IV DomenicaDiPasqua-Giovanni_Nicolini-20090503.mp3
Data: 03/05/2009
🗣️ Lettura Vocale Testo:
Testo dell'Omelia
Provo a riprendere un pensiero che avevo lasciato un po' sosteso nell'introduzione alla liturgia di oggi, nel senso che lui è il pastore, ma come dice Giovanni nel breve tratto che abbiamo ascoltato, noi siamo i figli, siamo i figli di Dio. Un piccolo gruppo di persone che è sparso da Dio in mezzo all'umanità, si potrebbe dire che è seminato di qua e di là questo piccolo popolo che siamo noi, che con tutti i nostri limiti però abbiamo un compito molto importante, che è quello di comunicare ai nostri compagni di strada quello che magari loro non hanno avuto la fortuna e la grazia di venire a sapere, di conoscere, che invece noi abbiamo sperimentato, perché un sacco di volte il buon Dio ci è venuto a prendere per il coppetto e ci ha tirato fuori dai guai in cui ci eravamo cacciati, in cui la vita ci aveva confinato. C'è un salmo che dice che a un certo punto ogni tanto qualcuno si stufa e quindi dice basta, io non vengo più, insomma, e si ferma nel deserto. Poi dopo c'è questa arte della pazienza di Dio che un po' rallentando la strada, un po' mandando qualcuno a consolare, dice il salmo che anche i ribelli poi riprendono il loro cammino, perché come scrive Paolo al suo figlio Timoteo, quello che è certo è che Dio vuole che tutta l'umanità, tutta senza esclusione, sia salva. E quindi il cammino è fatto con arte, con quell'arte sublime della carità e con quella carità paterna e materna che è propria di Dio. Sicché come vedete accade così che ogni generazione non solamente va a casa, ma si porta a casa un sacco di gente. Se io penso a alcune persone molto importanti nella mia vita, perché sono state incaricate da Dio di venirmi a cercare e a prendere nelle mie ribellioni o nelle mie tristezze, mi hanno aspettato, mi hanno preso in braccio, mi hanno consolato. Forse per qualche aspetto mi hanno anche un po' ingannato dicendo dai adesso la parte dura è finita, vedrai che adesso si viaggia bene. Insomma, però certo io non sarei qui questa mattina se queste persone in nome del pastore non si fossero fermate per me. E in nome del pastore non mi avessero dato la loro vita, un pezzo della loro vita, l'affetto, il tempo, la pazienza, il perdono, la carezza. Per cui si è ripreso il cammino. E poi piano piano magari è venuta anche l'idea che anche noi potevamo fare qualche cosa. Mi ricordo che il giorno che mio padre arrivò alla casa del padre e quindi terminò il suo viaggio, io mi chiedevo adesso però voglio sapere chi è che fa la sua parte, perché come si fa? E' vero, perché io ho conosciuto centinaia e centinaia di persone che mio papà ha portato su. E' vero che ha aspettato, che ha cercato con sapienza, con affetto, anche dando via un sacco del suo. E' vero, più di una volta avevo scoperto, non se ne favo più, se ne avevamo una famiglia molto ricca, molto povera, perché lui ogni tanto aveva più niente. E' vero, dopo quando lui appunto terminò la sua strada, andò in paradiso, per 10-15 anni mia mamma ebbe continuamente della gente che voleva restituire dei soldi, perché è qualcosa che si è andata in mente, io non so niente. E' vero, perché ogni generazione, è vero, si porta dietro della gente. Mi pare che qui, adesso in questa nostra assemblea, che è molto fortunata, perché ascoltiamo molto il Vangelo, ci vogliamo bene, quindi diciamo così, siamo un po' disincantati. Voi sapete che non è che noi dobbiamo far diventare tutti cristiani, è che di fatto sono già tutti figli di Dio, e noi bisogna che stiamo molto attenti perché tutti possano arrivare. Non è pensabile, non è supponibile, non parli di coglierlo neanche dalla Bibbia, che alla fine ci sarà un mondo tutto cristianone. Anzi, l'impressione che si ha negli ultimi libri della Bibbia è che saranno sempre di più quattro gatti, ma molto bravi, molto affettuosi, molto appassionati della storia dell'umanità, e quindi molto