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IDomenicaQuaresima-Giovanni_Nicolini-20120226.mp3

Data: 26/02/2012

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

E' una domenica strana perché siamo entrati in quaresima e io almeno sono riuscito a cogliere poco della austerità e della severità che forse ci si aspetta istitivamente. E invece in questi giorni ho trovato crescente una grande cordialità, un grande affetto di questa parola per noi. A partire da questa vicenda antichissima, questa alleanza fatta con Noè, è fatta con tutti. Per cui tocca queste bestioline anche con loro, fatto un patto di amicizia. Non è riportato nel nostro testo quella che sarà la proibizione più grande, più profonda e anche la più disattesa nella storia dell'umanità. Perché è finito il diluvio, lui si impegna a non colpire più l'umanità e però stabilisce come statuto severo e grande che nessuno colpisca più un altro. Per lo meno la vita di tutti va rispettata. Il significato di questo è bello, è profondo perché lui desidera in realtà stabilire il suo legame d'affetto con tutta la creazione e con tutta la storia. Sapete che anche questo segno, insomma, no? Che a me piace guardare dopo il temporale, no? Questo arco baleno. È così perché la parola usata dalla Bibbia è proprio l'arco. Solo che prima era un arco che scoccava con la freccia e invece ha preso il suo arco e lo ha appoggiato giù. Ma era un arco di guerra. Adesso basta. E l'arco è diventato un ponte. Un ponte di affetto, di amicizia. E quindi anche un ponte di grande mistero perché questa memoria biblica sapete che induce ed esige che in tutto e in tutti noi cogliamo la gracia di Dio. E quindi in qualche modo già con un fortissimo anticipo è stato portato nel segno di allora quello che Gesù porterà pienamente nella realtà e cioè l'annullamento della separazione tra la divinità e le creature. Non c'è più questa divisione tra il sacro e il profano, ce lo dicevamo anche l'altra volta perché ormai Dio è entrato in mezzo a tutta la creazione e a tutta la storia. Tutto è segnato da Lui. Tutto è prezioso. E noi rispetto a questo tutto, noi siamo questi quattro gatti al mondo. Una volta qualcuno follemente pensava che tutti si sarebbero battezzati, infatti i cristiani è preso la novena e è fatto la quaresima. Adesso più realisticamente, cioè anche più in modo coerente con quello che alla fine esce da tutto il rapporto con la parola di Dio, noi siamo un gruppettino che siamo al mondo appunto per mostrare questo infinito affetto di Dio per tutti e per tutto. Il suo voler bene a tutti e a tutto. E per questo sapete che nella sua vicenda con noi anche Lui ha dovuto in qualche modo ripensare alla sua relazione con noi in termini progressivamente sempre più semplici e piccoli perché i nostri padri non avevano sopportato la sua visita. Giù in fondo alla penisola, al Sinai, gli aveva regalato la legge, la parola, ma con uno sconquasso tale che finita la faccenda aveva detto adesso basta però perché non ce la cambiamo mica a reggere. Troppo grande, troppo fuoco, troppo fumo, troppo terremoto, insomma. E allora da lì Lui, per non perdere nessuna delle sue creature, ha incominciato una strada di ridimensionamento e anche di piccolezza. La sua relazione è diventata attraverso segni, modi, manifestazioni, messaggi sempre più semplici, diretti, comprensibili. E voi sapete che tutto questo ha preparato appunto il grande evento che mi è piaciuto questa mattina ricordare con voi fin dall'inizio della Messa. Perché sapete che nella pienezza dei tempi Dio è diventato uno di noi. è nato a Bethlehem, lo ricordate? Si è fatto una trentina d'anni circa in quel paesotto di montagna che si chiama Nazareth lavorando con suo papà e poi si è fatto neanche tre anni di vita pubblica e poi quella sua mania di dire sempre quello che pensava l'ha fatto fuori. E quindi è morto anche come uno di noi. E quindi noi siamo dentro questa straordinaria stranezza di Dio che ha preso le mani, il naso, gli occhi ha imparato a piangere e ad avere fame anche lui ha imparato a non avere nessuna voglia di crepare e quella sera poco prima che succedesse ha detto, beh, se è possibile non lo voglio però voglio quello che vuoi tu e ha obbedito ma proprio uno di noi. e questo mi sembra sia il carattere profondo della parola che abbiamo ascoltato e che stiamo celebrando questo suo essersi buttato dentro la nostra storia dico buttato dentro perché quelle poche parole del Vangelo secondo Marco che oggi ricordano il testo delle tentazioni comincia proprio così voi sapete che gli altri due Matteo e Luca descrivono invece tre tentazioni precise alla fine di quei 40 