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-VenerdiSanto-Giovanni_Nicolini-20120406.mp3

Data: 06/04/2012

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Sono i capitoli 18 e 19 del Vangelo secondo Giovanni, la parola che adesso abbiamo proclamato insieme, abbiamo celebrato. Io ritengo che questi due capitoli del Vangelo secondo Giovanni siano l'apice di tutte le scritture. Il punto d'arrivo finale. Mi sono accorto negli anni che si tratta anche di un vero miracolo, è un miracolo letterario in certo modo quello di questi due capitoli. Perché Giovanni riesce a raccontare con molta fedeltà la passione di Gesù, secondo quello che anche gli altri tre evangelisti riferiscono, e in questo tutti molto simili, molto fedeli l'uno all'altro, ma riesce a capovolgere la prospettiva, per cui mentre il Signore scende nell'abisso della morte, in realtà si illumina in tutta la potenza di salvezza che lui sta annunciando e sta donando. In questo senso dico proprio un miracolo. E questi due capitoli mi hanno sempre più occupato, e da diversi anni per me è così, e tutto si è concentrato poi in una cosa che rispettirà per la sua banalità, ma che per me è stata ed è decisiva. Cioè, mi sono abituato sempre di più a considerare Gesù, sia quando ascolto la sua parola, sia quando mi capita di vedere una immagine sua, ecco, sempre di più ho pensato e ho cercato anche di dire che quello è Dio. E questo mi ha un po' spostato anche da studi di teologia, prima e poi anche da catechesi della mia giovinezza, insomma, o della mia infanzia. E tutto si è concentrato per me, e Dio. Quel piccolo uomo di Galilea è Dio. Mentre questo lo dico, anche, devo dirvi, mi scandalizza in un certo senso, perché evidentemente lotta con tutte le idee di Dio che inevitabilmente mi sono fatto, e penso tutti ci facciamo, insomma, no? Fino magari a pensare che Dio sia invisibile, per esempio, no? Con gli occhi della carne. E invece, ecco, per me è diventato sempre più importante questo. E questi due capitoli del Vangelo sono, come vi dicevo, il miracolo della rivelazione della sua divinità proprio mentre lui sale sulla croce e muore. Per esempio, un piccolo particolare è che la revisione recente della traduzione italiana di tutte le scritture ha portato una modificazione non piccola e finalmente giusta, perché per la sua morte si diceva che lui, chi nato il capo, spirò. Ma questo è un po' quello che affermano gli altri tre evangelisti. Ma in realtà Giovanni non dice così. Giovanni dice che chi ne è il capo e consegna lo spirito. E usa il verbo che poi serve nelle scritture per dire il dono dello spirito quando a Pentecoste viene dato a quei dodici perché ne trasferiscono la notizia e l'evento all'intera umanità. E quindi, sì, è morto in quel momento. Ma capite? L'Evangelista ci fa vedere che la sua morte è stata in realtà il dono che lui ha fatto dello spirito. È una specie di vertiginosa anticipazione della Pentecoste che per Giovanni evidentemente coincide con la Pasqua e coincide con la morte di Gesù. E poi anche quell'episodio aggiunto dopo che solo Giovanni ricorda. Lui è già morto, finiscono gli altri due, bisognerà dire una parola anche degli altri due, allora un soldato con una lancia li trafigge il costato e dal suo costato escono sangue e acqua. E l'Evangelista è preoccupato di sottolineare, di sigillare questa cosa, se vi prenderete il testo potrete vederlo, perché lui dice che proprio l'ha visto, la sua testimonianza è vera, vuole certificarlo. Perché? Perché in realtà dal costato trafitto del Signore lui vede uscire il sangue e l'acqua che sono le grandi realtà sacramentali della vita cristiana. L'acqua battesimale, il sangue del sacrificio, il sangue dell'eucaristico, e riprende in questo un'antica profezia di Ezechiele che un giorno ha una visione del Tempio e dice che dal Tempio di Gerusalemme esce sul lato destro un piccolo ruscelletto, questo ruscelletto diventa un grande torrente e poi un fiume immenso e dove arriva l'acqua di questo fiume tutto viene purificato e tutto viene rinnovato. Quindi è tutto come