Vi ricordate quello che è stato il primo guaio che abbiamo combinato nei confronti di Dio? Quello che viene chiamato il peccato originale? Viene chiamato così non solamente perché ha le origini, ma perché anche è la radice cattiva di tutti i guai che combiniamo. L'inganno del serpente li aveva portati all'ipotesi che si poteva diventare come Dio e che se si mangiava quel frutto Dio sapeva cosa succedeva, che appunto diventavano come Lui. Per questo l'aveva proibito, c'era una competizione a priori tra Dio e l'umanità. A quel punto il frutto è sembrato bellissimo, desiderabile, però è stato anche il principio del divorzio, della esclusione. E siamo andati lontani da Dio. Ricordate forse un secondo guaio che abbiamo combinato? Erano i tempi in cui dice la scrittura che si parlava tutti la stessa lingua? Si erano fatti passi importanti di tecnologia e quindi avevamo imparato a fare i mattoni, che si fa più presto, piuttosto che scantellare le pietre. E abbiamo costruito una città e poi abbiamo deciso di fare in mezzo alla città una torre. Vi ricordate qual era il progetto della torre? Arrivare fino al cielo. Questo è il peccato delle religioni. Le religioni sono la proposta, l'idea, la ricerca per arrivare fino a Dio. È una ricerca che tutti in un modo o nell'altro abbiamo conosciuto. E che purtroppo in un modo o nell'altro continuiamo a praticare. Ma è una medicina che fa male. È una bugia. Non solo perché è difficilissimo diventare come Dio, e forse è impossibile, ma non corrisponde al disegno di Dio. Il disegno di Dio è rovesciato rispetto a questi tentativi di diventare come Lui, di salire fin da Lui, di arrampicarsi verso il paradiso, di mettersi tanti sassi nelle scarpe per fare le penitenze, che ogni sasso che ci metti fai un gradino per andare in su. È sbagliato. Le gare per chi è il più buono non fanno bene. E non corrispondono al desiderio di Dio. Questa sera noi invece siamo qui a far festa al compiersi del desiderio di Dio. Tante volte in questo posto noi ce lo diciamo, ma questa sera è proprio la festa di questo. perché Dio non è del parere di incontrarci se e perché saliamo fin da Lui, ma il progetto di Dio è quello di venire Lui. E quindi noi questa sera, alla dozza, festeggiamo la memoria e l'attualità della venuta di Dio. Arriva Dio. E quindi viene Lui, capite? Non c'è bisogno della religione. Non c'è bisogno di arrampicarsi verso Dio. Non sono necessari i fioretti. Non c'è la gara della bontà. Tutte robe per andare da Dio. Ma così come siamo, mi sono permesso di qualificarci come un'assemblea di poveri peccatori. chiedo scusa ai virtuosi. Qui per ricevere la sua venuta. non noi che saliamo da Lui, Lui che discende da Lui. Non abbiamo il tempo questa sera di vedere come noi tutto questo lo ereditiamo, lo riceviamo, dalla grande tradizione di quel piccolo popolo di Dio, che sono gli ebrei, che fin dal principio della loro storia, fin da Abramo, sono venuti a sapere di questo affetto speciale di Dio per questo piccolo popolo di pastori erranti. li ha voluto bene, li ha eletti e poi ha seguito tutta la loro storia. Le battaglie non valevano una cicca, ma Lui combatteva per loro. Camminavano del deserto dove non c'è niente da mangiare, ma Lui faceva scendere la manna del cielo. Non c'era da dissetarsi nel deserto, ma Lui dalla roccia faceva sgorgare fiumi d'acqua. Perché Lui, attraverso quel popolo, ha gettato questa proposta che questa sera noi festeggiamo come proposta data, puntata, verso tutto il mondo. La differenza è enorme, non solamente perché così ci possiamo risparmiare le fatiche della salita, che salire in paradiso è un'impresa tremenda, ma anche per una cosa più importante ancora, che sempre appunto noi cerchiamo di ricordare, ma questa sera dobbiamo ricordarla ancora perché è la festa di questo. e cioè che se si dovesse salire fino in paradiso, ce la farebbero in pochi. Avrei voglia di segnalare qui alcuni fra di voi che probabilmente ce la farebbero. e molti di noi si stuferebbero, direbbero, beh, basta, non ce la faccio, no? È inutile. Invece succede l'altra cosa, che viene Lui. e viene Lui e ci cerca e ci trova dove? Dove siamo? Dove siamo? Pochi passi. Ho fatto qualche passo in salita, ma poi sono scivolato dei metri in discesa. Disastro. Ma Lui scende e deve trovare tutti. Questa è la richiesta che gli ha fatto suo papà. La salvezza di tutta l'umanità. si aspettavano che salisse l'umanità ai voglia. E invece, capite, nella genialità divina cosa hanno escocitato? Che venisse Lui. Ma non basta. Che venisse, e però attento, eh, perché c'è