determinati a dire bisogna che ci andiamo tutti. E' vero, per cui anche la nostra parrocchia è fatta come di due comunità. Da una parte ci siamo noi, appunto, quattro gatti, che ogni tanto hanno il grande dono di vedersi insieme, e che nella vita hanno il grande privilegio di conoscersi come figli dell'unico padre, come fratelli e sorelle. Saremo una famiglia litigiosa, poco per bene, però, insomma, abbiamo un certo patrimonio, no? Di conoscenza, di esperienze, di cose che sappiamo perché le abbiamo vissute. E poi siamo in mezzo a tanti altri nostri fratelli e sorelle che non sanno di essere nostri fratelli e sorelle perché non sanno di essere figli di Dio, ma gli sono carissimi, e in certo modo, appunto, sono affidati a noi. E' per quello che noi siamo stati batteggiati. Vedete, dice oggi Giovanni, nella sua lettera, quale grande amore ci ha dato il padre per essere chiamati figli di Dio. E lo siamo realmente. Noi, per il battesimo, siamo realmente figli di Dio. E perché ci ha fatti figli di Dio? Ci ha fatti perché ci vuole bene, ma ci ha fatti figli di Dio perché vuole bene a tutti i suoi figli. E' vero? E quindi noi abbiamo questo grande incarico da parte di Dio di giocare un po' la parte del pastore e non solo quella dell'agnello. E la parte del pastore qual è? E la parte del pastore è quella di un Dio che vuole così bene a tutta l'umanità e a tutti i suoi figli, vuole così assolutamente recuperare anche la situazione più precipitata che insegue i suoi figli fin dentro la morte. E quindi il nostro è un Dio che è morto. Perché è andato a cercare i suoi figli dentro alla morte. E la sua resurrezione che abbiamo celebrato alla Pasqua è per ricordare che quindi questo amore fino alla morte adesso è per sempre. E sapete che il libro dell'Apocalisse dice che alla fine ci sarà questa persona sacrificata per noi ma però porterà per sempre i segni del suo sacrificio d'amore. Per sempre davanti a Dio ci sarà questo suo figlio amato che porterà i segni dell'amore di Dio per l'umanità per tutta l'eternità. E quindi ci sarà per sempre ormai per l'eternità il ricordo della Pasqua di Gesù di questo omino che è Dio e che è venuto in mezzo all'umanità nascendo in una oscura provincia dell'impero e ha portato avanti questa storia è vero? E già allora è incominciato questo viaggio meraviglioso è vero? E quindi ognuno si porta accanto questa seconda comunità è vero? C'è una seconda comunità che sono i vostri amici i vostri compagni di lavoro i miei amici i miei compagni di strada che mi sono carissimi perché sono miei fratelli e perché sono figli di Dio dice ma non dicono le preghiere è per quello che le devo dire io anche per loro e d'altra parte tante cose loro fanno per loro per me che io non sono capace di fare per loro perché sono molto più bravi di me a volermi bene a aver pazienza a venermi a cercare è vero? E quindi quando adesso a casa mi chiedono dove vai? Stasera dove devi andare? Io dico sempre beh vado in una parrocchia certe volte è proprio una parrocchia col parrocco tutto regolare certe volte sono delle parrocchie un po' così è vero se c'è il parrocco diciamo e che non sanno mica di essere delle parrocchie però sono delle assemblee di miei fratelli e mie sorelle le quali io voglio molto bene e che per me sono molto importanti questo ve lo dico perché? perché anche voi avete famiglia perché magari alcuni figli alcuni tutti funzionano devoti è vero e qualcun altro un po' meno e poi dove si va a lavorare c'è qualcuno isolatissimo che dice di andare a messa la domenica poi un sacco di gente che sembra che non sappia più nessuna cosa di queste cose qui le robe da vecchi di altri tempi e anche i ragazzi qualche volta se gli diciamo ma senti però bisogna fare così ma per carità quella roba lì era roba della nonna adesso non usa più quindi oh si potrebbe rimanere lì ma sono figli di Dio sono nostri sono nostri e è molto audace questo pastore stamattina perché lo dice anche