← Torna alla ricerca

IIDomenica_di_Pasqua_in_Albis-omelia-GiovanniNicolini-Dozza-20150412(26).mp3

Data: 12/04/2015

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Ho trovato un messaggino un po' preoccupato, allora devo dare risposta a questa persona che non so chi sia, ma ho sentito che veniva a sentire la risposta, quindi gliela davo insieme a tutti, perché credo che sia cosa buona per tutti. Cioè il dubbio di non essere perdonato, ma non mi perdono. Versa plurale, quindi un po' in vago, in ampio, sì, è vero, ho fatto male, però non mi perdono. E d'altra parte, questa è l'obiezione che riguarda il testo del Vangelo che abbiamo ascoltato adesso, lo dice perché dice che a coloro a cui perdonerete i peccati saranno perdonati, a coloro a cui non perdonerete non saranno perdonati. E' comprensibile, il dubbio è anche la preoccupazione della persona che mi ha scritto, perché di questa parola si è sempre data un'interpretazione tribunalizia. Quindi, se tu lo perdoni, anche io lo perdono, se tu non lo perdoni, come se noi avessimo questo potere di perdonare e non perdonare. Ma è una lettura sbagliata e oggi proviamo a aggiustarla, perché il Signore non vuole darci un potere di contanna, ma vuole darci la responsabilità del perdono. Questo è il punto. Per cui lui ti avverte che se tu quella persona lì non la perdoni, resta non perdonata, eh? Capite? Questo è il senso vero e profondo di quell'affermazione di Gesù. Perché lui dice, come il Padre ha mandato me, adesso io mando voi. E capite? E da allora la misericordia di Dio ha preso il largo e si è portata fino agli estremi confini della terra e il compito di tutti i cristiani, non degli arcivescovi e basta, il compito di tutti i cristiani è quello di essere una grande fonte di perdono. Eh? A casa tua, per esempio. Eh? Devono star bene, perché tu avvolgi tutti della tua misericordia. E quindi ti preoccupi molto di fare della misericordia di Dio? È tutto il significato della tua vita. Capite? Noi, che abbiamo ricevuto la misericordia del Signore fin dal principio, siamo incaricati di essere fonti di misericordia. Il senso della nostra vita è questo qui, il grande scopo, capisci? Perché il Signore ti ha messo in quella circostanza della storia per cui adesso hai quella tua vicenda familiare, abiti in quel posto, hai quei figli o quei nipoti. È vero? Tutte le domande che tu potresti farti sul motivo e sul significato della tua vita, a tutte hanno una risposta, la stessa. Perché tu sei una fonte della misericordia di Dio. Tra l'altro questo è bellissimo, no? Perché è bellissimo pensare che noi così piccoli, così poveri, così fragili, così peccatori, bisogna dire anche quello, vero? Così peccatori. Però siamo fonti di misericordia. E vi ricordate sicuramente un altro passaggio del Vangelo che su questo è molto importante. Perché dice se voi perdonerete sarà perdonato a voi. Bene, bene. Quindi capite il senso della storia, della vicenda di ciascuno di noi. È appunto questo. È la meraviglia della misericordia di Dio. Ecco, allora adesso però ci occupiamo un momentino di Tommaso, che quella volta lì era assente. Tra l'altro così tanto per non lasciarvi in pace, perché è un po' il mio vizio questo. È vero. Non so se avete notato una cosa. Il testo di Giovanni, del Vangelo di Giovanni, dice che Tommaso era uno dei dodici. dei dodici. E quindi? C'è anche lui? Chi lui? Giuda? Non si sa. Certamente Giovanni non ha nessuna memoria della fine di Giuda. E notate che la cosa è singolare, perché a Giovanni Giuda non è simpatico. E quindi lo tratta sempre piuttosto male. Però c'è. Non ci giuro, eh. Però vedo che non si può dire che non ci fosse. Erano lì dodici, meno Tommaso. non è