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-DomenicaDellePalme-Giovanni_Nicolini-20090405.mp3

Data: 05/04/2009

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

In questi giorni è morto un nostro amico, alla mattina suonavamo la sua porta e lui non apriva, poi siamo riusciti a farci aprire suonando un altro campanello e siamo arrivati a casa sua e abbiamo aperto la porta e lui era caduto per terra e non riusciva più ad alzarsi e l'abbiamo alzato con un po' di fatica e poi al pomeriggio è morto tra le braccia di un suo amico che cercava di portarlo sopra a riposare un po'. Adesso non si riesce neanche a fargli il funerale, è tutto complicato, perché questo nostro amico che si chiama Davide era un povero del tutto solo. In realtà poi c'erano molte persone che gli volevano bene, ma la sua povertà era così vasta, così grande che era poi rimediabilmente da solo, aveva attraversato tutte le povertà della vita, tutte quelle che si possono incontrare, tutte le ha attraversate. Alla fine era anche lacerato dalla sua malattia e se n'è andato. Non è che si potrà di lui ricordare molto delle cose preziose che ha detto né delle cose importanti che ha fatto. Di Davide si ricorderà solo la sua povertà. Per me è stata una mano grande, buona, che mi ha portato verso questa domenica e verso l'inizio della Settimana Santa. Anche perché adesso questa parola povertà la si sente dire un po' di più. Pensavamo di essere in un pezzettino di mondo più fortunato, privilegiato, i poveri ci sono, ma in fondo. E invece adesso questa parola povertà è andata più dentro nei cuori, più dentro nelle menti, più dentro anche nella paura. Anche entrando nelle case per le benedizioni di Pasqua, la si è trovata lì. Era arrivata in quella casa. Un ospite difficile, la povertà. Però questo momento difficile potrebbe essere un momento anche molto importante. Potrebbe essere un momento molto bello. Proprio per la potenza che ha questa parola povertà, che è diventata potente perché è diventata la parola più importante di Dio. Perché quello che stamattina siamo andati a incontrare là fuori è Dio. Ed io l'abbiamo incontrato alla fine, dicevo prima, di questo gran viaggio che lui ha fatto, quando ha cominciato subito a star male, perché noi eravamo venuti via dal suo giardino, ha cominciato a cercare, per cercare ci è dovuto precipitare giù. E nelle nostre fatiche, nelle nostre lacrime, nel nostro fango si è tutto sporcato. Nella pienezza dei tempi ha preso la carne come noi, le mani, gli occhi, il cuore. La paura, l'angoscia, la festa, la fame. È diventato proprio come uno di noi, sempre cercandoci, cercandoci. Doveva cercare anche questo Davide, che è morto in questi giorni, e quindi ha deciso di scendere anche nella sua morte. Però dicevo questa mattina che la cosa importante, anche se è un po' difficile da prendere, è che noi questa mattina gli siamo andati incontro e l'abbiamo potuto riconoscere, perché poveri siamo tutti. Tutti siamo poveri. Certe volte la povertà è una cosa che si vede, che grida, che protesta, che piange, allora la si vede di più. Molte volte la povertà è nascosta dentro al tuo cuore, è nascosta dentro la tua memoria, è nascosta dentro la tua coscienza, è la perdita del grande amore della tua vita, è la ferita per un male che si è fatto e dal quale non ci consola. Dicevo, là fuori, tutte queste povertà, ognuno ce l'ha una povertà. Anche un bambino è un povero, non sa leggere, non sa scrivere, le prime volte che va a scuola non ne ha nessuna voglia, anche un ragazzo è povero, perché le scelte della vita sono difficili. Si iscrita un ragazzo perché non è educato, perché risponde male, nessuno pensa mai che è dentro alla sua sofferenza, alla sua povertà, quindi. E anche chi va tra poco a nozze è povero, perché si sente non adatto, troppo non dotato per la cosa grande che deve incominciare nella sua vita. E si è poveri davanti a un esame che fa paura, come si è poveri davanti a un esame dell'ospedale che non ci porta delle buone notizie, siamo poveri. E sapete, proprio per questo motivo, stamattina noi l'abbiamo riconosciuto e accolto volentieri. Questa faccenda dell'arrivo a Gerusalemme è una delle più grandi