con chiarezza dice e io ho delle pecore che non sono di questo ovile ma anche quelle io le devo condurre eh certo eh certo è vero perché come tante volte ci siamo detti qui Dio non è un Dio regionale o di una cultura o di una certa religione Dio è il padre dell'umanità e noi siamo in mezzo a tutte le religioni e a tutti gli ateismi dell'umanità avendo solo questa notizia no? che questo qui ci è venuto a dire dicendo che Dio è padre e vuole la salvezza di tutti e che quindi si sta facendo questo viaggio è vero viaggio che come sapete non va dalla vita alla morte ma va sempre dalla morte alla vita perché uno è là da solo incagnato lo si va a prendere dai vieni a fare una passeggiatina con me e si fa un po' di strada insieme poi sei tu che una mattina sei stufo raso dici io li mando tutti a quel paese e non voglio più stare con nessuno ma però qualcuno viene lì e dice dai Giovanni mettiti su fatela passare che adesso bisogna che anche te vieni è vero e così l'un l'altro portandoci stiamo facendo questo viaggio verso la casa di nostro padre le persone che erano con noi in viaggio e adesso non vediamo più non le vediamo più perché sono arrivate il pastore le ha condotte fino alla casa del padre non le ha lasciate nel deserto altrimenti forse le vedremmo non le vediamo più perché sono già arrivate a casa e ai nostri figli noi cerchiamo di spiegare che la vita è come quel lungo pellegrinaggio si accamparono poi partirono si accamparono poi partirono è vero tenendoci d'occhio e dice ma aspetta che ho dimenticato quello del terzo piano beh ma non lo vedo quello del terzo piano prova a pensarci però e se proprio quello del terzo piano non ti volesse più vedere non si facesse più vedere tu gli terai un posto così bello e così carezzevole nel tuo cuore che lui in realtà ci sarà tenuto da te tenuto da te questa è la meraviglia del viaggio del pastore e il pastore appunto come vi dicevo è potente perché lui ha scoperto un metodo forse ho il sospetto che lo sapesse fin dal principio in segno modo l'ha fatto vedere benissimo appunto attraverso suo figlio Gesù e qual è la tecnica per portare avanti tutta la baracca è dare la vita è dare la vita e per quello che quasi sempre negli spazi familiari la parte più importante della famiglia ce l'hanno le donne e ce l'hanno in modo particolare le madri perché le madri nell'atto stesso della generazione del figlio sperimentano e esprimono in modo fortissimo che cosa voglia dire dare la vita dare la vita è vero e ci sono dei padri della chiesa antica soprattutto padri che abitavano in Siria in Siria c'era una grande chiesa che parlano di un femminile di Cristo un femminile di Cristo alla fine quando non parla più non fa più i miracoli è vero ed è il Cristo della passione e loro nel Cristo della passione vedono la maternità di Dio è vero questo dolore per il parto è vero perché nasca un'umanità nuova è questo Cristo che si addormenta nel sonno della morte perché dal sonno della sua morte nasca la vita e la croce che è uno strumento un supprimso di morte diventi il grembo della vita nuova allora il ritmo e il segreto della vita è questo dice ma non vai in chiesa ma te gli vuoi bene perché questo è il punto può anche darsi che tu volendogli un gran bene un gran bene lui l'ha affascinato dal bene che gli vuoi dice ma se ti fa piacere vengo a messa anch'io vieni pure ma quello che è essenziale è che tu lo tenga dentro la potenza del tuo affetto e quindi è per questo che per noi cristiani di per sé il senso della vita la bellezza della vita il gusto della vita sarebbe quello di dare la vita dare la vita è la cosa più bella che ci sia invece di chiuderla nella sterilità noi abbiamo la possibilità questa vita di darla questo pastore è in qualche modo la figura opposta alla figura triste e violenta di Caino che però è diventata la cultura di base di tutta la cultura del mondo e di tutte le sapienze del mondo e cioè che la potenza è la potenza di dare la