Non si deve far impacire la gente stasera, poi sapete che se io esagero voi mi lasciate solo qui perché voi vi addormentate tutti e io poi devo tirare fino alla fine. Quindi abbiamo già ascoltato molte parole importanti, adesso ne aggiungiamo solamente una di augurio, augurio di buona Pasqua, che vuol dire però questa sera portarsi la Pasqua a casa. Questa mi sembra sia la cosa più grossa che noi possiamo chiedere stasera al Signore. Noi abbiamo bisogno cioè che la grande liturgia, il grande rito, la grande festa diventi sempre più un fatto umano della nostra vita di tutti i giorni. E quindi questa vittoria della vita sulla morte, ecco questa bisogna portarsi a casa, con umiltà ma anche con coraggio. Potremmo accorgerci che c'è una specie di sbalzo, di sproporzione, tutte le cose meravigliose che si sono sentite in tutte le letture e poi c'è una certa caduta nel Vangelo, avete sentito no? Anzi per pudore ho visto che la Madre Chiesa ha tolto l'ultimo versetto del testo di oggi che aggiunge a tutta questa faccenda che le donne, pieni di paura, non hanno detto niente a nessuno e ti saluto. E quindi per dirci che questa risurrezione che è la salvezza di tutto è fragile, è piccolina, è piccolina. È molto facile venirne fuori, è molto facile non crederci, è molto facile pensare che il nostro compito, ogni tanto qualcuno se l'è sognato mi pare in questi ultimi mesi, il compito dei cristiani sarebbe quello di esprimere dei giudizi. Ma questo sapete che è contrario proprio alla luce e alla verità del Vangelo. Noi non siamo per giudicare questo mondo, noi siamo per salvare, siamo partecipi dell'opera della salvezza. La Pasqua che cosa vuol dire? Vuol dire sempre questo passaggio dalla morte alla vita. Noi siamo al mondo avendo questo unico compito. Si capisce che ognuno lo fa alla sua età, con il suo lavoro, con le vicende dalla sua esistenza, con la preziosità o la fatica delle sue relazioni, ma l'importante è che continuamente tutto vada verso la luce positiva. E questo bisogna accettarlo, ho visto, insomma con una scommessa che va fino in fondo. Per esempio, due persone si vogliono bene, ma magari non si vogliono bene secondo tutte le regole, le leggi, però è meglio il fatto che si vogliono bene piuttosto che si siano delle sferle o addirittura delle coltellate. Così si scopre che anche nelle cose che sembrano proprio magari lontane, sbagliate, no qui non va bene, qui non funziona, è pronto subito una piccola luce che è appunto come il candelino di Pasqua che abbiamo acceso stasera. Bisogna partire da lì. E il nostro compito è quello di andare a cercare questo lume della Pasqua dentro a ogni vicenda, a ogni situazione, a ogni cosa. E quindi non cedere mai alla morte, non bisogna mai cedere alla morte, alla morte di un sentimento, alla morte di un pensiero, alla morte di un progetto di speranza. Dobbiamo mai cedere, mai cedere. Anche a costo di essere un pochino dei fuori legge, è vero, ma il nostro compito è quello sempre di portare avanti questa luce. Ho visto che stasera ci sono molti bambini a messa e anche molte mamme. E mi sembra bello affidare particolarmente a loro proprio questo compito della Pasqua. Perché mi capita di osservare che molto spesso le donne, le mamme, con molta spregiudicatezza vanno fuori dalla legge, vanno fuori dalla regola. Mi ricordo che anche in casa mia era così. Se si tornava a casa con un quattro in un compito di greco, diceva, va bene, questa volta lo firmo io, non lo diamo a tuo padre, perché una volta il controllo era una cosa un po' più severa, no? È vero. E vedo che le mamme facilmente tengono per il malfattore. Questa è una cosa molto bella, molto importante. È vero, perché? Perché altrimenti il malfattore come si salverà? Ci vuole qualcuno che tiene per lui. Per cui di tutte le parole che abbiamo letto questa sera, e abbiamo ascoltato questa sera, ve ne lascio soprattutto una, ed è quella del vecchio Abramo. E secondo me è molto importante. L'abbiamo letto subito come seconda lettura stasera. Ed è quella faccenda del sacrificio del figlio. Dio gli dice, adesso, sacrificami il figlio. Lui obbedisce. D'altra parte bisogna anche dire che non è che fosse un ordine stranissimo, perché le religioni arcaiche, le religioni antiche, le religioni tradizionali, le religioni inventate dalla paura degli uomini, prediedono sempre dei sacrifici, addirittura dei sacrifici umani nei confronti di Dio. Però lì sapete che c'è questa mano fermata, è vero, per cui Abramo non deve uccidere suo figlio. Però in questa immagine c'è dentro un segreto meraviglioso, no? E qual è il segreto che c'è dentro questa immagine? Che mentre nelle religioni sono gli uomini che sacrificano a Dio, nella fede ebraica e nella fede cristiana è Dio che sacrifica suo figlio. Perché la mano di Abramo è stata fermata? È perché doveva semplicemente profetizzare, quasi come un'icona, quello che sarebbe accaduto nella pienezza dei tempi, che però è questo capovolgimento, capite? Noi siamo i figli di un Dio che non chiede i nostri sacrifici, ma mette senso di sacrificio d'amore per noi. Tutto il senso di questa serata è proprio questo. E questo è il segreto di forza di tutte le cose. Però perché? È perché i nostri sacrifici, cosa volete che continuino, cosa volete che valgano? E invece noi questa sera ancora abbiamo fissato l'attenzione del nostro cuore su questa meraviglia. Le cose non possono che andare bene. Perché? È perché siamo stati pagati a caro prezzo. Perché il sacrificio d'amore del figlio di Dio è quanto di più grande ci