Ho un nome, una parola che molti di voi hanno già sentito molte volte e che in questi mesi è diventata sempre più importante per me. E mi ci sono attaccato con tutte le forze, ma lei, questa parola buona, è venuta e mi ha avvolto. La parola semplice, conosciuta, è Gesù. E Gesù è una parola che nell'idioma ebraico vuol dire salvezza di Dio. Quindi quando fin da piccolo gli chiedevano tu come ti chiami, lui tradotto per noi diceva salvezza di Dio. E tutti quelli che l'hanno incontrato e tutti quelli che li incontrano e tutti quelli che fuggono da lui o lo cercano, tutti si incontrano con animi diversi, con la salvezza di Dio. E la proposta che vi faccio per entrare nella liturgia di oggi. Per la mia categoria, che è quella dei grandi peccatori, evidentemente questo nome è molto importante. perché non c'è una cosa che tu possa portare nel tuo animo o che ferisca la tua storia o che oscuri il tuo cuore che non sia guardata con attenzione speciale proprio dal nome di Gesù, che appunto vuol dire salvezza di Dio. È ancora una volta giorno di salvezza. Per questo motivo vi consiglio che portiamo all'attenzione del Signore proprio tutta la nostra vita. anche tutto quello che implacabilmente ci aggredisce, ci ferisce, ci umilia. è diventato per noi territorio chiuso. È diventato vergogna, paura, sconfitta. Bene, tutto questo lo portiamo davanti al nome di Gesù, alla salvezza di Dio. nessuno è assente dal coinvolgimento di questa parola. Anche tu, che pensi di essere qui per sentimenti opposti, per una strada che non può essere che solo tua, con pensieri che entrano in te anche durante la liturgia, anche in questo istante, come negativi, come opposti, ma si incontrano in modo privilegiato, oso dire, con la salvezza di Dio. Per questo motivo ti chiedo, partendo dalla tua persona, dal tuo cuore, dalla tua storia, di dilatare la potenza di questo nome, di questo titolo, a tante vicende, persone, che non entreranno nella consapevole celebrazione della liturgia, ma che sono dentro nel tuo cuore. Salvezza di Dio. Quello che pensi è salvato. Questo è il grande mistero di Gesù in mezzo a noi. con commozione, con umiltà, ma oso dire, anche con gioia. Mettiamoci nelle mani di Dio. Senza che l'avessimo previsto, La liturgia di oggi scopertamente rivela e domanda una attenzione privilegiata. E ho avvertito questa richiesta nella presenza, nel brano evangelico, di queste due donne. Una ragazzina, o perlomeno una donna molto giovane, e una donna più avanzata in età, e malata. Chiedo il loro aiuto per dirvi appunto un piccolo pensiero che da molto tempo mi occupa. appunto sulla presenza della donna nella nostra fede. Innanzitutto mi sembra ci sia un richiamo immediato che in questi mesi abbiamo avvertito con particolare forza e urgenza nel testo che abbiamo commentato dell'Antico Testamento, dove ci è stato parlato molto della vita comune delle persone, delle loro fragilità, anche delle loro malattie, e molto dunque di questa presenza urgente del femminile nel mistero e nella realtà del popolo di Dio. tutto questo passando per quelli che oggi sono ospiti privilegiati di queste letture, che sono i figli di Israele. e quindi ci viene chiesto una particolare attenzione, dedizione, osso dire, alla fede dei nostri fratelli ebrei. non solamente quelli di oggi, forse non in modo tipico e assoluto quelli di oggi, ma certamente il popolo della Prima Alleanza in tutti i tempi della sua storia. Tra l'altro c'è stata una cosa abbastanza singolare che per me è stata importante, e cioè che mentre noi leggiavamo questo libro dell'Antico Testamento, sono molto aumentate le occasioni di conversazione e di incontro proprio sul tema del femminile. Il rapporto tra il femminile e la corporeità, il femminile e la maternità, il femminile e la veridi, verginità, il femminile e la riconciliazione, la fedeltà e la pace. Solo per dire che anche nella vita attuale della Chiesa questo viene sentito. e se da una parte quindi avvertiamo e chiedo la protezione e l'intercessione di queste due figure femminili che oggi incontriamo nel testo evangelico, di essere appunto di essere appunto garanzia della profondità e della fedeltà dell'amore come condizione. si è dato anche un passaggio simpatico perché dal loro energico parroco le famiglie di questa parrocchia vengono