VII DomenicaDiPasqua_Ascensione-Giovanni_Nicolini-20120520.mp3
Data: 20/05/2012
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Testo dell'Omelia
Ecco, avete penso preso atto della responsabilità che noi abbiamo. Io credo che anche questo sia uno dei motivi per il quale il Signore ha semplificato enormemente il codice morale. Anche voi cercate di semplificare. C'è una sola cosa che Lui ci chiede, che è l'amore. Occupatevi solo di questo. Anche con i figli a me sembra che bisogna raccogliere di più. Il nostro dovere nei confronti dei nostri figli è di volergli bene. Sempre. In ogni modo. E chiunque loro siano. Evidentemente con delle preferenze d'amore per quelli che funzionano un po' meno bene. Ma non c'è altro. Stamattina ho dovuto presentare anche una messa per i bambini che andavano via i lupetti a fare il loro gioco. E appunto dicevo, perché so che c'è qualche caso di qualche bambino che questa obiezione la sente, quindi ne ho approfittato per rovesciare la frittata, e ho detto ma può esserci il caso di qualche bambino che ha un papà meraviglioso, che gli vuole un enorme bene, che lo protegge, che lo fa contento. E c'è una piccola cosa che lui nota, e c'è anche quando la domenica però lui va a messa, il papà ha altro da fare insomma, e quindi a messa non ci va. Allora? Allora dicevo, allora lo devi portare tu a messa. Nel tuo affetto. Nel tuo cuore. Tu gli vuoi bene e lo porti a messa. Buona così. E credo che un po' questo sia il paradigma della nostra grande responsabilità nella storia. Siccome Gesù ha portato a salvezza tutto e tutti, anche le vicende più difficili e più drammatiche, il nostro compito è quello di non perdere le persone. Lui è venuto, vi ricordate, qualche domenica fa, dentro al recinto delle pecore, le ha chiamate una per una, loro lo conoscono, lo riconoscono, e sono uscite con lui. La vita, come dicevo all'inizio della messa, è questo grande viaggio dove il pastore ci porta a casa. appunto, dicevo, non si va più verso la morte, non si va dalla vita alla morte, si va da questa vita alla pienezza della vita, la casa di nostro padre. Questo è il cammino. Allora, a questo cammino, noi siamo stati affidati a qualcuno e altri ci sono stati affidati. Anche stamattina, nel po' di preghiera che sono riuscito a fare, ancora una volta consideravo con stupore che se ripercorro i 72 anni della mia vita non trovo nessuno che non mi abbia voluto bene. E hanno voluto bene tutti. E quindi, in realtà, mi hanno poi generato e custodito, no? Perché magari io sono un diavolaccio, ma loro mi hanno avvolto del loro amore. Ho un'età in circostanza, in modi diversissimi, ma io sono stato messo in affido e sono andato avanti così. E quindi, tutte le volte che mi metto nell'ipotesi della preghiera, devo raccogliere un'infinità di gente, sapendo che di molti ho perso anche il nome, ma che sono gli angeli del mio cammino. penso che questa sia l'esperienza comune e penso che questa sia, appunto, la grande responsabilità che ci è stata consegnata. Bisogna voler bene a tutti. Ti è stata affidata la tavola di casa tua, però c'è anche, appunto, il tuo tavolo di lavoro. Quando vado all'ospedale, vedo sempre meraviglie, non solamente tra gli operatori e i malati, ma anche tra i malati tra di loro, dei segni bellissimi. perché questo è il nostro compito. Ed è per quello che avete visto, no, come insiste nella raccomandazione. siccome lui è andato dal padre, dice, allora mi raccomando, comportatevi con ogni umiltà, dolcezza, magnanimità, sopportandovi a vicenda nell'amore, e avendo a cuore di conservare l'unità dello spirito. è il nostro compito. Ma è una chiesa che scomunica non piace e non mi convince. Ma non possiamo impadronirci del giudizio di Dio. Il giudizio nostro, come ci tengo a ripetere qui più che posso, è sempre un giudizio per la salvezza. E quindi dire ai chi mi su che non vale la pena adesso lasciarsi andare così, c'è della strada da fare, facciamo insieme, vi aspetto, è il nostro compito. E per cui la festa di oggi è una grande sfida, se ci pensate. Perché Gesù ha fatto la sua parte, vi dicevo all'inizio, al punto che non l'hanno riconosciuto, tanto è tornato malconcio a causa di noi, a causa sua. E adesso però bisogna portargli quelli che lui ci ha affidato, capite? Non possiamo perdere nessuno. E lui lo sa che noi siamo una barca da poco, perché si è letto quel testo di Marco, quel Vangelo, perché appunto finisce con l'ascensione del Signore. E però, stranissimo, il redattore del libro, qui del lezionario, ha