VIII DomenicaPasqua_Pentecoste-omelia-GiovanniNicolini-Dozza-20150524(19).mp3
Data: 24/05/2015
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Testo dell'Omelia
Sto cercando di portare avanti la mia campagna politica per convincere che dobbiamo fermare il catechismo e chiedere che le mamme e i papà prendano per mano i loro figli, anche quando l'obiezione è magari un problema proprio di fede. Dice ma come faccia? E io gli rispondo parlagli di te, della tua storia, delle tue vicende, del tuo amore per la persona con la quale sei stato generato, della vita. Il Signore Gesù viene come sempre emergendo dalla storia ed emerge dalla storia sia nelle vicende semplici, positive, sia nelle vicende più difficili. Questa è la scelta che lui ha fatto. Non possiamo pensare che la fede sia una dottrina. La fede è l'esperienza profonda della vita. Come fa un bambino, un ragazzo, quando crescono, a dare concretezza all'affermazione che Dio è amore? Lo sarà facilmente se sarà esperto nell'amore per quanto immensamente sarà stato amato. Per quanto avrà visto che anche le necessarie attenzioni della vita non possono essere delle regole. Devono essere la fecondità e la fioritura dell'amore. Se non c'è Vangelo, non c'è nessuna possibilità di presenza e di annuncio del Signore. Ora, oggi, Pentecoste, noi lo viviamo come la festa di questa vita che il Signore ci ha regalato. Per esempio, ognuno di noi potrebbe ricordare oggi in che giorno è stato battezzato, dove è stato battezzato. Magari si può ricordare i nomi del suo padrino o della sua madrina. E poi, a partire da quel giorno in cui il primo dono dello Spirito è stato fatto, tutto il cammino di doni è ricevuto nella crescere della sua vita. E' certamente in modo privilegiato gli affetti. E l'accorgersi di come siamo immersi in una grande bellezza. Questa è la buona notizia che fa crescere nella fede. Oggi è questa festa. Tra due settimane, qui, un gruppo di ragazzi riceverà la conferma dello Spirito Santo nel sacramento della cresima. A questo punto, rispetto al giorno del suo battesimo, mi piacerebbe moltissimo che i papà e le mamme venissero a raccontarmi una cosa che solo loro possono conoscere bene. Mi venissero a raccontare la cosa più bella che quel loro figlio o quella loro figlia ha. E devo dire una cosa meravigliosa di mio figlio. E mi racconta. E perché questo è importante? Perché questo è la presenza forte, il sigillo della sua presenza, che il Signore mette nella vita delle persone. Nella memoria che noi abbiamo delle persone, c'è sempre qualche cosa, diciamo così, di indimenticabile. E di qualche cosa che in ogni caso è stato decisivo nella nostra relazione, nel nostro incontro con le persone. Chi per sapienza, chi per pazienza, chi per bontà, chi per vivacità di spirito. Vieni a raccontarmi i bei doni che Dio ha fatto al tuo figlione. E noi, frati noi, custodiamo con stupore la bellezza di doni in mezzo ai quali viviamo. Tu non hai idea di come il mondo sarebbe molto, molto peggiore se tu non ci fossi. Per fortuna ci sei. E noi siamo tutti contenti che tu ci sei. Perché dal tuo essere qui in mezzo a noi, sorella nostra, fratello nostro, che noi riceviamo del gran bene. E questo avviene proprio perché, come ci dicono le scritture, il Signore fa regali. Capite? Fa regali. Nel linguaggio biblico, diciamo, si chiamano carismi, che però è una parola complicata che vuol dire una cosa semplice. Bei regali. Bei regali. E chi ha ricevuto un bel regalo è invitato a trasformare quel regalo nel dialogo della sua vita, nel suo linguaggio, nella sua maniera di interpretare, di essere. E quindi da questo diventa il grande bene del nostro essere insieme. tra l'altro è il grande bene delle diversità. Avete visto? Il povero lettore della prima lettura che doveva tirar fuori la faccenda che a Gerusalemme c'era tutto il mondo perché al tempo del Signore e della prima chiesa gli ebrei erano già tutti emigrati per tutto il Mediterraneo, neanche più parlavano l'ebraico o perlomeno nessuno parlava quella lingua parlata accanto all'ebraico che era l'aramaico. Ognuno parlava l'egiziano, il latino, il greco, a seconda di dove era nato e viveva. Erano quegli ebrei che ormai nati in tutto il mondo però ci tenevano moltissimo a tornare a Gerusalemme. Sapete che anche adesso a Gerusalemme molti ricconi dell'America per esempio lasciano scritto nel loro testamento però voglio essere seppellito a Gerusalemme. Gerusalemme è circondata da grandi cimiteri perché di rio morti vogliono tornare. Tra l'altro non solo gli ebrei ma anche i cristiani ma anche i musulmani e quindi tutti vogliono tornare lì perché lì c'è il grande appuntamento finale. E loro però