avviate loro sono sicuro che ci vanno volentierissimo al cammino ministeriale ma hanno incontrato un problema subito e cioè che i pazzi di città fissano degli appuntamenti e dei tempi che per un campagnolo sono pazzeschi se poi c'è anche la famiglia sono proprio impossibili e quindi il nostro parroco ha fatto la sua brava protesta e noi speriamo che in qualche cosa venga ascoltato ma mentre si discuteva di queste cose è venuta avanti un'ipotesi va bene facciamo così però che siccome ogni sabato c'è questa storia lunga facciamo un sabato sì e un sabato no non no ma un sabato delle spose e un sabato degli sposi questa proposta che ovviamente essendo maliziosa partiva da me e dai miei cattivi pensieri sotto porta però una speranza molto grande nel testo di oggi le donne hanno fatto questa invasione di campo e sono le protagoniste dei testi e questo è secondo me un fatto molto importante e molto urgente anche se nell'incontro che poi questi ministri per strada hanno fatto con il loro parroco è saltato fuori e ho sentito questo parroco anche in un commento dotissimo che per due giorni e mezzo tre giorni ha fatto ai preti di Bologna la preziosità del femminile non è però tanto nel dire così facciamole via con esse ma è stato da un'altra parte e cioè sono le spose dei loro mariti e volere volare è saltato fuori che va benissimo per antiche tradizioni ci sono dei ministeri che sono legati anche alla vita celibataria ma per combinazione il diaconato non lo è e quindi e quindi non sono tanto importanti le diaconesse ma quanto sono importanti le donne nella realtà della vita comune di ogni giorno della riunione di oggi e magari accanto ai loro mariti per cui Francesco nel commento che ha fatto delle scritture ha messo molto in evidenza questo che non era preoccupato di chiedere il diaconato per le donne ma che era invece molto impegnato a far notare come nella sacra scrittura il femminile è dimensione essenziale non può non esserci come sapienza come pensiero come consiglio come offerta come primato di certi doni i più importanti i più importanti il perdono l'amore la fedeltà la pazienza fino alle persone presenti nella liturgia di oggi nella malattia nelle prove della vita chiudo per dire che appunto quando ho capito che stamattina avrei presieduto la liturgia avrei dovuto dire due parole dopo la lettura del Vangelo alla fine ho pensato che potevo raccogliere qualche piccolissima considerazione in questa direzione c'è un bisogno enorme nella chiesa del mistero e della potenza del femminile e mi ha fatto quindi molto piacere l'aver trovato anche oggi quella parola della scrittura il nome di Gesù che appunto significa salvezza la chiesa ha bisogno oggi di trovare un rapporto nuovo più profondo più esplicito forse più spregiudicato con la volontà di Dio di dare la salvezza non posso non ricordare a partire da mia mamma ma per arrivare a molte persone che vedo qui sul prato questa mattina il rapporto fondamentale tra il femminile e la salvezza non ne ho mai parlato e non ne parlo neanche adesso però devo dire che nella mia vita ormai lunga questo l'ho altamente sperimentato quando proprio non c'è né questo rimedio né questa punizione né questa iscrizione né questo ennesimo tentativo non può esserci che una cosa per tirare avanti una potenza di salvezza allora nell'intercessione di queste due donne bibliche di cui abbiamo ascoltato mi piace con voi chiedere al Signore questa grazia speciale una dimensione fortissima di capacità di riconciliazione di speranza di forza attraverso questa parola salvezza un termine assolutamente radicale solo il figlio di Dio poteva avere il coraggio di assumerlo con questa disinvoltura anche se era un nome presente diffuso nel suo tempo questo oggi è molto importante e quindi sono molto lieto di essere qui e sono molto lieto dei molti volti che vedo e in particolare sono molto lieto e grato al Signore per le nostre amiche le nostre spose le nostre figlie le nostre sorelle qui sul prato a celebrare insieme la messa come una promessa un dono già fatto una scommessa alta per la storia delle chiese della loro presenza a partire dall'amore coniugale dalla famiglia per arrivare al lavoro ai luoghi del dolore ai luoghi della pace alla divina liturgia di oggi su Kristen Scald relativity Grazie.