morte che sono le bombe ma sono anche i nostri sentimenti ma sono anche i nostri pensieri no? sono anche i nostri atteggiamenti è vero dare la morte vinco dando la morte è vero reprimendo eliminando chiudendo impedendo è vero messa al caccia questa mattina il testo così e dice camminiamo ma cavolo dove andiamo sia sempre qui e beh certo invece dappertutto si può inaugurare il sublime viaggio di Dio dare la vita e questa immensa prospettiva di bellezza e di fecondità e di fecondità e allora pensate se in tutto il mondo è vero si affermasse questa singolare filosofia e cioè che per vivere bene bisogna dare la vita allora lì le potenze si alzano immensamente immensamente anche perché voi sapete che questa tesi del pastore che dà la vita per le pecore è una tesi meravigliosa per un altro motivo al quale io sono molto affezionato e cioè che dare la vita possono proprio tutti anche chi ha una vita molto piccola anche chi ha una vita molto povera anche chi ha una vita da niente anche lui quella sua piccola vita la può dare e quindi stiamo assistendo addirittura anzi a un fenomeno molto interessante di cui Gesù ci aveva già avvertito nel Vangelo che addirittura questi piccoli e questi poveri sono speciali nella possibilità di dare la vita capite perché se tu devi darti via la vita devi dar via dei quattrini della cultura del tempo della salute delle relazioni importanti dei progetti meravigliosi delle memorie fantasie ne hai da dar via mamma mia è vero invece una persona piccola vive sempre sull'orlo del dono di sé perché non ha niente perché ha pochissimo e molte volte ci sono delle persone che non hanno altro che se stesse che non hanno nient'altro allora sono le persone che mirabilmente a motivo del Vangelo di Gesù sono le più vicine al pastore sapete poi che questa faccenda del pastore che dà la vita va così avanti che nell'ultimo libro della Bibbia nell'Apocalisse si fa una scoperta no? e qual è la scoperta? e cioè che il pastore in realtà questo pastore buonissimo è un agnello e il libro dell'Apocalisse dice che in realtà a condurli è l'agnello è colui che essendo pastore si è fatto agnello in volato è colui che apporta in sé le ferite di quell'antico agnello pasquale e che noi ricordiamo anche questa mattina nella nostra celebrazione dicendo ecco l'agnello di Dio che toglie il peccato del mondo è il pastore in realtà il vero pastore è l'agnello cioè colui che esprime tutta la sua potenza e la sua forza in questo dono di sé ritorno però un momento alla comunità numero due a quella che non si vede diciamo così per dirla in modo pittoresco alla chiesa degli atei per dire che però su questo piano Dio corazza anche loro e questo è interessantissimo perché loro non credono in Gesù Cristo non credono nella Madonna non fanno i venerdì del mese grattano la schiena delle ragazze insomma ne combinano anche di tutti i colori però hanno degli spazi in cui sono assolutamente di Cristo sanno anche loro sorridere con affetto sanno perdonare anche loro piangono per una persona che non si trova più e quindi sono pieni delle ricchezze di Dio per cui in realtà la baracca che Dio vi ha affidato perché ognuno ha affidato una baracca è anche molto migliore di quella che noi stabiliremmo se facessimo delle misure allora fissiamo un cliché messa alla domenica allora si diciamo anche pregare invece sorriso di simpatia a una persona ghignosa è un buon putteggio è vero e quindi scoprirete che la baracca che il buon Dio vi ha affidato è poi molto meglio di quello che si potrebbe dire a un'occhiata troppo superficiale perché perché Dio ha fatto questa astuzia no cioè essendosi tutto nascosto dentro alla vicenda umana ha imparato lui a esprimersi come persona come uomo ma ha insegnato a noi come umanità a esprimerci nello stile di Dio e quindi anche noi sappiamo dare le carezze quasi benedire anche noi sappiamo dare anche noi sappiamo accogliere è vero e quindi Dio è diventato umano perché noi potessimo