II DomenicaQuaresima-Giovanni_Nicolini-20090308.mp3
Data: 08/03/2009
🗣️ Lettura Vocale Testo:
Testo dell'Omelia
Di quel monte vi ho potuto dire qualche cosa, e di quella moschea, perché fino a qualche anno fa ci si andava, adesso non ci si fa più, perché loro due si vogliono sempre meno bene, e quindi ogni volta che si torna a Gerusalemme in Terra Santa sono aumentate le barriere, gli impedimenti, i cancelli, i checkpoint, i controlli, purtroppo. È un monte molto importante per la fede ebraica, per la fede cristiana e per l'Islam. Il Corano non prevede che lì Abramo abbia offerto Isacco e fa memoria del sacrificio di Ismaele, che è diciamo il figlio di Abramo, che diventa capostit e poi di tutta la discendenza islamica. Ma il racconto è sempre uguale, è la memoria di questo sacrificio interrotto. Quindi Abramo è stato chiesto, lui piglia su il ragazzo, con un abbandono di fede assurdo, perché quel ragazzo Isacco era il principio di una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia del mare, e gli dice sacrificalo. E poi appunto il sacrificio si interrompe, perché quando Abramo sta per colpire suo figlio, un angelo di Dio lo ferma e si fa il sacrificio di un animale. Perché questo testo è decisivo? Lo è soprattutto per noi cristiani. Perché in realtà, misteriosamente, con una lettura che i nostri fratelli ebrei non possono fare, e per altre ragioni neanche i nostri fratelli dell'Islai, ma noi sì, possiamo e dobbiamo farlo. In quel giorno in realtà Dio ha costruito la scena del sacrificio di suo figlio, di Gesù. Cioè è importantissimo il collegamento tra i due monti, quel primo di un sacrificio interrotto, e questo di oggi, il monte della trasfigurazione, dove Dio dice questo qui è mio figlio. E poi si va a Gerusalemme dove gli devono fare la pelle. E in qualche modo la domenica di quaresima in cui si rivela la vittima, chi è la vittima del sacrificio. Ecco, è questo mio figlio. Eh, ascoltatelo. Ora, io voglio tentare di dirvi qualche cosa sul perché questa faccenda è decisiva. Però, faccio anche, ho anche una certa esitazione a dirlo perché capisco che siamo abituati a delle altre maniere di pensare. E anche a delle altre maniere di pensare la religione. E anche ad altre maniere di pensare Dio. Quindi, insomma, spero di non crearvi dei danni. D'altra parte, rovo lo stesso. Perché nelle religioni normali tutto funziona esattamente come Abramo pensava che dovesse funzionare. perché è ovvio che tutti gli dèi si aspettano sempre dei salamelechi, dei sacrifici, delle preghiere, delle obbedienze e via e via, no? E quindi è Dio che pretende delle robe per cui se tu le fai e le fai bene riesci ad arrivare fino a lui. Le religioni normali sono tutte così. Ma quel giorno, su quel monte Moria, le cose sono cambiate. Dio ha fermato il braccio di Abramo perché bisognava lasciare come nell'incompiuto quell'avvenimento, perché doveva contersi manifestando il ribaltamento della fede ebraica cristiana rispetto alle religioni. Voi sapete che secondo me il filistianesimo non è una religione, lo si mette nelle religioni, ma sono sempre più convinto che in un certo senso la migrazione delle religioni, così come sono, insomma, tradizionalmente, ed è invece la proposta di un fatto nuovo, diverso. E qual è il fatto nuovo diverso? che probabilmente non è che mi impressionerà molto, perché è un po' pensandoci che si capisce la sua portata. E cioè che questo Dio, che è il Dio di Israele, e che è il padre di Gesù, e che per qualche aspetto, certamente credo, sia anche Allah, ma qui ci sono dei problemi e io non sono capace di entrarci, in ogni modo il padre di Gesù Cristo è diverso dagli altri. E perché è diverso dagli altri? Perché mentre tutti gli dèi esigono il nostro sacrificio, il padre di Gesù sacrifica lui. Capite? Capite? Quel giorno sul monte è stato annunciato in una icona appena schizzata, il capovolgimento della faccenda. Cioè non sei tu che devi fare qualche cosa per Dio, ma è Dio che fa per te. Vedete, da qui in realtà cambia tutto. Per dirvi una stupidà, ieri mattina mi hanno chiamato qua perché ci sono dei miei amici che mettono insieme tutto questo servizio dell'autombulanza. Sono tre grandi movimenti di volontariato che fanno un lavoro straordinario, insomma. A Bologna sono loro che fanno tutto questo servizio preziosissimo. Vabbè, andiamo, vieni, ci teniamo. Come sono là mi dicono, noi siamo tutti una manica di ex comunisti. Benissimo, dico, vabbè, me lo dicono a me oggi, è di tardi, quindi vabbè, pigliatemi come sono. Poi andiamo dentro, poi ci sono anche due senatori, discorsi. poi la dina dice, Don Giovanni, venga qui a darci una benedizione. Una benedizione. Allora, e mi sono trovato esattamente in questo strato d'arte, per cui ho detto, io devo