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XXVIIIDomenicaTO-omelia-GiovanniNicolini-Sammartini-20151011(25).mp3

Data: 11/10/2015

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Francesco sta benissimo e sta iniziando la liturgia a Bologna, alla Dozza. Può darsi, eh, che insomma, io penso che lui debba diventare il vescovo ausiliare del prossimo vescovo, quindi in questo caso bisognerà pensare a una sostituzione più stabile. Però abbiamo sempre più desiderato, anche con Giuseppe, sottolineare il fatto che la nostra vita va avanti fraternamente e quindi certo per la possibilità di avere la preghiera insieme, in qualche modo anche un po' di vita insieme, ma quindi anche la liturgia, avvertiamo sempre di più il desiderio che sia ancora una vicenda della nostra fraternità. E questo è l'unico motivo per questo scambio, che è difficilissimo, perché c'è sempre qualcuno che ha qualcosa di speciale e quindi non si può fare il cambio. Bene così, è una domenica molto preziosa, innanzitutto per questo luogo e per le persone che ci lavorano tutti i giorni, perché 25 anni fa è iniziata la nuova avventura di questa cooperativa. E oggi desideriamo in modo particolare, particolarmente affettuoso, ringraziare il Signore per tutto il bene che ha fatto qui in questo luogo e in tutte le relazioni che da qui sono date, i segni del Vangelo ricchissimi insieme ai doni dello Spirito. Oggi è l'11 di ottobre ed è quindi la memoria liturgica di Papa Giovanni, è la sua memoria liturgica perché l'11 di ottobre è la data di inizio del Concilio Ecumenico Vaticano II ed è quindi il giorno in cui Papa Giovanni con l'omelia della Messa dell'inizio ha capovolto tutte le prospettive e le attese del Concilio e ha rimesso la Chiesa Universale ancora a dover affrontare una strada nuova, avventurosa, affascinante, con tutti i suoi ricchi frutti. È una domenica molto preziosa anche per la parola di Dio che ascolteremo, che celebreremo. Possiamo fin d'ora disporci a sentirci interpellati ciascuno da questa parola per chiedere cosa stai combinando, qual è il senso e il segno della tua vita, dove stai andando. Ed è bellissimo, soprattutto per noi vecchi, essere rimessi come al principio, ma è proprio così. Il Vangelo ci pone sempre incestantemente al principio, è sempre un luogo da cui si parte, lasciando alle spalle fatiche, tentazioni, oscurità e la nostra vicenda di poveri peccatori. È quello che facciamo anche in questo momento, nell'intercessione di Papa Giovanni, affidandoci alla misericordia infinita del nostro Signore. È una parola più troppo rica, quindi proviamo a passare rapidamente sul qualche passaggio importante. Penso che si possa cominciare dal breve testo della lettera degli ebrei, dove la parola di Dio si presenta meno di consueti termini della dolcezza, della potenza, dell'amore. È come un pochino più secca oggi, avete sentito. Dice la parola di Dio è finva, efficace, più tagliente di ogni spada, doppio taglio, penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, discerni i sentimenti, i pensieri, e conclude tutto è nudo e scoperto agli occhi di colui al quale dobbiamo rendere conto. È la potenza della parola che continuamente ci dice chi siamo e come siamo. Magari noi ci facciamo delle costruzioni, qualche volta troppo negative, qualche volta troppo positive, e dicevano, no, guarda, la vicenda è questa qua, se è messo così. E perché ci visiti in questo modo? Per farci una visitamentica, per sgridarci, perché è un giudizio? No, perché è un invito a partire. La parola del Vangelo è sempre un invito a partire. Lo scoprirono quei pescatori del lago, è vero che appunto furono semplicemente invitati a un viaggio. E vieni dietro, vieni dietro. Tanto che è stato così potente questo invito a mettersi in cammino dietro a lui, che da loro i discepoli sono identificati come questi. Non come degli scolari che hanno il banco, hanno i libri, scrivono e guardano il vocabolario. No, sono