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XVI Dom.TO 2011 Giovanni_Nicolini-20110717.mp3

Data: 17/07/2011

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Come faremmo se non avessimo il Vangelo? E' un pane della speranza, ha la capacità di rimettere sempre tutto in movimento. Tu credi di aver ormai presa poco capito, di poter tirare le cifre e le somme della vita, e invece tutto si riapre, tutto si riapre continuamente. E ha anche la capacità, il Signore del Vangelo, di riaprire sempre nella direzione della speranza. Certo magari si capisce anche di più che per tanti aspetti abbiamo deviato, abbiamo aggredito, abbiamo ferito, e però soprattutto si capisce che proprio a partire dalla nostra povera condizione siamo chiamati a procedere sempre di più. Spazio di luce, di libertà, di tenerezza, di consolazione. E' la potenza del Vangelo. E trovo queste domeniche molto preziose per questo, adesso io non so che cosa vi siate detti domenica scorsa, ma per esempio tutta quella faccenda dei terreni, di questo qui che va a cittare il seme dappertutto, non è così? Un fallimento, no? Un fallimento. Quasi tutti i terreni sono improduttivi, sono pezzi in fondo. E questo grande istinto che viene a noi di chiederci, ma allora io sono un terreno buono, sono un terreno meno buono. Ma la cosa meravigliosa è questa seminagione pazza, inconsciente. Lui il suo bene lo getta dappertutto. Se avesse preso le misure, a me non mi avrebbe saltato. Dice no, quello lì, terreno da non seminare, perché devo buttare via il seme? Buttato via il seme anche sulla mia vita. Anche perché poi se ci si pensava un momento si vedeva benissimo che insomma nessuno può dire forse di essere un terreno buono, ma nessuno anche può dire di non essersi mai incontrato in modo felice con il bacio di Dio. Forse ognuno è un po' tutti i terreni, eh? E però bisogna un po' anche accettare che ci siano altri terreni cattivi. E questo accettare la negatività oggi viene ancora più avanti. Prima mi sono congratulato con uno dei miei ministri perché fa benissimo gli esami, prende tutti dei bei voti di teologia. E però la teologia è un po' pericolosa. Perché non ci fa vedere questa complessità di Dio dentro alla complessità della storia. Per entrare dentro, e ha dovuto accettare questo. E ci è entrato volentieri. E perché ci è entrato volentieri? Perché ci vuole molto bene. Il testo che abbiamo letto dal Libro della Sapienza è un testo meraviglioso, ma bisogna un pochino però anche fare una precisazione. Dice tanto lui è così potente, è così potente, che può permettersi poi di dire, ma sì, ho pazienza, ti perdono, aspetta perché tanto può tutto. Va benissimo, eh? Però bisogna mettersi d'accordo in che cosa noi abbiamo sperimentato la potenza di Dio. Dove l'avete conosciuta la potenza di Dio? Tu dove e quando ti sei incontrato con la potenza travolgente di Dio? Quando ti sei incontrato con l'amore. La vera potenza di Dio è l'amore. Ma non penso che sia potente perché fa scoppiare un terremoto o perché sa anche fermarlo. Non credo che sia lì. La potenza è quella che la rappresenta nell'icona che è alle mie spalle, crucifisso. Quella è una potenza assoluta. E noi questa potenza anche umanamente l'abbiamo conosciuta così perché le persone importanti della nostra vita, quelle che l'hanno veramente segnata, chi sono? Sono quelle che ci hanno amato. E quelle che ci hanno amato. E quindi quelle che, come lui, hanno posto la loro vita per noi. E per noi sono state queste persone il riposo, lo sono. Il riposo, la sapienza, la mano tesa, la certezza di trovare rifugio. Perché sono potentissime con noi. Perché ci vogliono bene. La potenza è questa. Le altre potenze sono delle contraffazioni, sono delle impotenze terribili che diventano violenza, volontà di morte, capacità di sterminio, determinazione di giudizi. Ma sono tutte delle miserie. La vera grande potenza è la potenza dell'amore. Ora il bello di queste domeniche, oggi per esempio di questa parabola della zizzania, è che lui può