E' tutto accompagnato da questa presenza femminile, d'altro ieri già in Basilica abbiamo celebrato questo testo evangelico, oggi a Concezione, oggi pomeriggio ci incontriamo con la donna di Samaria e troveremo questa madre di Dio a Bethlehem, Elisabetta oggi e la rincontreremo nel mistero della visitazione. E' tutto questo grande accompagnamento, molto prezioso, non so se avremo il tempo di tornarci sopra. Mi pare che già l'altro ieri, quando appunto abbiamo celebrato la Divina Liturgia, è venuto avanti il pensiero di questo grande viaggio che Dio ha compiuto dal giardino della disobbedienza che stamattina abbiamo incontrato nel testo della Genesi, fino appunto a Nazareth, a questo incontro. A queste nozze, a questo bacio d'amore che visita l'umanità e rende l'umanità capace di generare il figlio di Dio. La figura della Chiesa madre è una figura che ha accompagnato fortemente i primi secoli della storia della Chiesa, appunto la Chiesa che genera incessantemente il figlio di Dio nel cuore della gente, la Chiesa che è madre perché genera continuamente figli al mistero di Dio. Va tenuto presente anche il luogo dove ci troviamo in questo momento, quindi la preziosissima protezione e intercessione del Beato Charles. Pochi giorni fa era la sua memoria liturgica, noi nella nostra parrocchia di periferia che segue un po' delle regole sue, l'abbiamo celebrata come festa e quindi ha prevalso sul tempo dell'avvento e abbiamo recitato in gloria come l'abbiamo fatto questa mattina. per noi, per una persona fondamentale proprio della mia storia, mi ricordo gli anni dell'università dei Gesuiti a Roma, quando volentieri andavo un po' a liberarmi dagli insegnamenti per me troppo razionalistici del mattino e dopo aver ascoltato alla sala stampa della Santa Sede quello che i pari conciliari avevano un po' discusso e non sono una di loro perché erano tutti gli anni del concilio, al pomeriggio andavo a zappare, io non sono un grande esperto, ma a zappare un po' nel giardino delle piccole sorelle che fuori dalla porta San Paolo a Roma stavano preparando i terreni per questi loro alloggi, questi capannotti che mettevano. L'incontro con il Beato Charles è avvenuto per me attraverso quel libro che forse alcuni di voi hanno letto, in ogni caso è interessante leggere che in lingua italiana apporta come titolo Come loro ed è stato scritto da chi poi ha avviato nella Chiesa tutta questa vicenda dei piccoli fratelli e delle piccole sorelle. Noi siamo ospiti di questa famiglia, di questi anni di Terra Santa, di Lorenzo, di Andrea, il nostro legame con loro si è molto intensificato e approfondito e quindi noi ci sentiamo qui un po' anche ospitati così teneramente come fossimo a casa nostra. E quindi anche questo ci protegge. Anni fa, più di trent'anni fa, noi abbiamo fatto un pellegrinaggio a piedi nell'anno in cui la maggior parte di noi avevano fatto professione e abbiamo camminato a piedi da Nazareth a Genusalemme e lì, mi ricordo, abbiamo ancora incrociato luoghi dove anche il Beato Charles era passato nei suoi viaggi, nella sua fediera. Dunque, tutte cose importanti. Io stamattina mi limito semplicemente a sottolineare qualche cosa del testo della lettera di Efesini che appunto è impegnato a dirci che cosa e c'è che il dono assoluto ricevuto dalla ragazza di Nazareth per la potenza del sacrificio d'amore di Gesù ci riguarda, riguarda tutti noi. E quello che di lei nativamente si deve dire questa mattina si deve dire di tutti. Di tutti. A partire dai più virpanti, quindi da me, però riguarda tutti. E prospetta subito un atteggiamento della nostra vita. Di fatto ci si chiede di vivere ben dicendo Dio. Ben dicendo Dio. Non mal dicendo, non dicendo le besteglie. Ormai le besteglie sono cadute molto in disuso purtroppo. Perché una volta era molto rica la besteglia perché era percezione drammatica della presenza di Dio. Non è un bel segno di pensare che sia diminuita la besteglia purtroppo. Perché Dio conta poco per molti. Quindi non c'è niente il caso né di invocarlo né di maledirlo. Noi invece siamo al mondo per benedirlo. Per benedirlo. E quindi conviene farlo sempre. Anche quando ci sta visitando la prova, conviene reagire benedicendo Dio. Dopo gli faremo delle domande. Mio papà, quando io gli chiedevo cosa voleva dire sto pregare, gli diceva anche vuol dire fare delle domande difficili a Dio. E quindi ci sono molte volte in cui dobbiamo