come della gente che va dietro. Il discepolo è uno che va dietro. Anche quando, per esempio, Pietro è un buonissimo uomo, è il primo papa, ma è un po' un gaffone, insomma, fa delle gaffone ogni tanto, fa degli sbagli, no? Quando la parola più grosso il Signore gli dice, vai dietro venendomi dietro. Invece di stare lì che vai per conto tuo, mettiti ancora una volta per strada. Ecco, mi sembra che la potenza della parola del Signore ogni giorno ci metta per strada. È vero, passa davanti a noi, è il Signore che passa in quella parola. Ed è quella parola del Signore che ci viene da Lui comunicata per invitarci a riprendere il campino. È un campino incestante. La vita è un grande perenniaggio. Non si va a finire al cimitero. Prima sono passato un momento a questo dolce cimitero perché sono passato accanto al sepolcro della nostra Maria che appunto oggi festeggia il Paradiso, il suo ingresso tra viaggi e dei santi. E di fatto appunto l'invito è questo continuo camminare. Non verso il cimitero ma verso casa, verso la casa del nostro padre, verso quel giardino del principio di tutta la creazione. L'abbiamo smarrito ma finalmente ecco ci torniamo. Una e tre volte, qualche volta tanti insieme. Ieri tanta povera gente ad Ancara, però è sicuro sono tutti assolutamente oggi nel giardino di Dio. Ci dispiace molto il risfatto, ci dispiace molto per chi l'ha provocato, per loro, per la loro sorte, con lo strappo violetto di dolore che è sempre inevitabilmente la morte. Anche Gesù partiva, davanti al suo, alla tomba del suo amico morto, piangeva. Si capisce, si capisce. Come faccio adesso che non ci sei più? Poi ci vanno. Poi però succede una cosa bellissima, le persone che se ne vanno in paradiso, pian piano, anche a sverso sverso, ci ritornano vicine e quindi diventano poi i nostri migliori compagni di strada, i nostri migliori amici. In questi ultimi mesi ho molto riscoperto il fatto che non bisogna pensare che il paradiso sia troppo in su, troppo in alto, troppo lontano. quando andarono a mandare il primo sovietico, a girare tutti intorno, ironicamente gli ha chiesto se l'ha così in alto, vedeva qualcuno di speciale, non c'è, non vedo niente. Ma infatti, in realtà il paradiso è qui, sapete, è qui con noi questa mattina. Stamattina il Signore è messo qui con noi e tutti i nostri cari sono qui a messo con noi, siamo sempre tutti insieme, molto vicini, in una conversazione misteriosa, meravigliosa, dove il Vangelo è la cosa che ci canziamo, non l'altro. Dunque, questa vita è bellissima, ecco, quindi la prima cosa che si deve concludere è che questa vita è bellissima. Tra l'altro anche perché, appunto, col fatto che consentono di cominciare, non c'è mai più troppo tardi, più c'è niente da fare, mai dirlo, mai dirlo. Lui ci riporta sempre alla possibilità di ripartire. Anche lui, chiaccia con lui, vieni, ma perché parti anche te. Stattendo che ti fai il fiato un po' più conto, non fare troppo l'asino, però anche stamattina puoi ripartire. Nel viaggio meraviglioso del Vangelo. Hanno messo lì queste parole di Salomone, nel libro della Sapienza, Salomone è una persona strana, forse anche molto fragile, però l'abbiamo colto in una pagina di grande affetto, di grande passione, e poi quando il Signore una sera in una montagnozza vicino a Genusalemme gli si presenta e gli dice ma voglio farti un regalo, che cosa vuoi? Vuoi essere molto ricco, vuoi essere molto potente? E lui gli risponde no, no, Signore, voglio che tu sia con me. In che modo? Con la tua sapienza, con le tue belle idee, con le tue parole che sanno a morire, con il sonale che viene per mano, quella roba lì per me è la più importante. Tutto l'oro del mondo non è prega niente, è vero, tutto l'argento di seppur di sali. Regalami te, eh? Regalami te. Il Vangelo è il regalo di sé che il Signore ogni giorno ci fa. È vero? Regalo bellissimo. Qualche volta lo accogliamo in buone condizioni, altre volte meno, però questo regalo