19951231 - Sacra Famiglia, anno A (si sente male).mp3
Data: 31/12/1995
🗣️ Lettura Vocale Testo:
Testo dell'Omelia
La mia vita è la mia vita. Ma noi crediamo che in quanto resta noi una finale, non crediamo che la verità della volontà di una istituzione particolare, per una particolare condizione della vita e della braviglia. Secondo la tradizione dei nostri passi, secondo il popolo della forma di trazione della nostra sapienza, ce ne vediamo che noi ci vediamo in una situazione di una terremotica, come il tema di cui si sta in mente della generazione di una terremotica, il problema del cui si tratta di mettere insieme, la gente è una storia di quasi lettera di una persona, quindi con la città di un'accentrazione, e quindi con tutto asventato, non è impossibile, non è per quello che riguarda il cuore dell'uomo, non è per quello che riguarda il suo sapere. Sperare, quindi continueremo in quanto non è una necessità, come uno deve ascoltare sempre un'accentrazione di un'accentrazione di un'accentrazione, e quindi per un'accentrazione di un'accentrazione di un'accentrazione di un'accentrazione, che, quindi nella Genova della nostra Crusante, і nelle�azioni solunei, creative le strani dei semplici importanti, che in namedio itt direknow撫so, e quindi insieme nella campagna di comunità in sinistrazione, diciamo questaонцcrazione di comunità tra la cholektore dove c'è anche un tempo di informazione che ormai da famiglia che si spera anche produttive cose banali, che possono essere anche carini, perché si fanno intervistie. Ma questo è certo, perché la famiglia diminuisce il vero modo di dire l'umanità. L'umanità è produttore almeno in attualmente. Non esiste il maglio dell'individuo, non c'è nulla da singola persona. La singola persona non c'è se non c'è tutto, che sempre resta nel figlio, non c'è altro, perché si, non le persone, non le regia di più, ma tutto altro, ma chi deve essere, chi deve essere, chi deve essere, chi deve essere, chi deve essere, chi deve essere, chi deve essere, chi deve essere, tutto quello che lo ha generato e che lo ha portato a vita. Il mio amico è tanto resistente e anche questa cosa che si deve essere. E quindi, infatti, tutte le cose come Israele, la Chiesa, si parlano di... E' una famiglia che sono sempre che non vedo tutti i palazzi della nostra famiglia, ma tutti i palazzi della nostra famiglia, ma tutti i palazzi della famiglia che è la descrizione del figlio, che è la condizione di cui si nasce, si vede e si muore. Ci sono anche le mani di altre altre, e la quale è il figlio che è il nostro padre. E quindi non possiamo trovare una forte di figlio tra noi se noi potrutturando il senso di cui si sente, che è il fatto di questa parte di noi. e sono rispetto a due figli, come due anni, con una senta parte di un senso di scoperta, quello che si può fare, e quindi, in tanti altri anni, e ciò che rispetto nell'antico di un momento, all'interno di questo grande effesto del visente della famiglia, si viene a un'unità rispetto di un altro stato, e cioè, a una rispetto della nostra sentenza di tutti i figli, e di tutti i figli, e di tutti i figli. E quindi mi pare che si era assunto, e anche che io avendo banale, sperando di poter vedere, di rassunti una cosa che non mi piace, con il mio stesso figlio, che ora oggi, mi importa che andremo a dire, a fare una cosa che va legato, e quindi si è prima di cui non sia, che vuole figli. e quindi i figli, i figli, i figli, e quindi non c'erano sempre le date, le mie, le quali sono le persone, e io ho trovato tutti, ad essere dei buoni. Abbiamo dei figli, delle date, solo quelli di loro, a me che siamo numerati, e a tutti i figli di loro, sono dei loro, molti sono delle altre, diciamo, per valere, per valere, per valere, per valere, per valere, per valere, per valere, per valere, per valere, per