immenso. È immenso, pensate, persino una collocazione di luogo che ci può anche badare meno perché tutto in realtà si svolge in un giardino. Ora, quando però Giovanni scelglie questa parola, il giardino, usa la stessa parola che è stata usata per quel giardino delle origini che noi abbiamo smarrito per la disobbedienza dei progenitori e quindi per quella vicenda di quell'albero della conoscenza del bene e del male. Però ricordate che nel racconto della Genesi si dice che c'era ogni varietà di piante e poi due piante vengono nominate in modo particolare, quella della conoscenza del bene e del male e l'albero della vita che non viene poi in realtà molto descritto. Le scritture ebraiche ogni tanto riprendono questa cosa ma con pochissime aggiunte. Però tutta la riflessione cristiana vede nella croce di Gesù l'albero della vita. È l'albero della vita perché qualche volta quando veniva descritto dai profeti quest'albero della vita si diceva che porta frutto in tutti i tempi. non c'è un tempo, una stagione dei frutti una stagione che non ha i frutti ma è un albero che porta frutti sempre e il frutto di quell'albero in quella lettura dei padri della Chiesa è di fatto lui, è Gesù il frutto che tende da quell'albero e a tutte le stagioni della storia porta la vita. Ecco, quindi sono tutte immagini ricchissime che continuano a illuminare sempre di più questo poveretto che muore è vero. Con qualche accenno anche invece peraltro di forza per esempio avete visto che in questa memoria di Giovanni non c'è uno che lo debba aiutare per portare la croce. Non c'è il Cireneo. Ma addirittura il testo dice che lui prende la croce e la porta lui stesso e con quella croce si avvia verso il Golgotha e viene crocifisso e anche gli altri due vengono crocifissi ma non c'è polemica o pentimento, niente. Quello che lui ci tiene a sottolineare è che lui è crocifisso in mezzo a loro. Tutto, capite, quindi esprime questa potenza. Allora, questo Gesù è Dio. E capita qualche volta anche di raccomandare questa cosa soprattutto a chi frequenta magari ambienti della filosofia eccetera e così. E quando si parla di queste cose io dico sempre guarda, se ti chiedono di parlare di Dio come te lo conosci o lo pensi tu parla sempre di Gesù a questo di farti prendere in giro perché sai Dio Dio invece è Gesù ecco ora perché questa cosa è così preziosa? E qui certo potremmo citare la grande profezia del testo di Isaia che abbiamo ascoltato nella settimana santa sono stati proclamati tutti e quattro i canti del servo di Isaia del servo del Signore dal profe di Isaia questo è il canto della passione e se lo guardate è tremendo perché è un uomo che viene annientato ridotto a una condizione subumana e però è lui il salvatore di tutti il salvatore di tutto ora il venerdì santo in questa prospettiva diventa una celebrazione infinita della potenza di Dio cioè è tutta una scommessa o tutto questo non c'è tutto questo è una leggenda tutto questo è una colossale bugia ma se è e noi mi pare che siamo qui per queste ipotesi per carità certamente io per primo ecco anche con le nostre fragilità le nostre perplessità i nostri dubbi però se per un momento teniamo forte questa scommessa c'è una conseguenza c'è una conseguenza e che a me sembra di dovere dire e a me sembra di dover dire che se Dio ha fatto un viaggio così fino all'ultima miseria ferita o proprio dell'umanità a me è impossibile è impossibile pensare che ci sia qualcuno che non è salvato io questo lo sento per me tra l'altro poi intendiamoci lo sento per me ma forse anche perché sono molto vanitoso non è che io riesca a pensare alla ipotesi di un giudizio negativo sulla mia vita per i guai che ho combinato certamente molti ma quello che mi espone di più al giudizio di Dio è tutti sono tutti i doni che lui mi ha fatto questo certo questo certo mi preoccupa e spesso mi mette anche in angoscia perché come ho risposto come ho accolto no? e certe volte sono vinto dalla mediocrità della mia vita anche proprio dalle sue inadempienze gravi rispetto al dono capite? rispetto al dono perché un