Le parole che abbiamo ascoltato mi hanno molto molto occupato in questa settimana, in una direzione che non prevedevo, cioè mi hanno fatto molto pensare alla mia vita. E poi alla fine non so tanto bene dove collocarmi adesso. Come vi dicevo all'inizio, per me la fede è stato un atto di seduzione. Capisco che c'è tutto un dato anche culturale di crescita. Adesso abbiamo ricominciato il catechismo per i bambini. Mi ha molto colpito adesso perché stavo salutando un'ultima persona prima di entrare e partire. E appunto è venuto un papà dicendo, ma il mio bambino fa il catechismo, però mi sembra un po' difficile. Io ho un libro molto bello e mi ha fatto vedere questo libro per bambini. dove si vedeva l'unicefione, poi la nascita, così. E gli ho detto, va bene, allora, tu spiegami quello. Fa' il tempo. Va benissimo così, è una cosa bellissima. Perché glielo ho detto? Non mi importa che il suo bambino venga a catechismo, mi va benissimo che lui gli faccia il catechismo. Non c'è nessuno più adatto della mamma e del papà per fare il catechismo. Perché loro si nutrono in modo privilegiato di quello che viene dal papà e dalla mamma. Magari anche con qualche difetto, no? Bevono e divorano tutto quello che ricevono nella loro casa. Anche in una società complessa come la nostra, dove i figli per molti aspetti sono un po' rapiti via di tante cose, fin da quando sono piccoli, insomma, no? Però ancora, secondo me, resta fortissimo questa cosa. E quindi certo che è meglio così. Perché se c'è un papà ammirato del libro del bambino, dove c'è l'annunciazione, nessuno meglio di lui può comunicare. Perché anche il catechismo, cercavamo di dirci con il papà e la mamma prima di partire, non è una scuola, perlomeno non lo dovrebbe essere, no? Dovrebbe essere un racconto, una narrazione interessante, ovvero qualche cosa che apre dei pensieri, dei sentimenti. In questo senso parlavo della fede come una seduzione. Tra l'altro la cosa aumenta molto, no? Perché le persone che vengono in chiesa sono toppe ormai, relativamente molto toppe. E quindi mi capita invece spesso di trovare una persona che magari, non so, è già un adolescente o addirittura una persona matura, che si trova dentro a questa cosa. Allora si può meno dire, beh, ha fatto tutta la stradina, è vero, l'hanno fin da principio instradato bene, lui ha tenuto la strada e è arrivato fin qui. E invece trovo sempre di più delle persone che hanno fatto come una scoperta, no? Che è successo qualche cosa di nuovo. E in fondo anch'io nella mia memoria, sono andato stamattina a dir messa ai nostri scout, un 200, adesso un prato, una cosa impressionante, bellissima. E tra l'altro fuori su, appena si arriva alle colline, c'è un sole bellissimo, ma oggi, se potete, vi dovete fare un giretto. E ho pensato, perché anche a me è capitato molto questa strada, insomma, e ricordo anche proprio in modo preciso un momento della mia vita, ero in una bellissima valle che si chiama Val di Sten, al limite delle Dolomiti, e c'era il nostro campo, un campo molto grande, con molte persone. Mi sono trovato una sera che all'improvviso il nostro prete mi ha detto ma stasera spiegano un po' tu questo Vangelo. E io l'ho spiegata. E però in quel momento ho capito che quello che ascoltavo e che poi dicevo ai miei amici, in realtà mi incappenava. E che quindi non era più così, perché mi sono stupito, no? Di come questa parola, che tra l'altro va bene facendo lo scalpo, il caposcalpo, l'ho visto tante volte, lì, dunque, io ero già all'università, quindi avevo vent'anni, mi sono presa qualcuno, e però sono rimasto stupito per come questa parola mi aveva preso, e si era impossessata del mio pensiero e del mio cuore, e per l'affetto, diciamo così, con il quale la comunicavo. E sono rimasto, i giorni che mancavano lì, così sempre dentro a questa cosa che mi impressionava. Poi sono tornato a casa e mi ricordo che salendo la scala di casa mi è venuta incontro mia madre. E lì appunto c'è stata una, per me una conferma molto grande, insomma, per come può essere forse una cosa così in un ventenne, perché è come se avessi vista, ma avessi visto che era anche un'altra persona. Era lei, ma era anche un'altra. E chi era? Non lo so, era una mia sorella, era, sì, soprattutto una mia sorella, una persona con la quale camminavo, che mi aveva tenuto molto per mano, e che adesso forse potevamo andare a mano più insieme. E in un istante mi è venuto in mente che forse sarebbe venuto in un tempo in cui io magari con la mia mano l'avrei dovuto un po' più sorreggere. Insomma, cosa sta succedendo qua? E mi sembrava di capire che in