sempre per madre. Ecco, è quello che oggi ci accompagna dentro una pagina bella e grande del Vangelo. Praticamente, avete visto, in due tempi oggi il Vangelo è un pochino prolungato perché prima c'era il conto con quel bravo Signore e teniamo ben presente che secondo il Vangelo di Marco è un vecchio, non vecchio, penso, no, penso più, molto più giovane di me, è vero, però, non so, massimo della età di rete, ecco, della mia categoria, insomma, ancora uno che ha della strada da fare, no? E brava persona, insomma, è veramente un bravo ebreo, diciamo, è un buon ebreo, e quindi gli fa prima degli squasi, il Signore si difende un pochino, si ribella quasi ai complimenti, maestro buono, cosa devo fare per ereditarlo? La biglietà è la nostra strada, il buono c'è di uno solo, perché mi chiami buono, la sua terra, è figlio, poi anche lui è col buono, perché è chiaro, è spetta solo a Dio quel titolo lì, ma tu, va bene, insomma, strizzatina d'occhio e si va avanti. Allora, siccome dice, cosa devo fare, il Signore gli dice, beh, bisogna fare questo, gli ricorda alcuni dei comandamenti, dei grandi comandamenti che Dio ha dato. Approfittiamo per ricordarci di una cosa molto carina che è successa recentemente, che l'argentino che è un vato a Roma lì a fare il Papa, recentemente ha detto una cosa molto interessante, e cioè che Dio di comandamenti ne ha dati pochi. Pochi, importanti, sono un po' quelli che vengono ricordati a questo Signore del Vangelo, invece, in 5.000 anni, la Chiesa ha fatto un sacco di comandamenti, e dice, ma però, forse, bisogna qualche cosa di vedere, una roba che andava bene nel 1300, oggi forse bisogna un po' di vederla. Importantissimo stare da qua, perché se no, quello che diceva la Chiesa, putate, per sempre, Dio, ma per sempre, ma speriamo da no, e infatti, è vero, anche in questi giorni sono dito a prevedere se proprio sempre tutto uguale così, o se è lo Spirito Santo che ci sta facendo un regalo nuovo e che rende ancora più evangelica e ancora più bella la nostra vita. Quelli di Dio, oggi, non li cambiamo, quelli della Chiesa, li possiamo un po' rivedere. È una bella cosa, bellissima. Vabbè, lui, questo qui, è una brava persona ed essendo una brava persona non è un ragazzo, non è un ragazzo, per il Vangelo di Matteo è un ragazzo, ma Marco no, è uno che l'ha sperimentata la vita. E quindi, quando il Signore gli dice i comandamenti, dice che tutte queste robe le ho osservate fin dalla mia giovinezza, quando uno gli dice così, la cinquantina è la passata, al nostro tempo forse la sessantina, perché non si crepa mai. Allora, è un uomo maturo. E lì, allora, c'è questa sorpresa del Vangelo, no? E qui è solo Marco che lo dice. Dice che la donna non guarda, insomma, che non guarda. Una roba, è una roba, ti amare, e lo ama. E lo ama. Di questo amore potente e prepotente che è di Dio. Questo amare Dio da parte di Dio che porta Dio a diventare piccolo come noi in mezzo a noi perché ci ama. Ci vuole bene. Deve passare per casa tua e per la tua anima. E siccome deve passare per tanti poveretti, si è fatto il più poveretto di tutti. Questo Dio povero per amore che addirittura morirà da amore. Allora deve andare vicino a tutte le miserie, le londananze, le fragilità, gli errori. ma non gliene scappa uno. Non gliene scappa uno. Perché non c'è uno che sia troppo lontano e lui non riesce a raggiungerlo. Lo raggiunge. Lo raggiunge. Sapete quelle tre domande che ha fatto a un grande teologo protestante del secolo scorso? Gli ho guardato tre domande. La prima domanda è questa. Secondo te c'è l'inferno? Risposta. Sì, penso che ci sia. Seconda domanda. E secondo te chi c'è all'inferno? Risposta. Penso ci sia nessuno. Terza domanda. Scusi se ma allora è perché l'ha fatto l'inferno? E domanda un po' più imprensosa. Penso l'abbia preparato per me. Bellissimo, no? Bellissimo. Perché se io considero la mia coscienza afflitta da una vita di un povero peccatore è certo che io