V DomenicaPasqua-omelia-GiovanniNicolini-20150503(24).mp3
Data: 03/05/2015
🗣️ Lettura Vocale Testo:
Testo dell'Omelia
Oggi devo tenermi basso perché l'altro iremo a me si ammazza in autostrada e quindi sono un po' tutto sconvoltino. Però no, le cose vanno tutte bene, non è problema. Adesso per due domeniche siamo in questo giardino, o meglio orto, di Dio con l'immagine della vite e dei tralci. Avete sentito la dolcezza anche dell'immagine dove Gesù dice che lui è la vite e suo padre è l'agricoltore e quindi lavora nella vita. Capite l'occupazione di Dio dopo la Pasqua e di fare in modo che questa faccenda vada bene. Lui ha mandato in mezzo a noi suo figlio che è la vera vite e quindi si preoccupa che questa piantagione funzioni. Esige un certo lavoro, insomma una certa attenzione. E quindi credo che anche in questo momento noi possiamo interpretarci in questa maniera. Abbiamo il grande dono da parte del Signore di poterci attaccare o riattaccare a Lui. E quindi c'è una cura necessaria. Noi centriamo poco per la verità. Però la parola che oggi abbiamo ascoltato ha un verbo che è molto molto importante. E che è quel verbo rimanere. Avete sentito, lo ripete più volte oggi Gesù. Ogni tralcio che in me non porta frutto lo taglia eccetera. Rimanete in me. E io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vita. Così neanche voi se non rimanete in me. Ecco questo rimanere è proprio nella rivelazione ebraica prima e poi soprattutto cristiana una parola di grande significato. Perché? Mette in luce quello che noi cerchiamo qui ogni volta che il Signore ci riunisce insieme di ricordare e anche di ravvivare. E cioè che diversamente da un certo catechismo deteriore non è che la vita la dobbiamo passare per cercare di conquistare alla fine un buon posto in paradiso. Questa cosa al vecchio Marx che era un ebreo eretico è vero di un po' di anni fa faceva dire che quindi la religione è una specie di oppio dei popoli perché ti fa dire che qui devi patire, devi accettare tutti i guai che ci sono per poi prenderti un posto di godimento alla fine. Ma questo per la nostra fede è insopportabile. E invece è vera l'altra ipotesi. Non è che ci sia da conquistare un premio. Si tratta di custodire un dono e di farlo fiorire e di lasciarlo fiorire. Non c'è più niente da conquistare. Tutto è già stato dato dalla bontà di Dio. E in quel tutto c'è la persona di Gesù, la meraviglia della sua parola. Quindi c'è già tutto. Non devi conquistare niente. Non devi conquistare niente. Non preoccuparti di fare troppi fioretti. Ce ne è già abbastanza di non fioretti ma che sono quelle liturgie dell'amore che questa vita nuova e bellissima ci chiede. Perché la cosa più preziosa che lui poi ci ha regalato è l'amore. È vero che stiamo camminando verso la Domenica di Pentecoste. La Domenica di Pentecoste è la grande festa che ricorda che poi questo Cristo che ha dato la vita per noi, che è risorto, è vero che è nella gloria del Padre e che è la salvezza di tutta l'umanità. E il Cristo lì abita nei nostri cuori. Abita nella nostra vita. Ognuno di noi è come la tenda dove il Signore abita. Capite? Questo Signore dell'amore. Questo Signore meraviglioso dell'amore. Allora ecco, tutta la vita com'è? La si deve spendere. La si deve spendere appunto donando tutto l'amore che abbiamo ricevuto. Tutta la bellezza. Uno che ha ricevuto poche buone notizie ha poche buone notizie da dare. Noi preti siamo un po' accusati di dare più delle regole che delle buone notizie. Ovvero più delle leggi che delle occasioni per allegrarci e ringraziare. E bisogna che un po' cambiamo anche noi. Però anche le mamme hanno questo problema. Sgridano un po' troppo. È vero, sgridano un po' troppo. Dopo si lamentano perché a un certo punto sgridano ma nessuno le ascolta più. E però non si può sgridare. Prima di tutto bisogna fare molti, molti bellissimi regali. Regali di affetto, di consolazione, di