← Torna alla ricerca

VII DomenicaPasqua-omelia-GiovanniNicolini-20150517(19).mp3

Data: 17/05/2015

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Questa immagine che non c'entra, ho pensato stamattina presto di portarla a messa, perché in questi giorni la preparazione della liturgia ha avuto delle sorti un po' diverse e giustamente qualcuno ha posto un problema, insomma, su questa questione di Gesù al cielo. È cominciato giovedì sera, che parla nel gruppo dei nonni, ma poi ancora si è ripetuto e dire ma che cosa vuol dire? Se ne va là e perché se ne va là? A che cosa serve? Che cosa ci dice? Allora ho appunto benvenuto in mente questa immagine che tengo sul letto di camera mia e che rappresenta la parabola del figlio al prodigo, quindi non c'entra proprio. È un'immagine che mi piace molto, a cui sono molto affezionato, voi potrete anche vederla più da vicino, insomma, se credete. si vede qui il padre, il padre assomiglia stranamente a Gesù e poi c'è questo figlio che è ritornato a casa, vedete, è mezzo nudo, messo malissimo e il padre è lì che lo sostiene e poi ci sono due angeli che hanno gli abiti da festa e i calzari della gioia perché per il ritorno di questo figlio ci ha durato il padre appunto vuole fare festa. Però c'è un particolare in questa immagine che appunto potrete anche vedere meglio venendo vicino perché si vede che questo ragazzo messo male è pergiunta a anche dei buchi nei piedi, dei buchi nelle mani e una ferita qui sul fianco. e perché dice questo? Perché una tradizione della Chiesa antica dava una strana spiegazione di questa parabola e diceva che questo figlio che torna a casa dopo aver dissipato tutto, di fatto è Gesù. E quindi quelli che viene considerato uno sconsiderato, vi ricordate per esempio che suo fratello maggiore non vuole entrare in casa a far festa perché è arrabbiatissimo con il padre che accoglie questo qui che ha rovinato tutto il patrimonio e per giunta non è stessa. Allora dice no ma questa cosa non va bene insomma no? Che non vuole entrare in casa. Ma perché è Gesù? Perché questo figlio prodigo è Gesù. Perché Gesù ha lasciato la casa del padre come sapete, è venuto in mezzo a noi, ha speso tutto quello che aveva, si è proprio rovinato, il suo fratello in particolare ossenderà che ha speso il meglio con le prostitute e poi quando proprio è finito è ritornato a casa. Stamattina ascoltavamo un bellissimo testo di un padre della chiesa antica che diceva che quando questo qui arriva a casa gli angeli che fanno a portinaio lo vedono e dicono ma te chi sei? Perché non lo riconoscono. Era partito bene, santo a cravatta, tutto per bene, fatta la doccia, insomma come si fa per una missione importante, torna a casa e non si capisce chi neanche chi sia e con certa difficoltà viene riconosciuto. Ebbene questo personaggio sciagurato sarebbe secondo questa spiegazione antica il figlio di Dio. Il figlio di Dio che è venuto in mezzo a noi, tutto il suo patrimonio l'ha speso fino alla fine e alla fine si è rovinato tutta la fissa. Adesso finita la missione, con qualche difficoltà, ritorna a casa. Questa è la festa della chiesa. Però è interessante perché questo mette un punto di domanda a chi diceva, no? Per esempio l'Ada, per esempio, metteva una domanda per dire ma come mai torna lui? Ecco è importante vedere come torna lui. Si torna malmesso, perché qui in mezzo a noi si è rovinato e lui ha raccolto tutti i nostri guai, le nostre obiezioni, le nostre malattie, le nostre fatiche, le nostre violenze. Alla fine gli abbiamo fatto anche la pelle mettendolo in croce tra due malfattori. Ne ne abbiamo combinati di tutti i colori. lui che cosa fa? Adesso ritorna, capite? Ma ritorna con tutti i segni che ha ricevuto da noi. E perché fa così? Fa così perché la missione pazzesca che gli aveva