giorni invece qui, niente in due parole lì qui dalla faccenda però incomincia proprio in questo modo dice che lo spirito lui veniva fuori dal battesimo al Giordano lo spirito lo spinse dice così lo spirito sospinse Gesù nel deserto in realtà la parola usata dal testo evangelico è molto forte molto violenta e ce l'ha buttato l'ha buttato bene e perché è una parola così violenta insomma no quasi inopportuna è perché il viaggio è stato tremendo perché il tuffo è stato spaventoso perché una storia preparata da secoli in tutta la grande profezia dei padri ebrei è un esito così sì dopo andare a rivedere quelle antiche parole alla luce di quello che era successo si sono ancora di più illuminate però in realtà nessuno prevedeva è vero in quel bambino nato a Betlemme in circostanze piuttosto fortunose vedete quello è Dio questo è il grande problema che accompagna la nostra fede e ci accompagnerà fino alla fine il dubbio perché voi sapete che avere fede avere il dono della fede e costruirlo vuol dire in qualche modo assolutamente esporsi a dubbio su questo non c'è dubbio fede e dubbio sono necessariamente insieme e noi viviamo la nostra povera vita sempre così sul precipizio no? io poi soffro divertissimi quindi sì, è così insomma dubbio su che cosa? appunto su questo che oggi viene chiamato nel Vangelo il Vangelo di Dio la buona notizia di Dio in assoluto la cosa grande meravigliosa che lui è venuto a rivelarci e a comunicarci e cioè che quello metto lo metto Gesù è Dio capite? è lui noi abbiamo una difficoltà psicologica culturale anche immensa il nostro mondo da 300 anni vive dentro un sano illuminismo pensate appunto per esempio alla vastità della cultura massonica no? il massone ha una fede spettatissima in Dio ma non Gesù brava persona Gesù più bravo che San Paolo no? più importante di un totegliacro e invece vedete la nostra fede la nostra osi dire povera fede sta nel fatto che noi anche questa mattina siamo riuniti intorno a questo uomo a questo uomo Gesù che ne insegni anche nelle modalità di comunicazione si è fatto sempre più piccolo e noi siamo qui questa mattina tutti insieme tutti intorno a un calice divino a un pane spezzato e adoriamo perché sempre più piccolo è diventato il segno sempre più piccolo lui e siamo entrati in questi giorni nel grande itinerario che lo porta fino alla morte noi siamo gli unici che pensiamo che Dio è morto i nostri fratelli musulmani hanno eretto una moschea davanti alla basilica del sepolcro che ricorda la morte e la risurrezione di Gesù perché si reciti una sura del Corano che dice che è bestemmia dire che Dio è morto e noi invece crediamo questo e noi crediamo perché Lui è diventato il nostro prossimo certo è venuta prossima nostra mamma abbiamo avuto un prossimo meraviglioso il Vangelo parla oggi di questo nostro prossimo quando dice che là nel deserto c'erano gli angeli che lo servivano è una memoria preziosa degli angeli della nostra vita ma ricordate gli angeli della vostra vita sì magari qualcuno qualcun altro però è passato accanto a voi gli ha fatto una carezza decisiva e però non ve ne siete neanche accorti perché gli angeli sono la visibilità di Dio siccome nessuno può vedere Dio e poi tirar avanti a capare la Bibbia dice che gli angeli sono la sua visibilità magari non quella visibilità un po' nordica svedese bionda camicione bianco ali no forse anche un signore con la cravatta un vicino di casa ovvero il controllore dei biglietti che sale sulla corriera e io non ho comprato il biglietto eccetera è vero angeli angeli che hanno popolato la nostra vita e che hanno rivelato a noi la prossimità di Dio per cui tu Dio non l'hai mai visto ma in realtà Lui si è rivelato a te in una sequenza di sguardi di tenerezze di carezze di ammunizioni di visite di inseguimenti nelle tue notti di consolazione nella tua vita per cui progressivamente anche tu l'hai riconosciuto e hai potuto riconoscerlo appunto perché Lui si è fatto prossimo a te ci diciamo sempre in questa chiesa che le religioni prevedono questa grande arrampicata per arrivare fino a Dio ma noi qui invece celebriamo volentieri questo grande tuffo che Lui ha fatto nella nostra povertà fino a spazzare il pane con noi noi lo abbiamo conosciuto per cui il Vangelo di Dio che apre la nostra quaresima quest'anno è questa buona notizia del nostro fratello Gesù ieri sera ero a cena e poi una conversazione bella tra l'altro con i miei amici apri qualcuno vedo che è qui dietro qualche colonna e a un certo punto uno diceva ma allora per te Dio è un uomo? eh sì perché l'uomo Gesù è Dio è il figlio di Dio ed è Dio ma siccome ieri sera il tema era quello della speranza eh