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VDomenicaQuaresima-omelia-GiovanniNicolini-Dozza-20150322(23).mp3

Data: 22/03/2015

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Testo dell'Omelia

Geremia ricorda rapidamente il grande patto fatto con i padri ebrei quando dalla prigionia dell'Egitto gli ha fatti fuggire attraverso il Mar Rosso la manna nel deserto, l'acqua che scaturisce dalla roccia e poi al Sinai ecco il grande supremo dono della parola questo piccolo popolo compresso in mezzo alle grandi potenze mondiali del tempo riconosce che Dio ha fatto bellissimi regali ai potenti egiziani ai giuristi babilonesi, tutte cose sublimi ma a nessuno ha fatto il regalo straordinario che ha voluto riservare al suo piccolo popolo perché a questo piccolo popolo Dio ha parlato e quindi ha regalato la sua parola per questo regalo questo piccolo popolo di pastori erranti nella penisola del Sinai diventa ed è il popolo di Dio poi Geremia si lamenta un po' perché dice che la storia di questo popolo è stata sempre una storia piuttosto turbolenta, vivace e anche non sempre in riga e quindi anche questo patto non l'hanno custodito è stato questo patto anche in qualche modo un po' degradato per cui quella parola che vuol dire parola di Dio e che per loro vuol dire però legge voleva nella sua fonte dire che questa parola era così bella che non può che diventare poi anche norma, cammino per la vita di ciascuno e del popolo però c'era anche stata forse una riduzione insomma a giuridicismi formali ecco che un po' avevano sciupato il rapporto tra il Signore e questo suo popolo amatissimo allora a nome di Dio Geremia annuncia un regalo nei tempi futuri ed è il regalo di Gesù, è il regalo che ci porta qui questa sera, quest'oggi come viene descritto questo regalo? viene descritto citando appunto quella parola quella parola legge che era stata scritta per esempio sulle tavole di pietra che era stata affidata alla tradizione dei padri e poi era scritta nei libri santi quella parola negli ultimi tempi dice il profeta verrà scritta non sulla pietra né sulle pergamene né sui fogli ma sui cuori viene scritta nei nostri cuori per cui invece di essere una norma che sta fuori diventa un dono che sta dentro e diventa un desiderio che sta dentro capito? e quindi la promessa è straordinaria di quella promessa noi viviamo è per quella promessa che noi siamo qui oggi promessa adempiuta nel mistero di Gesù promessa meravigliosa che oggi anche per la strada che abbiamo fatto nelle domeniche di quaresima mi piace un po' anche qualificare cioè alla fine che cosa ci ha regalato lui? e ci ha regalato la cosa più bella la realtà suprema di tutto il mondo è quella che solo lui propriamente ha ed è così totale in lui che diventa il suo nome e quindi quando si va alla ricerca di come si chiama Dio nella pienezza, nella maturità per rapporto con lui si dice che Dio è amore allora penso che si possa dire oggi che questa legge scritta nel cuore è in realtà il regalo dell'amore e l'amore raccoglie in sé anche tutte le norme tutte le leggi, tutte le tradizioni e le organizza, le trasforma, le purifica nella norma dell'amore per cui tutte le leggi, tutti i precetti adesso che cosa sono? sono norme dell'amore, vero? e se no una legge se non è una modalità dell'amore non va mica bene, è vero ieri c'erano tutti questi migliaia di ragazzi no a Bologna che un po' hanno fermato anche il traffico e ieri pomeriggio mi ha chiamato a dire qualche cosa lì in comune e c'era tutta una marea di ragazzi e si doveva dire qualche cosa dal titolo quale giustizia per il carcere che abbiamo qui vicino quale giustizia sono anche contento perché ho incontrato un mio vecchio compagno di scuola all'università che è dello stesso pensionato dell'università a Milano che poi ha fatto carriera è diventato anche presidente della corte costituzionale insomma un personaggio importante e lui spiegava la costituzione a questi giovani e gli diceva che quindi il carcere per esempio non può essere una punizione non è una punizione non è una pena è un rimedio ed è una operosità per