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Domenica_SantaFamiglia-omelia-GiovanniNicolini-Dozza-20141228(27).mp3

Data: 28/12/2014

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Speravo che fosse un po' meno per via della neve, sono un po' imbarazzato, devo dirvi, perché mi si sono accumulati tanti pensieri e sentimenti attraverso le parole che adesso sono state celebrate e che abbiamo ascoltato, però sono temi così delicati che si ha paura di creare disagio, però che dirvi, provo a impostare la cosa nel modo meno seccante possibile. Ecco, penso che tutti possiate convenire che è proprio della nostra fede ebraica e cristiana pensare che le nozze, il matrimonio, non sono semplicemente un fatto di natura, non lo sono per niente, ma sono invece una creazione di Dio. Questo mi pare vada tenuto in termini molto precisi, molto forti. Anche perché a questo bisogna dire che, come accennavo all'inizio della Messa, ogni forma anuziale ha il suo significato nel mistero dell'amore. E quindi di per sé bisogna dire che questa relazione di comunione profonda nasce da Dio stesso e da come è fatto Dio. Come è fatto in pienezza, ce l'ha rivelato Gesù, è vero, rivelandoci che il Dio è una comunione d'amore. È la grande comunione d'amore del padre, del figlio, dello Spirito Santo. E quindi di fatto il matrimonio, le nozze, insomma chiamatelo come volete, è un puro atto di fede. E' sbagliato, è sbagliato quello che una cattiva teologia ha alla fine sigillato, affermando che no, è un fatto di natura su cui Dio mette una benedizione. Non è così, non è così. E' un puro dono dell'amore di Dio che certamente noi per la nostra fede sappiamo di ricevere nel dono dello Spirito Santo fin dal principio della nostra vita cristiana. Vita cristiana, eh? Dopo lo Spirito Santo ha delle sue fantasie di viaggio al di là, diciamo, della linea più normale. E' un dono di Dio, però, insomma, di fatto è esplicitamente un dono di Dio l'amore. E lo Spirito Santo, ogni tanto qualcuno mi dice, ma cos'è sto Spirito Santo? E' vero, è Dio stesso che si renda presente in te, in maniera che tu, a motivo dello Spirito Santo, impari a vedere le cose come le vede lui, a pensarle come le pensa lui, a patirci come patisce lui, capisci? E' come se la personalità di Dio abitasse dentro di te. Ma è questo che bisogna dire dell'amore. Non si può perdere tempo facendo, no, l'amore è una cosa naturale. No, adesso poi il discorso ci porterebbe molto fuori. Tra l'altro noi nella lingua italiana abbiamo dei problemi gravi di povertà del linguaggio, per cui sulla stessa parola amore convochiamo una infinità di significati e dopo non sempre è facile, è vero, districcarsi in mezzo a tutto questo. Perché l'amore in realtà è questo desiderio di comunicazione che Dio vive, che è il desiderio di comunicarsi, quindi di farsi conoscere, di stare insieme. E' vero, abbiamo visto quel bellissimo testo, no, dove gli vogliono fare un tempio, Davide vuole fargli un tempio e Dio tenta di difendersi perché il tempio non gli va bene, perché come sapete è claustrofico, quindi stare inchiuso lo preoccupa molto, e dice ma perché volete farmi? Non l'ho mai chiesto io. Per 40 anni, quando abbiamo camminato nel deserto, io avevo la mia tenda in mezzo alle altre tende, si camminava, poi si rimposava, e a Dio piace questa roba qua. E quindi l'amore è questo desiderio di donare, di comunicare. E noi l'amore di Dio nella sua pienezza l'abbiamo conosciuto in Gesù, è vero? Perché Gesù è il desiderio di comunicarsi da parte di Dio fino a dare tutto se stesso, fino alla fine, fino alla pienezza, addirittura drammaticamente fino alla morte. E quindi è il desiderio di donare l'amore. Questo è. E capite? Quindi apro una piccola prentesi per dire, per esempio, io amo molto i tortellini, non lo dico