poi un particolare assoluto, però, capite? Rende prudenti, è vero? In certe definizioni, in certe sicurezze, qui dentro, qui fuori, tu sì, tu no. Meglio andare molto, molto cauti, perché la volontà di misericordia di Dio è immessa, è senza fine. Noi abbiamo celebrato la Pasqua, andando poi, portati dalla parola di Dio, a una conclusione inevitabile, e cioè che non c'è nessuno che possa aver fatto tanto male, tanto male, da essere irraggiungibile dalla misericordia di Dio. Non c'è. La misericordia di Dio, che sono quelle braccia aperte sulla croce, è la potenza stessa di Dio. Se tu vuoi spiegare al tuo bambino o a una persona dov'è che si vede che proprio è misericordioso, non parlargli dei tuoni e dei lampi, non parlargli di fatti clamorosi. Parlagli dell'avvenimento più importante, la sua misericordia. E per spiegarla bene, mi permetto di dare un consiglio da vecchiotto, dirgli, vedi, io sono qui. Io lo so benissimo che non ho nessun merito. So benissimo che occupo un posto che non mi compete, però sono qua. E tu sei lì, e tu sei lì. Tutti noi che siamo qui, capite, siamo per questa sinfonia meravigliosa della misericordia. Perché dici sinfonia? Perché io non sono cosa tua, capisci? Non ho la tua età, non faccio il tuo lavoro, non ti ho con gli amici, non ho quel problema, non ho questo pensiero che mi sono portato a messa stamattina e che mi occupa talmente tanto che non riesco neanche a seguire quel che dici. E' vero? Bene. Allora, noi siamo qui quest'oggi a fare ancora una volta la sinfonia, la sinfonia dell'opera della misericordia di Dio. Tu lì, tu a quell'età, tu col tuo lavoro, tu, capite? La chiesa è chiamata ad essere il grande canto della misericordia di Dio. Questo è l'impegno. Il Signore soffia sui Suoi quella sera lì dicendo, come il Padre ha mandato me, adesso io mando voi. La cosa è rimbalzata fino alla dozza stamattina, fino a casa tua. Come sono fortunati a casa tua avere te. Che bellezza. E per aiutarci, il testo della lettera di Giovanni ci dà una precisazione importante su che cosa? Ma guarda bene, sui comandamenti. E i comandamenti, però, non mi fanno venire in mente la misericordia. Mi fanno venire in mente, vero? Che bisogna fare? Se fai poi va bene, ma se non fai... Invece lui dice, no, aspetta, aspetta, aspetta che dobbiamo dirci una cosa importante. Che i comandamenti, Dio li ha regalati e li regala? Perché sono tutte vie dell'amore. Non portare via la donna di un altro è una via d'amore. Perché portargli la via non fa bene. L'altro ci sta male. e il fatto di non rubare è una via dell'amore. E tutti i comandamenti sono vie dell'amore. Piccolo consiglietto a chi deve fare ancora il papà, la mamma, eccetera, con un po' di impegno. Soprattutto quando mettono dei peli sotto il naso, parlano meno, insomma, è vero, allora diventano un pochino più preoccupanti. stai attento. Dagli solo dei comandamenti d'amore. Non dagli mai il comandamento nudo e crudo, se non per dire, guarda, se te vuoi bene a quella persona, fai così. Se tu vuoi essere capace veramente di arrivare anche nei punti più difficili, fai così. Non dare mai i comandamenti senza dare la direzione d'amore che i comandamenti hanno. Se no c'è il rischio di dare i comandamenti che alla fine fruttano divisione, incomprensione, chiusura, odio. E l'altro invece, è molto bene che quel tuo figlio, un po' scafatello, ti dica oh, babbo, oh, mamma, sì, ma non ce la faccio. Al che tu gli puoi dire ma io ti voglio bene lo stesso. Però, questa è la strada, eh, questa è la strada. La strada per poi alla fine stare veramente bene anche tu. Adesso non ce la puoi fare. Eh, certo, certo, la grande via della misericordia. Perché questa misericordia, sì, nel