III DomenicaPasqua-omelia-Giovanni-Dozza-20150419(19).mp3
Data: 19/04/2015
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Testo dell'Omelia
Ma c'è una prima affermazione della parola di Dio che desideravo molto fissare con voi, alla vostra attenzione. E' nella lettera di San Giovanni che abbiamo celebrato come seconda lettura della liturgia, dove dice che lui ci ha scritto tante belle cose per portarci fuori dai nostri peccati e aggiunge Ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un paraclito presso il Padre, vorrebbe dire un difensore, uno che ci difende. Gesù Cristo è lui l'avvocato, il difensore, il giusto. E' lui la vittima di espiazione per i nostri peccati. Non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo. Ecco, vorrei proprio fissare bene con voi questa affermazione. Che ci dice che la Pasqua del Signore, il suo sacrificio d'amore, è perdono di tutti i peccati. Dei nostri, di noi che siamo qui, ma anche dei peccati di tutto il mondo. Questa cosa è importantissima oggi. Fissatela bene nelle vostre menti e nei vostri cuori. Perché proveniamo da secoli di un certo decadimento dell'annuncio evangelico. E quindi in questa salvezza del perdono dei peccati, ci abbiamo messo un sacco di sé e di ma. Ti sono perdonati i peccati. Se ti peni, se ti confessi, se non sei più in questa roba. Sé, sé, sé. Ma questi sé non ci sono. Non ci sono. Davanti all'affermazione che la croce di Cristo è la salvezza di tutta l'umanità, non ci sono dei sé o dei ma. Anche per i settecento di questa notte. Su questo non ci sono tutti. Se no è inutile che siamo qui questa mattina. E quindi c'è, capite, un enorme ritardo da parte nostra. Che mettiamo alla misericordia un'infinità di condizioni e poi decisamente la mandiamo fuori. Ci sono i settecento affondati stanotte a largo di Lampedusa e ci sono i settecento che sono chiusi lì al carcere della Dozza. Traete voi le conclusioni. Però la misericordia di Dio ha un carattere assoluto. E dentro di me le scritture di questa settimana sono tutte cresciute in questa direzione. Ho avuto ieri un sabato molto impegnato, diciamo, importante, di cui sono molto grato al Signore e alle persone. Ieri sera ho passato la sera e dopo cena con la mia parrocchia di Atei. Ieri abbiamo parlato della libertà. in un dialogo sempre molto affascinante, molto intenso, dove questi miei fratelli esprimono la loro esperienza, il loro pensiero. E io vedo in loro, non credenti, tutti i segni della presenza del Signore. Ma in certo senso, più drammaticamente, ieri pomeriggio qui. Sono stato per due ore insieme a 25-30 persone. Poi a un certo punto è venuto Martino ad avvertirmi che iniziava il Vestro. Nel Vestro c'erano anche i primi segni battesimali per due bambini che battezziamo questa mattina. Cristian e Salvatore. Sono bambini un po' vivaci, eh? Quindi non vi stupirete di questo. E quindi li abbiamo sistemati un po' nella cappella perché siano un po' più liberi, diciamo. Appunto, Francesco, sì, Martino mi ha chiamato e ho dovuto salutare rapidamente queste persone. Una trentina di persone. Segnate dalla loro colpa collettiva. Cioè sono uniti insieme perché tutti sono dentro, diciamo così, a un problema morale. Perché stanno insieme? Perché si sentono esclusi dalla comunità cristiana. Solo che invece leggono il Vangelo e hanno la fede. E, vabbè, sono venuti a trovarmi. Mi ha fatto molto piacere questo incontro. Li ho molto invitati a superare l'obiezione. Però c'è questo problema. Ho chiesto a loro di emarginare completamente ogni problema morale. E di ascoltare solo il Vangelo. E all'obiezione fatale. Ma alla Chiesa... Ho detto, va bene. Formatela voi la Chiesa. Io gli ho spiegato che moltissimi anni fa per me e per un certo noi tutto è cominciato con lettura della lettera ai Romani passeggiando per le Dolomiti del Brenta. Otto giorni nelle Dolomiti del Brenta per tutti i capitoli della lettera ai