valere, ma in fatto, non hanno solo i partiti, e le madri italiani, generati, e lo direttamente, ci sono proprio, da aspettare, quindi, di riferimento assoluto, della nostra chiesa, della nostra chiesa, della nostra chiesa, della nostra chiesa, e non sono solamente, delle persone, unificate, da aspettare, dai nostri amici, dei nostri amici, dei nostri amici, dei piacere italiani, dei nostri amici, insomma, tutto quello appunto, abbiamo avuto più, bisogna imparare, dice la festa di oggi, ad essere, un nuovo tipo, anche, nei confronti, delle determinazioni, più uscite, della matriamità, della matriamità, della matriamità, l'arrivo della carne, un altro, e un atteggiamento, per lo scrivere, potessimo, aver matato, con sicurezza, con banalità, potessimo, addirittura, rispettate, e giudicate, anche, anche, persone, o elementi della vita, per quanto, sempre questo, unico, unico, per il mio amico, al dolore, del padre, della madre, ma anche, per il mio amico, la matriamità, la matriamità, la matriamità, perché, ma, la matriamità, inizia, si tratta, un altro, che si tratta, di essere, e quindi, devo, ridurrare, tutta la, la città, di essere, inizia, con i termini, propri, della famiglia, che, sicuramente, non mi sto, solamente, dicendo che, che, bisogna, di dire, la patria, la patria, famiglia, di avere, ad esempio, a loro, perché? una situazione, non mi può fare, una situazione, della persona, della persona, della persona, ma, della nostra persona, sicuramente, siamo stati, ad esempio, è una vita vita, è una vita vita, è una vita vita. In questo caso, in realtà, la nostra condizione, di essere, di amici, ha avuto, inizi, in modo straordinariamente, e anche, attraverso una, delle delle, delle delle, e che invece ad ogni persona che Dio manda sulle amministrate, ad ogni forza, ad ogni attività, ad ogni re, con te, in realtà, se ci sono più di tutto e di tutto, è più di tutto, è più di tutto. C'è un appriso a me nuovo tra gli scopri di Dio che è tutto proposto di quella supermercola della vita, tutta una aggressività istituitiva della nostra cultura, di individualità, che soprattutto a un tipo della paura che viene di giocare il nostro cuore, ci spinge a scagnarci in qualche modo, nei confronti di Dio e di tutto, di conoscere una spesa di personalità o di un'idea di gente. Si tratta invece di trasciniti in questa vita e quindi di portare il valore nostro individuo di recettore, di individui messaggi, di contenduti, di suggerimenti, di ammolizioni, di avvertimenti, che in ogni modo possiamo uscire se il sacro di custodire è un po' di giù. Si tratta di condizione dell'umanità che è vita, così critica e così dolorosa, che è quella che si tratta di un'attività, di un'attività, che noi abbattiamo di un'attività, che invece fa partire in questo luogo, cosa sono? Si è completamente superato dalla vita nella misura in cui i re molti si è potenti a generare di pensieri, di illuminazione, di proposito, di provocazione, di sfida, di di una notte. E io capisco che posso vivere con sapienza solamente se in quanto mi muoio mi collegano a vita, alla potenza infinita della vita che è intorno a me e che ogni giorno mi cerca. Così mi capitava a fare che passare al cambio, mi ignorare, solituendo da l'esterno, nel bisogno di Cristo Cristo. E quindi, ecco, adesso posso passare la testa e posso invece su questo confermare il mio cuore e lasciare che il mio cuore, il mio pensiero, la mia persona siano condizionati. Per quello che in questo momento potrei sperimentamente la realtà. E credo di aver desiderato in quel momento fortemente sostanza e quindi di avere scoperto, ancora una volta, quanto malattemente le concituzioni della paternità e della paternità della vita, quindi, queste piccolate che sto cercando di dire, e le lasci di ascoltate proprio perché il mondo ci sono continuato