stranezze di tutto il Vangelo, perché nessuno ha detto arriva, arriva, né lui ha mandato qualcuno davanti a dire sto arrivando, niente. Ha mandato a cercare quel suo marino, tutto lì. E anche in tutta questa vicenda di questo incontro, lui sempre zitto, non ha mai detto niente. Non ha fatto una grande orazione per il popolo, non ha fatto un discorso per dare speranza agli afflitti, agli opri, niente ha detto. Noi semplicemente ci siamo accorti, e adesso poi ce ne siamo accorti molto, che lui non solo è venuto a cercarci nella nostra povertà, ma è diventato il più povero di tutti noi. Ed è per questo che la liturgia delle palme, avete visto, è così strana, e si passa dalla festa là fuori, vicino al verde del prato, a qui, a dire crocifincilo, crocifincilo. Roba da pazzo. Ma invece è tutto dentro una logica che si può capire benissimo. Perché vedete, succede questo fatto, che lui è talmente povero, che nessuno più lo regge. E quindi, innanzitutto, certamente, la religione non accetta questo Gesù, non riesce a sopportarlo. E quindi i primi che sono comparsi nella lettura della passione, subito i sacerdoti, gli iscrivi, dice bisogna farlo fuori questo qua. Perché si dice di essere Dio, ma che Dio è un Dio ridicolo, un Dio che va in groppa un'asica, un Dio che viene dalla Galilea, da Nazareth, non può venire niente di buono. assolutamente, è pericoloso questo qua. È una specie di grande eresia, facciamolo fuori. Però dopo di lui cominciano anche il potere imperiale, a dire ma com'è, questo qui disturba, e lo fanno fuori. Ma poi purtroppo, anche i suoi amici per primo, il dramma di quel suo amico, che non è capace di reggere, però, il destino del suo maestro, e quindi decide di tradirlo, e lo vende per 30 soldi. E dice, sapete come fate a riconoscerlo? È quello che io bacio. Che è un gran dramma, no? Baciare per tradire. È proprio per dire che uno che è vicino, è lui che ti mette l'ostacolo davanti e ti fa cadere. Ma anche Pietro lo tradisce. tutti scappano, perché è troppo povero. E quindi, fino a un certo punto, ti fa piacere perché ha compassione di te, perché ti capisce, perché se tu sei un pecatore, lui ti prende e ti accarezza. Perché se tu sei uno fuori gioco, lui ti dice, vieni con me, lascia stare. Ti prendi, lasciati da parte, adesso vieni con me. In questi giorni si fa le confessioni e a confessare per un po' di ore alla fine ti viene in mente di dire, mamma mia, sei grande il cuore di nostro padre. Perché se uno viene a confessarsi, ovviamente, qualunque roba ti dica, tu gli dici, stai in pace, perché la bontà del Signore è molto più grande del tuo guaio. Quindi, no? Io penso di dover fare così. e quindi, tutto va dentro. Però quando lui diventa troppo piccolo per te, è a quel punto lì che non ce la cavi più, capisci? E allora anche quelli che gli sono vicini, vicini, non ce la fanno più, scappano via. Si era già capito che Pietro non ce la faceva, perché quando erano ancora su nel nord, in Galilea, e lui aveva cominciato a dire, guardate che però bisogna, che io vada a finire così, adesso succede così. e lui cerca di prepararli. Ma Pietro si era ribellato, no, no, no, no, non è possibile pensare questo. E poi, poco prima, lo ricordate, no? Io non ti tradirò mai, ma poi, basta un momento di paura, basta un momento che tu sei dentro, in mezzo a gente che la pensa tutta diversa, ti intimidisci, cosa fai? Fai anche te dentro al pensiero e al discorso di tutti. ma poi alla fine bisogna dire una cosa più grave, no? È vero che bisogna dirla? È perché l'abbiamo cantata, eh? E quindi bisogna dirla. E che cosa abbiamo cantato? Abbiamo citato un salmo, un salmo della scrittura, un salmo della Bibbia, parola di Dio, è il salmo 23. E cosa dice questo salmo? dice, Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Perché Gesù è il più povero di tutti? Perché è abbandonato da tutti? Noi in questi giorni percorreremo questa storia della sua povertà. D'altra parte, sapete, questa povertà è importantissima. mi è capitato che per le mie solite confusioni mentali e per i guai che continuamente combino, sto vedendo già che ci sarà un triduo bello che farò qui con noi, con voi, tutto per bene, ordinato. Poi