II DomenicaPasqua-omelia-GiovanniNicolini-Dozza 20180408-(17).mp3
Data: 08/04/2018
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Testo dell'Omelia
Mentre venivo in città questa mattina, ho rivissuto una piccola scena di molti anni fa, moltissimi. Eravamo ai piedi di una piccola vecchia chiesetta dedicata a Sant'Antonio, qui nelle nostre colline bolognese. E io ero in fondo alla discesa di questa collina, e dalla cima della collina dove è la cappella di Sant'Antonio, un ragazzino è corso giù. Io sapevo chi era perché mi era stato indicato, e mi era stato indicato anche per un'attenzione speciale, perché dopo qualche tempo quel ragazzino aveva perduto il suo papà. Una sera, dopo che il papà aveva lavorato nella vigna, se n'era tornato al Signore. Non ci siamo detti un gran che, ma ho capito che in quel momento avveniva una specie di consegna, che non c'era più il papà, e quindi forse questo ragazzino, bellissimo ragazzino, cercava un papà. L'ho passato stamattina, e quel ragazzino era Giancarlo, che poi ha preso il nome di Giuseppe, quando ha fatto la professione religiosa. avevo un po' l'impressione, devo dire la verità, di essere io che oggi correvo giù dalla collina. e ho ringraziato il Signore che ci fosse questa restituzione di visita, e che come avevo potuto essere un po' un ombrello di protezione affettuosa, adesso io potevo ricevere il mantello dolce e potente della affettuosità e della protezione di Giuseppe per la mia vecchiaia. Questo non c'entra niente con le parole che abbiamo ascoltato. Allora, adesso invece volevo dirvi due cose sulle scritture di oggi, anzi in modo diretto, sul brano evangelico. La prima riguarda un'urgenza. È una frase detta dal Signore che negli anni della vita ho letto secondo diverse modalità. Ma questa mattina mi si è imposta la lettura più severa. laddove dice a chi perdonerete saranno perdonati, a chi non perdonerete non saranno perdonati. E quindi ho riletto quelle parole questa mattina con la terribile eventualità e responsabilità di non perdonare qualcuno. Quindi gli ultimi chilometri li ho fatti continuando a distribuire benedizioni all'aria per dire perdonato, perdonato. Una responsabilità che non penso dei preti, penso di tutti i cristiani. noi siamo preziosissimi al mondo, anche se siamo un po' mascalzoni, anche se siamo anche noi dei poveri peccatori, anche se forse siamo più peccatori di tutti, perché la gravità del peccato è misurata sempre dalla richiesta del dono ricevuto. io ho ricevuto tutti i doni, e quindi responsabilità grandissima. Perdonare. Siamo al mondo, cari fratelli e cari sorelle, per perdonare. Se in questo momento ti viene in mente un volto, una situazione, una figura anche ormai lontana del peccato, perdona, perdona. È il nostro grande compito. Ed è bellissimo, no, che il Signore abbia poi scelto noi, che siamo peccatori come gli altri, più degli altri. E però, tu hai un compito speciale, perdonare. perdonare. È bellissimo poterlo fare. È piacolissimo poterlo fare da vecchio. Perché ormai la vita è stata quel che è stato. Meglio non pensarci. Quanti guai, uno ha combinato, è una cosa incredibile. E però ha una riserva molto importante. lo raccomanda anche un altro capolavoro letterario. E se nessuno ti chiede di essere perdonato, chiediglielo tu. Vuoi essere perdonato? ha costato anche di fare una magra figura. Ma è bellissimo, capite? Abbiamo questo grande compito. Abbiamo celebrato la Pasqua e tutto questo ci dà un potere immerso di misericordia. La seconda annotazione che volevo darvi è che io domenica scorsa non c'ero qui. come non c'era Tommaso detto di Dimo non c'ero neanche io. E oggi siccome Tommaso mi ha avvertito che veniva sono venuto con San Tommaso. Sì. perché la pretesa di Tommaso di verificare, di misurare, di provare non è tanto giusta e non è neanche tanto bella. Come non è mai bello nella vita pensare che la nostra vita dipende da noi. Dalla nostra testa, dal nostro lavoro, dal nostro impegno, magari anche dai nostri segretari. e io ci so, metteteci pure anche tutte le virtù. Invece, quanto è che la vita è bellissima? Quanto è regalo? La parola regalo si dice anche grazie. è per questo che le nostre mamme ci hanno insegnate fin da piccoli a dire grazie. E cosa si dice? Grazie. Grazie, grazie, grazie. è bellissimo, è bellissimo, poter dire che per tutto non possiamo più graziare. ho accolto, è bellissimo, ho accolto molto volentieri l'invito di Giuseppe stamattina per avere la possibilità di dirvi