solo perché si hanno messo la mailina, ma proprio perché li amo davvero molto, ma li amo perché sono buoni e li voglio mangiare. Però dire che quello è l'amore è un po' impegnativo, è vero? Perché l'amore non è il desiderio di mangiare, né di possedere, né di usare. È vero che sono tutte cose che fanno anche bene, per carità, però non è l'amore. L'amore è in qualche modo il movimento rovesciato. Entritte? È il desiderio impotente di donarsi. E da lì quindi nasce il mistero della nuzialità. E quindi capite? È una cosa molto sottile, molto profonda, molto raffinata. Tant'è che, per esempio, anche oggi, ho dato una rapida un'occhiata anche all'assemblea, ci sono sicuramente molte forme di nuzialità presenti qui. No? C'è una nuzialità del matrimonio, c'è una nuzialità di persone consacrate a Dio, c'è una nuzialità di nuclei familiari che hanno perso qualcuno della famiglia, e sembra una perdita enorme, ma però loro tendono a sentirsi ancora tutti insieme, sia quelli che sono ancora qui, sia quelli che sono già in paradiso. C'è la nuzialità straordinaria nell'esperienza cristiana anche di chi vive da solo. È vero? Allora può darsi che qualche volta uno vive da solo perché è rimasto da solo, qualche volta qualcuno, è vero, vive proprio da solo. E perché anche la solitudine è una comunione? Perché la solitudine non dipende solo dalla fisicità e dai sensi, perché ti vedo, è vero, ti tocco, è vero, non solo per quello, ma tutti voi conoscete la meraviglia, qualche volta straziante, di una comunione vissuta come assenza, dal punto di vista del contatto dei sensi, eccetera, no? E con quanto amore, è vero, si vivono certe volte delle distanze, no? Delle separazioni che però noi continuamente superiamo perché l'amore è capace di vincere ogni distanza. Dunque ogni distanza, ogni diversità, ogni età, ogni frangente della vita, capite dove lo stiamo portando l'amore? Perché altrimenti rischiamo di non custodirlo nella sua integrità e anche così sono convinto di dirvi delle grosse banalità rispetto a quello che uno che avesse più fede di me saprebbe comunicarvi. Però, insomma, capite, è proprio da Dio l'amore, è proprio da Dio. E quando quello metto che si faceva il pastore in Mesopotamia, è vero tra il Tiri e l'Eufrate, che si chiama Abramo, è ormai di una certa età, sono molto più giovane di me, però a quell'epoca, è vero, magari gli anni si sentivano di più, si sentiva chiamato dal Signore, ma adesso parti per una grande avventura d'amore e lui è partito. E quindi in realtà le prime nozze che dobbiamo considerare sono le nozze che Dio decide di stringere con la creatura stessa che lui ha fatto. e verremo a sapere che lui, questa creatura strana, che siamo noi, l'ha creata proprio per questo, capite? Per questo. Non perché sia intelligente, ma perché si lascia amare e sia capace d'amare. C'è che si potrebbe pensare che l'amore è la grande pedagogia divina che non finisce mai. Buona. Dunque, detto questo, sono piuttosto contrario al matrimonio. Perché? Perché si chiede una cosa troppo grande. Il regalo del Signore è troppo grande e a mio parere noi rischiamo, certe volte, di incapsularlo troppo e dopo, capite, non c'è la possibilità di contenere. Vi dispiace, vero, avere un parroco eretico e peccatore, però io non posso non dirvelo questo. Secondo me è troppo grande. È troppo grande. Io questa cosa l'ho già detta all'arcidesco e lui, insomma, forse perché sta andando in pensione, ma mi ha dato piuttosto ragione. No, bisogna consolare anche delle persone che vengono e bisogna benedirle e bisogna tenerle vicino. Facendo una strada che stiamo facendo. Facciamo una strada insieme, ma non è detto che sempre si sia in grado di ricevere il dono del Signore. È per questo che il matrimonio, come la professione religiosa, sono degli atti