gli interventi ogni tanto erano quelli per dire certo però non come te Giovanni perché io non è che posso sperare in un Dio che è lassù ma guarda che però in realtà la speranza che io ho è quella che mi hanno comunicato le persone che mi sono venute vicino e che si sono chinate su di me e se lui non si fosse fatto quel mio prossimo io non lo conoscerei lo conoscerei per passare l'esame di teologia dogmatica ma non lo saprei nell'esperienza della mia vita invece io nella mia vita lui lo conosco ma lo conosco attraverso di te attraverso il tuo sorriso il tuo pianto attraverso la tua carezza il fatto che lavoriamo insieme il fatto che mi hai dato una notizia difficile là prima sulla porta della chiesa come sta a male ed è sempre lui che si rivela dentro a questa umanità tremenda e meravigliosa tremenda perché siamo dei poveracci meravigliosa perché siamo visitati da lui e allora ecco che il progetto quaresimale in queste due righe del Vangelo delle tentazioni secondo Marco è il dire che è venuto nel deserto nel nostro deserto è vero il deserto è quel posto dove non c'è niente da mangiare non c'è niente da bere e però in questo deserto insieme ai nostri padri che per una quarantina d'anni se lo sono fatti il deserto per andare dall'Egitto alla terra promessa in questo deserto della vita noi siamo nutriti ed insettati è deserto ma lui ci vuole bene nel deserto ci si perde ma lui ci ha preso per mano e non ci molla i nostri padri di giorno lo avevano insieme con loro e camminava come una nube e di notte era una colonna di fuoco e non si sono mai persi e anch'io mi sono qualche volta un po' perso ma lui mi ha sempre ritrovato e quindi questo deserto è la severità della vita anche la precarietà della vita anche l'angoscia della vita io per esempio vivo un po' nel deserto perché ho un rapporto cattivo con la mia morte angosciato e però in questo deserto della vita lui non ci abbandona e quindi in realtà questo deserto della vita che è la vita con le sue asprezze è il deserto delle delizie perché qui noi abbiamo conosciuto l'amore qui noi abbiamo saputo di essere voluti bene qui l'abbiamo sperimentato dove noi non potevamo combinare un tubo ma lui si è piegato verso di noi attraverso tutti i suoi angeli tant'è che quando il popolo arriva nella terra promessa e comincia stupidamente a darsi dietro tutti gli dei di moda gli dei della moda se volete dei quattrini eccetera così lui si incavola Dio e dice ma allora adesso però io ti riporto nel deserto perché voglio parlare ancora al tuo cuore come ai tempi del primo amore si passa la vita nel deserto amati ma che vuol dire che per conto nostro non ce la caviamo e nessuno per conto suo se la cava ma ce la caviamo benissimo perché siamo voluti bene come è importante no? che noi per esempio vogliamo molto bene ai nostri bambini ai nostri figli io insisto un po' con le mamme che oggi hanno poco tempo devono sempre correre poveretto e dire fermati però qualche volta e dirgli una sciocchezza che è la cosa più importante che tu puoi dirgli ti voglio bene diglielo ma dai lo sa diglielo lo stesso perché esplicitiamo troppo poco questa faccenda invece bisogna che un po' gli angeli si rivelino no? anche con una certa ingenuità e dunque questa è la bellezza del deserto in cui viviamo e poi ci dice quella roba difficile cioè dice che è tentato da Satana no? che è un bel problema lo si può dire in tanti modi però qui non credo che ci sia nessuno che non sia esperto di quella nube negativa che ogni tanto ti visita e ti invade di quella nube negativa che assurdamente mette in guerra le culture mette in guerra i popoli no? quella nube assurda e cattiva che fa che il fratello picchi e uccida il suo fratello quella nube cattiva che fa in maniera che noi siamo dei super alimentati che dobbiamo sempre fare la dieta e in fondo ai nostri piedi più di mezzo mondo muore è una nube cattiva si cercano i colpevoli ma Satana è per dire un'altra roba sai molto importante e cioè che la devi poi piantare di pretendere di andare a trovare sempre i colpevoli perché la roba è più grossa non basta mica petter su il calcere della dozza ti sbatti dentro 600 persone che sicuramente non sono le più colpevoli e credi aver risolto il problema del male il problema del male gira con te è dentro nella tua vita è accanto alle cose più preziose tra l'altro una norma che è il piso perché si è ammesso stavolta adesso non non l'avete diceva ai miei tempi però le tentazioni sentite il discorso molto interessante le tentazioni erano una roba diversa perché la tentazione era già il peccato è vero è vero adesso è troppo giovane per saperlo ma una volta era così la