quel momento quella luce di Vangelo mi faceva vedere le persone e le cose in un modo diverso, nuovo. io poi quindi non sono stato per niente nell'avventura di questo Signore di cui fa nel Vangelo, no? Che si è andato via triste perché aveva molte cose che dovevano dar via e lui ne aveva troppe e quindi non se l'è sentita e se insieme era tristato, il Vangelo non ci racconta se poi ci ha ripensato, chissà cosa può succedere nella vita. A me è successo di più come gli amici di Gesù, quegli apostoli, che quando vedono questa scena dicono, ma allora è difficilissimo salvarsi. E il Signore peggiora la situazione dicendo, prova a prendere un cammello e fallo passare per la cruna di un ago. Ecco, vedi, è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un dico entrare nelle reti del Cene. A Gerusalemme hanno fatto degli addolcimenti di questa cosa, perché la cruna di un ago sono anche delle porte della città molto strette, perché io ho vinto un cammello non ci passa, però per esempio, Cristiano ci passa, insomma, non sono proprio una cruna di un ago. La situazione non si è risolta, si è un po' più chiarita, qualche cammello magrissimo è vero con molte freglie e sangue e forse ci passerà. Un cammello normale non ci passa. Io, francamente, devo dire che non ho avuto però questa prova. Io ho avuto l'impressione di non lasciare qualche niente. E anche loro hanno l'impressione di estupirsi in quel momento lì. Perché dicono, ma noi abbiamo mollato tutto. Bene, ve ne accorcevi adesso. Perdi, anche la suoccia, ha rimollato anche la suoccia. Ti ricordi? No, sembra che non se ne siano resi conto, se ne accorgono dopo, se ne accorgono in quel momento. E anche a me pare che sia successo così. Cioè che lei non sapeva di aver lasciato proprio nessuno, anche. Anche. In quel momento, quando poi mia mamma l'ha baciata, lei mi ha detto quel giorno, ma sei molto affettuosa. Ha detto, sì, sono molto affettuosa. Le ho detto che l'ha amata. E forse anche questo magari non è normale, il linguaggio di sotto, ma tra un vent'anni, della sua madre, e mi pare che lei sia rimasta un po' stupido. Sì, perché questo essere afferrati da lui, effettivamente, devo dire, che mi ha vinto. Dopo mi sono passati molti anni, non ci avevo pensato, però la cosa mi ha continuato. Per cui, alla fine dell'università, le cose sono andate a piedi così, mi sono andati a prete, a Roma, roba da parte, proprio. che non sempre ho capito che avesse collegamento con quella seduzione nella Valle delle Dolomiti, però, insomma, la cosa dentro di me è continuata. Ed è semplicemente che cominciamo a vedere le persone come tutte diverse, come con qualche cosa d'altro. Le vedevo loro, ma con qualche cosa d'altro. Adesso, questo lo vecchio, mi sembra che cosa vede. Ad esempio, in questo momento, se io guardo voi, vero? Beh, innanzitutto, vedo che abbiamo tutti lo stesso papà. E questo, per me, adesso è sempre più forte. In quegli ultimi anni, la mia vita è stata anche molto visitata, insomma, da presente non consuete, non familiari, non della stessa cultura, di altre fedi religiose, vero? Quindi, con una grande varietà e capivo che le persone filtravano nella mia vita sempre attraverso questa qui. Abbiamo lo stesso papà, abbiamo lo stesso papà. Guarda che famiglia strana, che siamo, famiglie un po' varie, però abbiamo lo stesso papà. E poi, e poi stamattina, quando avevo lì tutti questi 200 scout davanti sul prato, effettivamente, in un certo momento, li ho guardati pensando, sono i miei figli. Adesso sono qui e guardandomi non mi viene in mente veramente sono i miei figli. Mi viene più in mente un'altra cosa. Mi viene in mente sono vostro figlio. Ma per dire, insomma, che questo rapimento d'amore da parte del Vangelo mi pare che dia uno sguardo nuovo su tutte le cose. E non ci sono, almeno a me pare che non ci siano le cose buone e le cose cattive. Mi pare che non ci siano le persone che sono dentro in un gioco e quelle che sono fuori dal gioco. Mi pare che tutto sia dentro a un cammino che si fa e che pian piano con la luce del Vangelo prende una fisionomia nuova più profonda e più ricca. In questo senso allora la fede è un fatto che capita. Lo dico perché oggi comincia l'anno della fede. Io devo dirvi la verità che ancora come già dicevo non ho capito cosa sia l'anno della fede. È vero qualcuno mi ha detto sarebbe come se la FIE facesse l'anno della topolina insomma o della multa. per fortuna il tuo mestiere e quindi fate un po' fatica però oggi starò attento alla predica dell'Arcidesto per cercare di capire perché oggi comincia in cattedrale al pomeriggio a Bologna