reintrodurre questi cittadini meno fortunati nella pienezza della vita della nazione non si può considerare una pena la costituzione nega questo invece appunto la descrive come un mezzo di reinserimento e aggiungeva quindi questo mio amico che quindi ogni persona è un cittadino non è che perché uno gli succede qualche cosa che lo porti in una certa condizione non è più cittadino o è meno cittadino lo è sempre e questo è molto importante è vero? perché si va presto che ti sia affidiato un nome speciale che ti degrada che ti mette da parte no? o moltissimi decenni fa essere un ebreo essere uno zingaro erano nomi pericolosi vero? difficili ricordo che a Mantua nella mia città dove sono nato è vero? molti ebrei mi raccontava mio papà che negli anni 30 hanno cambiato il loro cognome l'hanno per esempio italianizzato essendo un nome tipicamente ebraico perché non era mica bene perché non erano mica uguali a tutti gli altri e a un certo punto non hanno più potuto andare a scuola e non hanno potuto quindi più neanche insegnare a scuola e poi via via tutte le cose terribili che sapete la nostra Costituzione dice no però siamo tutti tutti sempre cittadini ecco e io quindi oggi vi dico e quindi portato sull'orizzonte del Signore se non c'è nessuno che sia fuori dal suo amore capite? e quindi tutti siamo nella uguale dignità i santi e i peccatori è vero? i piccoli e i grandi quelli che hanno fatto le scuole e quelli anche che non sapessero leggere e scrivere ma siamo tutti figli di Dio tutti tutti fratelli tra di noi perché tutti siamo figli di Dio e se non è così c'è qualche cosa che non funziona è vero e questa è la grande bellezza che ci è stata data tutti abbiamo l'amore lui questo regalo d'amore l'ha fatto in maniera così ampia il gesto del seminatore è stato così grande che ha avarcato tutti i confini capite? per cui ci si trova anche in mezzo a persone che non ritengono di avere dei riferimenti di fede nella loro vita ma hanno dei grandissimi doni d'amore perché lo spirito dell'amore è più largo persino dei confini della chiesa e anzi si potrebbe dire che in qualche modo i confini della chiesa sono sempre un po' messi in questione perché di fatto questa potenza prepotenza dell'amore esige di molto continuamente ampliare da che se questo argentino a Roma per esempio vedo che il confine tra chiesa e umanità è sempre più delicato è sempre più facile perché si capisce che se c'è qualcuno un gruppetto come siamo noi questa mattina che ha ricevuto un regalo speciale non l'ha ricevuto in esclusiva perché gli altri non ce l'abbiano ma l'ha ricevuto perché possano comunicare agli altri che anche loro quel regalo ce l'hanno e che noi li riconosciamo come figli di Dio e come fratelli e che quindi ci percepiamo insieme nello stesso cammino perché amati perché amati dal Signore non perché qualcosa che in fondo siamo noi o facciamo noi perché siamo amati quello che ci qualifica in fondo capite questo è meraviglioso è l'amore di Dio è vero per cui tu vuoi bene a quel tuo figliolo con il quale la relazione è semplice facile c'è una conversazione splendida interna e profonda ma tu ce l'hai e soprattutto lo cerchi continuamente con un affetto straordinario con quel figliolo con il quale la comunicazione è un pochino più complessa con i quali muri di separazione più facilmente sorgono ma tu però lo riconosci assolutamente come tuo ebbene Dio è così capite Dio guarda questa umanità e la riconosce come tutta sua e questo non ci dà un senso quindi di di fatalismo di dire vabbè ha fatto già tutto non è vero perché perché sul pianerotolo davanti a casa tua c'è uno che forse non lo sa ancora tanto bene e c'è qualcuno che tu conosci che lo sapeva ma adesso lo sa meno perché la prova della vita è stata così violenta con lui oppure anche l'errore nel quale lui è caduto è stato così grave che lui se l'è dimenticato o addirittura non vuole più e allora tu spinto dallo stesso amore che Dio ti ha donato tu vai a cercarlo e non sei in pace finché anche lui non ha parte e impari in questo a osservare con un occhio più profondo più disincantato mi piace dire questa