fidato suo padre era stato quello di dire che lui doveva venire qui in mezzo a noi per dirci che siccome ci vuole molto bene, chiunque noi siamo, lui ci vuole portare a casa. Se oggi c'è per esempio qui con i battetanti qualche zio, qualche cugino che non è di fede per me, per esempio può capitare, anche io non sono molto per me, può essere che ci sia qualcun altro, ma non ci si deve preoccupare perché andremo tutti a casa. Andremo tutti a casa. La spesa che Dio ha fatto per la nostra salvezza è così forte che è impossibile che ci sia qualcuno che resta fuori gioco. Ma dice ma se sapete quello che è combinato? Niente da fare. Peccati degli anni. Vedrai che vieni su anche lui. Vedrete che ci andremo tutti in paradiso. Non è che ci andremo perché se lo meriteremo, eh? Ci andremo perché lui ci vuol bene. E il segno di questo volerci bene per noi è questa vita di Dio regalata per noi. Abbiamo appena passato la Pasqua, è vero? La croce, eh? E questo è l'amore di Dio. Eh? La Pasqua noi l'abbiamo molto vissuta così. Guarda come ci vuole bene. Ebbene, questo volerci bene di Dio. È la nostra salvezza. I preti hanno un po' esagerato con le regole. Prima i preti degli ebrei, i parisei, e poi anche i nostri parroci un po' hanno esagerato. Per cui c'era l'idea che in paradiso ci si andava pochi, eh? E' vero? Pochi ce la facevano. Perché era talmente dura a tarsi. Perché ce la cava? Quindi stavamo diventando una piccola gruppo di finti giusti, perché sapevamo di non essere giusti neanche noi, in mezzo a un mare di muticativi esclusi. Il che voleva dire anche una bella pregatura con l'impresa di Dio, che ci aveva speso un figlio, il figlio, e poi non era servito sostanzialmente a niente, o a quasi nessuno. Per cui ancora una volta bisogna citare l'argentino chiobbato a Roma, appunto quel soggetto che sapete, il turvesco, insomma, che ci sa fare. Perché lui, appunto, sta capovolgendo la frettata, capito? Lo sta capovolgendo. È per quello che sono un po' arrabbiati in alcuni con lui, anche lì, nella sua corte. Poi mi hanno detto che ci sono degli americani che vogliono fare l'uccismo, separarsi perché dicono che quello lì è matto. E invece lui sta facendo questa operazione importantissima. Sta facendoci riscoprire che cos'è l'amore. Cosa che noi tutti abbiamo conosciuto, e notate bene, l'abbiamo conosciuto non nei momenti in cui siamo stati particolarmente in riga, ma l'abbiamo conosciuto quando siamo andati giù dal verso e nessuno ci cercava più e nessuno ci voleva più, ma qualcuno, per esempio nostra madre, si è venuta a cercare e non siamo là. Quindi noi abbiamo conosciuto anche questo amore ingiusto, capite? Che è l'amore ingiusto di Dio, perché siccome Dio soprattutto ci vuole bene, non sta a mettere lì col pendolino chi se lo merita o non se lo merita, e senza qualcuno che non se lo merita lo va a cercare con più affetto ancora. Questo è il mistero di Dio. Questa è la riscoperta che bisogna fare, questo è il motivo per cui noi oggi accogliamo questi piccoli con un senso di fiducia, perché se dovessimo accoglierli con tutte le regole a cui bisogna stare, saremmo praticamente un po' preoccuparti insomma, e diremmo beh insomma poi vedrà lui, sarà Gerardo. Invece noi oggi questi piccolini li consegniamo all'amore, e anzi bisogna dire che è uno scambio dubbio, perché se è vero che i genitori mettono il bambino nelle mani di Dio, in modo forse più drammatico, è Dio che mette il bambino nelle loro mani. E che cosa dice oggi ai seguitori, a tutti gli amici, ai parenti di questi tre piccoli? Mi raccomando eh, a questo qui o a questa qui bisogna volere un gran bene, un gran bene, non preoccuparti di insegnargli il catechismo e la buona educazione, li imparerà dopo. Tu adesso che cosa gli devi insegnare? Gli devi insegnare l'amore. E come si fa