mondo in cui viviamo oggi, si ha in due modi che ho bisogno di dirvi, ma anche perché lo dicono le scritture. Quando gli atti degli apostoli dicono come era fatta la chiesa nei primi anni, la a Gerusalemme, dice delle follie, perché sono andati tutti in bancarotta a fare quelle che facevano. Per cui dopo San Paolo ho dovuto girare per tutto il Mediterraneo a raccogliere le mosi da mandare a Gerusalemme perché erano falliti. Però era importantissimo il segno che avevano dato. Un segno meraviglioso che consente a Luca, a San Luca, scrivendo gli atti degli apostoli, che in quella chiesa lì di Gerusalemme non c'era nessuno che stesse a fame. Nessuno. Nessuno che fosse miserabile. Perché? Perché loro mettevano tutti insieme. Portavano tutto. Allora io ho portato questo, io ho portato questo. E allora la cena, capite? La cena era pienamente stressiva perché stamattina chiunque vuole fare la comunione qui la può fare. Chiunque. È vero? Dice, ma se non ce n'hai abbastanza spezziamo un po' di più, vero? In maniera che puoi mangiare anche tu. È vero? E se tu hai una grande obiezione dentro di te, io ti dico, guarda, in questo momento stai in pace e se desideri nutrirti del Signore, nutriti del Signore. e ce n'è anche per sé. Capite che la conseguenza è un po' grossa, è un po' grave, no? Non so se avete sentito la notizia di ieri. Dica semplice. Sono arrivati in Italia, ieri, dal mare, in mille. Mille, capite? Ieri sera qualcuno, qualcuno anche che conosco, lontano da qui con qualche chilometro, ma si è dovuto occupare di dire adesso bisogna fare mille cene? Dobbiamo tenere tanti a mille? Eh, eh, certo. Se no, la Messa non è in pace, eh? Per San Paolo qualche volta la Messa non era mica in pace. E dice, ma non sono mica contento, eh? Perché venite alla liturgia, uno, affamato perché non riesce neanche a stare in piedi, l'altro che ha mangiato troppo e la digestione, ma non è così, eh? Questo non è mica il radunarsi nel nome del Signore, è vero? Perché? È perché questa cena è fatta così, perché questa liturgia che noi celebriamo è perdono di tutti, è ascolto del Vangelo per tutti, è il segno della pace per tutti, è il Padre nostro che tutti possono dire perché Dio è il Padre di tutti, anche di me scavezza a collo, è mio papà, quindi se volete fare la preghiera la fate dire anche a me. E la comunione è per tutti. Prendete e mangiate, questo è il mio corpo, questo è il mio sangue. Capite che cosa voglia dire quella grande riforma della Chiesa? Perché da una parte c'è la povertà dei mille che sono arrivati ieri sera, dall'altra ci sono le povertà di noi che invece da mangiare abbiamo e non abbiamo dovuto prendere la barca nel Mediterraneo, è vero? Insomma, garanzie di base della vita abbastanza se le abbiamo, ma però siamo messi male con i conti, con Dio, con i comandamenti, con le regole. Il nostro è un mondo pieno di povertà morali. Allora non saremo poveri di quattrini e poveri di mangiare, ma noi abbiamo tante condizioni e molto molto difficili, è vero? Molto dolorose. La misericordia di Dio si esercita sul come spezzare il pane e sul come distribuire perdono, benedizione. Perché a questo punto ripestiamo la frase di quel messaggio che avevo ricevuto? perché se non gli perdoni, guarda che non è perdonato, eh? Capite cosa vuol dire? Dopodiché vuol dire che lui ci penserà a lui a perdono, ma però è gravissimo che nella sua esperienza storica, capisci, lui sia un non perdonato. la gente che vado trovare al carcere, stamattina non ho potuto dare la tienda messa e sono rimasti senza la messa perché ne ho fatto una prima e poi una adesso e insomma l'orario non ci stava dentro. Ma le persone che sono lì dentro sapete chi sono? Sono