III DomenicaDiPasqua-Giovanni_Nicolini-20120422.mp3
Data: 22/04/2012
🗣️ Lettura Vocale Testo:
Testo dell'Omelia
I miei ministri non si rendono conto che ho un'arteriosclerosi galoppante, quindi non mi danno il lezionario, ma io cercherò di aggiustarmi in qualche modo. L'ho fatto a Calamosco, lo faccio anche qui stamattina. Volevo un po' parlare dei fantasmi stamattina. Perché? Grazie. Perché appunto lui in una circostanza come questa va a trovarli, loro sono contentissimi, ma spaventatissimi. E dicono che è un fantasma. Nessuno vuole far paura ai bambini. Io ho sempre avuto paura dei fantasmi. Non li ho mai visti, non mi è mai successo. Però è come se fossi vissuto sempre all'orlo, fin da bambino. E anche adesso mi capita. Per cui devo tenere certi accorgimenti. Insomma, per esempio, se tutto è troppo chiuso, insomma. Oppure, non so, torno alla sera tardi in macchina da solo. E ho l'impressione che ci sia qualcuno dietro che mi osserva. E dopo un po', accosto, accendo la luce della macchina, vedo che non c'è nessuno. E vabbè, riparto. Perché il fantasma è una cosa molto delicata. Innanzitutto perché lo si vede ma non c'è. Lo si vede ma non è reale. E già questo, insomma. È molto delicato. Pensate poi che, per esempio, nel testo greco del testo di questa mattina, ci sono due parole, a seconda dei codici che si scegliono. Qualcuno dice esplicitamente fantasma. Qualcuno con una parola che è entrata molto nel linguaggio, anche nel linguaggio, diciamo, più popolaresco, dice spirito. Gli spiriti, lo spirito. È sempre stato difficile per me. Mi ricordo che, per esempio, passavo dei tempi di terrore proprio da bambino, perché nella casa di Benedetti Michelangeli, dove ho per primo qualcosa imparato un po' su un'area pianoforte, loro erano persone un po' strane, insomma. E la sera, mi ricordo che qualche volta la mia mamma, la sua sorella, il mio papà era in guerra, ci si fermava lì, da loro a cena, così. E dopo cena loro interrogavano il bicchierino. Quindi appoggiavano il dito su questo bicchierino, facevano delle domande, e il bicchierino si muoveva componendo, no, delle parole. Io, sì, dentro di me dicevo, dai, è tutto uno scherzo, però io dentro non lo vivevo come uno scherzo. E avevo paura, anche perché poi sapevo che mia mamma aveva voglia di fare una domanda su mio papà, perché erano mesi che non si riceveva niente dalla guerra, e quindi, insomma, paura. Io ho sempre avuto paura dei fantasmi. E poi questa paura si è un po' estesa, ed è un po' continuata rispetto a Gesù, perché qualche volta ho paura che lui diventi un fantasma. Già si fa fatica a credere, e quindi qualche volta non mi sento aiutato. Ormai su tante cose mi rassegno anche tranquillamente, insomma, per dire, giorni e ore prima della Pasqua, e poi la Pasqua arrivano le persone e dicono benedicimi le uova. E io prendo l'asperges, benedico, dicono a preghiera, ma io non so perché si benedicano. Non lo so proprio, insomma. Oppure, non so, vado a benedire le case, o in certe case bisogna andare anche nel bagno. A benedire, dappertutto, dappertutto, dappertutto. Oppure, invece, un'altra più disinvolta, padrona di casa, così, fermo lì nell'ingresso, che dice, tanto passa a sette pareti. Ameno, meglio. Però mi succede anche per delle cose più gravi, eh? Mi succede anche per delle cose più gravi. Adesso ti scandalizzo un po'. Per esempio, l'adorazione del Santissimo. è per me una fatica. Perché io non so che cosa voglia dire adorarlo. Cioè, so una roba. E cioè che quando viene detta la sua parola, io sono davanti a lui e lui mi sta parlando. Ecco, lì lo capisco. sta adorazione e poi con tutto intorno ste ste lucichiio, insomma. Ho paura che ci siano dei segni che però dopo noi non sappiamo più che cosa vogliono dire. E questo qui, per esempio, per i figlioli è un problema, perché voi non potete pensare che loro potranno andare avanti ancora con le benedizioni delle uova. c'è stato un cambio culturale troppo grande. E quindi per noi magari andava