diventare figli suoi è vero e quindi noi adesso siamo in grado di parlare il linguaggio di Dio perché Dio ha imparato a parlare il linguaggio dell'umanità e della storia ha imparato a piangere ad avere fame a fare festa a lasciarsi fare i complimenti da una bella ragazza insomma ha imparato di tutto e quindi adesso anche noi in tutto conoscendo questa grammatica dell'affetto di Dio siamo in grado anche di cogliere cose bellissime bisogna fare quindi l'anticorriere della sera cioè quando il corriere della sera esagera a parlare male della gente quello là un filibustiere questi qui c'è una dittatura tremenda gli israeliani sarebbero un po' da gasare ma bene invece noi cominciamo a parlarne bene ma lo sai che a Gerusalemme c'è un'associazione meravigliosa di igeni eccetera eccetera e andiamo appassionatamente alla ricerca anche nei posti più cupi o più antipatici di segni bellissimi della presenza del padre è il compito dei figli questo in mezzo a noi alla fine adesso vado avanti no? di stufo ma ci sono delle cose poi molto importanti cioè che sono dei segni eh? dei segni cioè i segni sono delle robe che sono successe eh? e delle robe che sono successe a te a te a me e che cosa ci è successo? ci è successo Pasqua lo sai che ci è successo Pasqua? lo sai che eravamo disperati e ci hanno consolati? lo sai che la nostra vita era come quella di quello storpio che aspettava l'elemosina alla porta del tempio e quando però Pietro e Giovanni gli sono passati vicini e Pietro gli ha detto io non ho né oro né argento ma quello che ho te lo do lui si è messo a saltare era la prima volta nella vita sua che camminava allora tutti noi vedete siamo una meraviglia perché siamo un frutto della Pasqua e quindi quando noi raccontiamo la storia della nostra vita noi raccontiamo la Pasqua del Signore dentro di noi dentro di noi eh? allora la tua stessa vita è il racconto della Pasqua ed è il racconto della speranza è per quello che gli ebrei sono stati molto attenti a tenere nota di tutto quello che gli succedeva e hanno tenuto nota anche di tutte le filibusterie che hanno compinato e delle stupidate che hanno messo insieme e delle cose cattivissime che hanno fatto ma perché hanno fatto sta roba qua? perché mentre i popoli della terra hanno bisogno di esaltarsi questo piccolo popolo dei pastori doveva introdurre una nuova tradizione che è quella della salvezza e cioè che il bello della vita è essere stati salvati essere stati molto fortunati il bello della vita è avere la necessità continuamente di ringraziare tutti perché si è ricevuto del bene da tutti perché uno che pensasse che la vita è bella finché riesci a rubare a qualcuno riesce a rubare e poi basta gli altri no invece se ti abitui a cogliere quanto bene ricevi proprio puoi ringraziare tutti e quanto bene ho ricevuto da questo e da questo e quanto devo essere riconoscente anche a chi non mi ha voluto tanto bene ma senza saperlo mi ha fatto del bene allora è questa larghezza del respiro di Dio che segna ormai il ritmo pasquale della vita camminiamo verso la pienezza della vita alla casa di nostro padre anche il mio amico Attilio una persona sapiente e buona che è troppo giovane il padre chiama a sé alla fine del suo cammino in una vita delicatissima lasciando una famiglia delicatissima e se ne va e io vorrei dire al Signore ma perché chiami lui perché non chiami me e questo non lo so e Dio non me lo dice perché mi sono dato una risposta che ho copiato da un altro e ho pensato che Dio vuole che io mi fidi di lui fino in fondo e quindi forse adesso va bene così Attilio va bene che arrivi a casa noi come faremo con la sua famiglia sono tutte cose più grandi di noi sono venuto a messa anche per Attilio stamattina e tutti siamo venuti a messa perché siamo immersi in cose troppo grandi per noi sia nella fatica e nella prova sia nel bene abbiamo bisogno di essere tutti presi per mano e condotti in pace a messa a messa a messa a messa a messa