qualcuno che è andato giù molto, molto, molto. Sta attento a non fermarti nella piazza di Atene, dove sono tutti intelligentissimi, nella piazza di Roma, dove sono tutti fortissimi, nella piazza degli ebrei, dove il rischio è che ci siano solo loro. Con delle eccezioni interessanti, ma adesso non possiamo andare a inseguire anche questo. Tu devi andare dappertutto e arrivare dappertutto. Ti ricordi quel mascalzone che abita la doccia, là dietro? Anche quello, eh? Ti ricordi, sì, anche quello? Per cui, la discesa di Dio deve essere totale. Perché noi facciamo la festa di Gesù bambino? perché Dio si è fatto un bambino piccolissimo che farà in modo, poi crescendo, che addirittura, invece che diminuire, perché crescerà, no? È vero? Invece crescendo diventerà sempre, sempre più piccolo, con una capacità crescente di andare in giù. Dalla festa di questa sera alla notte luminosa della Pasqua, c'è un breve cammino che lo porterà sulla croce tra due malfattori. Così anche loro. Tutti. tutti. Il Signore mi ha regalato oggi una giornata bellissima, adesso sono un po' cotto, ma bellissima perché siccome avevo detto a qualcuno in giro che era la giornata del perdono, oh, è venuto un sacco di gente. È stato bello. Perché in modi diversi, con ragioni diverse, qualche volta proprio solo una carezza, eh, uno sguardo, qualche volta di più, una storia riascoltata insieme. Abbiamo fatto festa all'arrivo di Dio a tutte le condizioni della vita. E siccome è andato così basso, appunto, è sceso anche nelle povertà e nelle piccolezze che non sono solo le povertà dei guattrini o le povertà della cultura, ma che sono proprio le povertà della vita. Chi ha patito molto, ma di più ancora, qui forse qualcuno potrebbe essere infastidito, chi avrà fatto patire molto? è certo, perché quello ha ancora più bisogno che qualcuno lo vada a prendere, perché altrimenti ogni misura che si fa di lui qualcuno dirà è lui no, è però, è lui no. Ma più volte oggi invece conversando con questi fratelli, sorelle, amici che mi sono venuti a trovare per parlare di perdono, perdono, abbiamo parlato anche di noi cattivi, allora noi cattivi però c'è un po' no, perché non c'è una piccolezza più grande e una povertà più grande della cattiveria. E quindi anche per loro, si capisce, anche per noi, ma certo, ma certo. Vedi, non andranno in paradiso il buono e all'inferno i cattivi. Andremo in paradiso e andremo in paradiso con uno strano biglietto di viaggio, non perché ce lo meriteremo, ma perché lui ci ama, lui tiene per noi. per questo, capite, abbiamo cercato di dire all'inizio questo Natale per noi, dedicato a te, dedicato alla tua angoscia o alla tua infelicità o alla tua paura o alla tua umiliazione o alla tua vicenda di peccatore, per te è Natale. con una dedicazione semplice, forte, affettuosa, è venuto per te. E mi piace pensare che noi, che questa sera siamo quasi troppi qua, ne rappresentiamo moltissimi altri che come cerchiamo adesso di fare sempre quando veniamo a messa, ce li portiamo a messa nella memoria, nel cuore, nell'affetto e nella preghiera. Sono con noi, vero? Avete portato a messa molte persone questa sera, vero? Del presente, del passato, certo, molte persone avete portato, perché tutti possiamo essere partecipi dello stesso regalo di Dio. il cuore della nostra fede è la storia della nostra salvezza. Il Signore non vuole che andiamo perduti. E il bambino, quindi, potrebbe essere alla fine una rappresentazione di tenerezza, eh, bene, di innocenza, benissimo, una figura quasi romantica, è possibile, ma di fatto è molto di più. È questo suo farsi piccolo e abbassarsi per poter arrivare fino a te. È simpaticissimo il fatto che lo debbano mettere nella mangiatoia, come ascoltavamo dal Vangelo prima. Perché il motivo è che non c'era posto per loro nell'albergo. Non c'era posto. Tanto poveretti e non c'era posto. Il vescovo di Roma in questi tempi sta descrivendo la situazione dei poveri del mondo per dire che non sono più semplicemente dei poveretti, ma di più. Eh, e dice una cosa terribile. Dice che sono esclusi, sono fuori. anche protestatari, i poveri, non li si può sopportare, disturbano, ritardano i nostri progressi, impediscono il superamento delle nostre crisi. E allora vanno eliminati. Il vescovo di Roma sta dicendo che la condizione dei poveri del mondo sta pericolosamente diventando un'esclusione. per un po' vi hanno pensato di farvi andare a scuola, di regalarvi qualche piccola tecnologia, di avviare per voi un qualche lavoro, ma basta, non ce la capiamo, non ce la fa. Ma lui non li esclude. Lui non