compagnia insieme. Ai bambini raccontare delle belle fiabe. È vero aver pazienza con quelli un po' più grandi quando non mettono dei peli sotto il naso e non parlano più. È vero e quindi ci cominciano anche a preoccuparci. Però sempre, sempre, non diamo mai abbastanza regali. Ai nostri figli. Questo è importantissimo. Perché? Perché questo è lo stile di Dio. È vero, i teologi ci hanno fatto credere che Dio qui regala poco, aspetta là con un premio alla fine. Ma arrivarci? Se voglia. È vero? Ma non è così. È fin da quando siamo nati. Dopo pochi giorni ci hanno portato al dono del battesimo per dire, vedi, il dono di Dio c'è tutto. Qualcuno ha protestato, dice, ma come tu gli fai fare il battesimo prima che lui lo capisca e lo voglia. E scappi? E gli do anche il latte della mammella materna, gli do anche i vestiti per coprirsi. E lui non è che debba fare dei liberi pensieri per dire sì, voglio nutrirmi. Te lo nutri e lo tiri su. È vero? Perché se c'è un regalo, è chiaro che il regalo è sempre gratis. Ed è che non è che tu il regalo ce l'hai perché lo capisci. Intanto c'è il regalo. E poi vediamo cosa di questo regalo se ne può fare. Ma Dio parte col regalo. Capite? E questa è la meraviglia della Signoria di Dio. Che prima di tutto ha detto intanto adesso comincia a vivere nel mondo. E poi ci ha circondato di segni e di affetti e lui ha continuamente accompagnato con il suo regalo questa nostra avventura. Grande avventura che è l'avventura della vita. Se io l'avesse finito l'altra sera, voi stamattina sareste qui a ringraziare il buon Dio che così c'è un nuovo parroco, il vecchio finalmente se n'è andato e sarà andato poi a finire bene perché poi Dio è misericordioso. È misericordioso. Non dovete mica avere paura. Adesso dobbiamo avere paura di perdere la bellezza di questo gioco. Allora ecco che salta fuori questa parola rimanere. Capite? È importantissimo che non ci stacchiamo. Capite? E noi nella nostra vita sperimentiamo moltissime volte. È vero che... Perché infatti il peccato che cos'è? Non è tanto fare una brutta cosa. Quanto direi che prima di tutto è il ritrovarsi da soli davanti alla vita che nella sua bellezza come nella sua problematicità è più grossa di noi. E se ci andiamo da soli? Eh, perdiamo, c'è niente da fare. Non ci se la cava, no? È vero? È bello andare sul sassolungolo. È bello. Ma è meglio che ci vada con uno che sa andarci, vero? E che ti dice adesso appoggio un piede lì, attaccati qui. È vero. Eh, perché? Se no come si fa? Da soli non si può. Vedete? Allora è carino il quadretto, no? Del Vangelo di stamattina. C'è un orticello. Eh, c'è un ortolano lì. E chi è? È Dio. Ma voi me. È vero? E c'è una vita. E chi è questa vita? È Gesù. E poi? Ma guarda ben che belli rami. Ma che grappoloni ha messo fuori la Silvia, la Vittoria. È vero Stefano? Ma che grappoli meravigliosi. Però ci dice qual è il segreto dei grappoli, vero? Perché portano i tralci questi grappoli bellissimi? Eh, perché sono attaccati alla vite. Eh? È la vite che li nutre. È vero? Se i tralci sono staccati non portano più niente. È vero? I grappoli non ci sono più. I bacchetti a un certo punto si raccolgono e si buttano nel fuoco, sono buoni da nient'altro. Ma se invece sono attaccati alla vite, sono meravigliosi. È vero? E questo è meraviglioso, no? Perché? Perché ognuno di noi sa benissimo quanto è un povretto. No? Buon da niente si disse nei miei paesi. È vero? E diceva, però, oh, ma che robe grosse devo fare. È vero? Che robe importanti succedono, certo. È perché sotto c'è un segreto, eh? Sotto c'è un segreto. C'è il segreto di questo nutrimento di Dio, che è il suo amore per noi. E quindi, è certo, questa fa la bellezza della nostra vita. Mi capisce? C'è una specie di privilegio. Qualche volta mi viene da avere anche un po' di ironia, no? Perché magari uno dice, ma mi hanno detto che l'altra sera hai fatto una così più bella