permettersi di dire no, no, no, no, no. Bisogna andare avanti insieme. Lasciamo che tutto cresca. Perché lui può dire una cosa così? è perché lui sa della potenza del suo amore. E quindi certo, il male che ho fatto lo so bene sotto il giudizio di Dio, lo so. Però avete visto come sono sistemate anche le parabole oggi. Racconta la parabola della zizzania, poi ne racconta due piccoline, e poi che cosa vuol dire la parabola della zizzania? Ma prendete in esame un momento una delle due paraboline. quella di quella donna. Mi pare che si dica in certe note delle Bibbie che quella misura di farina che lei ha voluto lievitare è una roba immensa, assurda. Neanche la sagra del paese a piedine giustificherebbe una quantità simile, è vero, di farina. È tutta poi da far lievitare, no? E dice che lei lo fa finché non sia tutta lievitata. E quindi certo che io so la mia parte di zizzania e so il giudizio che è su questo mio male. Ma questa mattina tra l'una e l'altra cosa ancora una volta c'è lei che fa tutto fiorire, che lei fa tutto lievitare, che fa tutto crescere, finché non sia tutta lievitata. E questa, capite, è la grande forza. Il Dio della teologia, come ditei di questo mondo, ovviamente stanno sempre dalla parte della ragione. Sono perfetti, sono buonissimi, non hanno nessun contatto con il male, sono del tutto dall'altra parte e noi dobbiamo affarnarci e far finta di essere anche noi dalla parte giusta. Ma chi è dalla parte giusta, no? Vi ricordate quella volta che secondo la legge di Mosè bisognava prendere a salsate una donna che si era lasciata travolgere da un affetto sbagliato. E dice Gesù, allora cosa facciamo? E lui dice, beh, chi è a posto, cominci. Ma tutti se ne vanno a partire dai più vecchi. Ma la cosa ammirabile è che lui in queste parabole ha addirittura a mettersi anche lui, capite, dentro qui. A intendersene, no? Aspetta, aspetta. Tra l'altro con quella cosa curiosa perché adesso c'è il rischio che Grani e Zizzania gli stanno tutti tu e due perché è molte volte difficile distinguere. Ma guarda, guarda, tutto sembrava così chiaro, così netto, buono, cattivo, no? Leggevamo nei giorni scorsi quando a Firenze alla fine del 1400 nella piena età di Lorenzo il Magnifico, no? di tutte quelle cose meravigliose, insomma, hanno ucciso Girolamo Savonarola, la chiesa. Dovevano bruciarlo vivo, siccome avevano dei problemi di coscienza grossi come una casa, questi giudici hanno detto beh, guarda, ti facciamo un piacere. Prima di bruciarli ti impecchiamo, così, insomma, la cosa è un pochino più leggera. alla fine del 1400. Adesso la chiesa di Firenze sta facendo carte perché non è che conviene farlo santo, quello lì, boh, va a dire. I presboli tedeschi si sono presi nella gran ripassata perché hanno mandato a Roma una lettera per dire ma questo Lutero, secondo voi, non è un cristiano? E anche loro chiedevano. impressionante, insomma, impressionante. Ed è bellissimo come lui non sbagli, invece. E tu mi potresti dire ma invece potrebbe sbagliare? Eh no, non può sbagliare. Perché? Per quel giudizio alla fine, sai che la città è messa da una parte, è alla fine. Adesso non si può fare quel giudizio lì. Adesso lui stesso non lo fa quel giudizio lì. adesso non si può raccogliere la città e bruciarla, prendere il grano, no, no, no, no, no, aspetta, non siamo alla fine. Una pazienza misericordiosa fino alla fine. Prendevano in giro San Pietro, eh, a Roma, lo prendevano in giro perché gli dicevano ma avete detto che viene che è l'ultima ora che adesso arriva ma che ultima ora è? E via, e via, l'è mai l'ultima ora? Ma chiunca lunga ora, ultima, eh, lui tranquillo risponde ma sai perché la fiera è così lunga? Perché vuole che quando arriva tutti abbiano trovato la strada. Eh, è bellissima questa ultima ora allungata. Solo alla fine. È il tempo quindi che noi viviamo è il tempo caratterizzato dalla pazienza e dalla misericordia. E questo incomincia però, capite, dalle nostre relazioni più immediate, insomma, no? Quella parola troppo secca detta a