dirvi la verità, che non so fare delle benedizioni laiche, però io quella, col Silvio e l'altro concetto, non avevo voglia di fargliela, perché sono tutti i battezzati, sono tutti i geniti di Dio, ma tutti in paradiso. Ma io capivo che lì, in quel momento, io avrei dovuto essere capace di una benedizione che loro potevano intendere, che loro potevano sentire come propria. Certo, per tante che le ha prese da bambini, le potevano intendere anche, però, ecco, perché vi racconto questa sciocchezza? Per dire, che poi a loro ho detto, quando oggi vado a casa, e mi dicono, dove sei stato? Io risponderò, sono stato nella mia parrocchia. Ma certo, sono stato nella mia parrocchia, perché è nostra parrocchia, ogni luogo, su quale noi intendiamo far scendere, la benedizione del Signore. E questo deriva dalla faccenda di Abramo, che avendo capovolto la faccenda, pensa che la religione non sia una roba da fare, ma è una roba da ricevere. Non è un funzionamento per prendere il pregio, ma è il buon funzionamento di Dio fino al sacrificio d'amore di Gesù, perché anche la situazione più ferita e più lontana possa ricevere la carezza. della benedizione di Dio. Allora, capite, bisognerebbe moltiplicare i linguaggi, perché magari qui nella chiesa della Dozza, la benedizione si può dare in un certo modo, e tutti gli ma benone la capiscono. Ma là, in mezzo alle autobulanze, è già un po' diverso. E se penso a tanti posti strani che frequento, passo via, far capire, far capire, che se tutti sottri dentro, la stessa benedizione. Perché la benedizione non è il risultato di un sacrificio che tu fai, ma è l'iniziativa di Dio per tutti i Suoi figli, e tutta l'umanità sono tutti i Suoi figli. per cui però, anche per noi, vedete, la vita secondo la fede non è prima di tutto fare il nostro dovere, andare dentro la legge, obbedire a tutti i comandamenti, andare a messa alla domenica, non grattare la schiena delle ragazze, eccetera. Perché? Eh, perché questa è la nostra situazione. La nostra fede è prima di tutto la visita di Dio. La nostra fede è prima di tutto la compassione del Signore per noi e il Suo affetto per noi. E quindi il Suo desiderio di comunicarci tutta la bellezza e la bontà della Sua vita. E dopo ognuno piglia su quel che può. eh, piglia su quel che può. È vero? Io sono ormai vecchio e ho preso su poco, capo no. Però non è che questo mi preoccupi molto rispetto al giudizio di Dio. Ci pensavo proprio stamattina. Giovanni, se devi crepare stamattina sei preoccupato? Eh, lo sono un po'. Però lo sono ormai per una cosa che non riesco più a agganciare per la coda. E sapete perché sono preoccupato? Non tanto per i peccati che ho fatto. e li ho fatti tutti. E li faccio anche adesso. Ma per avere resistito a questo capovolgimento di tutto il gioco di Dio e quindi sono preoccupato dei giudizi che ho espresso, dei pensieri di violenza che ho fatto delle persone, in certo senso della scomunica che ho loro inflitto, in certo senso l'impressione che sicuramente gli ho dato di ritenermi io nel giusto e lui ne ho sbagliato. Di questo sono preoccupato. Di questo giudizio di Dio. Perché questo giudizio di Dio, capite, mi colloca all'opposto dell'infinita misericordia che Dio ha mostrato offrendo la vita di suo figlio. Sono invece sicuro, per esempio, della salvezza di mio papà e di mia mamma. Perché? Perché io mi sento il risultato della loro vita offerta per me. Io non riesco più a fare memoria di loro e se non in una direzione che mi sembra che ogni parola, ogni avvenimento della nostra vita, i ricordi della famiglia, persino una fotografia che mi capita improvvisamente sotto gli occhi da un cassetto. Che cosa mi ricorda? Mi ricorda l'immensità del loro amore per me. E quindi mi ricorda la loro vita versata, capite? La loro vita versata. Perché questa è stata la grande, suprema novità del cristianesimo. Il fatto che in Gesù Cristo lui, Dio, ha scoperto il gioco completamente. Ma può essere Dio quello lì? Beh, sceglia dalla croce e gli crederemo, ma il più crediamo a Dio è perso. È un Dio perso. Capite? Invece quello che ci salva è un Dio perso. Perso d'amore. Quindi, anche rispetto a queste facende delle scomuniche genera così, bisogna dire che noi siamo tutti i figli di un Dio che si è scomunicato. Nel senso è uscito dalla sala degli dèi, è uscito dal privilegio e dalla luce della sua divinità. L'Apostolo Paolo scrivendo ai filippesi ha in mente forse, dicono, che ha in mente una canzone che si faceva ai suoi tempi dove si diceva appunto che il figlio di Dio invece di tenere come suo privilegio e diritto il suo essere alla pari di Dio ha ambientato se stesso ed è precipitato dentro la carne umana ed ha vissuto e attraversato fino alle sue ultime conseguenze cioè fino alla morte