predica. E lui non sa che io invece andavo a fare la mia chiacchierata non ricordandomi più neanche il titolo. È vero? E dopo lì ti attacchi, mi insomma, qualche cosa si mette in segno. Niente, è tutto gratis. È vero? E com'è che tu fai così? Ma guarda quella mamma, come sapiente, serena. E lei invece sa benissimo di essere un disastro. Però sperimenta continuamente la bontà del Signore, l'amore del Signore, il dono di Dio. Quindi non facciamo della vita morale un'impresa. Non facciamo così. Facciamo della vita morale, anche bella, appunto un regalo. No? Cioè che il nostro cuore possa aprirsi alla carità. Che noi consideriamo una cosa bella avere a tavola un posto in più pronto per dare da mangiare qualcun altro. Che siamo contenti di poter andare a letto solo dopo aver fatto quelle sette, otto, dieci telefonate per salutare, per chiedere scusa, per dire come stai, eccetera. Eh, sono dei grandi regali. Eh? La vita cristiana. Cappenia è una roba da lusso, eh? È un privilegio. Perché? Perché facciamo quello che da soli non potremo fare. Allora capite l'importanza dello stare lì, stare attaccati. Dici, ma non valgo niente, ragioni di più, eh? Ragioni di più. Ah, dice, ma sono perdito, ancora di più, attaccati allora, eh? È vero? Eh, perché se tu lo sai nuotare è meglio che non lo molli, il salvagente. Eh, certo. Eh, certo. L'amarezza delle esperienze di noi vecchi è che tantissime volte nella nostra vita abbiamo mollato l'ormeggio. Abbiamo detto, adesso mi arancio. Adesso si, ma io preferisco lei. E ti saluto, Carolina. È vero? E invece, quando riusciamo a stare attaccati alla vita, la nostra vita porta molto frutto. E per quell'Ino che abbiamo organizzato da tanti anni qui nella nostra parrocchia, un piccolo innaffiatoio, anche quotidiano, è vero? Che così, chi ha tempo, chi può, eccetera, così, figlia una bagnatina tutti i giorni e la pianta fa crescere. È vero? E che cos'è sta bagnatina? È un po' di Vangelo. Eh, certo. Un po' di Vangelo. È vero? Il Vangelo non è mica una regola morale per andare a vedere se ho fatto bene o ho fatto male. Eh, il Vangelo è il pane. È il pane quotidiano, è il pane della vita. È quello che ci nutre. E allora, ecco bene, abbiamo bisogno, eh, di tenere viva la pianticella. Quindi questo rimanere è un certo impegno, eh. È un certo impegno. Capisca che quando lo si sperimenta, poi alla fine si dice che anche quello è stato un bel regalo, no? E che da solo non l'avrei inventato. E che per fortuna uno mi ha aperto una stradina e anch'io mi sono messo lì in mezzo agli altri tralci e anche il mio tralcio ha incominciato a fiorire e a portare qualche frutto. Eh, sono stato molto fortunato. O forse, diciamo meglio, molto amato. E quindi non mi ha mollato da solo, è vero? E quindi, ecco, sono qui anch'io stamattina. E se sei anche tu, com'è bello che siamo qui insieme. Vedete, questa è l'icona, questa è l'immagine della vita. È vero? Qui siamo intorno al Signore. Lui ci regala la sua parola. Di questa parola lui ci nutre. E poi? Eh, poi fa un'altra cosa molto grossa. È vero? Ci mette insieme. È vero? Ci mette insieme. Ma come faranno quelli lì a stare insieme? È impossibile. Non possono andare d'accordo quelli lì. E perché invece riescono ad andare d'accordo? Perché? Perché se ti attaccassi a me, dopo dieci minuti andresti via dicendo io Giovanni non lo sopporto. Però invece, siccome stiamo facendo questa operazione per la quale tu sei attaccata alla vita, ma anch'io, noi siamo insieme, capisci? Ma non perché ci confrontiamo io e te per quello che siamo e per quello che possiamo darci, ma perché ognuno di noi ha attaccato alla vita. E tu hai da darmi da parte della vita una roba meravigliosa che io non avrei e io ho qualche cosa da darti per il mio legame con la vita che forse può servire anche a te. E però avete visto com'è bello il testo degli Atti degli Apostoli dove c'è Paolo Paolo che ha cambiato