faccenda dei figli di Dio e questo occhio nuovo ti consente di trovare figli di Dio dappertutto anche in posti impropri anche in condizioni che non si direbbero anche in situazioni delicate vedo che sono andate a finire un po' sulla prima pagina di Bossette stamattina io lo guardo da lontano un po' perché se lo leggo troppo dopo faccio fatica con la predica allora lo leggo dopo però ho visto però qualunque sia la condizione e la vicenda lui è un tuo fratello ecco e quindi questa ultima parola che lui ci sta dicendo per dire che cosa adesso accadrà a Gerusalemme è proprio questo è il tono dell'amore e dico accadrà perché perché non è che siccome tante volte hai fatto Pasqua ormai è fatta perché la tua vita è stata già no no questa cosa non finisce mai e non finisce mai per due motivi appunto il primo è che abbiamo sempre più bisogno della misericordia di Dio è vero? dice ma non non migliori non sai adesso fare un po' ok più vado dentro al Vangelo più ho bisogno che lui mi salvi vero? e l'altro motivo qual è? è che il suo amore essendo continuamente in crescita è sempre pieno di nuove sorprese e quindi anche la stessa parola di Dio che tu hai già ascoltato molte volte questa mattina la riascolti e dici oh ma qui però c'è ed è assolutamente nuova è vero? è per quello che questa parola dice di se stessa che è antica e nuova è vero? perché così è l'amore che è antico ma è sempre nuovo sorprendente che costringe sempre a conversione è vero? quindi questo dono dell'amore non è un dato fermo è una sorpresa continua è una continua generazione e rigenerazione questo è il suo bello vabbè e tutto questo vi segnalo due punti del Vangelo che insomma mi hanno molto preso in questi giorni e quindi ve li voglio dire la prima parola che voglio farvi ricordare insieme a voi è di carattere agricolo giardinesco insomma è vero? è un po' all'inizio dove lui dice in verità io vi dico se il chicco di grano caduto in terra non muore rimane solo se invece muore produce molto frutto bellissimo no? tanto l'avete già capito insomma no? no? un semino che rimanesse in superficie non produce più niente facilmente no? invece se va sottoterra e lui dice muore è vero? allora in questo andare sottoterra c'è il segreto della sua fecondità è vero? e quindi lui ci annuncia una cosa difficile per lui e difficile per noi come in realtà il grande segreto della fecondità noi siamo qui lo sapete no? cari fratelli e care sorelle noi siamo qui perché molta gente ci ha dato la vita io stesso sono qui solo perché molti mi hanno dato la vita e molti anche qui presenti mi danno la vita e anzi ne approfitto per dire anche oggi è vero che appunto ringrazio più che ringraziare voi ringrazio il Signore che mi ha regalato voi perché altrimenti non avrei vita perché voi non mi date la vostra vita e basta ma dandomi la vostra vita nel vostro affetto nella vostra pazienza nel perdono che mi concedete è vero voi mi date l'amore di Dio perché quello che abbiamo capito non è tanto il nostro amore lo è è vero ma è l'amore di Dio che passa attraverso il filtro meraviglioso della tua persona della tua storia del tuo carattere per cui l'amore di Dio che viene da te non è quello che viene da te no? e quindi una sinfonia infinita l'amore di Dio tutte le nostre relazioni umane sono importantissime perché ci mettono dentro nella tessitura nel gioco nel fascino anche persino nella severità dell'amore perché l'amore per fortuna è anche molto severo no? e quindi c'è molte volte al giorno che arriva lì e dice ma Giovanni sei matto? eh? e l'amore è quello che ti fa rinsavire è vero? l'amore è quello che ti fa sorridere ed è quello che ti fa piangere l'amore è quello che ti consiglia adesso di fuggire per un momento nel deserto ed è quello che ti riporta è vero nel brusio e nel dramma della città perché tu sia in mezzo alla sua causa alla sua fatica ai suoi travagli alle sue speranze eh? è la bellezza dell'amore questo amore di chi muore d'amore è vero? bene l'altra parola l'altra parola invece è verso la fine del Vangelo del testo del Vangelo di oggi dopo la penultima riga e dice io quando