Dio così non si può immaginare non è costruibile è per questo che secondo me non si può accettare come rivelazione e poi se credete nel dono divino della fede o altrimenti non si dà ora è questo che certamente per me ormai è irrinunciabile io non avrei difficoltà a smettere di fare il prete se questo creasse delle difficoltà è vero a chi della Chiesa ha le responsabilità più grandi perché evidentemente io non riesco più a stancarmi da questo però questo certo capite porta porta via i pensieri porta via la testa insomma perché se lui ha fatto questa cosa mi sembra impossibile che questa realtà così misteriosa e strana e drammatica che siamo noi che è ognuno di noi che è ogni persona che è ogni storia un universo infinito che non cessa mai di stupirmi e devo dire certo anche di affascinarmi io sono affascinato dal mistero umano adesso ho ripreso un po' anche a leggere qualche cosa di quel matto forse un mistico scientifico quello che si chiamava Teilhard de Chardin che è vissuto nella prima parte del secolo XX per delle chiacchiere che devo fare all'università sono andato a riprendere un po' questo ma al di là di queste fantasie forse degli scienziati quello che è certo è che la conoscenza che voi avete della persona certamente per esempio della persona che più amate ma poi certamente della persona di un vostro bambino come della persona che Dio ha mandato alla vostra vita proprio come un angelo voi siete tutti stupefatti dell'immensità che è una persona ora io se è vero che Dio ha fatto il suo viaggio fino a questa sera e fino alla nostra celebrazione della sua passione della sua morte io non posso pensare che qualcuno sia stato lasciato indietro non ci riesco e mi colpì molto anni fa quando quando l'esma ve l'ho già raccontato forse ma non mi ricordo mai le cose se le ripeto per la ventesima volta di quando un ebreo Elie Wiesel quello che prese il premio Nobel della pace con quel suo libretto straordinario che è intitolato La notte e lui tutta la sua famiglia è stata sperminata ad Auschwitz e lui è sopravvissuto tra l'altro hanno trovato la sua fotografia molto interessante perché è una fotografia che sicuramente avete visto quando le truppe americane e russe sono entrate nel campo di concentramento hanno trovato delle scene spaventose anche di sopravvissuti e però lui è stato identificato fra quelli lì erano lì proprio sfiniti e quindi insomma lui ha fatto parte certo di quegli ebrei che a un certo punto dopo la guerra ne parlavo l'altro ieri del processo di Nuremberg hanno desiderato che i responsabili dell'eccidio fossero presi sono stati cercati eccetera e l'ultimo preso è stato questo Eichmann l'ultimo importante è stato preso Eichmann in modo molto inopportuno è stato consegnato allo Stato di Israele e quindi è stato processato in Tel Aviv ed è stato poi giustiziato e Israele racconta di essere stato al processo e di aver seguito con molta intensità il processo dove emergevano anche tutte queste testimonianze tremende di quello che questo uomo aveva provocato fatto e alla fine questa sentenza è stata e lui dentro di sé dice va bene giustizia è fatta poi succede che si sgombra l'aula del processo e lui si ferma si distrae con qualche cosa e alla fine succede che lui si trova da solo e dall'altra parte della sala è il trappello che sta portando fuori Eichmann condannato ma succede un fatto e cioè che in quel momento lo sguardo di Visi e quello di Eichmann si incrociano e Visi finisce e quella giustizia fatta è finita non so se vi è mai capitato di vedere un morto è un grande mistero ecco e quindi sì e quindi sì io penso che si celebrina il Venerdì Santo la suprema potenza del Signore che è la potenza dell'amore il bene potente che Dio ci vuole che vuole e che vuole e che vuole ad ogni persona e per ogni persona con quella possessività con quella gelosia oso dire con quella aggressività che fa di ogni persona una realtà assolutamente sua per un credente noi siamo di Dio più di quello che possiamo pensare di essere di noi stessi e quindi di nessun altro e di nessuna bandiera e di