a insegnare l'amore? C'è una sola via per insegnare l'amore, amare. E quindi questi piccoli noi li restituiamo con fiducia ai loro genitori ovviamente, ringraziandoli perché ce li hanno portati, perché sapremo che li riempiranno di baci. Questo è decisamente importante, sapete? È un discorso serio così qui eh, voi non mi credete perché pensate che sia amato e avete ragione. Però guardate che su questa cosa invece è così. Ve l'ho detto no? Di quei bambini africani che quando nascono stanno attaccati alla pelle della mamma sempre, perché loro aprono un po' il passoletto che è il loro vestito, mettono il bambino e giurlo. Quindi il bambino è proprio attaccato alla pelle della mamma. La prima volta che tirano via il bambino dalla pelle della mamma, questo fa urla di serato, ma guarda come capriccio urlo. E invece non è così. Quelli che se ne intentano, ti dicono che lui in quel momento, per la prima volta in vita sua, esperimenta la paura della morte. Perché? Perché la sua mamma, e lo stare attaccato alla sua mamma, è la vita per lui. E guai se tu lo stacchi, perché lui respira di quella morte. Ora, se è così quando lo tiri via, è molto importante che lo sia quando invece lo tiri vicino a te, quando tu lo guardi con il tuo affetto, la carezzi con le tue mamme, lo fai a consolare, lo porti a riposare. E lui da te impara l'amore, perché tu lo ami. Tantini meno fortunati, che sono stati meno voluti, meno voluti bene, potete immaginare che per ragioni del mio mestiere ne ho conosciuti e ne conosco, hanno davanti una vita più dura. Perché sono stati meno amati, capite? È un problema delicatissimo questo. Invece noi che siamo qui questa mattina, noi siamo molto fortunati e siamo molto forti, perché siamo stati molto amati. Non c'è nessuna forza più grande. Questa forza non ci abbandona mai. Non ci abbandona mai. È vero? A 75 anni, infatti, io mi assurdo della mia vita, sempre per concludere, mi sembra che non ci sia nessuna persona che non mi abbia voluto bene. E forse se c'è qualcuno che ha pensato di non volermi bene, non è tanto riuscito. Per cui è arrivato a me ancora come bene. Sono stato voluto bene da tutti. Quindi ho un conto caro da pagare, capito? Quanto l'ho restituito, questo amore. Ebbene, ecco, vedete, Gesù, che questa mattina si siede sullo sgabello accanto a suo papà, pieno dei guai che noi gli abbiamo combinati. Però lì, per dire io rappresento tutti loro, eh? E a noi gli dice, oh ragazzi, ti aspetto qui, eh? È vero? Eh, capite? Questa è una cosa enorme, enorme. Per cui oggi bisogna riacquistare una fiducia totale nel Signore. Ma io non dico mai rosario, non è lì stesso. Ma non vado a messa. Ci sarà qualcuno che ci va per te. Ci sarà qualcuno che ci va per te. Riporta la tua vita all'essenziale. L'essenziale anche della fede è semplicemente questo. La fede è una straordinaria esperienza d'amore, come siamo stati amati, ed è la percezione di volere restituire qualche cosa di tutto quello che abbiamo ricevuto, capite? E per quello che lui impartenza per la casa di suo padre, ai suoi amici, adesso mi raccomando, eh? Però andate a trovare questo qui, andate a trovare quello là. Perché c'è tanta gente, anche nel palazzo dove hai abito, che non conosce questa potenza d'amore. Come va a conoscere? Gli faccio il catechismo? Non accetterà. No. Comincia a volerti bene. Che potrebbe essere? Fai un sorrisino da parte del senso, perché certe volte le possibilità di dialogo sono piuttosto limitate. Però capite? È importantissimo questo. Chi vuole bene annuncia Vangelo? Dice, sono buddista, anzi, non credo neanche nei radici. Benissimo. Ma vuoi bene? Perché tutto il gioco è semplicemente questo. E quindi sta roba della fede cattolica, eccetera, eccetera, la si raccoglie tutta in una cosa. Tutta in una. Un mistero d'amore che