pubblici, capite? Non è che uno se lo fa nel suo cuore. Perché sono molto delicati. Molto, molto delicati. E noi, rispetto al dono dell'amore e alle decisioni che abbiamo preso nel dono dell'amore, e molti qui abbiamo preso delle decisioni, è vero, nella nostra vita. Abbiamo fatto una professione d'amore. Poi però, come ci troviamo? Molte volte abbiamo conosciuto il limite, l'amarezza, la fatica, la sconfitta, la paura. E di queste cose non si può non tenere conto. Altrimenti si rischia di cadere dalla misericordia divina. Per cui, anche lì, questa facilitazione per dire che il matrimonio è tutto natura, bisogna andare un po' piano. È vero? Bisogna andare un po' piano. E mi ha detto che il matrimonio è sempre natura. È vero? Io, con un vince, non ho un vincolo naturale, particolarmente appassionato, però credo che ci vogliamo un enorme bene. E credo che abbiamo anche noi il diritto e il dovere, in quanto fratelli, e di considerarci veramente una famiglia. È vero? E quante meravigliose familiarità ci sono. E quanti toni d'amore ci sono. E evidentemente tutte queste esperienze conoscono anche il loro limite, la loro fatica. È vero? E noi siamo qui oggi a considerare la meraviglia del dono di Dio è la nostra fragilità. È la nostra povertà. È vero? A partire da quella famiglia da cui oggi parlano le scritture, che è una famiglia, se mi permettete, è un nostro stranotta. È vero? Perché il papà non è il vero papà. È vero? La mamma tutto è partito da lei, ma senza un papà. Insomma, e quindi la cosa è un po' delicata. E soprattutto il figlio è qualche cosa che si penserebbe quasi di mostruoso, ma intendendo bene la parola mostro, non per dire orribile, ma per dire troppo grande, no? Troppo meravigliosa. E se non ci fossero quei due vecchietti che sulle porte del tempo danno qualche informazione, è certo che anche questi genitori, secondo me è una gran benedizione di Dio che loro ricevono anche da queste parole, perché capiscono e la loro realtà e il loro compito è infinitamente più grande. È importante vivere nella percezione che il dono di Dio è molto più grande di noi. Perché se il dono di Dio è molto più grande di noi, non può non entrare nel dono di Dio anche la nostra fragilità. E anche quella roba che noi chiamiamo il peccato è che è il nostro essere deboli davanti al dono del Signore. No? Mi pare che non ci si debba spaventare. La cosa importante è invece che possiamo pregare il Signore di non perdere la misura della misericordia. È questo che non dobbiamo perdere. il sinodo importante che è stato convocato dal Vescovo di Roma ha sostanzialmente questo significato. La famiglia è una realtà divina che è stata regalata all'umanità. Se non ce l'avesse, l'umanità sarebbe disperata, avendola ha certamente anche dei problemi molto delicati. Dobbiamo sostenere il dono di Dio con una infinita misericordia. Perché tuo figlio se ne può combinare 18, 20 e 2000 ma la potenza della tua misericordia sempre lo considera figlio, lo aspetta con amore, lo incontra per il perdono, certo anche nel desiderio che lui trovi una strada buona, certo con un desiderio che può anche diventare severità, ma non può non essere misericordia, è vero? Allora, su questo bisogna necessariamente ripensare. Eh? E ha fatto benissimo il Vescovo di Roma a dire che bisogna pensarci molto. Perché senza il mistero della famiglia, appunto, l'umanità è dispersa, è tremenda, è tremenda. E in che cosa è tremenda? Eh ma, fratelli cari, guardiamoci intorno. è tremenda per la solitudine. Perché dove non c'è familiarità in senso profondo, e quindi vi ho fatto per questo tanti esempi di familiarità, c'è solitudine. Ma la solitudine non corrisponde al mistero di Dio. Nelle religioni gli dei sono ognuno per conto suo, magari si sono divisi in settori, ma ognuno è un monarca, è