quel giorno a Gerusalemme appunto il giorno di Pentecoste sono stupiti perché essendo diversissimi fra di loro e tutti di diverse lingue e c'è questo gruppo di ex pescatori della Galilea che sta parlando di sto Gesù e tutti capiscono. è un'immagine bellissima della vita perché noi parliamo ci intendiamo abbastanza insomma con l'italiano non del tutto insomma stasera dovrò un po' sgridare i ministri per come proclamiamo la parola di Dio non sempre in modo che piace veramente le persone che possono capire facilmente però insomma grosso modo ci si capisce fra di noi però quante diversità è vero ci sono fra di noi e come di fatto anche questa diversità diventa bellezza perché appunto diventa la specificità del tuo dono la modalità del tuo tono di voce è vero la ricchezza del tuo sguardo la fecondità della tua capacità di accoglienza allora la nostra diversità capite è come una straordinaria orchestra sinfonica dove ognuno ha la sua nota per questo dicevo per fortuna che ci sei e la cosa bellissima di Pentecoste è che però è una collaborazione ma non come non so un lavoro organizzato perché ognuno ci mette la sua parte fa il suo dovere no tutto è regalo quindi non è capisci problema di una fatica basta che tu metti a disposizione il dono che hai ricevuto ed è già tutto bellissimo Pentecoste dunque è la festa del dono di ciascuno ed è la meraviglia di una sinfonia dello spirito perché per fortuna siamo anche tutti insieme questo capite la dice lunga per i grandi temi della pace uno di voi che dispose mi ha portato un bellissimo regalo sono andati a fare un viaggio in Sicilia e sulla riva del mare in Sicilia hanno trovato una cosa difficile hanno trovato un pezzo di legno di quei barconi di quei barconi famosi e me l'hanno portato adesso è lì che soggiorna sull'altare della cappella feriale vicino ai fiori ma è una cosa grossa è una cosa grossa quel pezzo di legno sotto c'è una storia immensa davanti abbiamo delle decisioni enormi che bisogna prendere quel gruppo di ragazzi che vi dicevo che mi ha chiesto di fare un po' insieme un po' di strada perché vorrebbero imparare a fare la politica a loro l'ho chiesto per la nostra scuola della pace di quest'estate voi preparate un progetto barconi cosa possiamo fare noi per questa faccenda dei barconi e ognuno mette lì il suo dono e propone il suo progetto e se tutti come ci suggerisce la scrittura oggi camminiamo nello spirito emerge una potenza straordinaria è vero? allora oggi ho pensato di darvi questo consiglio ma anche di chiedervi questo favore scoprite i doni scoprite i doni delle persone che vi sono accanto e scoprite in questo quella cosa straordinaria che è la bellezza della vita eh certo perché perché a un certo punto tu individui nella persona qual è la lucentezza e la fecondità del suo dono speciale ecco questo valorizzare i doni del Signore questo è molto importante anche perché purtroppo siamo sempre trascinati e convinti a individuare i difetti aspettiamo bene aspettiamo bene anche perché il difetto è molto più aggredibile se è in funzione in relazione al dono della vita che hai avuto siccome hai avuto quel dono bellissimo che per noi è importantissimo sta attento però eh sta attento perché lì può esserci un piccolo problema lì ci può essere un piccolo pericolo non sciuttiamo il dono è vero è un po' noiosa io sono un po' stufo della pedagogia in uso sempre a tirar fuori le cose che non vanno è vero sempre a ripetere le regole proviamo a metterci d'accordo che per prima cosa sempre deve essere il Vangelo e quindi il Vangelo di ogni persona quel Vangelo che è ogni persona perché non c'è nessuno sapete che non ha questa perla non c'è nessuno si può andare nella tristezza del carcere si può andare nella camera da letto all'ospedale di quel bambino di cui prima gli facevo cenno e da partutto c'è un regalo molte volte si capisce che c'è una fatica dell'esistenza una problematicità della storia che può anche portare qualche oscurità ma se ci vogliamo bene se ci vogliamo bene se prima di tutto abbiamo in comune il regalo dell'amore di Dio e questo ci aiuta moltissimo è vero a scoprire i giorni l'uno dell'altro non è la comunità ecclesiale una roba che deve funzionare come una ditta è una realtà che resta stupita di come il Signore l'ha amata parti dalla tua famiglia parti dal luogo dove vivi rifai lì questa scoperta oggi chiediamo scusa per un atteggiamento eccessivamente deprecatorio di denuncia di lamentela è vero proviamo a chiedere scusa per quello e se siamo stati eccessivamente severi facciamo un certo progetto di non severità a partire da noi vecchi è vero che rischiamo di essere brontoloni mentre invece se avessimo fatto