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I DomenicaAvvento-omelia-GiovanniNicolini-Calamosco-20141130(19).mp3

Data: 30/11/2014

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

È sempre la prima domenica dell'anno, che quindi è anche la prima domenica di avvento, ha una particolare attenzione per tutto il tema del tempo, non il tempo atmosferico, il tempo che passa. Perché, vabbè, vuole sottolineare che inizia un tempo e che ci viene fatto il grande regalo del tempo e la grande responsabilità del tempo. Normalmente le religioni danno più importanza allo spazio, cioè ai luoghi. La fede ebraica e anche cristiana danno più valore al tempo. Dopo ci occorre magari un posto per far festa in quel tempo. Però quello che caratterizza la nostra vita sono questi appuntamenti che Dio fissa per noi nel tempo. Per esempio siamo nati un giorno, magari se ci ricordiamo, ci ricordiamo anche il giorno in cui siamo stati batteggiati, che sarebbe importante ricordare, ovvero il giorno del nostro battesimo. E poi via i tempi della nostra vita. E tutto questo però nei grandi appuntamenti che sono per tutti. Adesso siamo entrati nell'anno nuovo e camminiamo verso il Natale. Per noi è molto importante il tempo. Per cui anche nella nostra coscienza e nella nostra memoria, soprattutto di noi vecchiotti, siccome di tempo ce n'è ancora poco davanti per campare qui, ci viene molto in mente il tempo che abbiamo vissuto. E volte e volte certo anche con delle ferite. Perché abbiamo speso male il tempo. Abbiamo perso il tempo. Ci sono delle giornate in cui arrivo la sera e mi dico, ma cosa ho combinato tutto il giorno? E sono aiutato da una regola bellissima di vita cristiana, che mi ricorda sempre, dice così, che il tempo non è nostro, ma è di Dio e della Chiesa. Dove io per Chiesa intendo più tutta l'umanità, insomma, convocata da Dio. E quindi è di quella persona che mi ha chiesto questa cosa, è di quella che ho trovato male, è di quella che non sono stato capace di perdonare, è di quella che mi ha perdonato. Ma il tempo non è mio. E quindi, di per sé, io dovrei obbedire al tempo. Certe volte lo vediamo col mistra, perché possiamo nunca arrivare tardi, a certi appuntamenti, il lavoro, eccetera, oppure quei terribili appuntamenti dal dentista, dove conviene portarsi dietro dei giornali o dei romanzi, perché è proprio alle 9.05, poi alle 10.05 c'è ancora di che aspetti, è vero. Però, beh, siamo obbligati a questo. E a certi altri appuntamenti, ugualmente siamo, è vero, costretti. Adesso, mentre si leggeva il pezzo del Vangelo, mi veniva in mente il senso. Sarà poi l'ultima volta che ascolto questo Vangelo di domenica, no? Perché è chiaro, insomma, no? C'è un'obbedienza al tempo, che è un'obbedienza anche a quando il Signore ci chiama indietro. Stando un po' in ostedale, vedo che si fa di tutto per ritardare l'appuntamento, però, insomma, in una maniera o nell'altra viene, e certe volte mi viene anche da dire, ma lasciamolo andare, è vero? E lasciami andare, insomma. Perché ci sono dei problemi quando si entra molto nei tempi di Dio. Certamente si chiama a quegli interventi importanti nel tempo, però, ad un certo punto, bisogna anche accettare che il tempo non sia nostro, appunto, come dice quella regola, ma è di Dio. E quindi a noi piace sperare che possiamo sempre obbedire al tempo come a una cosa importantissima che Dio ci dona. Oggi, per esempio, il primo giorno dell'avvento, avere inizio di un cammino, e quindi tutta una tensione a stare attenti, assumetevi la responsabilità del tempo, ci dice il Signore. Però è interessante la reazione che noi abbiamo a questa sua dir attenzione, mi raccomando, perché, se avrete tempo di guardare un po' bene anche la prima lettura, il