fargli delle domande difficili. Però facciamole sempre partire con questa benedizione. E Paolo ci ha subito la ragione di questa benedizione. Di cui teneremo molto conto. Perché lo devo benedire? Perché lui ti ha benedetto. Perché lui fin dal principio ti ha benedetto. Oggi per esempio è indubitabilmente la memoria forte del nostro battesimo. E' chiaro che non ce ne ricordiamo. Però è importantissima la sostanza del Vangelo, del battesimo. Un regalo che abbiamo ricevuto prima di essere inconsapevoli. E' importantissimo il battesimo degli infatti. Se la Chiesa lo perdesse, perderebbe un tesoro immenso. Perché il battesimo degli infatti è di tutto a sottolineare che tutto è grazia, che tutto è regalo. Che non è che devi imparare il catechismo, meritartelo, comprartelo, rubarlo. No, è regalato. Ma quel battesimo regalato, quel regalo del battesimo, è di fatto poi il segno di tutta la tua vita. C'è un impegno di dare anche nella festa di oggi a una certa rimeditazione della propria storia. Per poter arrivare magari questa sera a concludere la giornata con la canzone che Maria ha trovato nel suo cuore in casa di Elisabetta. Elisabetta, quando non ha potuto dire altro che nell'anima mia ammettica il Signore, il mio spirito esulta. Perché? Perché ha guardato la mia povertà. Purtroppo qui la traduzione non è precisa, in italiano, anche nella revisione che hanno fatto. Per cui si dice l'ubiltà, l'ubiltà ha un po' impressione perché è una cosa così grande. E' vero che sembra di esserne esclusi. Invece lei è molto più profonda e quindi non parla di una sua virtù di umiltà, ma parla semplicemente della sua miseria. Ha guardato la miseria della sua serba. Vocalo importantissimo nelle scritture antiche che resta come piccola traccia anche nella lingua italiana con una parola ridicola che non usiamo quasi mai quando diciamo un povero tapino. E' proprio quella parola della lingua greca della scrittura come se lei avesse detto che Dio ha guardato alla sua tapinezza, alla sua miseria, alla sua povertà. Che nella storia di Israele è stata molte volte anche una miseria, che punta anche ai guai che Israele è combinato, insomma, no? Ai suoi peccati contro il Signore. E molte volte invece è semplicemente la povertà della vita. Ora tutti voi che siete qui, nessuno è certissimo, tutti voi hanno conosciuto questo. Hanno conosciuto quello sguardo che si è posato sulla nostra miseria o sulle nostre miserie di un tipo, di un altro, in un momento, in un altro, per una vicenda, per una colpa nostra, per qualche cosa che magari avevo subito. Ma Dio ha guardato alla tua miseria e ha fatto di te e per te grandi cose. Ti senti attribuito nel Salmo 125 della scrittura che dice che quando gli ebrei passano in mezzo agli altri popoli, questi popoli che li vedono passare dicono grandi cose hanno fatto il Signore per loro. E loro, questo piccolo popolo di pastori, se ne vattene, custodendo l'eco di quello che dicono gli altri e invece sì, è vero, grandi cose il Signore ha fatto per noi. E lei riprende questo canto per dire il Signore ha fatto per me meraviglia. Ecco, questo è il paradigma fondamentale della storia di ciascuno di noi. Se non siamo questo, semplicemente questo segna la nostra distanza che adesso fa coperta perché il Signore anche in questi giorni ci viene incontro e noi che cosa facciamo se non accoglierlo? e in questo accoglierlo riconoscere proprio nella concretezza della nostra vita che come Levi è stata visitata ed è stata turbata da questo saluto che ha ricevuto. Anche noi dobbiamo meravigliosamente entrare in questo turbamento perché la nostra vita vedete è tutta sproporzionata ma è tutta sproporzionata in modo meraviglioso no? È sproporzionata come già accennavamo in questi giorni è per questa relazione che Dio ha stretto con noi di sua iniziativa di sua potenza e prepotenza e noi piccoli fragili anche non avendo nessuna voglia magari però tutti visitati e avvolti allora bisogna accedere alla prepotenza dell'amore di Dio e questo amore di Dio ha appunto un'altra parola la cegniamo poi andiamo oltre che è quella che prima di tutto l'angelo dice a lei perché tutta la festa di oggi appunto è raccolta intorno a quel saluto le dice rallegrati piena di grazia su questo la meditazione della chiesa e delle chiese ha portato a stabilire che in questa ragazza non c'era spazio per qualche cosa che fosse ombra ma non capite perché