bene il percorso fino ai nostri 99 anni è vero avremmo fatto una raccolta straordinaria di meraviglie e avremmo davvero delle meraviglie da raccontare anche perché queste meraviglie aumentano per due motivi uno che è quel motivo che vi ho detto di cui bisogna tenere conto e cioè che c'è un'unica cosa nella realtà del mondo che cresce se la spendi eh ricordatevelo questo qui c'è una cosa sola che se la spendi cresce e questa cosa che se la spendi cresce è il voler bene eh provate a pensarci perché se mi fate un piccolo regalo perché io possa fare un piccolo regalo a qualcuno alla fine nel tuo portafoglio c'è un po' meno ma se tu invece vuoi bene e spendi moltissimo amore alla fine guardando la tua vita gli altri dicono ma che grande amore che ha e dice ma lo tutto spende eh appunto è vero l'amore più lo si spende più cresce però c'è anche un altro motivo che Gesù oggi dice nel Vangelo e cioè che lui sta facendo dei bei regali però sta attento che adesso che ne deve fare uno così grosso così grosso che ha qualche incertezza dice ma riuscirà a tenerlo riuscirà a sostenerlo perché sai anche custodire un grande dono eh è una bella è una bella impresa è vero allora dice per ora adesso non siete ancora pronti però ve lo farò e questo ci mette in una prospettiva bellissima no? e c'è anche questo cammino del dono di Dio non è mai finito il signor ha il serbo delle cose meravigliose che vuole regalarti e vedrai che te le regalerà e ce lo dice lui e io pian piano ti arricchirò sempre più di doni eh quindi è per questo che la vita è in crescita eh e come ci diciamo spesso non bisogna mai andare in pensione non bisogna mai andare in pensione ma in certo senso essere sempre più nella grande fatica dell'amore quando Paolo scrive ai cristiani delle sue chiese sempre dice che ringrazia Dio per la forza della loro fede e per la fatica dell'amore perché l'amore è la cosa più grossa che ci sia ma è anche un po' fatica è vero qualche volta vedo anche qualche faccina un po' stralunata perché la fanno una tanta battaglia è vero tutta la settimana e che arriva un po' stacchino però contento contento e dunque alla fine oggi che cosa dobbiamo domandare a noi stessi e domandarci l'un l'altro la gioia dobbiamo domandarci la gioia questo bisogna che ne teniate conto che ne teniamo conto perché dopo se no succede che si arriva alla mia età e dopo c'è un carico di non comunicazione di gioia che costa parecchio costa talmente tanto che qualche volta ho avuto quasi paura di essere privato della gioia dopo insomma per un perfugio la cosa è stata custodita vanno abbastanza bene le cose è vero però bisogna stare attenti perché l'ultima celebrazione che ci è chiesta è la gioia perché tutto quello che di buono poteva essere detto e dato è stato detto e dato non può altro che crescere tornando a casa questa mattina ringraziamo chi troveremo a casa e ringraziamolo per un motivo preciso e cioè per quel bene che quella persona ci sta regalando qualche volta l'abbiamo rimproverata per il peso che ci dava oggi ripariamo in questa maniera e quindi con la festa di oggi la vita cristiana arriva in qualche modo alla sua pienezza è vero con dispiacere di qualcuno e piacere di qualcun altro i prossimi giorni rimetteremo la chiesa nel suo ordine consueto è vero e incomincia il tran tran dell'anno però siamo passati per Pasqua la vita non è più come prima adesso la vita è più forte della morte la comunione è più forte di ogni divisione la speranza in modo assoluto è più capace di vincere ogni paura allora quando finisce la messa fuori lì nel lì nel sagrato perché si dice è troppo tardi la messa però alla donza poi quel prezzellino non la finisce mai io ho già buttato giù la pasta in cucina mi faccio la finestra cerco il sagrato quello di gente che chiacchiera che scambia ecco oggi facciamo questo scambio eh ringraziamento reciproco bene perché ci sei cerco di venire anch'io un po' a ringraziare facciamolo tutti insieme è vero con dolcezza e con forza e che il Signore ci benedica per la ripresa del cammino abbiamo davanti appunto questo giorno importantissimo fra due settimane perché faremo così che alle nove un quarto facevano le prime comunioni e alle undici un quarto Monsignor Bessassi viene a fare a celebrare le cresime un giorno pieno dopo che è stato organizzato che cosa ti scopro appunto che anche io sono stato cresimato e ho fatto la comunione in quel giorno lì è vero ho la tentazione di regalare ai ragazzini anche una fotografia di me bruttissimo è vero un bimbetto rognoso il giorno della sua presima e della sua prima comunione lasciamo in ciascuno di noi traccia della bellezza e della bontà di Dio che erano Grazie.