ci salterà sempre dentro un'altra roba che è una specie di liturgia fuori gioco, con dei fuori gioco, con degli sbagliati, con dei senza Dio, e per quelli, vedete, occorre uno che in qualche modo sia senza Dio. Perché non è che a uno senza Dio tu ti puoi dire adesso ti sedi lì, ti faccio vedere tutto e tutto è chiaro. la cosa che puoi fargli è sederti vicino a Lui e dire ma guarda che la fede non ce l'ho neanch'io, sai? C'ho una fede da ridere, c'ho una fede che mi basta essere dentro a un posto dove tutti la pensano diverso che è già bella che è finita la mia fede. Ed è per questo che Dio ha portato Gesù fino a quel punto, fino a quel genito, Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? perché c'è tanta gente al mondo che pensa che Dio non ci sia o che Dio l'abbia abbandonato. Sicché, vedete, noi questa mattina abbiamo fatto un ripasso rapido attraverso la passione di Marco della povertà di Dio e siamo venuti a sapere che Dio non è come dicono le religioni il più grande ma Dio è l'ultimo di tutti noi. Ed è quindi per trovare Dio non è che bisogna cercare di diventare grandi e salire in alto ma bisogna cercarlo dentro nel piccolo. Bisogna frugare dentro a quel dolore e a quell'angoscia che tu invece chiudi sempre a chiave via perché diciamo a perdinci ma i più ci pensi. Però guarda che alla fine Dio è lì. e questo avviene perché bisogna che da questa mattina in poi non ci sia nessuno che è troppo fuori troppo fuori gioco troppo sbagliato troppo misero e la sua vita non è più umana ed è come quel nostro amico che è morto l'altro ieri e allora Dio non ce la caverebbe a prenderlo su perché sarebbe troppo in alto ed è per questo che Dio è venuto in basso. le religioni sono una cosa la fede di Gesù è un'altra ed è venuto quindi qui a raccogliere una famiglia nuova che sostanzialmente è una famiglia di poveri di poveretti per esempio è una famiglia di peccatori e che sa che proprio perché la sua vita è sbagliata questo è il posto giusto perché perché se uno fa una cosa una vita sbagliata va a finire al carcere della doccia ma se invece noi mettiamo in piedi la comunità del figlio di Dio invece di andare al carcere della doccia viene alla parrocchia almeno noi pensiamo che debba essere così e quindi la nostra speranza è che in questo posto possiamo continuare a starci noi io che sono uno sciagurato e anche tu che magari qualche problema ce l'hai e che soprattutto la porta sia sempre molto aperta nel senso che chiunque è stanco chiunque desidera riposare un momento chiunque ha bisogno di piangere liberamente possa entrare e qualunque cosa ha combinato possa succedere quello che ieri sera nella veglia penitenziale cercavamo di capire che siccome lui è esperto di due cose Gesù è esperto di povertà ed è esperto di Vangelo qualunque sia la tua povertà lui è capace di sedersi accanto a te e a dire guarda la stradina che possiamo fare è questa qua perché te pensi che non ci sia più strada che intorno ci sia solo strapiombo no no guarda che c'è la stradina vieni e da lì ti prende per mano allora iniziamo questa santissima settimana con questa sfida assoluta che noi in questo momento gettiamo nel cuore di nostro padre ma c'è una povertà che quindi non può essere consolata c'è una lontananza che non può essere recuperata c'è uno sbaglio tremendo che non può essere accolto questa è la sfida della settimana santa non c'è nessuna povertà che non possa essere soccorsa e baciata dalla bontà di Dio è quello che domandiamo a partire da questa liturgia ognuno lo deve domandare molto attentamente per sé evidentemente e per casa sua eh e per casa tua lo devi domandare perché in casa tua tu hai quella preoccupazione hai quel problema eh faccelo entrare ah ma non può neanche venire a messa lascialo là in pace non farlo venire a messa portalo tu però che abbiamo tutti la responsabilità di sfidare Dio in questi giorni raccogliendo tutto quello che è troppo misero e che questo mondo non può che prendere a pedate e noi vogliamo amorevolmente presentarlo alla carezza del Signore questa è la preparazione che in questi giorni faremo dandoci un appuntamento per chi vorrà per giovedì sera per la cena del Signore grazie a tutti