sia, capisci? Allora per quanto tu possa combinare delle asinate, vedere delle cose brutte, sono tutti dei peccatuzzi, degnali davanti alla potenza dell'amore di Dio. Questo ve lo dico perché qualche volta nella difficoltà della vita non si riesce immediatamente a essere svelti, a trovare subito la parola della speranza. Però se non si trova immediatamente il rimedio, almeno fermiamoci lì a dire beh, adesso non riusciamo a capire qual è la strada. Ma sicuramente c'è. La strada sicuramente c'è. E la strada è quella che il figlio di Dio ha aperto. Per cui non c'è persona al mondo che non sia raggiunta e amata da Dio. È vero? È per quello che anche certi passaggi della liturgia di questa sera, io devo dire ormai da vecchiotto, insomma, le eredito con un po' di difficoltà, perché certe espressioni mi sembra che ricordino troppo poco che se noi siamo in una condizione meravigliosa di privilegio nella quale adesso entra anche Giacomino con il suo battesimo, noi però in tutta questa meraviglia siamo i rappresentanti di tutta l'umanità. Noi siamo per dire a tutta l'umanità che c'è un unico padre e che tutta l'umanità è affratellata, malgrado tante diversità e difficoltà. E quindi sarebbe un errore, capite, se noi diventassimo una parte di fronte al tutto. Non possiamo mai accettarla questa cosa. Noi siamo un quattro gatti, un piccolo pugnetto di persone, è vero, ma rappresentiamo tutta l'umanità. È vero, la prima chiesa che hanno fatto su a Corinto era in un negozio di un tendaio ed erano i quattro gatti in un retro bottega. È vero, però loro non avevano dubbi dell'avere nella testa e nel cuore intestino di tutta l'umanità la realtà nuova che Dio aveva fatto per tutti. Dopo si capisce che una persona ci salta dentro subito, un altro ci piega un po' di più, qualcun altro può darsi che invece sarà fra quegli stupiti che alla fine dei tempi solo alla fine si accorgeranno delle meraviglie che Dio ha fatto per loro. Ma non c'è nessuno che sia escluso, vero, da questa potenza d'amore. Questa è la scommessa della Pasqua. E questo spiega perché quasi con un certo timore il Vangelo della Pasqua, proprio quello che dice, allora è risorto e sia un po' timiduccio. È vero. Marco, avete sentito, non ha neanche il coraggio di dire che erano degli angeli. Dice che c'era un ragazzo con una camicia bianca e non era un angelo quindi. E poi da quest'annuncio alle donne poi appunto il Vangelo ci dirà che però loro non hanno neanche il coraggio di dirlo. La risurrezione di Cristo è un elemento molto fragile pur essendo il centro e il cuore di tutta la storia. E ci è affidato questa sera. Il Signore si fida di noi. Si fida di te, di te, di te e ti invita a giocare questa scommessa alta. Per cui se siamo venuti questa sera all'assemblea pasquale con dei pensieri di cose grosse e negativo, questo è un problema che non si risolve, e questa è una cosa gravissima, no? È necessario tornare a casa con una speranza di vita. Stamattina ho fatto visita a un mio amico un po' più giovane di me però purtroppo molto malato e tutto il suo male lo ha preso dappertutto e però lui questa mattina in anticipo mi ha annunciato la Pasqua. Quindi mi ha detto io non penso di avere la fede e lui dice così è uno che non va in chiesa ma sono sicuro che io sto camminando verso la vita. Sono certamente... è stato certamente così. E dico ma come fai a dirlo? È che infinite volte nella mia esistenza lui si è chinato verso di me e io non ho avuto un grande rapporto con lui è lui che ha avuto un grande rapporto con me. Allora gli ho detto e qual è la cosa più grossa che ricordi della tua vita? Questa malattia. E questa è certamente la cosa più grossa della mia vita perché il mio corpo sfida Dio con la drammaticità della mia situazione. Per dire ne ho chiamato oggi dicendomi guarda che non sono sicuro che lunedì ci sia ancora per dire ecco come sta. Però fumava un sigaro insomma era tutto tranquillo anche speriamo quindi che vada avanti ancora un po'. Però più forte di tutto è vero c'era questa serena certezza che sta camminando verso la vita. Allora anche per l'aiuto di questo amico aiutiamoci molto nelle vicende di tutti i giorni eccetera quando per esempio il nostro sguardo diventa triste e esprima un giudizio negativo è vero e allora ci malinconiamo noi e poi chiudiamo una porta e aiutiamoci non cediamo non cediamo però quando succede un litigio fra due persone per esempio tra un papà e una mamma succede un litigio è sicuramente un inganno sicuramente bisogna lasciarlo subito lì non conta niente è un inganno è una bugia perché? Perché ormai nella storia dell'umanità è stata messa più forte di ogni separazione di ogni nemicizio di ogni dissidio questa potenza dell'amore di Dio che ha unito il cielo e la terra crediate mica che l'umanità sia migliorata non è mica migliorata niente noi siamo sempre dei poveri peccatori non è che bisogna dire eravamo dei peccatori e adesso siamo dei peccatori e dice ma allora che cosa c'è di diverso? siamo amati da Dio siamo amati da Dio è il grande vantaggio di un figlio discolo che però è tutto tranquillo perché? perché per quanto ne combini più di Bertoldo sua madre lo protegge con la potenza del suo amore madri e figli eh? madri e figli chiediamo soprattutto a loro questa sera di tenere alta questa luce della Pasqua nelle nostre case nelle vicende delle nostre scuole del nostro lavoro della nostra città è vero? ecco questo è il compito che questa sera il Signore ci affida adesso ci avviamo verso il battesimo del nostro piccolo grazie a tutti grazie a tutti