testo del profeta Isaia, io mi sono molto arrabbiato, come al solito, con quelli che hanno messo giù il lezionario, perché fanno fare dei gran salti dentro la Bibbia, però se avete cinque minuti e potete leggere insieme nel libro di Isaia, il capitolo 63 e il capitolo 64, vedete una cosa molto bella, perché lui ci dice, oh, attento, eh, e però Isaia, che era uno che aveva del fegato anche con Dio, gli dice, scusa, e tu? E si rivolge a Dio, eh, pregandolo, ma insomma, anche dando una certa sfrigatina, eh, dice, ma cos'hai combinato tu, Dio? È vero? E il rimprovero, bellissimo, di questa preghiera, rimprovero a Dio, è quello di dire, ma, oh, ma com'è che ci hai lasciato i soldi? Ma lo sai che se te ci lasci i soldi ci abbandoni alla nostra povertà, al nostro schiftezzoso, e quindi subito conveniamo dai guai, se tu non ci mandi. Perché molto spesso Dio ha fatto così, eh, nella Bibbia c'è molte volte, io voglio darmene per conto io, dice il popolo, o anche dice uno metto, e Dio gli dice, beh, oh, se vuoi andare, vai, eh, è vero? Quel padre della parabola, quando il figlio gli dice, dammi la mia parte, che io me ne vado, non dice niente. Ci crepa adesso, ma lo lascia andare. Il segno significa Dio, dirò, ma scappiamo? Ma lo sai che senza te non possiamo fare niente? Per cui il rimprovero, in realtà, è anche un segno affettuosissimo di affetto e di riconoscenza per il Signore. Perché il segno dice, appunto, guarda che, come facciamo, se io mi dico, come facciamo? Io oggi devo partire per Gerusalemme, e quando, il giorno della partenza, non ne ho nessuna voglia, mangerei un gatto col pelo, piuttosto, e perché? Perché continuo a pensare, mi dire, si, va bene, ma lo Gerusalemme, che bellezza, va a dire, si, va a fare, bene, trovo la intratelte, no, però, non c'è questo, non c'è quello, non c'è quello, e come faccio? E come faccio? Perché poi, la povertà, che ci rende importantissima, la presenza, l'aiuto degli altri, è la presenza di Dio, e anche degli altri, che per noi, però, sono il segno, della carità di Dio, della pazienza di Dio, del perdono di Dio, allora, io, per esempio, sono cattivissimo, perché sono pieno di gelosia, no, e quindi, quando una persona, mi manca, mi incattivisco da morire, perché? Perché mi sento un povretto, e adesso come faccio? E com'è che adesso mi lascio? E quindi, anche i giorni della partenza, perché sono dei giorni, un po' delicati. Ma però, tutto questo, in colpo, che cosa dice? Dice, la nostra condizione piccola, la consapevolezza, che siamo della povera gente, e quindi, l'amore di Dio, che non ci ha lasciati soli, e che noi, però, in questo momento, invochiamo, perché venga. Altrimenti, nel momento, che lui, mi dica nel Vangelo, mi raccomando, vegliate, adesso, e vegliate, se te non vieni, come facciamo? E questa preghiera, arriva, anche, al suo punto, forte, che, adesso, non vedo, ritorna, non vediamo, ecco, è un po', la successa riga, se tu squarciassi, i cieli, e scendessi, davanti a te, so, diventarebbe, il mondo, se tu, se tu squarciassi, i cieli, e scendessi, io non sono capace, di andare ai cieli, non se ne parla neanche, vieni tu, e io aspetto, che tu, agri ai cieli, addirittura, gli squarci, e gli scendessi, questa, la ricetta di Isaia, è diventato, in qualche modo, il titolo, del tempo d'avvento, e il cuore, di questa attesa, è vero, e anche stamattina, durante la preghiera del mattino, mi è venuto in mente, che, in fondo, vorrei chiedere, che anche il momento della morte, fosse rivissuto così, perché lui, scuace, i cieli, scende, viene a prendere per mano, e mi porta a casa, no? E quindi, è come quella cosa, di Santa Teresina, che più volte vi ho ricordato, che c'era quella sua collega, quella sua consorella, è