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19980426 - Dom III Pasqua, anno C.mp3

Data: 26/04/1998

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

E' quello che ripara un rischio nel mio pensiero, non nel pensiero. Uno è dentro nella sua grana e dice che mi voglia. E' il suo. Oppure sente questa faccenda come una faccenda che vola per aria, che non è attaccata ai nodi e alle feste. E dice, vabbè, succederà l'altro. Ecco. Per questo motivo oggi è l'ultima domenica pastuale in cui si può dire che è il risorto che appare, che si presenta. Dalla prossima domenica più. Dalla prossima domenica la memoria evangelica riprende dei testi che ci ricordano cose dette e fatte dal Signore quando era in mezzo alla gente. Questo è importante. Molto importante. Perché? Perché il Signore è in mezzo alla gente. Questo è il punto. Capite? È in mezzo alla gente. La sua resurrezione non è una dottrina. è il fatto che Lui è in mezzo a noi, a casa tua, con te nel tuo ruolo. Questa è la scommessa della fede, capite? Che questa domenica in certo senso apre, perché questa domenica è una domenica di germiera. Da una parte è vero, è l'apparizione del risorto, ma dove? Nel tessuto immediato, povero, della mia vita e della tua vita. Più ben regalo che il Padre ci ha fatto. Non una dottrina, come dice il sommo sacerdote, trattando male Pietro e Giovanni. Non una dottrina, come dice lui. Non una regola morale, ma lui. E questo è il punto, capite? Questo è il punto. Questa è la sua insistenza. Ci credi? Ci credo, Signore. Aiuta la mia incredulità. La nostra fede è sempre necessariamente incredulità. che Dio miracolosamente soccorre. La nostra fede è come quando un angelo ribalta la pietra di un sepolcro e il morto risorge. È un miracolo. Non è un danno. C'è la fede sicilocca. Amica vera. In questo momento, con tuo grande stupore, te la regalo. E quindi noi gli consegniamo la nostra incredulità, cioè le enormi assenze da lui nella nostra vita. Tutte le stupitate che facciamo. Che cosa sono? Sono degli spazi vuoti, dove siamo da soli. Soli con le nostre passioni, con le nostre paure tremende, con le nostre angosce, le nostre vanità, i nostri rimorsi. E dopo, vabbè, si sa, succede un dei guai, un forte. Quando uno è da solo, non è facile che succeda un dei guai. Il perdono è questa meraviglia dell'affacciarsi alla riva della nostra vita e ancora una volta pazientemente ci chiamo. Questo è l'inizio della Messa. E noi così iniziamo, recuperando la nostra condizione di figli di Dio. Padre, che dall'agnello immolato sulla croce fai scaturire le sorgenti dell'acqua viva. e quindi ci chiede di nostra. Grazie. Grazie. Di cos'è? Perché parlate della Messa? Certo a questi stessi? Certamente perché è in età, anche se non viene domaniata l'interessi via. Certamente quel palettetto preparato dal Signore su Dall'Eccordale è la Messa. È un modo, è un volto della Messa. È soprattutto il suo volto verso la fine. Perché la Messa è ricordo esternale, è ricordo quello che ha fatto Gesù. E però è finestra spalancata sulla fine. Non è a caso che la memoria evangelica esista sul fatto che è preparata sulla rima. Ma non arrivi, non lo trova, non lo vi ha pensato. Ma soprattutto ho molto pensato alla Messa in questi giorni. Perché se è vero quello che dicevo all'inizio, cioè che con questa domenica inizia questa sfida contro la nostra incredulità che ha parte del Signore di Sopo, per avere parte nella nostra vita, il Signore vuole avere parte, vuole prendere posto. Anzi, deve molto trattenersi, perché secondo la genuina tradizione del Vecchio Testamento c'è una nota propria della sua persona, che è la gelosia. La scrittura cerca immagini per descrivere la gelosia di Dio. E dice che è un uomo divorante. Che vuol dire che è gelosissimo di ciascuno di voi. Un po' positivamente perché vi vuol bene. Un po' perché noi siamo dei mascalzoni e quindi abbiamo una frequentazione fictissima e appassionata di un sacco di idoli che a lui danno fastidio enorme perché sono delle alternative. e quindi non è un marito. Lui invece vuole essere solo. È un marito geloso. Furbissimo, tra l'altro. Perché ho visto che un te di lei la mano, lui la figlia sembra che spona, poi invece divona, scava nel cuore, nella coscienza, nella storia. Un impero straordinario di te. Non credete a noi prendi quando mi dicono che appunto è difficile conquistare di