Romani. La nostra comunità ecclesiale è cominciata lì. Poi dopo le cose sono un po' cresciute e quindi c'è venuta voglia qualche volta di avere la messa. Siamo andati a trovare un nostro amico prete e gli abbiamo detto ci vieni a dire la messa un po'? Ma sì, vengo a dirvi la messa. E abbiamo venuto a dire la messa. Poi sono diventato prete io. Però sono diventato prete. Perché una parte di questo gruppo che era diventato la nostra Chiesa, capite? Sono andati dal Cardinale D'Aipi allora a dirgli ma questo qui è meglio che lo fai prete perché così ci dice la messa. E quindi era una primavera e il parroco dove ero a fare il diacono mi ha mandato dal Cardinale a fissare la data della cresima per i bambini della parrocchia. E io sono andato a dirgli allora quando facciamo questa cresima? E lui ha fissato e poi mi ha detto però quest'anno lo Spirito Santo lo facciamo venire due volte per i bambini della cresima e poi su di te perché ti faccio prete. Io non gliel'avevo chiesto. E così siamo andati avanti. Poi siamo arrivati fino a stamattina insomma. Allora a quei 30 miei fratelli di ieri gli ho detto dai fatela la chiesa voi. Ascoltate il Vangelo se volete avere qualche domanda vediamoci pure se a un certo punto volete che diciamo la messa diciamo la messa e andiamo avanti. Perché la chiesa è una creazione della misericordia di Dio ma la chiesa è segreta come l'assemblea che è qui in questo momento un'assemblea di peccatori. Noi non siamo un'assemblea di giusti noi siamo un'assemblea di peccatori perdonati noi siamo esperti sulla potenza della misericordia di Dio. E quando il Papa Argentino a uno che gli faceva una domanda di tipo morale ma come si fa qua e lui gli ha risposto ma che cosa ti devo dire sono un peccatore anch'io questo è di un'importanza assoluta assoluta il Vescovo di Roma ha dato un insegnamento di valore assoluto con quella risposta perché quella croce è la salvezza senza condizioni di tutta l'umanità quei settecento lì questa notte hanno scoperto di essere stati batteggiati in quell'acqua di morte sono stati batteggiati e sono entrati sono entrati nel giardino di Dio perché vedete se non è così la risurrezione ma che cosa è la risurrezione? è una cosa che quando sarà quando mi mettono nella casa da morte sarà una cosa dopo che chissà come sarà? no nel brano del Vangelo di oggi la risurrezione entra potentemente e violentemente nella nostra vita di oggi questo testo per molti anni gli ha fatto problema perché insomma lui che arriva gli altri che si spaventano perché dicono che è un fantasma lui dice ma porco cane non dice porco cane ma insomma cosa volete dire? volete che un fantasma abbia carne e ossa guardate con qui e gli fa vedere le mani e i piedi con i buchi i buchi della croce vedete che non sono un fantasma? sono io però siccome ancora sono lì che dicono ma Dio a me ma non è reale è proprio un fantasma e questa volta sono anche contenti però credono che non possa essere vero lui dice una cosa dice ma avete qualcosa da mangiare? boh abbiamo anche un po' di pesce a rostro e portamelo qui e lo mangia questa roba qui per anni mi ha creato dei problemi ma dico ma che la sua elezione è questo qua che mangia il pesce però cos'è successo in questa settimana? che ci sono dei giorni in cui il campanello suona suona suona suona suona suona e continuamente si deve scendere giù no? e ci sono da pagare le bollette del gas adesso l'assessore mi ha detto che ha ottenuto che gli ridiano l'acqua perché se no tolgono anche l'acqua se uno non paga le bollette e quindi la luce il gas eccetera poi a un certo punto i soldi per le bollette non ci sono più non ho più niente da darti e glielo dico anche incavolato e però lui mi dice capite lui mi dice dammi da mangiare qualche cosa e a me viene in mente che mentre scendevo le scale mi dicevo dentro di me ma chi è questo qui? capite e lui mi ha detto dammi da mangiare e io risalendo pensavo