delle persone non perdonate, sono delle persone che stanno dentro a quel proverbio pagano che dice chi rompe paga. è ovvio che è così, no? E poi istintivamente anche lo giustifichiamo, è vero? Chi rompe paga. Dice ma guarda che non ha da pagare però, guarda che non ce l'ha. E dice allora lo tengo qui dentro vent'anni. Eh, che lo vuole però, non ci sia. È un gran problema questo. Se tu non perdoni, capisci, a quel tuo amico, a quella persona, a quel tuo vicino di casa, lui passa la vita senza sperimentare la potenza del perdono. Perché, cari fratelli, cari sorelle, noi qui siamo qui stamattina perché siamo stati ampiamente perdonati. Noi conosciamo tutti molto bene la misericordia di Dio. Noi siamo qui questa mattina a ascoltare questa parola e facciamo comunione con il corpo e con il sangue di Cristo non perché ce lo meritiamo, avremo vergogna se dovessimo dire una cosa così. Ma perché ci ha regalato e l'esperienza della misericordia di Dio è infinita perché questa piccolina in lui, io in questo momento non riesco a riconoscere, ma è la misericordia di Dio la roba più bella che Dio poteva regalarla. Il bello però è che lei è il più bel regalo che lui poteva sperare. Capito? quindi la misericordia non è solamente una formula, un atto, ma è la descrizione profonda della nostra vita, capite? Per cui a te è la donna che Dio ti ha regalato, ma il regalo più grosso che potevi avere, buttatela a me, ma cosa dici? Tutto regalo, tutto è grazia, tutto è grazia. Non stiamo facendo, capite, un elenco di robe che abbiamo fatto bene, così se andiamo però anche al santuario di San Luca a Zopco a Letto ci abbonano altri 300 giorni, ma non è così, perché in paradiso fissiamoci pure tutti l'appuntamento, ma ci andiamo mica perché ce lo meritiamo, ci andiamo per via di lui. Ah, certo, ci andiamo perché lui ci ama, ci andiamo perché la sua misericordia è infinita. Quindi dai mille che sono ieri sera sbarcati nel sud Italia, a noi qui questa mattina nella chiesa della Gossa, noi siamo tutti creature della misericordia di Dio. Purtroppo lo impariamo troppo poco, capite? Per esempio impariamo come uno a un certo punto impara come fanno nascere i bambini, però quasi mai impara che roba meravigliosa è tutto quel sistema per farlo nascere che l'ha fatto nascere, è vero? Anche una legge fisica, anche una regola fisiologica, anche una norma psicologica, sono dei regali bellissimi, no? Perché se no, eh, se no no, se no no. invece sì, pensa che sei stato voluto e sei al mondo e a partire da lì carezze su carezze. È per quelli, eh, che si possono dare sgridate solo in numero proporzionato alle carezze. perché se uno non ha ricevuto carezze non è in grado di sopportare regole e non è in grado di fare le cose in umile obbedienza. Lo può fare, capite, solo perché è un esperto di tante robe meravigliose che ha ricevuto. Dedichiamo un'ultima parola a sto Tommaso se no non ne parliamo oggi. Perché il Signore gli dice tu Tommaso hai creduto tanto ha notato la finezza di Gesù Cristo insomma, no? Perché da domenica scorsa per tutti questi giorni si è sparsa la voce e è arrivata anche a lui. Oima, mancava Tommaso, mancava Tommaso. Lui magari non se ne era neanche accorto che mancava Tommaso. È vero? Eh, dice però allora devo ritornare. Gli angeli che sono sempre un po' severi gli angeli, eh, mica credere che sia passafrò. No, ma ci sei già andato peggio per lui se non c'è no, no, no, no, no. Quindi stamattina è scappato la venuta. E quindi questa è la domenica in cui Tommaso c'è ritardo di una settimana ma dillo in un altro modo ritorno di lui perché lui vuole anche Tommaso. Capite? Eh, bisogna sottolineare quello. Allora il Signore dopo che fa con