vita Paolo che prima era un nemico di questi cristiani andava a cavallo fino a Damasco esagerato, insomma non era proprio una roba da mato ma lui era proprio un fariseo zelante proprio uno che stava a tutte le regole proprio quindi ci sono quelli là che sono degli eretici vabbè dopo c'era successo quell'episodio la vicina a Damasco la sua vita è completamente nuova torna a Gerusalemme e lui tacca a parlare di Gesù Cristo e la gente scappa via e dice ma com'è che fate parlare di quello di Sgalacero? No ma è diventato buono è diventato buono e dice no? Che Paolo cercava di unirsi ai discepoli ma tutti avevano paura di lui non credendo che fosse un discepolo è vero adesso per dire anche Paolo adesso gli abbiamo messo attraverso questa gabbana è vero e lui ha tentato molto di difendersi da questa gabbana dell'accolito dicendo ma sono uno un disgraziato e dico appunto per quello sarà meglio che ti coppi un po' perché insomma almeno un po' di decenza è vero adesso eccolo lì tutto bel bianco è avvolto dall'amore del Signore chissà che le robe anche lui potrà regalarci ed è bellissimo questo capite perché perché quello che abbiamo da darci in un l'altro non è qualche cosa di nostro è qualche cosa che noi passiamo è qualche cosa che noi abbiamo ricevuto e abbiamo fatto una scoperta bellissima che quello che abbiamo ricevuto per custodirlo e per farlo crescere bisogna darlo sapete che questa è la caratteristica dell'amore no? per esempio non è la caratteristica dei quattrini perché se tu dai i quattrini ne hai meno è vero? eh? allora c'è una bolletta della luce poi c'è una del gas poi c'è un'altra della luce poi c'è adesso fanno pagare anche l'acqua a Bologna e se no togliono l'acqua e giù bollette a un certo punto c'è ragazzi tasche vuote qua non c'è più niente però provate a pensare l'amore invece eh? l'amore è uno che ha voluto amore e poi ha voluto bene e poi ha voluto anche bene alla sua zia Sofonisba che è insopportabile e poi è riuscito anche a perdonare al suo capufficio è vero? ma quanto amore ha è vero? eh? è bellissimo vedete? l'amore porta dentro di sé questo mistero che tu più ne lo spendi più ne hai eh? e diranno diciamo ma ha speso tutto quanto amore è bellissimo no? cioè più voi volete bene più si dirà che siete pieni di amore e quindi è una è una linfa meravigliosa quella che dalla vite va nei tralci no? ed è bellissimo secondo me anche il fatto che uno possa passare la vita sapendo che è uno straccetto è vero? e però va lì è vero? ma guarda bene mi sono sposato con la sofonisma e va bene anche quella è vero? ho avuto quattro figli insomma ce n'è uno un po' tortino però tre gli altri sono eh? lo tengono eh? ma insomma buono buon villaggio eh? ma allora c'hai delle donne che doti ma che doti c'è un segreto eh? c'è una fonte segreta c'è una meravigliosa fonte riservata che è quella dell'amore di Dio eh? è per quelli che nella disciplina della chiesa devono un po' rivedere le cose eh? sicuramente le rivedranno no? perché? perché bisogna capire che più uno è in una condizione di povertà o di difficoltà più bisogna dargliene di ste vitamina no? eh? non portargli la via eh? te stai fatto il virichino allora te basta qui no? bisogna andare in un'altra direzione è vero? perché? perché quello che noi facciamo stamattina non è la festa della vigna più bella di Bologna volete vedere una vigna meravigliosa andate alla doccia delusione è vero? e invece e invece poi è una vigna che però noi vediamo che funziona lo stesso umanamente siamo sempre dentro negli stessi limiti è vero? però non si cambia mai di carattere eh? è vero? e però le cose vanno le cose vanno e di questo siamo proprio molto contenti l'ultima cosa che si può dire riguarda la preghiera della messa quasi sempre le preghiere della messa che sono state scritte molti secoli fa in latino quasi tutte le preghiere della messa sono molto antiche e quindi il traduttore è