ci visita. Un mistero d'amore che ci impede. È vero? E papà e mamma dei battetati torno a casa un po' tremanti stamattina. Ah, talmente. È vero? Dai un bel compito. E che cos'è? Amato. E la cosa bellissima che tu sai già adesso è che siccome inevitabilmente il tuo bambino o la tua bambina un po' più grandissette, i guai li confineranno, e te li amerai ancora di più. Farai delle robe da matti. Li andrai a cercare nella notte della loro vita. Li aspetterai. Quando sanno che questa sera tanto non torna. Ma tu li aspetterai lo stesso. È vero? L'amore è fatto così. È una cosa faticosissima, ma è la più bella cosa del mondo. Dice un versetto della Bibbia che dare per l'amore tutti i beni della casa sarebbe ancora come distrezzarlo. Allora, io vi farei questa proposta. Siccome Gesù pensa lassù a dirgli tutti i guai che abbiamo combinato e il padre dice va bene, ma li finiamo sullo stesso perché gli vogliamo bene, noi qui cerchiamo di assolvere un altro compito molto interessante. Proviamo a convertirsi all'amore, al volere bene. Al volere bene anche a chi è molto diverso da te, a chi parla un linguaggio diverso, appartiene a una cultura diversa. Voler di bene. E il mattino con grandi paure di polizia, è successo niente. Sono andato a questa sfilata dei rom, è vero? E dei sindi che vogliono essere trattati da italiani. Siccome sono italiani, è stato bellissimo perché con i violini da zigari hanno avviato Fratelli d'Italia, d'Italia Celeste, sono stato lino nazionale. Insomma, è stata una cosa molto allegra. Stiamo a dire che io mi sono sentito molto in casa, in mezzo a quella gente. Sentivo che proprio perché lontani la scommessa della fraternità semplicemente si alza e diventa più affascinante. È bello che la vita ci abbia portato adesso a condizioni anche di cultura, di civiltà. Per cui la nostra casa è più visitata anche da estranetà, da lontananza. Vedete? Stiamo prendendo una certa disinvoltura anche con culture che sono molto lontane. È vero? Qui al mercoledì sera ci vediamo in un sacco di gente perché siccome là a Parigi si sono tirati dalle rivolterrate, ammazzate dalla gente, fatte quelle figurette indecenti per prendere in giro il loro profeta, noi stiamo cercando di imparare un po' il Corano. E quindi, Chiesa Cattolica, ma non abbiamo una santa più grande di questa, vediamo qui, buon Dio, una paziente, chi ha sempre a lui il Corano, e quindi cerchiamo di entrare nel Corano. È bellissima l'avventura dell'amore perché ha una caratteristica che non finisce mai. Mentre da tante cose fatalmente si va in pensione, anche da Prenti si va in pensione ad anni 75, invece nell'amore non si va in pensione mai. E questo per una ragione molto semplice, che in pensione ci si va perché non si è più capace di fare quella roba lì. Parla pure forte, c'è anche un po' stupi, buona, va in pensione. Ma siccome qui è l'amore, l'amore non finisce mai, è anche aumenta. Per cui quando tu non puoi più fare azioni d'amore, che cosa fai? Faccio passione d'amore. Quando Gesù non ha più fatto azioni, risorgere i morti, moltiplicare i panni, roba l'amore, che cosa ha fatto? Se l'è sforzito ed è entrato nella sua passione. Non avendo da regalare parole e gesti, ha cominciato a regalare se stesso. E questo è il massimo dell'azione, quando non potendo più fare azioni, entri nella passione della vita. Allora la tua vita è tutta regalata, così com'è, e sale come profumo soave, e vero fino alla bontà di Dio. Ecco, siamo dentro a questa meravigliosa vita, chiediamo la grazia di poterla custodire, ognuno nella sua misura, ognuno nella sua maniera, con questa fantasia straordinaria dello spirito santo, è vero, che ne combina di molto divertenti anche nel mondo. Continuiamo a divertirci insieme, e insieme alla bontà di Dio. Ecco, adesso proviamo a batteggiare.