tentazione era già il peccato e la ragione era profonda perché perché il problema era solo che te avevi una roba cattiva da una parte una roba buona dall'altra e non dovevi essere scemo dovevi scegliere la cosa buona e buttare via quella cattiva ma poi abbiamo scappato una roba diversa però che non è mica vero che c'è una roba cattiva e io posso dire se ti voglio no non ti voglio ma che può immaginare mi salta addosso mi domina si traveste sublimamente la cosa attraente meravigliosa quella che desidero quella che ho il diritto di fare mi frega è una roba molto più grossa è il male e la vita è insidiata dal male fa parte della vita non c'è nessuno che non è tentato e quindi a quella nonna lì ho cercato di dire ma guarda che esattamente ero vesci perché perché chi ha avuto un sacco di tribolazioni per cui andava in giro tutti a dire non c'è un più gran peccatore di me era San Francesco d'Assisi insomma era avere uno scolaretto di serie A ma si capisce perché perché con me peccatore il diavolo ha pochissimo da fare tutto già fatto si stavano fa pure come vuoi sono già bello che fritto ma con San Francesco me ne deve dare di grana è la santità che è esposta alla tentazione si capisce come sono i grandi tesori della tua vita che sono esposti alla tentazione no? perché? perché la relazione col tuo collega di lavoro che per giunto è anche dignoso beh è una relazione abbastanza buona perché non gli tiri delle coltellate è vero non gli dici delle robacce è già a posto ma invece con la donna della tua vita tu sai che con uno sguardo ci si può distruggere e con uno sguardo ci si abbraccia tutto è delicatissimo e più la vita ci dona bellezza più evidentemente ci dona fragilità noi siamo molto consapevoli di questo no? e c'è qualcuno che pensa di sposarsi sta per la tenta è uno scherzo mica piccolo perché dopo ah ma dopo quella persona lì è preziosissima è delicatissimo è come come la saluto quando torni a casa e com'è la liturgia della tua vita e del tuo incontro con lei perché tutto è delicato e quindi proprio perché la vita è bella è esposta a questo e lui il Signore lo sa capisci com'è importante che dica così il Vangelo oggi lui è qui anche lui è esposto al mare certo e però gli angeli lo servivano ci siete voi è vero e per fortuna ormai siamo prossimo l'uno all'altro capite lo scherzo meraviglioso che ha fatto Gesù nella storia dell'umanità è che venendo lui come prossimo lui ci ha insegnato che devi guardarlo come lui ti guarda no? è vero che se lui ti tende la mano tu gliela devi dare e questo cos'ha combinato che ha portato preziosissimi i nostri rapporti tra di noi perché l'altro capisci adesso è il tuo prossimo e senza di lui come faresti e lui senza di te come farà è meraviglioso questo Dio che nella pienezza dei tempi ci è venuto a rivelare in modo curiosissimo con rapia ovviamente dei filosofi dei teologi seri ci è venuto a rivelare la sua insufficienza insufficienza adesso non sparate ma Dio ha fatto così Dio è venuto a rivelarci e Dio lui è il volersi bene del padre e del figlio nello spirito dell'amore capito? abbiamo fatto un corso in campagna adesso in questi mesi noi facciamo questa scuola rurale no? che non pretende e non concede diplomi è una scuola per contadini e abbiamo parlato proprio della povertà e per arrivare a concludere che Dio ci ha insegnato la povertà e la povertà di Dio è lo splendore della comunione capite? è lo splendore della comunione perché se no si continua ad andare avanti con l'imperatore con quello che ha l'infallibilità con quello che vince sempre con quello che ha sempre ragione ma questo è fonte di violenza e di guerra mentre invece noi siamo nati e siamo condotti e governati da una comunione d'amore è questo che ci vigila con severità è questa la vera severità di Dio è l'amore allora per questo il Signore è avvenuto e siccome appunto rimane sempre quell'ultima obiezione no? che ricordiamo volentieri del Cardinale Martini che racconta appunto di avere a un certo punto detto al Signore ma insomma se sei morto tu perché devo morire anch'io? e poi però dice che la frequentazione e l'affetto con il Signore l'ha portato a dire beh siccome sei morto tu voglio provarci a chiedere è vero e vedrete che alla fine della Quaresima anche la morte quella del Venerdì Santo sembrerà un'altra cosa perché noi continuiamo a dire che si muore ma lui insiste e verrà anche quest'anno fra una quarantina di giorni a dire che no non si muore non si muore dice allora cosa succede? adesso non si muore ma si dà la vita si regala la vita e noi siamo vivi in questo momento e siamo qui per tutti quelli che nel nome di Dio ci hanno regalato la vita