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Data: 01/11/2018

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Un impegno familiare ha portato Francesco lontano, noi lo teremo vicino con tutto l'affetto della nostra preghiera. E poi, entrando in questa festa bellissima, mi chiedevo quale poteva essere una piccola parola delle scritture di oggi che la possa più semplicemente indicare, definire. E mi è venuto in mente l'inizio del brevissimo testo della Lettera di Giovanni, dove dice guardate quale grande amore ci ha dato il Padre. È bellissimo questo, ed è molto più importante del chiederci noi che amore abbiamo avuto per lui. Prendere atto di tutto il bene che abbiamo ricevuto. Tanto anziano come me, al più piccolo, quale grande amore ci ha dato il Padre. E credo che sia bello considerare questo oggi anche il nostro atto penitenziario, le scuse che domandiamo al Signore. Non tanto perché non l'abbiamo amato, ma in certo senso ancora di più perché non abbiamo visto quanto lui ci ha amato. Molte volte non ce ne siamo accorti, qualche volta abbiamo pensato addirittura all'opposto, di non essere amati né da Dio né da nessun altro. Mentre invece siamo qui solo per questo. Non perché siamo stati capaci, non perché ce lo meritiamo, non perché stamattina devo sostituire Francesco, ma perché siamo stati amati. Possa essere questo il significato e il contenuto di questa giornata. Per ciascuno, per tutti insieme e anche magari per qualche segno o parola che potessimo dare a qualcuno che è particolarmente infelice, celebra anche in modo drammatico la sua solitudine. A me nessuno mi vuole bene. Mi è capitato qualche volta questo, nella visita al carcere, dove trovi persone che non si sente voluto bene da nessuno. Quelle persone muoiono ogni giorno, perché se non si è amati non si può vivere. Allora chiediamo perdono al Signore per tutte le occasioni nelle quali non lo abbiamo riconosciuto. E quindi non abbiamo sorriso o all'enovation, non abbiamo pianto. Appunto perché non ce ne siamo accorti, non è stato importante per noi. Chiediamo che questo sia il regalo bello di questa giornata e di questa festa. E penso che ognuno di noi possa celebrare questa giornata come un grande riconoscimento, un grande stupore, una grande commozione per come la nostra vita è stata visitata dall'amore. C'è questo aggettivo più volte ripetuto nella parola evangelica che abbiamo ascoltato, beati. Beati voi. Beati noi per tutto il bene che è stato riversato nei nostri cuori, nella nostra storia, nelle nostre vicende. Beati noi perché questo è accaduto per la potenza d'amore di chi ci ha generati, di chi ci ha accolti, di chi abbiamo incontrato per strada. Soprattutto quando abbiamo conosciuto la fragilità della vita, la povertà, la violenza, e la solitudine, la paura, è allora potente. È venuto l'amore di Dio. Beati voi. Beati perché tutto quello che poi le beatitudini dicono, come una condizione evidentemente di privilegio, non ci sarebbe. se non fosse semplicemente il frutto dell'amore di Dio. Quando i nostri figli combinano o dicono qualche cosa di buono, è un biglietto di ringraziamento che il Buon Dio ci manda per il bene che gli abbiamo voluto. che abbiamo voluto a Lui e a loro. Ed è bellissimo quindi questo incrocio tra la beatitudine e il ringraziamento. Fra la beatitudine e la santità. La parola di oggi in qualche modo anche modera i pensieri che ogni tanto si fanno sulla santità. Persone eccezionali. Troviamo un'altra espressione. Persone eccezionalmente amate. Quando i santi parlano di se stessi, non parlano mai di persone straordinarie, ma appunto di persone straordinariamente volute bene, che magari hanno l'impressione di non avere restituito tutto quello che hanno ricevuto. Perché la bellezza della festa di oggi sta proprio in questo. Avete ascoltato questo capitolo lungo del libro dell'Apocalisse? Che appunto ci fa vedere che l'amore fa grandi cose. Quei 144.000, sapete che sono gli ebrei, e che per il gioco dei numeri del 12, 12 tribù, 12 per 12, eccetera, eccetera, vuol dire tutti. Quindi 144.000, che sono quelli che ci hanno preceduto nella grande profezia del Signore. E poi però dice che dopo una moltitudine immensa a calcolare, che nessuno può contare. Tutti i calcolatori saltano per aria. Una moltitudine immensa che nessuno può contare. Chi sono gli amati di Dio? La festa è dunque, prima di tutto, la festa dell'amore e dell'amore di Dio. E poi però è la festa di ciascuno di noi, oggi preziosa. La festa di memorie, che ci informano come è venuta avanti la nostra esistenza. Ti ricordi qualche cosa di particolare, di prezioso, di singolare nella tua vita? Sono i messaggi dell'amore di Dio che ti sono rimasti in memoria. Hai pensato di scriverle, storie della tua vita? A un certo punto bisogna mettersi qualche pensiero su questo. È uno dei modi, non l'unico, per manifestare al Signore la nostra riconoscenza e per manifestare la nostra riconoscenza a tutti quelli che il Signore ci ha mandato e che ci hanno insegnato l'amore volendoci bene. Perché questo è il grande magisterio dell'amore. Quando c'è quella moltitudine di gente del libro dell'Apocalisse, tutti i santi, sono persone, dice, che vengono tutte dalla grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti nel sangue dell'agnello. Quando è che abbiamo per la prima volta conosciuto questo bagno? Il giorno del nostro battesimo. Siamo stati immersi nella morte e nella risurrezione di Gesù. Siamo usciti dal battesimo nuove creature. Perché quel bagno è stato il bagno nel sangue dell'agnello, nel suo sacrificio d'amore. Perché Dio, che vuole un sacco di bene, ci vuole