quella persona che in fondo l'ha messa nel rischio di dire beh, allora, vabbè, per me è finita oppure io e te non possiamo più camminare insieme, ma non è la fine. Ed è per quello che è delicatissimo, no? Tutto quello che nella vita umana vita fine è pericolosissimo. la fine della pace come la fine dell'amore la fine della comunione come la fine della speranza è pericolosissimo, vero? Sì, bisogna concedere sempre questa riconsegna del tempo alle mani di Dio. E dice ma non so più neanche che cosa sperare ormai non so più neanche che cosa chiedere hai visto lì? Quelle tre righe della lettera in Romano lo Spirito Santo viene in aiuto alla nostra debolezza non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili. È bellissimo, no? Non so più che cosa chiedere né per me né per quello là né per quella situazione mi dice ma aspetta, aspetta non occorre che sei te a chiedere c'è lo Spirito Santo che prega per te sentite bene con gemiti inesprimibili quindi dice gnau gnau non so come si fa a fare i gemiti inesprimibili è vero e noi non sono neanche parole ma noi avvertiamo che lo Spirito di Gesù nei nostri cuori geme presso Dio pensate come non ci abbandona mai la misericordia di Dio pensate quindi come il giudizio non debba essere sempre solo un giudizio per la salvezza forse devi fare questo per forse adesso è bene che provi un po' a stare un po' in silenzio per ma sempre per la salvezza un giudizio sempre per la salvezza mai per la condanna mai allora ecco questo mi ha affascinato e mi sta affascinando questa certezza che anche nei posti più sbagliati nelle situazioni più ferite lui è presente questa capacità del Vangelo che sperimenta ogni giorno come parola capace di far visita a tutti ma lo sapete poi no? con una preferenza con una preferenza certa di chi più fortemente deve essere infermato guardato in volto accarezzato restituita una possibilità anche piccola un cammino di pace più lui che certo certo allora abbiamo questo tempo meraviglioso non suppiamolo non suppiamolo è vero è quando qualcuno mi dice ma capri ma doveva capitare tutta me sta roba eh ognuno ogni tanto qualcuno lo dice no? eh io gli posso dire credo con abbastanza sicurezza ma non ha trovato mica nessuno più adatto a me come faceva e l'ha dovuta taccare via sta roba beh sì ma però e si parla magari di una persona beh e dove lo metteva questo suo figlio lo doveva dare a te capito lo doveva dare a te io spero che in questo momento noi stiamo come rinseguendo e rivisitando la nostra storia proprio per andare a recuperare dei pezzi che si fossero perduti perché avevamo finito avevamo troncato avevamo detto no non si può non si può ma soprattutto però la mia speranza è che in questo momento stiamo pensando al futuro al presente e al futuro sono sicuro che in questo momento avete in mente persone situazioni io lo spero almeno no? forse un po' ingenualmente però di dire ma capri ma non si può mica mollarla ma come non possiamo rischiamo di lasciarla cadere indietro i risultati non se ne parla di risultati si parla solo di questa assoluta determinazione a star presente a essere accanto a non abbandonare ecco allora questa è la ricchezza di questo dono anche un ancora un pesettino del grande capitolo sul regno di Dio delle parabole del regno abbiamo ancora una domenica se il signore vorrà appunto in cui ancora potremo e dovremo fare un passo ancora più grande ma è bellissimo perché avete visto come fa a farci fare i passi difficili se adesso per esempio qualcuno di noi sta un po' malino e dice oh voglia e sono rovinato la domenica con sta predica qui perché adesso mi viene in mente sta roba che non va bene sì però c'è una cosa bellissima che non ti manda a fare una cosa troppo difficile ma semplicemente ti ha comunicato che lui è già là capisci? lui è già là ai confronti di quello che io ho abbandonato giudicandolo o eliminandolo e vengo a sapere che lui gli è accanto e il suo invito è quello che venire per essere la sua voce e la sua carezza tutto che era Grazie a tutti.