del malfattore. Allora, questo gioco a dirlo sembra semplice ma veramente però cambia tutto, capite? Cambia tutto. Per cui la nostra responsabilità più grande è vero nel nostro rapporto con Dio e tutte le volte che gli abbiamo chiuso la porta in faccia e tutte le volte che poi eravamo con lui ma bastava che ci fosse fuori un nuovo modello della Ferrari che gli dicevamo aspetta un momento e l'abbiamo lasciato lì la stavessa e infatti Gesù poveretto si affanna a dire mi raccomando restate in me come io sto in voi ma lo fa per noi perché? Perché se siamo in sua compagnia le cose vantalmente deve che l'Evangelista Giovanni ha il coraggio di dire che se siamo in braccio a lui sotto braccio a lui è impossibile farne peccati quindi i nostri peccati sono tutti i nostri tempi distanto da lui adesso però trottare per conto mio padre che però non sono delle gran cose perché sono episodi della pedagogia di Dio in fondo vedete anche i nostri peccati nella nostra vita hanno sempre dato buon frutto è vero perché? perché lui ne ha sempre approfittato per farci vedere che veniva a prenderci capite? quindi tutti i nostri peccati sono stati per noi esperienza della misericordia di Dio e quindi per parte nostra un'assicurazione ancora più forte sul fatto che ci voleva bene sapete come quei ragazzini che provano l'amore della loro mamma proprio rovinando la sua pazienza pestita rigapricciosi ma sotto sotto hanno bisogno di una prova ma è vero che mi vuoi bene se ti voglio bene se ti do uno slavaccione però insomma e quindi non sono i nostri peccati il vero problema il vero problema è l'altro è questa durezza di cuore che assimila gli dèi agli imperatori del mondo e che quindi continuamente ripropone il primato di un trono lassù ma non c'è più quel trono lassù non c'è più quel trono lassù perché? perché Dio è venuto in mezzo a noi perché la religione proviamo a dirla così è diventata un fatto umano capisci? è il nostro salutarci è la mia preoccupazione per tutte le persone che sono venute a dirmi questa settimana che hanno perso il lavoro è vero vedere l'esiguità della mia casa dei poveri che cala troppo come facciamo ragazzi? è vero l'altra sera mi sono sognato che in un posto che sulle colline sulle preanti è vero trasformavamo i prati per fare il sud dell'insalata perché diciamo almeno mangiavo risa però certo ma sono sicuro che però anche in questa vicenda non solamente Dio non ci abbandonerà e quindi ci ha reso conto di chi ci starà troppo male però bisogna dire che anche questo trovarci dentro alla parola povertà potrebbe essere anche un'opportunità una volta tanto penso soprattutto a tante esistenze giovani che nel pezzo di mondo dove noi viviamo un po' di responsabilità da rischiano perché tanto qui nessuno muore di fame nessuno è vabbè è vero invece è vero che nell'altopiano dell'Africa dove abitano le mie sorelle i miei fratelli uno a 18 anni deve essere capace di farsi una capanna gli danno un pezzo di campo è buona se vuole sopravvivere bisogna chiamare avanti così è vero allora io credo che a noi faccia anche bene è questo ma forse da un punto di vista profondo perché c'è è successo che qualcuno di noi non tutti ma qualcuno di noi si è accorto di Dio e l'ha trovato proprio quando era sott'acqua prima non se ne era accorto prima che ci fosse Dio forse gli importava poco insomma non l'ha trovato ma l'ha sott'acqua ben se ne è trovato lì vicino è certo perché Dio è così allora sentite la canzone che fa Paolo dopo andiamo avanti la canzone di Paolo fratelli se Dio è per noi chi sarà contro di noi egli che non ha risparmiato il proprio figlio ma lo ha consegnato per tutti noi non ci donerà forse ogni cosa insieme a Lui chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelto Dio è colui che giustifica pensate Dio è colui che giustifica chi condannerà Cristo Gesù è morto anzi è risorto sta alla destra di Dio intercede per noi oggi mi parli siamo chiamati ad essere commossi e contenti commossi perché evidentemente questa scelta di Dio ci ha niente e ci chiede di cambiare molti dei nostri pensieri capite molti molti anche pensieri di giustizialismo di giustizia lui ha rinunciato dice Dio giustifica quindi Dio fa in modo che tutti quelli che sono giù dal verso possano trovare la stradina non ho mai trovato una persona in vita mia e sono vecchio ormai che in qualche modo non abbia trovato una piccola stradina buona e il giorno che quella persona lì è crepata sono andato davanti a Dio a dirgli ricordatelo Etero che ha fatto quella stradina buona ironicamente il diavolo mi diceva se è buona due minuti su una vita che te la raccomando ma tanto io ero tranquillo perché so che Dio tiene conto di quella stradina di due minuti e la fa la strada verso la sua bella casa