un assoluto, ma invece nella fede cristiana è Dio. Noi lo conosciamo solo come comunione. E quando ha voluto farci vedere chi è Dio, eh, ma ragazzi miei, è venuto fin sulla croce, eh, capite? Perché è lì Dio, è lì il mistero di Dio, eh. È vero sì o no? È lì il simbolo della nostra fede. Noi giriamo come sicco il simbolo della nostra fede, che è la croce romana sulla quale è vero il vecchio Nerone si divertiva a saccare la gente e invece a motivo di quel Gesù che è Dio è diventato il luogo della manifestazione dell'amore, capite? Ora sono robe grosse, eh, sono robe grosse e allora per questo motivo anche oggi non possiamo più avvicinarci con trepidazione a questo. Certo, e dobbiamo anche farci coraggio. Perché? Perché qualche volta si ha l'impressione di non riuscire ad amare. Eh, e c'è da scoprirsi, e c'è da scoprirsi, eh, così come siamo fatti con i nostri limiti, c'è da scoprirsi, ma neanche per sogno. Però, però bisogna capire che è un tesoro immenso che non possiamo che continuamente invocare dalla bontà di Dio. Certo, si capisce quando si arriva a dei passaggi difficili, noi non possiamo non essere dei grandi operatori di pace. È costituzionale al nostro battesimo, noi non possiamo non essere uomini e donne di pace. bene, su questo ci sarebbe qualche aggiustamento da fare. Per esempio, certo, la rivelazione cristiana è molto indietro per tutto quello che riguarda il mistero del femminile. Io non è che ne sappia molto, però qualche volta mi permetto di fare qualche accenno. Basta pensare alle feste che abbiamo appena celebrato, basta pensare al carattere fondante, per esempio, dell'annunciazione del Signore. Vedete, anche qui, noi ci siamo presi in prestito dalla distrutta chiesa di San Marsini, l'annunciazione, ma l'annunciazione qui è al suo posto giusto, perché tutto comincia da lì, capite? E anche quello che c'è in mezzo, che è l'altare dell'Eucaristia e la croce del Cristo, nasce storicamente in realtà dall'alto. Ora, questo è poco percepito, insomma, no? È poco vissuto. il mistero del grembo materno non è dentro alla nostra sapienza, non è dentro alla nostra cultura e quindi, certamente c'è molta strada che deve essere fatta. Non è vero che la famiglia cristiana è cristiana perché si sono sposati in chiesa, è quello l'inizio giusto, però poi è tutta la vita e noi non possiamo dire che la vita e la famiglia e la tradizione cristiana è sempre stata una vita di famiglia, non possiamo dirlo, davvero una certa parte del maschile, un certo calcolo per esempio che io vecchio come sono ho fatto in tempo a vedere alla mia età, far tanti figli perché c'era bisogno di molte braccia, non prendere una ragazza e sposarla se non si vedeva che poteva rimanere incinta. Nelle famiglie contadine del mio tempo, famiglie cristianissime, non c'era famiglia dove non avvenisse che il matrimonio si faceva già in attesa di un bambino. D'altra parte, una sposa sterile in una cascina di contadini di 70 anni fa era una vista difficile perché lei era meno perché non aveva figli. Oggi magari al rovescio, è vero? Allora, c'è tutta una preoccupazione che i figli non ci arrivino e certamente anche quello è un problema grosso. Allora, non voglio troppo perviarvi che sia un problema grosso quello dei figli certo lo si vede oggi. È vero? Perché? Perché queste due persone, Giuseppe e Maria, il marito e la moglie, diciamo, il papà adottivo e la mamma vivono per questo figlio. Vivono per questo figlio. E il figlio è l'uno di Dio. Perché ogni bambino che nasce, capite, è un figlio di Dio. Ogni bambino che viene al mondo ormai nasce in questa santità, capite, della generazione e santità della nascita che noi abbiamo il grande dono di confermare con il sacramento del battesimo. Ma l'ultimo bambino nato in Terra Pagana è un figlio di Dio. No? Non