grazie. di chiedervi di Giuseppe se non ve lo presto abbastanza e di chiedervelo in ogni modo con pienezza. sto bene, ma non è semplicissimo trovarsi al venerdì sera a dire boh, non sa dove vado a dir messi. Poi c'è qualcuno che ha l'influenza, qualcuno che ha dovuto andare via e poi alla fine a me sarà si vuole e fa meno. Però, insomma, è un po' meno, capite, quel ritrovarsi in casa, quel reciprocamente benedirsi e dire grazie. E quindi sono contento di essere venuto questa mattina insieme a Tommaso senza le pretese di Tommaso. Ho visto che non conviene. Conviene fidarsi di quello che dice Gesù e dice, quando dice a Tommaso perché hai veduto adesso, freddo, beati, quelli che non hanno visto e hanno creduto. E che cosa hanno creduto? Al vostro affetto, alla nostra storia modificata un po' insieme. Alle occasioni che ho avuto di incontrarti, di imparare, di essere ammoniti, di essere consolati. Una vita bellissima, vero? Tanti anni in Campania, tanti anni qui in periferia della città, quanti i legali oggi e oggi. La proposta e la scommessa è quello di fare della nostra vita un regalo e di tutto interpretare come un regalo. Conviene così. Certe volte il regalo sembra immiserirsi, diventare quasi un ostacolo, un ingono. Non fidiamoci, riportiamoci sempre allo splendore e allo sfupore del dono. Per fare questo, tutte le scritture di oggi, ma qui non si può andare avanti se no la critica è già troppo luna, c'è un'energia stupenda che in tutti questi giorni dopo la Pasqua continua a riaffiorare in tutte le scritture e anche nelle parole che oggi il Signore ci regala che è l'amore. La potenza che apre i gnocci del cuore è l'amore. Chi è amato e ama è potentissimo. Avete delle cose che altrimenti non si vedrete. vedo che tu sei mia sorella, tu sei mio fratello e ho ringraziati. Ma possiamo tenerci per mano ma possiamo pregare l'uno per l'altro ma ci riconosceremo il momento buono alla portineria. Sì. Per la mia poca fede io non ci credo al purgatorio e per la mia fede sbagliata credo che andremo a tutti in paradiso e come mai pensi una roba così da passi perché sono convinto che il Signore ci vuole bene e quindi non le lascerà perdere nessuno. e anche quella solita famosa cognata che ogni tanto ci chiamo come personaggio insomma per dire proprio quella lì è insopportabile ma Dio le vuole bene ci vedremo tutti e proprio per far festa a questo giudizio di salvezza da parte del Signore abbiamo l'onore e l'onere di cominciare a volerci bene adesso già da adesso già con i nostri limiti con le nostre povertà proteggendoci reciprocamente col nostro volerci bene ma io gli voglio bene ma ha fatto questo ha fatto questo ma io gli voglio bene e c'è uno in mezzo a noi che lo dice meglio di noi evidentemente prima di tutti noi anche quando noi non lo diremo si chiama Gesù è nato a Betlemme cresciuto a Nazareth ha avuto la mania di dire sempre quello che pensava i bambini l'hanno fatto fuori alla svelta ma lui ha offerto la sua vita per i suoi uccisori prima assolvendoli dicendo perdona perché non sanno quello che fa e poi ricordando quanto Dio gli ama perché Dio vuol bene il pecatore e fa delle conferenze nell'amore a Dio e fa perché se uno è messo un peggio Dio gli vuole più bene come te però che fai così anche te ecco che sei qui e oggi la tua preghiera è in modo speciale per uno speciale dei tuoi figli quello che funziona meno bene quello che funziona bene non ha neanche bisogno beh invece tu come tante volte ci siamo detti in questo posto tu sei il tutto attaccato a quello che non funziona e non ce la calverà capisci a non andare in paradiso perché ce lo porti tu allora siamo qui ancora una volta per ringraziare per chiedere la pazienza dei giorni la pazienza delle nostre infermità certo certo anche l'umiltà è vero per cui se avrò bisogno faccio il tuo numero di certo se hai bisogno sappi che sono potenti e possiamo sentirci e poi basta dirlo a Giuseppe e lui ci mette subito in corrente è vero e quindi possiamo vederci sempre allora a queste condizioni semplici di accettare il dono di Dio cosa ne dici? la vita è veramente bellissima e va a finire bene per questo però adesso veramente bisogna finire la morte è sempre dietro a te tu la putti sempre dietro le spalle sempre dietro e quindi davanti c'è solo la vita facciamo gran festa alla vita di oggi e ringraziamo il Signore che ce l'ha data e ringrazio il Signore che ha mandato a te a viverla vicino a me perché vivere insieme è più bello ancora grazie a tutti