porco cane ho sbagliato dirmi su un piede o lato sono fregato. È vero che però poi in un anno confio anch'io nella sua misericordia. Ed è bellissimo quindi perché questa terza domanda mi viene evidenza che se faccio i conti sono fregato ma se guardo la tua misericordia vedo la tua mano tesa verso me la bellezza di questa misericordia di Dio più potente del nostro male. Non fatevi solo i pesemi di Hitler con le balle lì non lo so però di questa assoluta potenza della misericordia di Dio lo so e il Papa Giovanni che si fa questa oggi ha detto con la loro fondamentale ragazzi state molto attenti a fare una bella differenza tra il peccato e il peccatore il peccato è una schifenzosità è buona e non lo vogliamo e il peccato quindi anche lo abusiamo perché mi freghi porco cane va via e lo mandiamo via il peccatore e il peccatore bisogna amare e che ragione cerca per amare il peccatore che mi avanti perché Dio lo ama perché Dio lo ama sapete com'è il trono di Dio che è il padre poi dice uno sgabello dove si siede il figlio allora passa uno passa l'altro e dice questo qui ne ha fatti di quanto di fruta e tutte le volte che vi è detto una cosa così dagli angeli gli angeli sono bravissimi ma rischiano alla fine di essere un po' caronini perché sono troppo perfetti in ogni modo quando l'angelo dice questo qui voglio andare a farcelo non lo riusciamo a provare niente allora quello lì che è seduto sullo sgabello che è il figlio alza la mia mano e dice ma io vi voglio prima e a tutti viene in mente la sua croce e passa e passa quindi ho l'incarico di dirvi una cosa che sicuramente gli hanno già detto che anche io vi dico e cioè che in paradiscia ci andiamo tutti e non è che ci andiamo tutti perché ce lo verifiamo ma perché quello che oggi ci viene confermato è che lui assolutamente ci vorrebbe e quindi e quindi sarà così va bene allora lo guarda il signore in certo modo si innamora di lui e gli dice guarda ora fai una cosa le cose che hai vieni da via e da via poi vieni dietro seguimi la stessa parola dei discepoli capite vieni dietro e seguimi a quel punto lì la tristezza mi fa starosso se ne va via triste senza neanche la parola sono quegli altri che ci sono gli ottimisti che dicono ma poi ce ne va ripensate oi ce ne va ripensate benone per due però a noi resta l'impegno di considerare questa tristezza e se ne va e la domanda delicata che si pone adesso è perché si era triste e se ne va sembra che la risposta sia facile perché aveva troppi appartamenti no troppe robe in borsa l'arco vanno su vanno giù eccetera quelle robe tutte qui in inglese con la radio si capisce niente io cambio in spazio va bene allora aveva troppa robe il problema di quel lì era quello lì mi permetto di dire di no mi permetto che il vero problema era un altro problema e a questo mi ha fatto pensare Salmone che era un regno intelligente per delle donne con tanti cavalli la regina di Saba l'andava a trovare aveva tutti ma lui gliene importava una sola ecco quando ti importa una cosa sola è lì un problema delicato quando ti importa una persona sola vuol dire che ti sei innamorato e se tu sei innamorato la borsa te ne frega più niente e la madre che è dietro dice ma ma che ottima vita e vai dietro a quello lì o a quella lì che anche sono dei pochi di buono insomma o mi schiaccia ma io ci dirò anche di secolo sai che penso di sapere però ci dirò anche secondo me il vero problema di che lo meto lì è quello e il vero tema di questa domenica ma è la cosa più importante della vita è l'innamoramento la fede cosa prendete è un innamoramento dicono che è una seduzione in questa parola seduzione c'è sempre dentro anche un po' un inganno perché più seppella di quel che l'è più buono di quel che l'è la vita più facile di quel che sia e dopo magari scopri che è anche un po' fatica o se siamo venuti qui stamattina a rinnovare l'innamoramento perché senza l'innamoramento la vita diventa una tristezza uno che anche magari