se uno dice la messa viene messo sotto mitragliatrice non si possono dirle messe perché bisogna andare tutti là a cominciare l'anno della fede. Domenica prossima dobbiamo cominciare noi lo mi sto chiedendo quindi se vi vengono delle idee ditemi come ce lo facciamo no? ecco però mi è sembrato che la strada più semplice fosse quella di dire beh proviamo a vedere un po' sta fede che cos'è e come sono incontrato con questi testi per dire allora la fede non è una roba che quando io dico ma te ci credi lui mi dice no hai la fede no dice non ce l'ho io non credo ma però anch'io non so che cosa credo e la fede mi sembra che più che un catechismo più che una dottrina più robe che si stanno che si imparano e poi bisogna anche starci dentro è un fatto che capita la fede è un fatto che capita e se voi ci pensate per esempio è un fatto legato a dei volti a delle persone a persone molto forti molto potenti della nostra vita come anche a persone che sono passate in un momento hanno detto una roba è vero è successo questo fatto molte volte è vicino anche a fatti anche incresciosi anche difficili da portare però sono stati lì e quelli è vero che ci hanno preso non ci hanno atterrato e quindi la fede è un avvenimento è un qualche cosa che ti è capitato è un qualche cosa che ti capisce e se c'è qualcuno qui che dice beh io sono messo è vero però in realtà io non ce l'ho detto non credo in niente non devi preoccuparti non devi preoccuparti continua a praticare così la tua vita perché tanto il più è fatto cioè tu sei già figlio di Dio se ci credi non ci credi è vero te sei figlio di Dio quindi ora vai avanti fai la tua vita come puoi e meglio che puoi facilmente ti capiterà qualche cosa oppure ti accorgerai di qualche cosa che ti è capitato ma che fino a questo momento non è stato importante invece improvvisamente scopri che è importante perché la fede che cos'è alla fine e lo si capisce da quello mino lì quando quello mino lì si incontra con Gesù subito Gesù polemice ha sciolto suo caratteraccio e per quella gli dice maestro buono cosa devo fare per avere la vita eterna lui subito sarà perché mi chiami buono non c'è buono nessuno è buono solo Dio beh insomma mi sembra che è stato buono anche tu insomma gli mongono vabbè niente allora cosa devo fare e l'altro sempre rispondendo un po' male e lo sai ci sono i comandamenti ti sai i comandamenti è vero non si può portare via la donna dell'altro non bisogna dir ballo non bisogna rubare è vero bisogna onorare il padre e la madre e questo qui che è perché di me è una bravissima persona gli dice ma sta roba qui l'ho fatta fin dalla mia sovinenza è tutto bene tutto così a quel punto lì il Vangelo dice una cosa dice che allora Gesù fissò lo sguardo su di lui lo amò e gli dice a me pare che la fede si possa interpretare così che lo sguardo del Signore si è posato su di te te hai fatto niente te non te lo verificate te pensavi tutta ma lo sguardo del Signore si è posato su di te a me pare che tutta la nostra vita sia legata a questo sguardo è successo tante cose poi se mi dicono che cosa crede non lo so se mi dicono cos'è l'anno della fede non lo so cercherò di capirlo oggi però è certo è certo sono certo che sulla mia vita mascaltonica lo sguardo del Signore si è posato dice allora dopo non hai più fatto il mascalzone di più perché l'esperienza della fede è precisamente quella che prima di quello sguardo lì in fondo mi sembrava che tutto si potesse inquadrare bene da quello sguardo in poi macello e niente funziona niente funziona perché perché tutto quello che il Vangelo dice che lei è bellissima però io lo amo lo accolgo con grande gioia e poi la mia vita è tutta diversa e quindi continuamente ciò che vado a chiedere scusa chiedere scusa sia al buon Dio che anche alla gente perché mi continuo a forza di come sono lontano e d'altra parte anche questo è abbastanza fisiologico perché finché il Vangelo stava a casa sua e io ero a casa mia è vero io mi costruivo la mia coscienza mi davo le mie ragioni giustificavo le cose buona si andava avanti perché invece il Vangelo ha invaso la casa del mio cuore con grande amicchietta con grande gentilezza con questo sguardo e non funziona più niente perché dato che io sono un mascalzone il Vangelo è piuttosto buono è vero tutta la mia vita è storta e quindi la fede è una vita storta e non dovete pensare che le persone che hanno fede quindi tutto vanno per come un orologino svintero assolutamente no sono sempre davanti a un progetto a una parola a una dolcezza che evidentemente ci confronta e noi siamo tutti della povera gente e quindi se la