Tommaso gli dice va bene Tommaso adesso tu credi perché hai veduto. Ed è l'atto di misericordia che lui ha fatto per Tommaso. Dice beati, beati, beati, quelli che non vedranno e crederanno. Sapete come diceva la traduzione vecchia? Diceva beati quelli che pur non avendo visto crederanno. buco e bravi abbiamo cercato di mandare proteste per questi ultimi vent'anni su queste robe della traduzione italiana che c'è oggi ma è insopportabile. Non è del tutto giustata neanche oggi però è più così beati quelli che non vedono e credono perché questo ti fa capire che la fede non è un tuo merito non è che tu sei un super fierino tu sei un super fortunato perché la fede è semplicemente vedere di più certo proviamo a farla una prova della fede che vede di più dai per esempio assemblea della doccia sempre un po' squinternata ci conosciamo non ci conosciamo sono qui di passaggio eccetera va bene siamo tutti fratelli e sorelle è vero? allora anche questi signori che sono albanesi sono miei fratelli tu sei mia sorella ma però no no guarda che ti sbaglio no no no no non mi sbaglio siamo fratelli e sorelle però un po' diciamo il padre nostro ha lo stesso padre allora la fede che cos'è? non è vedere delle cose è vedere meglio è vedere di più capisci? che ha le sue conseguenze perché anche i mille sbarcati stanotte però sono miei fratelli è vero? ed è tua sorella anche quella solita cognata che te non sopporti però è tua sorella non è tua cognata è di più è di più allora la fede è il dono di vedere di più e di vedere meglio eh? e di vedere meglio senza la fede eh si vede un po' meno un po' più inconfuso e si capisce che chi vede meno si difende anche di più capisci? eh dice beh no ma però è stato poco gentile vuoi che io li inviti a pranzo? e invece lui è venuto apposta per sommaggio e ha invitato a pranzo anche te e ha invitato a pranzo anche me e siamo tutti degli invitati a pranzo capite? questa è la meraviglia della fede è quello che noi non possiamo non desiderare per il mondo uscite quattro gas che non contano niente va bene ma in questo angolino noi vogliamo celebrare la speranza del mondo la speranza del mondo perché il mondo è bello così no? è bello così ed è così bello che persino la morte ha cambiato nome vero? come come i parochiani della dosa sanno bene perché io li annoio quasi tutte le domeniche perché adesso non si muore più no? ve lo ricordate vero? anzi lo sapete no? che è proibito morire da quel momento là e da quando quello là è stato messo là proibito morire adesso cosa si fa? adesso si dona la vita si dona la vita come te fai per un tuo figlio si regala la vita non si muore e quindi che cosa ci aspetta? eh la pienezza della pace della riconciliazione della bellezza la pienezza della bontà allora la domenica di Tommaso è per noi ritardatari non ci abbiamo mai preso è vero? e quindi abbiamo fatto tanti tentativi di giustizia di polemica di sindacato di rivoluzione di bandiera rossa di bandiera gialla insomma ne abbiamo combinati di tutti i colori è vero? e per fortuna però lui con pazienza ci ha usato misericordia e ci ha visitato sapete che il Vespo di Roma ha inventato un verbo che non esiste nella lingua italiana ma non esiste neanche nella sua lingua ed è il verbo misericordiale eh misericordiale il Mucusena e dice è quella roba lì eh è quella roba lì eh e continuamente è vero dare posto a tutti nell'amore di Dio è vero? che non è però fatica che non è fatica è sempre più dolcezza che non è eroismo è sempre più regalo guarda come negli ultimi anni la tua famiglia si è enormemente dilatata e persone che prima ti erano estranee e qualche volta avverse adesso ti sono carissime e anche oggi sei qui a pregare per loro