li esclude. Tutto questo che io vi sto dicendo, però, sono sicurissimo che è l'esperienza semplice e forte di ciascuno di noi. Perché ognuno potrebbe raccontare questa sera che appunto pensava di essere ormai escluso, pensava di dover dire per me è finita. Poteva dire una sera sono fritto, poteva sentirsi più morto che vivo, ma è qui adesso. con la meraviglia, la sorpresa, la straordinarietà della sua piccola storia. Perché? Perché Dio si è fatto piccolo nella sua piccola storia, ma l'ha resa meravigliosa. Torno a consigliarvi ancora una cosa un'altra volta, e cioè che piano piano proviate a prendere un indirizzo di pensiero, di attenzione, che a me sembra molto interessante. E consiste in questo. Quando si conosce una persona, piano piano, insomma, si fa amicizia, magari ci si frequenta, piano piano scoprire la meraviglia della sua storia. perché ogni vita, sapete, ogni vita è una storia meravigliosa. Viene troppo rapidamente dimenticata, superata, no? Ehi, chi saprà qualche cosa di noi fra qualche anno? Ma tutto invece è scritto nel libro di Dio. Allora è interessante scorrere il libro di Dio e trovare la meraviglia di questi capitoli. Come è bella la tua storia, come è speciale. E se no, ma sta attento, è privatissima, è segreta, sono una stazione, se raccontatisi tutti i guai che ho combinato, sarebbe uno scambio. Sì, va bene, allora teniamola pura riservata, ma tu sai che è bellissima. Perché è proprio così. Perché la bellezza della nostra storia è appunto quella della visita di questo Dio che si è fatto piccolo per venirmi a cercare. Si è fatto povero per togliermi dall'esclusione. Ed è morto con la morte del peccatore per poter proclamare che anch'io, poveretto, sono figlio di Dio. Quanto vale ogni persona del mondo, quanto è bella ogni storia. E qui se volete c'è un po' la dolcezza e un po' anche la retorica diciamo pure del presente, no? Una bella retorica con la fantasia che per esempio a Napoli raggiunge degli apici di metterci proprio di tutto. Quando mi hanno regalato le figure del presente napoletano le ho messe in quadretto ma poi però qualcuno le ho messe un po' in ombra perché sono quasi imbarazzanti insomma perché proprio ci siamo tutti in tutte le vicende della nostra povertà perché questa sera questa festa come sorprende il mondo? Come sorprende quelle stanze con i materassi a Gaza di cui con qualcuno ho parlato, no? Perché i bombardamenti hanno distrutto moltissimo e allora molte famiglie molte mamme hanno portato i loro bambini anche piccolissimi e dicono diversi proprio praticamente neonati a queste tre suore di madre Teresa di Calcutta che sono lì nella parrocchietta di Gaza perché a Gaza i cristiano-cattolici sono proprio quattro gatti 150 persone e loro non sapendo dove metterli li hanno portati a queste qui e loro le suore di madre Teresa hanno detto dateceli pure e loro sono tre su cento bambini li lavano li nutrono insomma l'essenziale è fatto poi ha messo appunto in alcune stanze dei materassi per terra e quindi i bambini li appoggiano lì però hanno mandato un messaggio per dire non è che per caso ci sarebbe qualcuno che può andare a fargli una carezza perché quello non ce la facciamo perché tra una papa e l'altra appena finita un bel appena lavato e bisognerebbe un po' baciarli questi bambini un po' accarezzarli un po' prenderli su in quella lingua dell'affetto che rende possibile anche non sapere parlare l'arabo va bene lo stesso perché lo sguardo la carezza il sorriso soprattutto di una donna sono una evocazione immersa della maternità e quindi la notizia è sicura fortissima che non è da solo e che può attaccarsi a una pelle e a una carne per sentenzi veramente di qualcuno e questa la piccolezza e nascendo Gesù trova nel mondo di questa sera e infinite altre è venuto per quello è venuto per quello e questa allora capite diventa la meravigliosa festa di tutti noi e questa sera non ci sono limiti non ci sono limiti se tu pensi e ti sembra di poter sperare che effettivamente il Signore sia venuto anche per te mi raccomando sii cordiale accoglio come puoi ringrazialo tutto quello che ti offre prendilo fra un po' arriviamo a un punto della Messa in cui io devo dire appunto quella frase che voi sapete che mi è sempre più difficile devo dire a un certo punto prendete e mangiatene tutti tutti o qualcuno no allora io direi questa sera tutti perché in qualche modo chiedendo un'eccezione alle regole noi questa sera desideriamo sottolineare celebrare che nessuno è escluso perché sapete quando poi quella frase lì arriva al calice è peggio ancora perché