bene perché anche la nonna lo faceva. Insomma, siamo su una linea di continuità. Il nostro figlio non può capire. Magari uno andava nel polaio proprio a prendere le uova. C'era un contatto anche con la natura, con la vita più vive. Invece adesso torna dalla Cop col pacchettino scilato non sa se tirarle fuori dal contenitore. No, no. Però io ho paura per suo figlio. Per lui no. Neanche per me. Ma è, insomma, la fede che ho che non ho è quella. Insomma, non ho anche di... Ma però dico, ma che certe volte, capite, ho l'impressione di una cosa così. Come anche dei titoli, per esempio, anche dei vestiti. No. Abbiamo sepolto una suora che è una mia amica carissima proprio la settimana scorsa e il vicario generale, che è un mio bambino, mi ha detto vieni te a fare la predica perché preferivo che la facessi io. Allora ci ho andato, ho fatto la predica e lui ha presieduto la messa, questo vicario, che era un mio bambino. Con dei paramenti soltuosissimi non c'era una crocetta, niente, era solo una roba fantasmagorica. Ma come fa uno a capire che lui ha dei paramenti perché in mezzo a noi in quel momento rappresenta il Signore, dirà le parole della consacrazione. Ma come era vestito Gesù? Ecco, io ho paura, cioè che i segni perdano il significato, no? E quindi dopo non si riesca più a afferrarli. E se tutto diventa un segno vuoto, tutto diventa un sogno, niente di male, per carità però, è come una commedia, una rappresentazione e dove andiamo a finire? E oggi io ho avvertito questa cosa del fantasma come importante. Lui è disinvolto, Gesù è sempre disinvolto, sa benissimo coprire i suoi magoni, però è delicato, insomma. Lui viene e si fa vedere, oh, questi qui tutti terrorizzati, allora lui gli fa vedere i segni della croce, guardate che sono io, sono qui in carne e ossa, sono io, e fa vedere le mani e i piedi, e loro ancora sono contenti e ancora dubitano. Oh, però questo è un problema grosso, eh, perché se io penso quando ho riconosciuto, mi passo di riconoscere per la prima volta in vita mia il Signore, eh, io ricordo sempre questo episodio di mio padre che ritorna dalla guerra e lui e la mamma che si baciano. io in quel momento lì ho capito in modo preciso che cos'era l'amore e in quel loro amarsi che poi è continuato per molto tempo tra due persone molto diverse tra di loro, per cui ogni tanto pensavo, ma come mai lei non lo manda a quel paese e pensavo e lui, ma che la spara e invece no, con un amore intensissimo fra di loro, fissato a quel bacio di quando lui è arrivato dalla guerra e io lì, il Signore l'ho riconosciuto lì che cosa volesse dire voler bene e la potenza e la concretezza quasi la violenza del voler bene io l'ho imparato lì e lui poi imbarazzato, no, poveretto sto Gesù che dice ma avete qualche cosa da mangiare faccio vedere loro hanno una trota dicevo prima preso da Martino ieri nel fiume l'hanno messo ai ferri gli è rimasto un pezzo e dice ciao, abbiamo questo e lui mangia un pasto il pasto è molto importante per la fede di Gesù, no? anche stamattina è importante il pasto è stato preparato qui bisogna che ce ne sia un pezzo per ciascuno, no? chiunque deve poter venire a prendere questo pezzo di pane che è spezzato per tutti anche se tu pensi che non te lo metti è preparato anche per te e persino se tu pensi che fai fatica a credere a quello che fai io mi permetto di incoraggiarti vieni lo stesso perché anche per me la fede circa quel pezzo di pane ha delle variabili mica piccole però vieni vieni lo facciamo insieme e anche il fatto quindi di farlo insieme con te è molto importante ma dice io vado a messa perché così ci fa mia moglie le voglio bene mi fa piacere andare ma è importantissimo che tu ci vai perché ci va tua moglie e tu le vuoi bene perché poi le vie della fede sono sottili però hanno sempre capito questa loro concretezza insomma con quella concretezza ultima che lui suggerisce facendola vedere ci guardate facciamo così prendiamo adesso il Vangelo prendiamo sulla Bibbia e dice il