a curare e a conflituare la mia solitudine di stessa, di soddisfazione e di un caso pratico. Perché voi invece, dice l'apostole del testo straordinario che abbiamo ascoltato, si tratta di essere sembrane di noi, i segni e la porta della paternità e della vita. A qualunqueità della vita, in qualunque punti di siano, a qualunque siano le nostre relazioni, in questi giorni se ne parlano di persone a vite, perché non scompriamo sempre di più la paternità, la paternità, anche non solo della dimensione adulta, della persona e della fede, del pensiero, dell'intelligenza e della sapienza di una persona, che non si possono limitare al fatto che la mia persona è stata messa in relazione con un'altra persona, che è in dire di una generazione biologica. La paternità e la paternità sono prima di tutto i nomi che competono alla tendenza della nostra esistente. La paternità è la paternità, che è assolutamente un modo di vedere, di appoggiare, di farmento, di vivere, con questa potenza che è propria di Dio, il potere di generazione. Abbiamo un potere di universo, di generazione, che è molto certamente che viene tra le vite della nostra propria identità. Ne abbiamo uno ancora più grande, che è arrivato invece alla parola, al pensiero, alla carità, al perdone. A quella possibilità, dice l'Apostolo, persino di rinunci insieme, per essere, come questo momento, un grande crema che genera la vita perché cantiamo i dirmi del Signore. C'è una potenza e di un'immigrazione di speranza, di pace, di depolenza, di sorriso. C'è una possibilità di vita, perché l'umanità può riscontrire dal suo Signore di essere più contabilita. E quindi, certamente, io, di questa mattina retna, ci ha domandato questa possibilità di informare dentro di noi questo occhio del padre e della madre che sul nome, in questo senso, di evitabilita. Per esempio, questo sia tra l'altro sigillato, sigillato per il corpo, il Signore ha accostato al Santamento dei Matrimoni, che è la via grande e preziosa nella quale si formano le famiglie cristiane, un'altra via straordinaria di familiarità, che è il modo della familiarità fraterna, che non chiamato alle notte, secondo il Santamento dei Matrimoni, sono chiamato una stessa di enfasi delle notte e della vita familiare, per segnalare alcune cose che vi fanno oggi nel quadro di terza. Quello è il titolo in base che nessuno, quindi, smette mai di essere in vita. Chi intraprende una via di consacrazione e che si consiglia così a una vita comune di frattacanità, non spette mai di essere in vita. Ma come anche, se ha insegnato il nostro Signore nel suo cammino verso la croce, dice una cosa che voglio dire da tutti gli sposi e le mie sposi, che il figlio dovrà diventare sempre di Dio. E anche da ciò che partiamo nella vita, vogliamo avere sempre di Dio questo atteggiamento di ottenimento di figlio che sempre di Dio ci consegna alla volontà di Dio e di Dio, e le domande di che si fette. Uno non c'è sa mai di essere figlio. Ora questi fratelli e queste sorelle sono chiamati a insegnarci molto particolarissimi. Ma non solamente questo. Sono chiamati a insegnare che la paternità e la paternità non sono ne legati alla propria tipologia sessuale. E gli altri ancora, come dice, no, no, c'è più confuso, perché tu l'hai, perché ti è nato il tuo amico, poi diventa il ragazzo figlio e poi alla fine ancora cresce, ma tu lo devi ancora seguire e poi è ancora perché ti muovi bene. Ma in termini di loro non vissi, la paternità è una carità di Dio, essendo non prima di tutto un fatto biologico o psicologico, ma un fatto spirituale, compieghi a tutti. Tutti devono essere padre e madre. Poi in questa famiglia di fratelli, in questa famiglia di sorelle, tutti devono esercitare questo ministero, questa parte. Tutti devono celebrare questo credo di stati di Dio. Quindi, violenza e