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20180204-VDomenicaTO-omelia-GiovanniNicolini-Sammartini(20).mp3

Data: 04/02/2018

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Per tante volte nel canto abbiamo ripetuto la parola misericordia e nel canto successivo la ragione, la spiegazione ha fatto per noi grandi cose. La liturgia di questa domenica non può essere che di stupore per le meraviglie di Dio e di ringraziamento per tutto quello che Lui ha fatto e continua a operare nella nostra vita. Ieri pomeriggio in un appartamento in città abbiamo celebrato la messa per festeggiare i cento anni della nonna Isabella. Cito questo fatto per dire e quante cose belle abbiamo in questo momento ciascuno e tutti da ricordare. Il Signore è bravissimo. Dicono che è perfetto, però è meglio dire che è bravissimo perché così tutte le volte abbiamo la necessità di esprimere almeno un grido di gioia. Davanti a tutto questo allora l'atto penitenziale di questa domenica è quello di confessare al Signore con umiltà il volto negativo di tutte le nostre lamentene. Sapete che il Papa attaccato alla sua porta nel posto dove abita ha messo un cartello che uno psicologo una domenica gli ha regalato in piazza. E su quel cartello c'è scritto vietato lamentarsi. Allora noi mi pare che oggi abbiamo il dovere semplice e grande anche con un sorriso ma di chiedere perdono per tutte le nostre lamentere fatte con lui, con noi stessi, con i nostri vicini. Certe volte con qualche danno rispetto alla pace delle persone. Quindi è un peccato serio il lamentarsi. Allora sciogliamo tutto questo in una grande lode di ringraziamento per affidarci alla sua misericordia. Ieri pomeriggio il Signore è entrato nella casa di questa vecchietta. Lei era lì con i suoi nipoti, con la sua famiglia, tutti intorno. Volevano fare un po' festa a questi cento anni. Erano anni che lei preparava questa festa dei cento anni, quindi eravamo ben preparati. E vista come una gazzella, proprio ieri eccezionale. Perfino anche nel modo molto elegante, sottile, belle gambe. Insomma, una cosa incredibile per me. E dice il Vangelo che abbiamo appena ascoltato, che appena guarita lei si alza, lui la alza e lei subito si mette a servire. Infatti anche ieri ci hanno offerto qualche cosa di molto buono. E lei, questa vecchia, che è quella di duemila anni fa, che è la vecchia Isabella di ieri e che è la nostra assemblea di oggi, viene visitata dalla misericordia di Dio qualunque sia la situazione e la vicenda. Come dicevo all'inizio dell'armesce, ci siamo accorti che la misura della misericordia di Dio è senza fine. E però in queste prime domeniche del Vangelo di Marco, lui ha voluto anche darci una ricetta di questa faccenda. Una ricetta molto importante che la Chiesa ha un po' dimenticato. Poi dopo è arrivato l'argentino a fare il Papa a Roma e lui la cosa l'ha ritirata fuori parecchio. E quindi questa parola misericordia è aumentata moltissimo. Perché ha voluto comunicare che tutti, in ogni modo, siamo sempre sotto e dentro la misericordia di Dio. Sempre. E sta misericordia è forte. Non c'è il guaio che non possa essere tolto. Per cui nel Vangelo, anche che abbiamo ascoltato stamattina, si dice che, fatto quella vicenda prodigiosa con la vecchietta che si è alzata a servirli, alla sera, in realtà, lì davanti alla porta di casa, sta casa di Pietro, di Simone, è vero, c'era tutta la città. E dà una ragione interessante. Dice che c'era tutta la città perché si erano radunati lì tutti i malati e tutti i peccatori. E quindi tutta la città. E' come se dicessimo che stamattina tutta San Martini è qua. se qualcuno non è stato avvisato, ricordatevi di fargli un colpo di cellulare dopo e dirgli, oh, ricordati, eh. Perché? Perché