, ma forse conviene, non, e quindi, quello che sembrava di un omoro, paghiamo noi, paghiamo noi, ma per verità, ma no, ma non sto male, solo a pensarsi, eh, certo, eh, certo, è bellissimo, che sia così, capito? E' per quello, che non sapendo, quando ti dice, questo tipo di terra, tutto, è semplicemente prezioso, tutto, tutto, i fiori della chiesa, come lo stato d'animo, di una persona che entra dentro nella sua stanchezza, sull'ergente, sono così disfasciati, eh, è così, tutto, tutto è molto delicato, e per tutti, questa è la fine del mondo, la fine del mondo, spesso la si interpreta come degli scorsi spaventosi, e qui lui lo dice, che per esempio il sole diventa scuro, la luna, non ha più la sua luce, e perché succede questo? Perché il sole, la luna, e tutte le meraviglie che sono intorno a noi, e tutte, permettetemi di dire, le meraviglie che siamo noi, tutto questo, dal sole a te, tutto questo è segno, è segno di Dio, è segno di Dio, però se Dio viene avanti, capite? I segni valgono meno, è vero? Eh, i segni valgono meno, perché? Perché avanza l'uno, e quindi anche la luce più splendente, quando viene avanti la gloria, abbiamo parlato con l'università, anche un po' di tempo fa, sulla luce, eccetera, così, allora io dovevo parlare del libro che è l'Apocalisse, e dice, scritto, che alla fine della Gerusalemme del cielo, non c'è più appunto la luce del sole, la luce della luna, perché? è perché c'è la luce di vita, è un po' di luminare, che anche il sole, ormai se trascuna, è proprio così, cioè, quando tu vuoi molto bene alla persona, che fatica è, andarla a cercare dentro, alla sua notte, il desiderio di trovata, annulla, la fatica, e la pericolosità della notte, e quando quella persona finalmente la trovi, la notte è speciata, c'è una luce, perché hai trovato quella persona, che vai cercando, e per quello sapete che, il sole si oscura, allora, così, è la fine dell'anno più urgido, che termineremo con la festa di Cristo, ora è domenica prossima, è venire avanti, di questa grande luce dell'amore, vedo che la tua vita, è quindi chiamata, a consumarsi, a spendersi, a perdersi, dentro la meraviglia, che ogni giorno il Signore, deposta, nella tua piccola storia, nella tua mente, e nel tuo cuore.