titolazione. E nessuno veramente ha generato l'altro, no? Perché non è che il padre di una famiglia di fratelli, uno si è eventualmente il padre degli altri secondo la carne, ma ogni delle poverze mazioni di altri, e come Dio e anche ero come Padre. A ricordare una cosa fondamentale, è vero? Che i figli, infatti, non sono i nostri passi, ma sono i Dio. E quindi i nostri poverze, i loro confronti, come padre o come madre, è quello che per celebrare il Signore, la sua sapienza, la sua volontà, straordinaria vicenda della fatalità e della fatalità, in cui, in qualche modo, si dovrebbe avere anche paura della testa di oggi, per tutto quello che la protocca grigia e sanguinaria di oggi ci porta a finocchiere, tanto tanticati, sui violenze, abbandoni, o provo di un tipo e individui di le possibilità, io ci vorrei proprio dire, ma ah, mi chiamo tantissimo, mi chiamo sempre. Invece, per cui c'è l'insieme al Signore, per cui c'è la gloria Gesù del tuo, questa fatalità e questa fatalità non sono mai in un'ossessi. Sono sempre invece una straordinaria promozione di vita e di libertà, proprio perché non lo so esercitano il proprio, proprio perché noi siamo sicurissimi di cui, in un certo senso, rigorosamente nessuno è padre e madre, e proprio per questo, per esercitare il proprio necessità quello di noi è suo, perché se mi facessi una cosa che sai fare, che è il mio padre, invece noi, né ascoltare, né un potere. Non voglio fare una cosa leggera e estrema, ultimamente appellandoti al Signore per essere più, prima di tutto, e tutto il dito, preso per il mare del tuo corpo, perché la storia che dice il maggior degli occhi è tranquillo, è di tutto il mare, è di tutto il mare, è di tutto il tuo e di tutto il tuo sacco. C'è un demone salivinario che sta dietro ad ogni esistente, c'è un demone della morte e della morte che insidia la pace della bellezza della vita, ed è per questo che siamo affidati, in una all'altra, ed è per questo che a una settimana di distanza ritorna necessario Giuseppe, sognatore, che come non avrebbe potuto celebrare le nozze nuove e strane, se loro attraverso la differenza del sole, così si insegna che in realtà si può tuttura la vita, senza questa amicizia del sonno e del sole. opportunità straordinaria anche oggi di questa figura di giuseppe, per pensi che poi in realtà, comunque, l'importante è che io sia e che nello stesso momento assolutamente non serve, nel senso che tutto quello che tu fai, tu ti dici, tu devi decidere, la responsabilità che ti devi prendere, è l'effettiva azione che devi sforgere, perché il terreno esiste, perché il terreno salivinario che si dice, non può essere più forte, è molto più forte che non può essere più forte, e quindi allora, il fatto, tu non puoi considerare dentro di te una pura, imprenza del Signore, e tutto quello che ci ha lasciato di bello e di grande, tale è stato la prima vita del padre, e lui mi può essere e un minunente se lo può essere male. Cos'è che in realtà è una profezia di Gesù? È Gesù che in realtà ci prende per mano, ci muore, ci libera, ci riscatta, ci fa tornare, e come? In tutto perfetta o per il mio amico? Oggi Giuseppe, sempre, per capire come tu non vede retta, in un valutato possibile, ma si deve essere così, è grandissimo, anzi da più grande di tutto quello che ti protegge, quello che è quello che è quello che io ti amando, ti amando, quel figlio di Dio che è tua persona, e il tuo figlio di Dio che è stato allegato, la tua pecca, la tua pensione, la tua mattiera, la tua sentenza, e come poter proteggere il figlio di Dio? Come si fa a celebrare un'unituzione così grande? Si fa così, si è preso per andare da sindromi e ci dice che è stato. E non è meglio quello che esce oggi, dalla vita di oggi, dalla produzione di stamattina, che lo è prima di tutto un esistente segnato a tutto, dalla