tutti abbiamo bisogno di essere salvati. Perché tutti siamo dei poveretti. Siamo un po' malati, molto peccatori, siamo soli, abbiamo paura della morte, tante vicende, vero? Però abbiamo voluto iniziare la messa dicendo, ma quanti ringraziamenti dobbiamo fare oggi? Eh sì, è proprio così. Perché il Signore vuole bene a tutti. E anzi, più uno è messo male, più lui gli vuole bene. Più uno è scappato lontano, più Dio lo corre a cercare. Perché Dio vuole portare a casa tutti i Suoi figli. La faccenda del tribunale, paradiso, inferno e purgatorio, oltre a certi limiti, non è vera. Non bisogna ascoltarla. Se la trovate nel Vangelo, che è difficilissimo trovarla, venite pure che ne parliamo. Perché la cosa più forte è che lui vuole proprio la salvezza di tutti, e il bene di tutti. Un grande teologo del secolo scorso, ma è un secolo e mezzo, della riforma protestante, una persona proprio di Dio, gli ha fatto delle domande. E la prima domanda che gli ha fatto è stata, ma secondo te c'è l'inferno? E lui ha detto, beh, penso che ci sia. E la seconda domanda è stata, e secondo te chi c'è all'inferno? E lui ha risposto, secondo me c'è nessuno. E la terza domanda, un po' maliziosetta, è stata di dire, scusami, ma allora perché ha fatto sto inferno? E lui, che era anche anziano a quel punto lì della sua vita, ha detto, penso che l'abbia preparato per me. Una risposta, secondo me, dolcissima e bellissima. Perché ovviamente, tutte le volte che viene in mente quella risposta, ti dice, ma scherzerai? Ma figurati, ma se non trovo posto per te, non sono fregato. E poi perché non trovi posto per te? Ma andiamo, c'è posto anche per te. E quindi il compito della liturgia di oggi è quello di dire che non è vero il vecchio proverbio pagano secondo il quale c'è un sacco di posti all'inferno. All'inferno non c'è nessun posto, perché all'inferno è il posto dove non bisogna andare. E quindi non c'è nessuno all'inferno. In paradiso c'è un casino di gente. E non so se vi ricordate quel pezzo della Bibbia che è nell'ultima parte proprio della Bibbia che dice che a un certo punto c'è una visione del paradiso. Ma sono pigiati che non ci sta più nessuno. Eppure c'è ancora volutissimo posto. Dice che è talmente tanta gente che non si può numerare, non si può contare. Adesso con tutte queste macchine per contare, è vero che sembra potentissime, crollano tutte, saltano per aria. Non ce la fanno. Perché? Perché è pieno di salvati dall'amore di Dio. E anche noi stiamo facendo questa strada. Però dice, ma ci avevate detto che i peccatori non se la potevano cavare tanto bene. Ecco, però è perché in realtà mancava il Vangelo di oggi. Il Vangelo di oggi chiarisce bene tutto. Dunque, siccome bisogna andare alla porta di Gesù e vedevano andarci tutti i malati e tutti gli indemoniati, cioè i cattivi, ma proprio cattif, cattif, non è uno solo cattivo, ma è uno che anche dà ragione alla sua cattiveria, ha il diritto e il dovere della cattiveria, Roma da matti, insomma, no? È vero? Tutti i malati, ma anche tutti gli indemoniati, tutti davanti alla porta. Commento, c'era tutta la città, vedi? Ma vè? Eh sì, perché non c'è nessuno che non sia un po' malato, un po' indemoniato. Capite? E tutti si cominciano alla messa quando si arriva, magari un po' in ritardo. Ah, scusa, scusa, eh? È in ritardo, però, hanno cominciato già a chiedere scusa, anch'io, chiedo scusa, chiedo scusa. Eh? E la messa comincia così, con una gran scusata di tutti. Ma dice, ma però, essere cattivi, non è essere cattivi, no. No. Sapete cos'è essere cattivi? È una malattia. È un male molto forte. È un male che è più forte di noi. E se questo male, che è la cattiveria, il peccato, e potete pensare a tutti i peccati, li dovete pensare come