fatto partire un certo punto e non ha messo il versetto immediatamente prima del Vangelo. Quindi, lui è lì, gli dice, andate in tutto il mondo, praticamente ha annunciato il Vangelo, ma al versetto prima, gli ha dato una sgridata furibonda, perché questi qui, che sono gli apostoli, non credono a niente. lui è morto, risorto, poi è apparso a una donna, a Maria Maddalena, lei è andata a raccontarlo, figurati, sei apparso a te, ma diavolo, ieri all'interno, ti ha cacciato via sette demoni, perché eri un disastro, non ti crediamo. Si fa vedere a due in campagna, fanno dirlo, non ci credono. Poi arriva lì e dice, ma come facciamo allora? E quindi, che la barca si è scassata, questo si sa, se qui si è vicati, i capi non ci credono, è un bel guaio. E quindi la responsabilità diventa molto una responsabilità personale. La tua barca, la tua chiesa, il tuo tavolo, la tua storia, i tuoi affetti, e li recuperarli, star molto attenti. È la grande bellezza nella nostra partecipazione, capite, al mistero di Dio. Quindi tenerseli stretti, continuamente riconciliarsi a loro e riconciliarli a noi. Perché lui, il padre, capite, no, a questo punto è chiarissimo, ha il progetto di portarseli a casa tutti. tutti. La cultura medievale che era più universalista della nostra, più ampia, no? Sapete che, per esempio, per le tre grandi religioni che dominavano il pezzo di mondo in cui allora si viveva, perché non si conoscevano i cinesi nella grande civiltà indiana. Quello era considerato il mondo, insomma, il Mediterraneo è un po' interno. E c'erano queste tre grandi religioni, no? Il lebraismo, il cristianesimo e l'Islam. Ma il pensiero alto, per dire, alla sorbona di Parigi, come si pensava di questa roba. che Dio sceglie delle vie diverse per ciascuna cultura, per ciascuna mentalità, per ciascuna condizione, anche climatica certe volte, per la storia dei popoli unica la strada adatta. Oggi mi devo vedere con i miei amici con i quali sto organizzando un viaggio a Gerusalemme per Atei. E lo facciamo volentieri. E dici, ma ma cosa gli importa a loro di Gerusalemme? Gli importa. Tanto gli importa perché è una grande culla della nostra cultura e abbiamo dentro pezzi di storie che sono ancora oggi attuali, anzi profetici, tutti da attuare ancora. A Gerusalemme si trova tutta questa roba. Ci sono le tre grandi religioni del mare Mediterraneo, le tre grandi religioni monoteiste a Gerusalemme. tutte presenti in modo fortissimo. E poi stiamo ben insieme fra noi, insomma. E' vero? Quindi, buttata lì l'idea, sono dentro nei due comitati etici, sono quasi l'unico cattolico, e sono inizialmente. E' vero? Beh, io andrei a Gerusalemme, lo finiamo anche noi. Credo che queste cose vadano osservate con cura, no? noi sono la messa spezzata stamattina, perché questo pitipon qui della mattina presto a noi in Campania ha fatto dei guai, eh? Non ha colpito le persone, almeno quelle che conosciamo, però abbiamo 26 persone fuori casa adesso, in questo momento. tutte le nostre chiese sono chiuse lì, tre chiese chiuse, campanili pericolanti, eh? Oggi dicono la messa nel laboratorio che abbiamo fatto due anni fa e che quindi è fatto con le regole antisismiche e quindi diranno la messa lì, ma sono parocchi che eh a niente, eh? Per anni noi abbiamo mantenuto la parocchia, abbiamo rifatto addirittura il tetto di una della chiesa più grande lavorando nel nostro peretto, avevamo un peretto e si andava a lavorare nelle pere, tutte le stagioni raccolta, ci divertivamo anche moltissimo, bellissimo stare insieme tutti, insomma. E poi dopo il peretto era vecchio e adesso lì la parocchia si mantiene con i tortellini, eh? Cioè c'è un gruppo di persone, soprattutto dei vecchi occhi che fanno dei tortellini in super, e poi hanno dei clienti fino in Brianza, spediscono dei tortellini e quello lì mantiene la chiesa, ma adesso so mica come si fa. È vero, eh? Tra l'altro abbiamo anche una casa dove ospitiamo delle persone malate, è vero. Eh, però capite, questo è bellissimo, cioè questa necessità della tua cura affettuosa, è vero. Come sei importante tu che sei così capace di volere bene. Come sono fortunati i tuoi figli e i tuoi fratelli, come sono fortunati i tuoi amici per questa grande potenza di bene nella quale tu li avvolgi. com'è meraviglioso quindi il compito che ci assegna la festa dell'ascensione. Com'è stato bravo lui a darci il segno, capite? Perché è venuto in mezzo a noi e ha proprio preso su tutto e percorrete il Vangelo anche rapidamente in questa chiave è andato con quelli