lui dice che quel sangue è versato per voi e per neumale c'è anche noi però dice per voi e per tutti e per tutti allora per significare e indicare tutti bisogna uscire da questa assemblea e bisogna pensare che questo sangue versato dall'amore di Dio non ha limiti non li ha noi nel mese scorso abbiamo letto e pregato un po' nella preghiera feriale nella preghiera di ogni giorno sulla prima lettera di Giovanni che nella tradizione cristiana è chiamata la lettera dell'amore e lui arriva a dire e lo ripete due volte nella lettera ma chi è Dio? noi vecchioni voi sapete niente perché siete tutti dei pollastri giovani noi vecchioni sappiavamo dal catechismo che Dio è l'essere perfettissimo creatore signore del cielo e della terra e se lo porteranno in un baldachino verrà con la scorta ci sarà i terapinieri che lo accompagni invece Giovanni dice che Dio è amore e addirittura arriva a dire che chiunque ama anche se non è credente anche se non è cattolico anche se non è bravo anche se ama agisce come Dio a lui c'è la vita e l'azione di Dio ragazzo tu buono mi hai mai dato neanche un sacramento papà e mamma buonissimi ma niente fede neanche nei radici però gente che si vuol bene gente che vuol bene la incontrate a voi no? la conoscete gente che possono sembrare fuori gioco perché non hanno la fede ma l'amore è più largo della fede sono figli di Dio anche loro allora capite questa sera noi siamo qui a rappresentare anche tutta l'umanità e siamo qui come possiamo ad essere stupiti ammirati che Dio sia fatto così che è una bella fortuna che Dio non sia il giudice di un tribunale che è una bella fortuna che le cose non funzionino con gli articoli della legge perché questa sera capite questo bambino che nasce desidera mettersi per strada con te con te con te e anche con me e se vuole mettersi in strada con noi e lui vuole è venuto per questo come deve fare? deve venire lì dove siamo eh? lì dove siamo perché questa sera ho fatto una volata da casa dei miei fratelli di famiglia a cena e che mi accompagnava che raccontava la sua storia compressa e io ho cercato di dire però è tutto questo te vuoi bene? eh sì però so che non è mica tanto eh non siete mica tanto d'accordo voi sì ho detto voi presti può darsi che non sia tanto d'accordo ma il buon Dio è d'accordo il buon Dio è d'accordo perché lui viene a incrociarti nel punto della strada dove ti trovi e quindi se uno è molto indietro Dio va indietro capite? non resta fermo a tentare dei comandamenti uguali per tutti noi non siamo più secondo la legge noi siamo secondo il Vangelo e il Vangelo è buona notizia che Dio è capace di dare a tutte le condizioni si avvicina al letto di un malato all'ospedale va alla ricerca di un ragazzo che esagera nel prendersù della roba che non fa bene e si mette a tavola con una famiglia dove adesso l'accordo è molto difficile perché se Dio non è così non c'è Dio che interessa c'è un Dio che premia quelli buoni che cosa conta? che cosa ci importa? Dio salva quelli che lui ama eh? bene io ho abbastanza stufato e vero per dire poi una cosa sola però l'ho fatto perché sarebbe grandissimo il mio desiderio che tanti quanti siete stasera questo tentativo di una notizia si moltiplicasse e quindi dovete fare come la Madonna che quando ha avuto la buona notizia è andata subito dalla sua parente vecchia che era rimasta incinta per darle la buona notizia e quindi la buona notizia dell'amore di Dio portiamola a casa là dove viviamo portiamola a tutte le persone anche quelle che questa sera abbiamo nel cuore con un certo affanno con un gemito con una preoccupazione è per loro e il Signore non ha altri che te sei tu l'angelo che lui desidera mandare a portare la buona notizia che Dio vuol bene a tutti e gli piace fare con tutti la strada della pace la strada della salvezza e perché no forse anche quella della gioia tutti tutti insieme ognuno ritorna a casa sua però poi ci teniamo insieme diamoci ogni tanto delle notizie come va a casa tua sosteniamoci preghiamo l'uno per l'altro in maniera che ognuno sia continuamente rasserenato e confermato nel compito meraviglioso che Dio ci ha dato quando finalmente noi preti non ci saremo più bisognerà che qualcuno di voi si prenda la briga è vero di mettere insieme qualche cosa cominciamo fin da adesso la tavola di casa tua la tavola di casa tua è preparata per una cena di salvezza spezza per loro il pane della buona notizia condividi con loro il calice della misericordia siamo tutti un'unica famiglia per un'unica famiglia di salvezza di salvezza di salvezza di salvezza di salvezza