sempre dell'idea ma cavolo nel 2015 cosa capiscono e quindi le aggiusta quindi le confonde però nella preghiera di oggi c'è una parolina non so se trovate il vecchio messalino della nonna in casa che dice che la cosa più bella che in tutto questo Dio ci ha regalato è la libertà la libertà dice rimanete rimanete insomma non mi sembra di essere tanto libero è vero se rimango ecco è molto importante per un momento fare ancora un pensierino del legame assoluto tra questo rimanere e la libertà è vero però siamo tutti esperti no? quindi abbiamo già capito adesso che cosa salta fuori certo perché perché quando di fatto mi stacco o sono strappato da lui casco nella dipendenza porco cane casco nel mio carattere casco in quel fumo casco in quella stupidata che poi mi prende e mi frega e mi toglie la libertà è vero? è stranissimo questa cosa ma ho bisogno tenerne conto è vero? e cioè che quello che ci lega a lui salva la nostra libertà perché se non c'è la libertà niente niente è vero niente vale è chiaro no? non sei più tu se non c'è la tua libertà allora è il modo per custodire la libertà questo qua capite? e non la si perde non la si perde il Vangelo è un gigante codice della libertà non dobbiamo aver paura di farlo diventare la nostra parola se la parola se la parola del Vangelo diventa la nostra parola eh siamo sicuramente le persone più libere del mondo sapete che ci sono nella storia della Chiesa dei miracoli uno è San Francesco d'Assisi no? San Francesco d'Assisi ha lasciato degli scritti non pochissimi poi rispetto a che era in un'epoca in cui pochissimo si sapeva leggere e scrivere lui ha scritto parecchio non cita mai il Vangelo non dice mai Matteo 4.4 lui era Francesco uno che era nato a Sisi e parlava e viveva ma parlava Vangelo roba da matti eh è una meraviglia capite? parlava Vangelo sapete che quando è venuto a Bologna a Bologna era un po' mazzucconi una volta e lui è passato per le strade così lo vedevano parlare con la gente hanno pensato che fosse Gesù Cristo eh? perché era così capite? gli usciva fuori il Signore dappertutto è bellissimo no? e allora mi piace pensare che tu sei una citazione di Dio capisci? eh? tu non devi dire Matteo 4.4 sei tu Matteo 4.4 sei tu e se mancassi tu in mezzo a noi mancherette quella parola del Vangelo mancherebbe quel sorriso del Vangelo mancherebbe quella carezza del Vangelo quindi capite? siamo anche nel nostro niente importantissimi l'uno per l'altro magari ci conosciamo poco adesso così però poi la storia ci mette insieme no? è vero? eh e quanto diventa preziosa quella persona nella nostra vita è vero? quanto abbiamo l'impressione che no non potremmo andare avanti se non ci fosse anche quello ecco quando c'è la libertà del Vangelo c'è la meraviglia di Gesù che è in mezzo a noi perché è in tutti noi e crea fra di noi una conversazione della vita che è piena è bella è completa se ognuno è lì con la sua parola capisci? se anche tu sei qui questa mattina con la tua storia con il tuo sorriso con il tuo pianto con la tua paura con la tua esultanza con la tua meraviglia così com'è oggi la parola del Vangelo in te è una linfa che il Signore ci regala e che fa del bene a tutti noi e che fa fiorire tutti noi allora mettiamoci d'accordo di non perderci mai di vista eh non perderci mai di vista e quindi sia che siamo tutti sulla terra sia che qualcuno dall'autostrada vada direttamente in paradiso con 4 mila anni di purgatorio ma insomma eh teniamoci sempre in contatto è vero? noi stabiliamo questa cosa non ci perdiamo di vista d'accordo? è vero? in maniera che in qualunque modo il giorno in cui mi mancasse la parola della speranza io ti verrò a cercare e vendicherò da te quella parola che io non ho o perché l'ho perduta o perché non posso che riceverla da te e siamo quindi mendicanti d'amore e donatori d'amore nella nostra semplice vita di ogni giorno sia una vita benedetta tornate vicino