che ci credono e con quelli che non ci credono, con i buoni e i cattivi, con i malati, con i pazzi, con gli indemoniati, con i morti, con i capi di governo, con i sacerdoti, con la burocrazia del Tempio. È andato dappertutto e ha raccolto tutti, capite? E siamo tutti i suoi. E questo per noi è dato in una particolarità preziosa, non vi sembra? Precisamente perché siamo qui ad ascoltare queste parole e ci stiamo dicendo queste cose, perché è chiaro, che invece molti hanno l'impressione di dover tirare la caretta per se stessi e cosa possono farli? Più molti hanno addirittura il sospetto che per tirare avanti la loro caretta debbano dare una martellata in testa a uno che hanno vicino. Eh, e cosa volete dire? Non ci si deve scandalizzare di niente, perché nostro padre li ama come i suoi figli e questo è il motivo per cui siamo al mondo, capite? Partecipi della Pasqua di Gesù in una maniera così intensa. devo fare delle chiacchiere martedì all'università e dovrei spiegare come si va a finire e l'ultimo problema che ci sarà nella storia sarà la morte. Come faremo? E le scritture mi dicono che l'ultimo nemico che sarà vinto sarà la morte. Io dico ma come facciamo? Come si fa? E invece è semplicissimo ce l'ha insegnato lui. E il motivo per cui dicevo prima che adesso non si muore più e voi non morite più perché a San Paolo scrivendo ai Romani dice che quando Dio ha fatto quella statuina di terra e poi gli ha soffiato dentro la vita quella statuina lì è diventata un essere vivente o un vivente. Però Paolo dice ma l'ultimo Adamo cioè Gesù e la sua congrega cioè noi non so mica più dei viventi eh? E cosa siamo noi? Paolo dice dei datori di vita. Tu non sei un vivente non sei semplicemente uno che campa sei un grembo di vita sei una fonte di vita con la tua carezza con il tuo perdono con la tua capacità di far festa con chi fa festa e di piangere con chi piange con la potenza prepotente del tuo affetto tu sei un datore di vita non sei un vivente sei molto di più e io credo che sia questo infatti l'ultimo esito della morte che nessuno morirà più perché tutti daremo la vita non è un'ironia ma lo dico per ironia ma dico a motivo della fede della Pasqua alla fine non morirà più nessuno e tutti saranno diventati dei datori di vita capite? immaginate delle sorgenti zambellanti di vita che meraviglia eh? quando non si sa è vero non è garantita un'evoluzione meccanicistica ma anche Darwin non era un meccanicista diceva ma ci sono delle ipotesi mica detto che vada sempre come dovrebbe andare è vero e anche la storia non va sempre come dovrebbe andare però la direzione è quella eh? datore di vita e quindi non si morirà più e quindi tutti vivremo per la vita che riceviamo dall'altro eh? è vero sarà superata ogni solitudine e ogni tristezza bene ci rivediamo allora per la domenica di Tentecoste per ricevere il suo dono d'amore sarà l'ultima volta poi che teniamo la chiesa così dopo dobbiamo rimetterla in ordine eh? e quindi perché una mattina lo sapete che c'era qui insieme a Messa l'architetto che ha fatto tutta questa confusione e quello che invece ha ideato la chiesa allora quando le ho detto quello che aveva fatto la confusione si fanno subito a telefonarli però e si sono messi abbastanza d'accordo però adesso ci rimetteremo a posto giovedì sera se qualcuno è curioso ma sto qui che ha fatto la confusione vieni con un po' di immagini così e vuol far vedere da dove nasce in lui tutto sto pensiero e come dovrebbe essere l'assemblea liturgica ci vedremo alle nove di sera di giovedì nove e mezza insomma ecco sì e sì l'importante è che in qualche modo ci si possa sempre guardare in faccia è molto importante questo io sono un po' nemico delle macchine fotografiche perché quando giro soprattutto nei posti belli d'Italia ho l'impressione che nessuno guarda più e tutti guardano attraverso la camera oscura della macchina ma c'è qualche cosa di misterioso e di irraggiungibile nello sguardo lo sguardo è una grande comunicatoria del mistero della persona adesso che sono vecchio io le persone le guardo in faccia una volta mi facevo scrupolo ma i vecchi si può permettere tutto e io tutte le volte colgo che dietro lo sguardo di ogni persona c'è un grande mistero c'è il mistero della sua vita la potenza dello sguardo capite che vi fa vedere che tu sei mia sorella che tu sei mio fratello e che dobbiamo trovare ancora tutte le ragioni per camminare insieme perché se ti guardo bene ti riscontro come sei veramente grazie a tutti grazie a tutti grazie a tutti