nessuna ideologia e di nessuna causa e di nessuna religione altrimenti è subito l'idolo che viene avanti bene io penso che questa gelosia di Dio sia la salvezza di ogni uomo e di ogni donna della terra e penso sia lo statuto nel quale noi siamo chiamati a vivere voi avete famiglia e non buttate fuori nessuno di casa un vostro figlio può anche andarsene ma voi non lo banderete mai via e lo aspetterete sempre e questo mi pare oggi sia urgente pensarlo come un criterio almeno di ripensamento sapienziale in un momento anche molto difficile mi sembra per la comunità credente per la comunità cristiana davanti a grandi problemi a grandi paure anche a grandi responsabilità io penso che bisogna molto pregare perché il venerdì santo sia sempre più potente nella riflessione della Chiesa so che molti rimpiangono la via crucis delle devozioni anche preziose insomma ma io mi permetto di dirvi che bisogna amare sempre di più invece questa celebrazione così spoglia così arida e nello stesso tempo con questa pretesa di potenza che adesso noi celebriamo con una preghiera universale che è la più grande preghiera universale che la Chiesa fa durante tutto l'anno dove tutte le intenzioni sono già fissate perché c'è una specie di attenzione gelosa a non volere perdere niente ricordate per esempio come la preghiera che si fa per gli ebrei è stata modificata da Papa Giovanni perché ancora li si chiamava perfidi ebrei perché secondo noi erano loro i colpevoli della morte di Gesù e quindi ci si ripensa ogni tanto si cerca ma la si tiene così in tutta la sua universalità perché adesso noi facciamo questa preghiera ma dalla Chiesina della Dozza viene abbracciato l'universo e può essere abbracciato l'universo dalla Chiesina della Dozza perché noi qui nella Chiesa della Dozza stiamo celebrando l'atto supremo dell'amore di Dio altri pensano in altro modo la potenza di Dio noi abbiamo scoperto che tutta la sua potenza è l'amore e il miracolo più grande che lui fa in ogni caso è l'amore e quindi da qui adesso facciamo partire questa grande preghiera credo che possiamo un pochino rimanere d'accordo e su questo dobbiamo aiutarci con una piccola coda che vi dico per farvi perdere ancora tempo che vedete sto sempre di più pensando che il potere arrivare a concludere che la cosa più grande che noi possiamo fare della nostra vita è quella di donarla è quella di spenderla tutta la cosa che mi affascina in questa ipotesi che è l'ipotesi cristiana è l'ipotesi di Gesù è che veramente credo che ogni uomo e donna della terra credente o non credente non può trovare una cosa più grande di questa anche se qualcuno pensa che tutto termini con la morte non c'è modo più grande di pensare la morte di pensarla come la spesa totale della vita e quindi come l'offerta della vita e quindi un ripensamento della morte non semplicemente e solamente come la fine della vita biologica in questo senso io faccio fatica nei miei passaggi all'ospedale all'ospedale santosso che ammiro moltissimo ma è il fatto in sé che qualche volta mi sembra preoccupante perché rischia di esserci una falsificazione per fortuna la morte non è solo quella roba che bisogna tenere indietro tenere indietro il più possibile il volto il senso nuovo della morte è l'offerta della vita è il dono della vita ed è quindi la meraviglia che tu anche oggi hai fatto quando hai ascoltato qualcuno quando l'hai accolto quando gli hai cambiato i vestiti perché si era macchiato quando hai preparato da mangiare quando hai pianto nel silenzio della tua stanza e hai versato la tua vita non si muore più si fa Pasqua non si muore più si dà la vita ecco credo che su questo sarebbe interessato a vedere quanto potremmo convocare di convergenza di attenzione di adesione perché sono convinto che non c'è un modo più bello permettetemi di dire in modo scanzonato e più laico di pensare la morte come una vita veramente fino in fondo spesa è quello che Gesù oggi ci regala è un modo più bello che è un modo più bello che è un modo più bello che è un modo più bello che è un modo più bello che è un modo più bello