possiamo fare le guerre gli uni contro gli altri perché siamo tutti fratelli. È vero? E quindi, certo, la prepotenza della notizia della famiglia è presente ed è grande. È vero? Allora, oggi, io vi dico, oggi in modo particolare, allora, la festa della Santa Famiglia, tenendo conto delle sofferenze degli adulti, dedichiamola ai bambini, dedichiamola ai ragazzi. Io sono molto preoccupato di questa cosa perché è una ferita molto grande ed essere feriti a sette anni, a otto anni, a dodici anni, a quattordici anni. È un problema molto grave. Molto grave. Io sto alzito quando dicono adesso sono più contenti perché almeno stanno in pace, gli altri mi stichavano sempre. Io sto alzito e non dico niente. Ma questo è profondamente non vero. Non vero. Un bambino patisce molto. la legislazione italiana non protegge i minori, si occupa soltanto degli adulti. È vero? E quindi ci sono molti bambini che partiscono. Allora, io non voglio dare colpa a nessuno, è vero? È chiaro che noi adulti e noi anziani abbiamo delle responsabilità enormi. non è possibile che pensiamo che il matrimonio o il non matrimonio sia mi piace o non mi piace più. Non è possibile questo. Che culturalmente il divorzio stia diventando semplicemente la fine di un periodo e questo non è possibile. No. Allora, io questo lo dico da un punto di vista umano, mica cristiano. Noi però che abbiamo il vantaggio di essere qui e stamattina noi preghiamo per la famiglia. Allora, sono contentissimo che possiamo pregare per le nostre meravigliose famiglie. Sono altrettanto contento che possiamo pregare per le nostre famiglie ferite. Sono molto contento che oggi soprattutto mi permetto di chiederlo preghiamo per i bambini e per i ragazzi. Preghiamo molto per loro. preghiamo perché non venga compromesso nel loro cuore e nella loro psicologia quella stessa realtà nuziale che li ha generati. Preghiamo molto perché sempre di più invece noi costruiamo comunione. Qui in questo momento delle famiglie nostre stanno facendo una cosa bellissima perché ospitiamo dei ragazzi in genere ragazzi quasi tutti che per il troppo freddo devono essere ospitati anche perché vengono da paesi stranieri hanno appena ottenuto il permesso di residenza ma ovviamente non ottengono con questi di trovare il lavoro né di trovare la casa e quindi vagano per la città. Allora vengono qui a dormire. Si cerca di fare qualche cosa di più mi sembra che le cose stiano andando bene. Ecco io mi permetto di dire questa cosa provate a vedere se non potete nei confronti di qualcuno di queste persone fare un'adozione a tempo un'adozione privata un'adozione che non c'è bisogno di dirla a nessuno un'adozione del cuore provate a vedere se non potete perché quando qui finisce il freddo loro hanno meno bisogno anche di venire a riparo proprio di notte e in ogni caso la finiscono è vero però se uno rimanesse adottato da una famiglia per tre mesi cinque mesi sei mesi potrebbe imparare l'italiano ma soprattutto dico io con una punta e benevola malizia potrebbe darsi che vi innamoraste di lui e che quindi dopo non foste contenti che lui vada a finire nel niente e allora chissà perché quando si ama molto in genere si riesce a ottenere parecchio di più è vero e se quell'amore ha anche uno sguardo ha anche un volto ha delle mani anche quando siamo adesso per dormire ce lo ricordiamo eh allora potremmo pensare se non possiamo festeggiare la festa di oggi la famiglia santa magari provando con con furbezza senza grandi senza grandi è vero con semplicità eh metti un posto a tavola eh e non potessimo pensare di allargare il cuore inuziale che Dio ci ha donato per qualche presenza di solitudine ferita penso che sarebbe un bel modo per ricordare la festa della santa famiglia del 2014 chissà che meraviglie ci saranno per il 2015 diciamo