Vangelo di oggi che lui gli scorre tutta la Bibbia tutta e gli fa vedere dappertutto che si parla di lui vedi quindi se così vuol dire questo vuol dire questo e loro capiscono che di quello che è successo e che sta succedendo in quel momento che lui viene dalla morte ed è vivo è detto dappertutto lo dicevano qui la Bibbia Dio anche duemila anni fa lo diceva cose semplici e concrete dunque ascoltare la sua parola volersi bene e poi grandissimo grandissimo il perdono il perdono perché noi crediamo ce lo dicono oggi le scritture che se uno anche ha fatto del male dice se qualcuno ha peccato dice in forma un pochino più solenne se uno ha fatto anche del male però deve venire a sapere che il sacrificio d'amore fatto da questo Gesù è il riscatto del suo male è il perdono per il suo male è il fatto che io ho fatto del male ma è così forte l'amore di Dio per me che quel peccato è cancellato e pensate che dice una roba oggi che non ci crede neanche la Chiesa non ci crediamo neanche noi cioè lui qui dice che lui è la vittima di espiazione per i nostri peccati ma non soltanto per i nostri anche per quelli di tutto il mondo noi adesso siamo qui a dir messa nella Chiesa della Dozza ribaltata da quell'architetto se lo volete picchiare ve lo identifico perché è quello che ha letto la seconda lettura quindi lo riconoscete se siete arrabbiati con la Chiesa ribaltata picchiate lui bene ma dice questa roba e cioè che noi diciamo la messa e nel mondo purtroppo stanno succedendo un sacco di guai anche in questo momento chiede no? bene tutto è perdonato per la potenza di quello che noi qui alla Dozza fanno anche a Sant'Egidio agli angeli custodi noi celebriamo noi rendendo presente quell'avvenimento di amore e di morte di sacrificio e d'amore del d'amore quel male è coperto è assunto dal sacrificio di Dio noi non riusciamo a crederci a sta roba diciamo aspetta un momento bisognerà che lui si petta che si dica che non lo farà più perché interversa ma non è così però mi spiace ma non è così la parola di Dio non concede questo la parola di Dio afferma questo che siccome lui ha dato la vita il guaio che io ho combinato è già perdonato quando arriverò che però anch'io mi accorgerò di questo e mi dispiacerà e quindi magari chiedo anche scusa eh cavolo è già fatto lui ha già fatto un gioco perché se lui non facesse quel gioco io non mi accorgerai neanche del male che ho fatto e San Pietro questa mattina glielo dice alla gente voi l'avete messo sulla croce io lo so che l'avete fatto per ignoranza però vedete il padre che scherzo ci ha fatto che voi l'avete messo in croce ma lui l'ha riportato alla vita e l'ha riportato alla vita per sanare tutto quello che abbiamo combinato capite è una cosa enorme quando io poi mi accorgo che ha ragione lui vuol dire che già è successo tutto perché il peccato guardate credeteci a questa roba anche se vi sembrano stupidate perché il peccato ha senso parlarne quando se ne può parlare con dolore e se ne può parlare con dolore quando ci dispiace perché c'è qualcuno che noi abbiamo colpito quindi il peccato c'è solo nella dimensione del dolore del pentimento e della fede perché uno che non che non ha la fede lui fa fa quel che gli viene fa quel che gli viene giusto fa quel che è necessario fare no quando hanno preso a tutti quelli che avevano massacrato milioni di persone nei campi di concentramento loro al processo li hanno condannati lo stesso ma loro hanno detto noi abbiamo obbedito il comando era quello loro dice no pazienza e li hanno condannati però capite è solo quando uno entra nel gioco dell'amore che può capire il dolore e può capire il dolore perché ti ho fatto male e quando solo capisco chi tu sei per me ma io ti ho fatto male e chi tu e tu chi sei per me e qui c'è l'altra cosa enorme che oggi dicono le scritture andatele poi a rileggere perché dice che tutto il male che si fa lo si fa sempre contro di lui dice no ma guarda io ho tratto male mio marito e mica ho tratto male Gesù ma chi è ma