lei sapeva rampicarsi e fare il sesto grado delle virtù ma semplicemente perché Dio l'aveva inondata di sé ora tutto questo è accaduto anche per noi certo nel travaglio della storia nelle contraddizioni della nostra vita nei limiti della nostra persona però è avvenuto quel segno battesimale andate a verificare dove siete stati battesimati quando fatevi dare il vostro certificato di battesimo quando ho compiuto 70 anni ho chiesto a mia sorella di regalarmi il certificato del mio battesimo il Monsignore si è un po' stupito che a mia tenere si volesse in giardia diceva cosa ti serve ci permettono di quando certo fate memoria del vostro battesimo perché è incominciata così la fisica di Dio ma da allora però quante volte infinite più volte di come noi ce ne siamo accorti l'abbiamo percepito l'abbiamo accorto l'abbiamo ringraziato abbiamo gioito l'abbiamo comunicato molte volte di più però qualche volta ce ne siamo accorti stamattina è il momento per accortersi e per cui noi lo ringraziamo perché lui ci ha benedetto in che modo riempiendoci del suo dono riempiendoci del suo dono tutto è dono tutto è dono bisogna mettere via in un cassetto di riempiarsi la chiave tutte queste storie inutili dei neri degli accumuli dei fioretti e di più permettere di vivere di più bisogna piantarla di pensare che facciamo una grande gara per arrivare a conquistare il paradiso il paradiso l'abbiamo ricevuto all'inizio la vita cristiana sta tutta nella custodia e nella fioritura del dono che abbiamo ricevuto noi anziani conosciamo la tristezza dello spirito quando verifichiamo che abbiamo fatto fiorire poco di tutto quello che abbiamo ricevuto non l'abbiamo accolto con abbastanza umiltà con trepidazione con sorpresa con esultanza e quindi molte volte l'abbiamo lasciato in pallidire l'abbiamo lasciato imprigionare poi dalle tricolazioni della vita ma non importa perché basta un istante perché tutto possa richiurire allora in questo giorno che cosa deve richiurire? quel pieno di grazia misteriosamente assurdamente attribuito a te a me capisci? una cosa da amarti perché lei è figura unica? sì solo che è nostra madre solo che ci rappresenta tutti solo che ha portato davanti a Dio non la sua miseria ma la miseria di tutti lei è la figlia di Sion ma dicevamo l'altro ieri in qualche modo rappresenta l'umanità intera la sua miseria è Dio che rompe da lei per dire rallena piena del torno di Dio questo è Dio questo è Dio non è un Dio immobile che aspetta che il paradiso ce lo pari è un Dio piegato c'è un crocifisso che si incontra facendo la strada verso San Giacomo di Capostella è un crocifisso un po' strano ed è anche c'è da dire artisticamente bellissimo però ha una caratteristica che è in croce ma il braccio destro l'ha staccato e quindi è incodato con il sinistro ma con il destro è finato e tiene assolutamente un uggio perché questa è la potenza della croce si potrebbe parlare di quella croce che qualcuno dice cosa vuol dire perché c'ha un bel braccio dritto e un altro che lo può sbilanciare com'è? che è sbilanciato? perché è piegato perché è piegato quando ricordate di parretura Odo faceva visitare la bellissima grazia dove era alla fine finita la vicina sotto il monte e si compiaceva di dire che come la sua bellissima chiesa romanica tutte le catedrali romaniche sono storiche e tu se ti metti in mente alla porta della chiesa e guardi il centro dell'abside non somigliarsi no? perché a un certo punto quasi inadvertitamente la chiesa romanica si piega perché deve riconoscere la piegatura del corpo del Signore e del Giudice che è piegato perché è chinato verso di noi noi siamo i figli di Dio chinato verso di noi le persone che abbiamo in mente in questo momento sono persone verso le quali Dio si è chinato appassionatamente fino alla passione di Gesù è chiaro che non siamo in grado di contenere il dono è chiaro che il dono è troppo grande per noi approfittiamo sapete cosa dobbiamo fare quando scopriamo che il dono è troppo grande e lo lasciamo deborgare e quindi lasciamolo deborgare perché l'altra parola di cui ci si dovrebbe occupare è l'attivo del testo dell'ingresivo è l'amore e l'amore che cos'è? è il dono troppo dono è troppo ricevuto è vero che non è solo per riempire te ma addirittura va fuori perché è troppo è un recipiente troppo riempito e quindi devorda e intorno a te porta il segno la traccia la luce il bacio dell'amore del Signore