un bene da morire. E' per quello che c'è la croce. Non per parlare di un supplizio, non per parlare semplicemente di un sacrificio, ma di qualche cosa di più importante. Quanto ti vuole bene. Ti vuole un bene da morire. E di questi santi, e di santi che conoscete anche voi, benissimo, che avete conosciuto, dire proprio quello ha proprio dato la vita, eh? Che bello. Che non è il non uccidere. No, certo, è il non uccidere. Ma è molto di più. L'hanno ucciso, ma in realtà lui l'ha regalata. ecco la festa di oggi, mi pare che sia questa grande festa, questo grande incontro. È vero. però, voglio fare un ultimo passettino. Hai detto che gli ebrei sono, in quel 144.000, tutti. e la grande moltitudine che nessuno può contare? Tutti ancora. Tutti. e se ho qualche volta l'impressione che forse non sia vero, il problema non è quello che gli altri devono cambiare, ma che io devo muovermi verso Dio. è un regalo della vecchia. Li assumi un po' tutta la tua vita, mentre prepari la valigia, insomma, perché si è ormai quasi arrivati. E capisci che quell'ultimo prezioso tempo è per recuperare tutti. Ma sei proprio sicuro che quella persona non ti abbia voluto bene? Sei proprio sicuro che non ti voglia bene? Ripensa. Ed è bellissimo perché questo consente un grande ripasso, ma mentre i ripassi sono doloriosi perché è sempre la stessa patta che viene avanti nei ripassi, invece questo ripasso è sorprendente. Perché? Perché riscopri le persone. riscopri le situazioni. Sì che la festa dei santi è il giorno dei santi diventa un comandamento per voi. Di recupero, di persone, di situazioni, di vicende. Portale dentro, portale dentro. Prova a guardarci bene. c'è sicuramente del bene. C'è sicuramente una goccia di pianta. C'è sicuramente una manna tremante che forse non ha potuto esprimere pienamente un gesto. Ma oggi capisci che era questa la direzione. Ogni tanto la Chiesa fa santo qualcuno. Ciao. Chiediamo questa grazia di far santi tutti. facciamo memoria del bene che abbiamo ricevuto da tutti. È inevitabile che quando si celebra la festa dei santi viene poi alla fine un po' in mente che domani ma domani è la giornata dei santi ancora. Ancora. Perché? Perché sono quella santità di Dio che si è fatta più carne per noi, più immediatezza per noi. Ma anche le grandi sventure della storia, no? E tutto viene recuperato dalla potenza dell'amore di Dio. È capitato non poche volte nella vita che un nostro sentimento è stato corretto giudicato per la salvezza dal sentimento di chi mi era vicino e che io non ero capace di amare vedevo che da lui, da lei era amato. In questo senso molte volte preziosissimo l'amore delle madri perché hanno generato e quindi non possono cedere. È bello che oggi possiamo riconoscere con stupore che anche noi così come siamo gli disastrosissimi siamo anche noi in questa grande moltitudine dei tutti salvati perché tutti amati. Dice ma però nella Bibbia lì anche te che leggi i salmi ci sono tutti dei versetti che insomma è vero fuori di là l'ho buttato giù di là sono sempre quelle stesse madri di vero sai appunto tua mamma quando litigavate e diceva a noi diceva se non fate la pace non venite a tavola stasera e noi dandoci dei calci sotto la tavola dicevamo mamma vi è fatto la pace un po' fragilina come pace sì questo per dirvi che non è solo una festa di contemplazione dove siamo lì a guardare temo che bellezza e no è uno sprone è una provocazione perché anche tu hai qualcuno da santificare e come fare volendogli bene perché Dio come ha fatto ci ha voluto bene c'è quel piccolo incidente con quell'errore che dopo fanno nel fare le statue che dicono che mentre lui stava morendo sulla croce c'è stata un po' una discussione tra i due che erano crocifissi insieme con lui e siccome uno era disperato e ha detto fai qualche cosa per me e l'altro era più fondo forse forse anche più fortunato e gli ha detto ma non ti rendi conto lui è innocente noi siamo colpevoli allora da lì se andate a vedere i quadri o le statue quasi sempre è così no? che c'è lui in mezzo poi da una parte uno che però è tutto su perché è bravissimo e l'altro è tutto giù perché è giudioso ma c'era quella frase detta dal signore morendo oggi sarei con me in paradiso bello e vuoi che lui l'abbiano lasciato giù ma sicuramente no sicuramente anche lui l'hanno amato e preso su non lasciar mai uno condannato vado a trovare mandagli un messaggino fagli un sorriso salutolo fino a stupirlo la festa dei santi è la festa della potenza della santificazione puoi far santo un sacco di gente come volendogli bene certe volte questo è un sacrificio più accostato e in questo momento può darsi che qualcuno di noi stia pensando anche a una situazione sottolineata a un volto preciso a un qualche cosa che porta il nostro animo fino all'angoscia o alla disperazione fermati fermati non è la strada possibile cederesti allora vogli liberi è la grande strada della santità i santi sono beati perché sono amati e tutta la loro vita è una vita piena di luce non perché sono bravi virtuosi coraggiosi ma perché sono stati amati e hanno un debito d'amore immenso come il mio e come il tuo chiediamo scusa al Signore per tutte le volte che ci siamo nascosti dietro a un nostro presunto non essere voluti bene chiediamo la grazia di recuperare la storia della salvezza meravigliosa che Lui ha scritto per noi nei nostri cuori e nella nostra storia e così entrosera la brigata del familiare dei nostri cari dei quelli con i quali si vive e per i quali si vive sarà più numerosa numerosa si può fare un sacco di bene volendo un sacco di bene con i quali si vive sicurilamolare senza la storia della Americansi di