sarò innalzato da terra attirerò tutti a me innalzato da terra eh capite? è furbissimo l'Evangelista Giovanni perché spesso usa queste parole che vogliono dire due cose e una frase che ne vuol dire due eh? come quella signora scrittrice italiana che ha scritto un bel libretto se avete un po' di raffreddore vi consiglio di leggerlo perché in poche ore si legge eh? che ha come titolo una parola ha detto Dio due ne ho udite e in realtà è il versetto di un salmo eh? e adesso non possiamo fermarci su queste cose belle in ogni modo ritorniamo a questa parola che vuol dire due cose perché innalzato quando sarà innalzato eh? dobbiamo pensare al suo ritorno al padre no? dovrà pensare a quel giorno in cui saranno con il naso per aria è vero e l'angelo gli dirà ma cosa state lì a guardare in alto è vero adesso lui scenderà eccetera eccetera dell'annuncio di tutte le meraviglie che compirà è salito al padre quindi sarò innalzato da terra è salito al padre però voi conoscete bene forse addirittura meglio un'altra un altro essere innalzato da terra che è quello che ha le mie spalle no? e che ogni volta che ci vediamo qui intorno alla parola del Signore necessariamente ci chiama vedete lui è l'innalzato da terra oggi è coperto è coperto perché è perché stiamo preparandoci a seguirlo in tutto il dramma della sua passione dramma eh avete colto la bellezza del dramma dice in questo vangelo che abbiamo ascoltato l'anima mia è turbata che cosa devo dire padre salvami da quest'ora ma per questo sono venuto per quest'ora sono venuto capite in cui è innalzato da terra ma innalzato da terra attira tutti a sé allora ancora una volta ritorniamo con questa parola tutti tutti attira tutti a sé capite tutti nessuno fuori possiamo giocare quasi con astrezza con il nostro pensiero con le nostre esperienze con le nostre considerazioni con i giudizi che abbiamo già dato con i giudizi storici che a un certo punto si fissano è la bella che è fatta ma questo tutti capite questo tutti costringe oggi il nostro spirito a osservare guardare essere fatti per questa audacia anche di linguaggio ma come osi ebbene ha osato dirlo c'è solo qui gli altri evangelisti questa cosa non la ricordano e Giovanni la ricorda qui innalzato da terra attirerò tutti a me è quello che nel Vangelo di Luca mi faceva dire poco tempo fa che non si deve pensare che quel pomeriggio vicino a lui c'era solo il ladrone che gli ha fatto quel bel discorso che la grande tradizione ha fatto sì che lo chiamano il ladrone teologo è vero ma c'era sicuramente anche l'altro che era talmente messo male che non aveva la possibilità di far nascere da sé una parola di speranza anche lui aveva quasi con imprecazione chiesto di essere salvato ma gli altri due che quel pomeriggio si troveranno a passeggiare nel giardino di Dio non lo lasciano giù anche lui appunto perché in ogni caso tutti è un modo per preparare bene mi sembra il nostro ingresso a Gerusalemme con il Signore chi devi invitare tu? eh tu chi devi invitare tu non dirmelo ma chi non inviteresti? eh è una domanda imbarazzante è una domanda che pesa sul mio spirito che mi indaga nelle profondità della mia persona fino alle viscere in certo punto no? perché i sentimenti hanno anche una capacità di violenza inaudita fino a giustificarsi no? ma c'è anche lui vero? tutti allora siccome dobbiamo darci appuntamento per domenica prossima lì nel prato se non piove alle porte di Gerusalemme per entrare con il Signore in città i giorni che vengono sono molto buoni molto opportuni per portare a evento questo tutti perché c'è qualcuno che mancherebbe se tu non l'invitassi in ogni caso sarebbe assente per te capisci? e questo non ti darebbe pienessa di pace l'ultimo traguardo della pace anche quando fare la pace è proprio una guerra eh? io sono esperto sapete perché sono scassatissimo in questa guerra e però appunto non c'è la pace ma al fondo di quella guerra c'è la vera pace quindi mi raccomando per domenica prossima invita anche lui invita anche lei staremo senz'altro meglio anche con loro grazie a tutti grazie a tutti grazie a tutti grazie a tutti