a questo brano del Vangelo perché vi dico queste storie? perché la resurrezione del Signore non è una roba messa là in fondo è una grande provocazione della storia i settecento che abbiamo fatti annegare stanotte che abbiamo fatto annegare stanotte ci provocano esattamente come nella prima lettura di oggi l'Apostolo dice che quello lì era il figlio di Dio ma voi gli avete fatto la pelle però il padre l'ha risuscitato capite cosa vuol dire la resurrezione è una cosa dentro alla storia in quelli che hanno fame in quelli che sono feriti in quelli a cui io non ho pagato la bolletta della luce in noi e nella nostra vicenda nelle nostre povertà nelle nostre piccolezze no? ed è l'affermazione che il bene sul male prevale sempre e più il male è grosso più Dio è impegnato a regalare resurrezione noi che facciamo fatica a darci il perdono perché mi ha detto che capite la resurrezione di Cristo cari fratelli ci muove con molta forza a prendere le misure nuove della storia bisogna piantarla di fare il carcere che è il tentativo di andare incontro a un male con un altro male perché Dio al male dell'umanità ha dato la risposta del bene e doveva cercare il massimo bene che poteva dare no? e allora a un certo punto che cosa ha pensato Dio che ci aveva dato la sua parola i miracoli le cose giuste e tutti i regali ci aveva dato e alla fine dei tempi alla pienezza dei tempi ha detto va bene allora mi darò io ed è venuto in mezzo a noi e ci ha regalato la sua vita questa è la provocazione della risurrezione di Cristo oggi torniamo a casa capite con questa responsabilità tra l'altro mi permetto di dire anche alle mamme e ai papà un rimprovo che faccio prima di tutto a me stesso per la mia storia con i miei fratelli i miei figli le mie figlie stai attento che non devi andare a casa per dirgli ma allora perché non sei andato a messa ma allora com'è che non studi ma allora com'è che non vai a lavorare perché è impossibile che vi diano retta se voi prima non gli date la grande buona notizia del vostro amore per loro non potete chiedergli niente se prima non c'è Vangelo non c'è posto per la legge ma quei trenta autodichiarati peccatori ho dovuto dire così adesso i problemi della morale li chiudete nel cassetto perché se no non avranno mai la possibilità di entrare nella luce del Vangelo una giovane donna che era nel gruppo mi ha detto però l'ha detto a voce io dieci anni fa sono andata a confessarmi però mi è stato detto tu sei un albero cresciuto male e dice lei me lo diceva piangente e io non sono più riuscita ad andarmi a confessare avete capito com'è bella la vita si libera da noi una sorgente di misericordia di compassione di affetto di partecipazione è una prova molto severa quella di stamattina che si è aggiunta a tutti i pensieri che avevano già fatto durante la settimana non so che cosa farò rispetto a queste scialuppe nel mare però se vi vengono delle idee mettiamole insieme non so cosa dire se sono problemi di politica facciamola politica perché presidente del consiglio ha commentato certo non si può essere insensibili e quindi viva la politica facciamo la politica si bisogna vedere che politica facciamo detto fra noi e se ne facciamo di politica non lo so se c'è ancora la politica ci sono sicuramente in quadrini la politica non so però quello che si deve fare capite ognuno ha la sua età nel suo modo te nonna con la tua carezza inerfabile che nessuno sa fare le carezze come te nonna bene ognuno come può capite liberiamo le sue le sue dalla nostra vita mettiamoci d'accordo così stamattina bene adesso ai due diavoletti vediamo la vita nuova perché anche loro diventino delle grandi fonti di resurrezione e possono come sapete in battesimo finire come figli di Adamo rinascere come figli di Dio e quindi come grande fonte di bene per i loro genitori per i loro cari e per tutti quelli che incontreranno nella loro vita grazie a tutti grazie a tutti