responsabilità, dal pericolo, dalla maluna, dalla visione, dallo stress, il gioco, perché è un po' grande il testo della vita, ma dall'amutenza della malattia, perché tutte le volte il tuo cuore è proprio pesante, e perché si è presante, è perché si è preso sempre di un po' grande il tuo cuore. Il mio non vuol dire che sia una vita che non conosce la prova e il viaggio, ma che si è preso una vita di un amassato, perché se tutto mi interessa da lui, allora si potrebbe in un'unità, che dovrebbe avere sempre una vita e paura, a noi, anche solo un piccolo meccanismo del cuore e della mente più il nostro trasferimento. Ma secondo invece, non è niente costriato, che non è impressionante. Questa mattina bisogna, tra l'ordine, di un totale straordinario quanto ancora, che non solo per i propri figli, ma per volutti un'ansione della propria vita. E questo è un punto vicente, di più o meno di difficili, come è difficile, per esempio, andarsene nel desiderio dell'egitto della propria malattia, come è difficile, come è difficile riparare la propria sanzona dal demone del proprio cuore, come è difficile. Quali casi difficili ci sono davanti, come sembrerebbe quasi possibile, una vita secondo sanzione in realtà. E invece, questa mattina, è importante, in riflessione sempre. Tuoi, questo abbandono, che lui, al tuo altro, è una parola del padre. Ed ecco, perché sono una mattina, quindi, potrò trovare con sua azione, anche da nessuna più modesta della fede. L'abbiamo venuto così a dire, no, però non mi diritto, però non mi ha detto che non mi ha detto che non mi ha detto che però dai quattro i tempi non mi diritto poi in canta. Sì, ma quando c'è la nera è difficile girare da strada. Come dire, fidarsi di tutte le vengole che vengono trate, e fidarsi di meno di se stessi. Così, è proprio nell'ericolo della vita, nella sua naturalità, che il fondo si scopre che, anche il cuore, quella cuore, che è la cuore delle loro. In maniera che succede, capire questa mattina al signore? Qui ha bisogno di essere proprio di tanti uomini, da chi ha abitato a noi, da chi ha abitato a noi, da chi ha abitato a noi. Perché noi, sull'attaccio, sull'attaccio, sull'attaccio, e qualche volta, qualche volta, non ne ha neanche una volta. E quindi, se ne ha abitato a noi, non ne ha neanche una volta. Allora, credo che tutti voi, noi stiamo oggi, e io, per cui, quindi, possiamo trovare un'attaccio di più macchia. Non sempre, la nostra vita, sempre ha un anno di successo, non sempre le cose si sbagliano su tutti i nostri progetti. Avete visto? Seguro le cose di vista, va bene. Persino, non facendo finanza, è un incidente che succede dopo. E succede dopo perché, se si deve vivere come un profilo, perché i pericoli non sono passati, non hanno il primo di mano, allora ci deve essere un anno di me, angelo, che si interviene. E quindi, dice, no, per il conflitto, non è vero che la nostra vita. Allora, se lo so, nessuno è andato, e quindi Gesù prete questo fenomeno di nato a me, e le sue le sue le sue lefiche, hanno il nostro e l'altro. Per i grandi pericoli, per il tuo libro, avessero bisogno di ricevere l'indicazione, e la rinuncia il signore. Allora, per me, siamo tutti insieme, con più pace, con più forza, con più determinazione. Per chi è del conflitto, più per la civiltà, se non è stato esterno, poi, quello sarà più difficile, di dire che sarà più semplice, e di quello che mi viene, più per la cosa, misurare l'arma in questo. C'è un altro confidamento, il c'è detto nel nostro cuore, e con le cose che ci percepono. se c'è quello, ogni persone che voi non vado a vedere, e a me non si è stato visto, neanche a verificare, se voi, le cose, sull'armi, secondo le nostre strutture, e le altre strutture, e quindi, ehm, il proprio stato messo nelle nostre mani, e non se non ci si trova, non ci si trova. Grazie.