una roba che è più forte di te. Ti salta addosso e ti occupa tutto. Perché dico questa cosa? Perché bisogna rivedere il problema della colpa mia e non colpa mia, colpa tua e non colpa tua. Io adesso ho dovuto fare questa operazione che non riesco a tirare via ancora delle storie. Vedete che è meglio che mi sieda perché se no casco per terra. È vero? Però a un certo punto la tira via. Ed è colpa mia quella malattia lì. Boh! Mi è saltata addosso. È vero? E quando mi hanno detto che devo fare quel lavoro a Roma, dopo 5-6 ore, tacete, mi sono ammalato. Così ho ancora poco cominciato a lavorare. Ma la malattia non è una colpa. Il peccato è una malattia. È una malattia molto grave che ti salta addosso. Può darsi che hai fatto fuori un po' troppi quartini e dopo hai fatto anche delle stupidate. Sui quartini bisognerà discutere. Ma però non è colpa tua il male che fai. Perché il male che fai è il male come se tu avessi la febbre e come se avessi l'influenza. Capisci? Per cui bisogna dire una cosa oggi del peccato. Dopo il parico nelle prossime domeniche aggiusterai i miei errori. Però io sento il dovere di dire che il peccato, il male, prima di essere un peccato, è la malattia che ti è saltata addosso. Del male che hai fatto prima di essere colpevole, io ho l'obbligo di dirti oggi che tu sei la vittima. Il male ti è saltato addosso e ti ha fregato. Inutile sgridare. Inutile. Bisogna curare e liberare. Allora qui quelli che se ne intendono di Bibbia si sono accorti che quando Gesù è entrato nella casa di Simone e c'era sua suocera a letto con la febbre lui le ha preso la mano si è maleato a tutti o neanche per tirarla su. Capisci? Per tirarla su sono rimasti impressionati. Ma lui fa così, capisci? Lui stamattina è entrato qui eravamo tutti qui perché tutti o siamo malati o siamo cattivi e quindi tutta San Martini per sa poco era qui stamattina e lui uno per uno prende per mano e tira su perché lui ti vuole bene. Non è vero quello che diceva qualche volta la maestra e ahimè qualche volta anche la mamma che se facevamo i cattivi il Signore forse ci voleva meno bene. È una balla. quello che è vero è esattamente il rovescio e cioè che più siamo mascalzoni più lui ci vuole bene. Capite? Più lui ci deve cercare. Quelli di San Martini che sono tutti qui tutti bellissimi con la barba fatta hanno fatto la doccia si sono cambiati e ha meno bisogno. È vero? E dov'è Dio? È lì dietro via Spalletti eccetera così perché c'è qualcuno che ha più bisogno perché più uno è lontano e cattivo più ha bisogno. più è malato più è malato non dite mai più che uno è cattivo dite se mai che è malato. Se uno dice una cosa molto violenta dice ascolta forse non stai molto bene oggi oppure vuoi un quartino di vino non so ti posso offrire qualcosa ma bisogna aiutare capite? Perché è una malattia la parola colpa bisogna mandarla via se non quando si ha voglia di accusare qualcuno allora lì beh guarda che ti viene la tosse guarda che ti vengono gli orecchioni è vero e c'è la minaccia che ti ha male se accusi è male se accusi perché chi ha subito un male e chi è dentro un male va aiutato curato avete visto quelli di Cafarno bravi quasi come quelli di San Martino alla sera dice il Vangelo davanti a quella porta c'era tutta la città bellissimo bellissimo e anche qui fate in modo che ci sia sempre tutto San Martino e anche se avete un cugino che sta nei rovi portatelo su anche lui nel vostro cuore in maniera che questa assemblea sia sempre a rappresentare un sacco di gente e voi la invitate qui dentro al vostro cuore perché sia salvata perché sia sanata perché questa è la volontà di Dio la casa di Dio è una casa dove lui vuole raccogliere tutti l'abbiamo un po' trasformata qualche volta in un tribunale