vero, tremenda, che mentre lei, stava crepando, lei ha detto, ma non hai, ma non hai paura? Eh? Sta a ritardo, e lei gli ha esposto, con un filo di voce, non ho mica paura, lo aspetto, eh? È vero, è bellissimo, no? Aspettare sempre il Signore, anche se aspetti, la visita della cognata, o della suocera, che le romperesti la testa, è vero, se invece hai la grazia, di aspettare il Signore, dice, oh, venga fuori, però, io l'aspetto come il Signore. Tutto cambia, vero? se da una parte non viene, e io lo aspetto. L'avvento, quindi, è grandissima immagine, della vita cristiana. Ed è bellissimo, che abbiamo ascoltato, anche quell'inizio, della lettera di Paolo, ai Corinti, dove Paolo, ci ricorda, una cosa bellissima, che quindi, lui è venuto, e lui, attraverso Gesù, ci ha dato, tutti i suoi regali. La cosa, è detto in un modo, un po' più elegante, un po' più complicato, dice, rendo grazie, continuamente, al mio Dio, per voi, a motivo, della grazia di Dio, che vi è stata data, in Cristo Gesù, perché in lui, siete stati, arricchiti, di tutti i doni, quelli della parola, e quelli della conoscenza. Ed è bellissimo, no, questo? Per esempio, questo è molto importante, che noi lo diciamo, ai nostri figli, quando i nostri figli esitano, hanno paura davanti alle difficoltà della vita, sono scoraggiati, è bellissimo, che questo, ce lo ricordiamo l'un lato, perché quando uno entra nella crisi, è se, il dono di Dio, non importa poi tanto, del giorno di Dio, hanno messo su un filpino di grazie, no, ma aspetta, ricordati però, che tutto quello che è necessario, per la vita, lui, è regalato, eh, questo è importantissimo, ricordarlo, dal giorno del nostro battesimo, e poi avanti, avanti, sempre di più, attraverso le persone, gli avvenimenti, certamente, al centro, il suo Vangelo, ci ha regalato tutto quello che occorre, non manchiamo di niente, è vero, e questo, è anche confermato, nel Vangelo di Marco, quando dice, che, è la vita, è come quella, che succede, quando un uomo, che è partito, dopo aver lasciato la propria casa, ha dato, ai seri, il potere, e a ciascuno, il suo complice, quindi, ti ha dato un complice, ma ti ha dato anche il potere, di farlo, di farlo bene, eh, il Signore, non ci fa mai fare una vita, che sia, inferiore, alle nostre forze, magari, noi, queste forze, subito, non le troviamo, magari, non le troveremmo mai, allora, io dico, aspetta che vado a chiederlo, a quello là, che si dintende, e dice, sono un'alegra, come posso fare, sono disperato, e l'altro, che è più sapiente, e più umile di me, dice, dai, stavola a tempo, lo vedi che sei anche questo, vedi che è anche questo, allora, avanti, e fatti coraggio, il coraggio del tempo, tutto concorre, perché il tempo, lo viviamo bene, e quindi, vivere bene il tempo, sarebbe una, una ipotesi, di non dormire mai, il che non va bene, per esempio, perché stamattina, prima ho ricevuto una telefonata, di uno che ha sempre avuto, una presenza bassa, e non dormo, che non dorme, ha provato, ha provato la presenza, e non c'è un altro, ho detto, oh, passano gli anni, figliolo, io avevo 150, e 100, quando avevo 20 anni, adesso è te, è vero, hai sempre avuto la presenza buona, adesso qualche problemino, ce l'hai tu, adesso io ho preso due pastiglie, insomma, quindi non è che non bisogna dormire, però, bisogna, come dice un salmo molto bello della scrittura, potersi addormentare in pace, perché tanto è lui che legna per noi e noi, l'importante, è che tutti noi viviamo tranquillamente, dentro il compito che lui ci ha dato, e anche la forza necessaria, per poter sforzare questo tempo, ma in tranquillo, e quindi in ultima analisi, l'inizio dell'anno, e iniziare quest'anno l'anno, come deve essere, oh, ricordati che non sei da