non so ha fatto il frate eroico e dopo però è un tram tram di io che pena che pena come si ripete sempre la stessa vita che inorio e invece mi piacciono certi miei amici vecchietti che hanno ancora due occhi azzurri e rischi e c'è tutta un'attesa una curiosità una ricerca sono appassionati ecco vedete a me sembra che il bello sia avere una vita appassionata e allora il signore dice porco carino ma è difficile entrare nei miei cieli perché evidentemente è difficile essere sempre appassionati ma com'è difficile ragazzi quelli che li vanno dietro sbagliorditi ma io ma come andiamo a finire dice ma sì è più facile far entrare un guicco nel ruolo dei cieli che far passare il cammello per il buco dell'acqua ma chi si può salvare dice Pietro che parla sempre a nome di tutti che le romani chiettasesse ma e allora come voi siete salvati e allora guardate ancora la bellezza attenti alla bellezza perché allora questa volta lui non guarda il signore ricco guarda loro e guardando loro gli ricorda che loro sono uccanini e li vanno dietro muovere hanno appena detto ma loro nessun si sa e lui li guarda per dirmi ma voi siete l'ultima voi siete qui è bellissima questa cosa perché intanto perché ci siete voi in casa c'è Massimo poi ci metto anche io e lui ci guarda e dice ma voi però siete venuti e questo è molto importante perché perché certe volte invece si serve di essere così piloti così avari così scrupolosi così impauriti che non posso mancare quella roba lì ecco e se mi manca questo non sono fregato ecco perché perché invece anche l'andarsi dietro che di per sé non è semplice è una decisione molto delicata te ci sei perché te l'ha regalato lui non perché sei stato capace te perché te l'ha regalato lui e quindi capite cosa succede nel baggio di oggi che la scelta è decisiva però te l'ha regalata e sei qui e sei qui tanto il problema non tramone capisci perché oggi quella parola ti ricomincia a condire allora siamo pronti si parte adesso bisogna prendere su tornare a casa spezzare il pane a casa sorridere alla cognata e fare finta che la minestra sia buonissima e via e via e si riparte si riparte si riparte però dov'è la casa si riparte si riparte vieni vieni vieni e ci regala di seguirlo quindi è una vita straordinariamente alta straordinariamente delicata e difficile noi siamo terribilmente fragili ma lui è infinitamente buono questa mattina di essere seduto qui nella sala della cooperativa insieme con lui che sto cercando di convincere i miei fratelli abboni che bisogna lasciare un giugno un po' nella liturgia c'è il suo lago liturgico anche noi e ci sono anch'io peccatori questo è per dire la volontà infinita di Dio non puoi pensare che sia un'impresa tua solo lui può operare la tua salvezza ma guarda guarda sei qui la domenica noi ci arriviamo con il carico della nostra settimana con il bisogno di aprire la liturgia chiedendo scuse ma poi ci sediamo e ci mettiamo intorno a questa messa che è quella dei figli amati dei figli presiati tra quei figli ci sei tu però manca quella persona mi manca quella persona e quella persona là dov'è? e sei in angoscia tra l'altro e ci sono delle buone ragioni ma hai una possibilità super adesso facciamo il tempo poi la preghiera dei fedeli invitano la messa mettitelo nel cuore mettitelo nella messa portano la messa sopra portano la messa con te quella povera gente lì di Agra di questa mattina li portiamo tutti qui loro non se lo aspettavano convocati tutti alla messa di San Martino che è per loro oggi l'ingresso nel San Marino lo è per la nostra Maria è vero? certamente certamente vedevo il suo bel sorriso guarda la foto il cinque la è certamente però anche per tutti per tutti quelli che tu stamattina comodi nel tuo cuore tra tutti questi prete canichero se per caso ti è capitato di mandare qualcuno al diavolo o a farsi friggere vai a farti friggere ebbene invitatelo per primo a diritto a un posto d'onore nella preghiera del vostro cuore