dove c'è il giudizio te cosa prendi te l'ergastolo te addirittura appena di morte te una trentina d'anni non te l'acqua nessuno tutta una paura e un'angoscia lasciamoci riconciliare dalla misericordia del Signore voi potete dire sì che dopo così ognuno fa quel che ne ha voglia guardate che è vero il loro vescio la cosa più pericolosa è quando uno non conoscendo la carezza di Dio anche nella carezza delle persone che gli vogliono bene la carezza delle persone che gli vogliono bene diventa più cattivo si chiude diventa pessimista diventa violento e aggressivo bisogna stare attenti anche con le sgridate bisogna stare attenti con un bambino ma anche con un vecchio come me e state un po' attenti è vero perché siamo in una certa fragilità dell'esistenza abbiamo bisogno di essere consolati rallegrati portati a spazio portati a spazio andar dentro all'ospedale insegna tante cose anche in questa direzione è certo perché tutti aspettano la salvezza allora questo ancora Vangelo che per l'ultima volta lo leggiamo proprio nel primo capitolo poi adesso anche anche il Vangelo di Marco comincia a fare dei saltoni purtroppo e non lo si legge tutto in fila ma tutto quello che abbiamo ascoltato dal Vangelo è per dire che lui è venuto per farci del bene salvarci perché ci vuole bene abbiamo fatto troppo lungo e chiedo scusa ci sarebbe da dire molto invece di San Paolo andatevelo a guardare lui perché San Paolo ha capito una cosa molto importante che se stamattina il Signore ti ha detto qui il Vangelo sai cosa devi fare uscire alla fine della messa e portare il Vangelo a casa tua ma non con delle prediche con delle carezze con del sorriso con silenzio e qualche volta certo magari con una parola del Vangelo il Vangelo ti ha affidato a te perché tante persone davanti alla porta della tua vita hanno bisogno di ricevere buone notizie e sono venute da te e dicono andiamo da quella là andiamo da quello là che tratta bene sono lì per questo perché tu gli passi il Vangelo buona notizia sei venuto a prendere il Vangelo esci fuori portatelo a casa dove lavori dove stai bene dove vai a nuotare dove ti amali dappertutto porta il Vangelo perché bisogna dargli una mano capite sto Signore da caparlo a San Martini è vero da San Martini alla dozza dove qualche giorno sto anche là è vero dove abiti tu da dove sei dovuto fuggire da dove desidereresti ritornare trasformiamo tutto in un luogo di paradiso e l'ultimissima scommessa che San Paolo fa è quello di dire mi raccomando guarda che del Vangelo sono adatti tutti e qualunque sia la situazione tu cerca di andargli vicino è vero se uno l'è cattivo fingi un po' anche te di essere un po' cattivello e se a te il vino non piace ma a lui piace fatelo un po' piacere è vero in maniera che lui ma te sei come me ma te bruciare il Vangelo guarda bene è vero e quindi ha più confidenza capisci perché se vai tutto impaludato tutto così dici ma quello lì deve essere uno importante invece se te ci vai in Braghecorte e zoccoli sei proprio come lui è vero sì come lui e sono stato con gli giudei come un giudeo e con quelli senza legge come un giudeo senza legge certo certo perché perché il progetto deve essere di quello di portare il Vangelo davvero a tutti guardando qui in questa assemblea quali meraviglie si vedono questo vostro chinarvi l'uno sull'altro questo avere compassione l'uno per l'altro questo desiderare che anche l'altro sia partecipe di quello che tu hai ricevuto ringraziamo il Signore per questa assemblea del Vangelo portiamoci a casa ricomincio anche della settimana e per quello che ci aspetta perché c'è una grande attesa della salvezza non c'è nessuno che non abbia almeno un angolo del suo cuore con una scintilla speranza che aspetta te e via che è