solo, no, ci sono delle donne che hanno dei mariti, insopportabili proprio, io devo cercare di fare delle difese, ma sotto sotto gli dà ragione, perché sono proprio insopportabili, noi maschietti, molto spesso, siamo debolisti, e quindi violenti, allora, e se tu abbiamo una FIFA blu, alziamo la voce, allora, quando poi non succede, e se facciamo anche un bicchiere in più, per farcela passare, dopo quella faccenda, comincia a diventare, un pochino rischiosa, e però, a queste donne, che hanno questo certo di dire, e beh, però, guarda, che ha fatto dei bei toni, guarda, allora, appena lui arriva, a farle un regalino, io faccio delle scene, ma che bel regalo, che fa fare, per rincoraggiare, perché, perché dobbiamo aiutarci, un l'altro, a vedere che no, che la nostra vita, la possiamo celebrare bene, e che qualunque sia, la vicenda, la speranza non cade, perché noi lo aspettiamo, e come diceva Santa Teresa di Gesù Bambino, non abbiamo paura, perché lo aspettiamo, non bisogna, aver paura di Dio, e non bisogna aver paura, di quello che lui, dispone della nostra vita, al massimo, mi possiamo andare, per la scridata, mi sembra che però, tu sia un pochino di scatto, mi sembra che te, ma che è un po' molato, ma cosa credi, sono buono di niente, ti dimentichi, che non sono buono di niente, bene, questo sarebbe il programmino, per l'anno che comincia, e quindi, bello secondo me, bello, il potere, pregare con il Signore, anche un po' scridandolo, e scridandolo, a partire dalla nostra povertà, e dicendogli, è caro, bisogna fare, questo è importantissimo, perché, il mondo, la mondanità, vuole continuamente, convincereci, che dobbiamo fare, che dobbiamo resistere, che dobbiamo fare, meglio abbandonarsi, alla propria debolezza, che doversi affidare, alla propria forza, meglio, meglio, meglio poter dire sempre, Dio, Dio, e salvati, meglio dover fare, un colpo di cellulare, è vero, a quell'amica, a quell'amico, per dire, non è che puoi passare, un paletto, perché proprio, non ce la faccio, stamattina, ho telefonato la mia amica, c'erano le nodi, e ho chiuso, avete visto, che suonava il cellulare, e io ho chiuso, perché, ho sentito, ho visto che era lei, ma c'erano le nodi, come facevo, e dopo, e dopo, ho trovato, ho provato, anche entrando in chiesa adesso, adesso non mi risponde più, e sono un po' preoccupato, sono un po' preoccupato, quindi, finita la messa, provo a richiamarlo, è vero, e sì, perché, vegliamo l'uno sull'altro, è vero, vegliamo l'uno sull'altro, e molte volte, questa invocazione, a Dio, perché, squarci in cieli, e scenda, è vero, è, io lo sentivo, anche per le persone, che non hanno la fede, e, ieri sera, lì, avevamo, degli nostri ospiti, dei nostri amici, e ci sono, fra di loro, persone che non hanno la fede, e si era deciso, come argomento, di chiacchierare, la serale, la compassione, è vero, è, e, e, ho visto che piano piano, mentre si parlava, veniva fuori che poi, tutti abbiamo bisogno, di compassione, abbiamo bisogno, cioè, di uno che, compassione, patisse con noi, abbiamo bisogno di questo, e voi sapete che, Dio, nella persona di Gesù, ha espresso tutta la sua compassione, non stando là sul suo trono, e buttandosi giù una monetina, ma è venuto Lui, e quindi, per avere compassione di noi, è diventato uno di noi, è Dio, capite? È Dio, non ci dobbiamo mai stancare, di ritornare a questa, questa cosa, che Lui, è diventato uno di noi, per poter, patire con noi, avere compassione di noi, non siamo più soli, l'umanità, non è più sola, abbiamo il grande compito, di comunicare a tutti, prima di tutto, cercando di esprimere noi, un po' di affetto, che nessuno, è abbandonato da Dio, perché Dio, si rivolterà tutti a casa. grazie, grazie, grazie, grazie, grazie, grazie,