chiesa è veramente certesa non solo non è da sgridare nessuno quando la chiesa sgrida qualcuno ha un po' perso la testa si crede di essere travalente ma non è così crede di possedere la verità ma non è così è vero anzi è confrontata in modo impegnativo come una cosa troppo grande speriamo una buona voce però ce l'ho anche io per cui il mio consiglio sarebbe quello invece di tenersi come hanno fatto i loro i dodici i dodici erano le nostre calzoni e quindi allora gli è andata che no erano della gente comune non erano bravi come questo qui tutto tirato su a pennello capito e per cui per noi diciamo ma cazzo ti ho fatto tutto bene ma cosa vuoi ancora più di così invece loro che non andavano per niente bene lui li ha presi su e ha detto venite dietro loro erano stupidi star lì con le reti il papà la marca la stupata e se ne sono andati via tutti contenti e dopo piano piano si sono resi conto della gran roba che era venuta è vero e quindi bisogna molto incoraggiare le persone intorno a noi a fare semplicemente la loro vita se un vostro figlio si è stancato si è annoiato non va più a messa questa cosa mi dispiace non preoccupatevele troppo non preoccupatevele troppo l'importante è che una persona cammini con semplicità nella sua vita cercate di evitare dei guai troppo grossi è vero ma tenetelo tranquillo e ditevi che siete contenti di lui perché se fate un funerale di terza classe tutte le volte che salta fuori che non va a messa allora tua madre è spezzata dal dolore non fate un buon servizio perché non lo fate e qui dopo finiamo andiamo avanti nella messa non gli fate un buon servizio perché il Vangelo ha una condizione assoluta che è dentro nel suo stesso nome perché la parola Vangelo è una parola che deriva dalla lingua greca che vuol dire notizia buona quindi non si dà Vangelo se si dà cattive notizie il Vangelo è l'arte di dare una buona notizia alle persone qualunque sia la condizione capisci? perché se tu cominci con dire no quello lì va sgrittato quello lì va represso quello lì effettivamente fa delba ma è inutile che glieli vai a dire o se glieli vai a dire guarda che non è Vangelo o se glieli vai a dire smetti da distruttare la mamma a parte che la mamma si può stracciare una volta sola ma non serve a niente è vero di parte invece occorrerebbe dare una buona notizia sul suo rapporto con la nonna e sul bene che la nonna gli vuole è vero è vero per incoraggiarla non strontarla anzi magari dargli una carezza ma il Vangelo è sempre buona notizia tutte le volte che la comunità chistiana comincia con delle accuse con delle lamentere con delle gerenie è no non è esso così per sé e quindi anche noi tra di noi capite abbiamo un impegno grandissimo di buona notizia questo è importantissimo tenerlo presente perché la buona notizia è Vangelo e fra l'altro anche delle notizie buone che non sono proprio direttamente prese dal Vangelo sono dentro nel respiro del Vangelo capite dare una svella è una responsabilità molto grande è meglio dare un bacio e bisogna pensare ci sono bisogna pensare ci sono anche la volta che si deve un po' sgrinare una persona bisogna stare molto attenti perché o tu in quel momento in realtà gli stai tendendo la mano e lo stai portando avanti ma se rischi di cattarlo dentro non dir niente non è Vangelo il Vangelo è questa meraviglia oh ragazzi l'avete sentito la parola di Dio è viva efficace cittadiente di ogni stada e sapere tra l'anima e lo spirito capite è proprio il respiro il nuovo di Dio per la vita delle persone no Cafferini quell'anno che vi ho chiesto ricordate nella preghiera ero proprio pochissimo non ha neanche un mese è vero un'operazionazza al cuore tremenda è andata bene è attaccato tutto il velo beh allora ci continuiamo a sentire è vero adesso non scoperto adesso che lui il telefono è aperto anche a me perché se mi telefonano fa piacere sentirmi perché lì la buona notizia è delicata come si fa la buona notizia molte volte accanto a una persona che piange io non so cosa dire e fare allora sapere cosa faccio piangere è l'unica cosa che trovo di fare eh tringo la macchina è l'unica cosa che trovo però credo che questo per noi qui sia importante annunciatori del Vangelo siamo tutti mica solo il Papa e i Vesco e i Prezi siamo tutti e lo siamo con questa potenza della notizia di ora con questa potenza dell'Evangelio questo mi sembra si possa chiedere di poterlo fare è vero e anche se abbiamo tanti limiti se siamo persone molto limitate eccetera però credo che invece tentare di fare questo sia la cosa più importante che oggi il Signore di questa domenica ci sta consegnando grazie