chi è tuo marito però tuo marito è quel tuo prossimo che è di fatto l'esperienza più forte che tu puoi fare di questo Dio che si è fatto prossimo a te per cui ogni nostra relazione lui c'è in mezzo capite in un bambino piccolo e nel suo sguardo in un poveretto che bisogna prendersi dalla strada in uno che l'altra sera forse io l'ho tratto un po' male e lui mi ha detto ma allora per me è meglio morire io vado via dopo loro mi dice ma guarda forse ha bevuto un po' non dice sul serio ma io però l'ho visto andare via dico adesso cosa ho combinato e io capivo che dentro di lui però il Signore mi guardava e quindi tutte le nostre relazioni fra di noi tutto quello che noi facciamo l'uno verso l'altro l'uno verso gli altri i nostri giudizi verso l'uno verso gli altri gli stranieri i negri cosa ne facciamo dei detenuti della dozza e c'è sempre di mezzo lui il Salmo 50 dice contro di te contro te solo ho peccato perché siccome lui si è mischiato all'umanità ed è diventato uno di noi ogni attentato contro il mio prossimo lo coinvolge così come precisamente lui mi coinvolge e quindi quando io faccio del male o ricevo del bene da te c'è sempre il Signore tra di noi ormai il nostro prossimo capite il nostro prossimo il nostro prossimo è il grande segno della vita di Dio in mezzo a noi è quello mica dei miracoli strani mica degli strani gesti anche la liturgia dobbiamo portarla sempre di più adesso qui a Pentecoste la riceveremo la chiesa state tranquilli che la rimettiamo normale ma però che cosa sono quei tentativi e lui l'architetto quella sera quel giorno lì che ha fatto questa rivoluzione ha detto beh poi ha detto dopo però bisogna metterla a posto bisogna che torni come prima va bene però dice per un po' di tempo invece di vedere sempre solo le schiene ci vediamo un po' più in faccia eh non è mica poco non è mica poco guardarsi in faccia è una grande responsabilità è un grande dono anche le persone care alla mia vita che non sono più qui eh io vivo una relazione con loro certe volte più forte di quando loro c'erano qua più intesa più libera più profonda più amante più casta più dolce allora questi sono i segni della resurrezione di Cristo dobbiamo cercarli dentro la nostra storia dentro alla parola evangelica che ci ha regalato dentro al segno di questa mensa dentro al segno della mensa di casa tua così accogliente così misericordiosa così paziente la meravigliosa mensa di casa tua tante volte esposta alla prova perché siamo diversi fra di noi perché non ci capiamo perché c'è uno che è seduto a tavola ma è come se fosse lontano mille miglia eppure tu hai tenuto la regia d'amore della tavola della tua cucina benedetta benedetta la tua mensa dove vai a cercarlo Dio dove vai a cercarlo e pensate nella bellezza di oggi capite nella bellezza di oggi perché ognuno di noi è chiamato è perdonato è nutrito è riempito di incanto e se va a finire al Sant'Orsola viene visitato e vedo che anche là anche il più modesto degli inservienti sa fare dei gesti graziosissimi di pace di dolcezza che grande liturgia è vero e com'è importante che possiamo almeno qualche volta chi se la sente poco almeno qualche volta vederci a messa per reimparare la liturgia no? per reimparare perché se no mi è venuto in mente che posso perdonarli tutti ma quello lì no non posso perdonare se vai a messa sei pregato perché devi perdonare anche lui perché la messa è la grande ricostruzione capite della liturgia della vita perché qui nei suoi termini essenziali assoluti profondi si ricordano le parole si compiono i gesti allora anche Mario che prima mi convinteva che lui l'ha messa della domenica ma che purtroppo mangerebbe un gatto piuttosto che veniva però va bene insomma poi ci siamo no? allora ringraziamo il Signore per come rinnova il dono queste domeniche sono preziose per quella oggi è da chiedergli i fantasmi tienli pur lontani e invece regalami nel segno di questo pane spezzato la dolcezza potente del tuo sguardo grazie a tutti grazie a tutti