lui. È ovvio, ma non è neanche richiesto. Perché è lui che vuole conquistare di noi. Siamo mica noi che abbiamo bisogno di conquistare la verità. È lui che ci merita, no? È vero. È lui che ci ha pagato i cari col sangue di Cristo, di Gesù, del suo figlio. Ecco, questo desiderio che lui ha di entrare, quindi, nella coscienza, nel cuore, nella vicenda, tua, mia, di tutti, di tutta la gente che oggi sa neanche che lo vedi. Ha nella messa per me la sua espressività più forte. La messa a me piace. Ci sono dei giorni che penso al motivo dei guai che ho combinato. Mi sembra che non mi piace quasi più niente. Ma la messa mi piace. Direi che il primo elemento che viene fuori dalle scritture, dalla memoria evangelica, è quello che quando vado a messa, torno a capire chi sono. Perché? Più invece tutta quella confusione, quella decisione di andare a pescare quella sera, confusione. E molto spesso capita così, eh, che si è così alienati che ci si identifica con una cosa che si fa. Io vado a pescare. E peggio ancora, capita quello che è capitato a Canna di Galilea, era a Canna di Galilea. E quella sera lì, il colo trascinato, si è messo nel colo, e non chiamano che noi, chiamano che lui, il pecorario, avete mai visto dell'acqua voi a Canna di Galilea, quando c'è andata, a vedere le nostre amiche, e avevano giusto quel po' perché lui facesse il miracolo, ma, ah, secondo me sicuramente non è un aereo a Erba di Mara, pescatore. Siamo alienati, non so chi sono, non so cosa vuol dire fare il prego, a messa, a messa, a messa, si è come chiamati, e quindi, ognuno, è chiamato per quel che è, e riscopre quel che è. Fondamentalmente lo scopre perché lì viene ristabilita la relazione, quel punto della barca, dove c'è quella voce, è il Signore, provate a pensarci, è quello il momento in cui ognuno capisce chi è. Ah, è solo la sua espressività, e qualcuno che abbia tanta buona grazia di dircelo, perché noi neanche ce ne accorgeremo, è il Signore, è importantissimo per capire chi siamo noi, perché è da Lui che abbiamo preso la fisionomia più profonda, l'unica fisionomia preziosa della nostra vita, siamo fatti di terra, fra 70 anni che si ricorda di nessuno. Veniamo da niente, finiamo in niente, no? È così. Ma invece siamo scritti sul libro di Dio, solo la rilazione dice chi siamo, ok? Sbagliano, sbagliano, i vecchi greci sbagliavano, credevano che uno fosse quello che veniva a sapere di essere lui, eh, la sua, dicevano cos'è, autocoscienza, ma io se rumore la mia autocoscienza trovo sempre lo stesso giro di minestra riscaldata, più angoscia, più qualche passione, c'è la meno che sono cominciate a essere molto fiffa della morte, chi sono? Cos'è l'autocoscienza? È invece la relazione con lui che ha cambiato la nostra vita, che ha fatto per esempio di noi e di ciascuno di noi delle persone che hanno ti tutto volute bene, che è la cosa più importante perché uno sia qualche cosa, perché se uno non è voluto bene, niente. Invece se tu sei importante nel cuore di qualcuno, te sei importante anche quando te ti sciuppi, anche quando te ti allievi, quando te entri nella tua ubriaca, te sei importante perché l'alba ti ha, una persona che ha voluto avere e sa di essere sempre trattenuta nella vita. E quando vado a messa, mi succede questo. Riscopro nella mia miseria di essere importante per qualcuno, per lui se non altro. Mi vuol bene recuperare la relazione con lui, vuol dire recuperare me stesso. E facendo così, come avete visto di quella vicenda delle barche, capisco dove vado. Perché? Perché l'altra faccenda è che oltre che perdere la nozione di me stesso, perdo evidentemente il senso della vita. Dove vai? Giro a vuoto. Certe volte la testa mi si perde talmente che non mi ricordo più se c'è già stata la Pasqua o no, ma questo è bello ma sono di avervi detto così. E in ogni caso non so e se la domanda si fa pressante dove vai? Nella mia pomeridiana gloscia ho una risposta sola che vado nella mia decrepitezza. Arrigo, stamattina lavavo i bicchieri e mi ho fatto vedere un boccale dove mi piace bere che è tutto spriciolato. Ma io ci sono affezionato. Lui gentile dice ma stai attento Giovanni, qui, questo boccale ti dà l'idea che cosa voglia dire l'attributo decrepito. Però io mi ci trovo bene col mio boccale decrepito. Ci assomigliamo. Dove vai? Lado verso niente. Lado verso niente. E invece a messa ritrovo la strada. io sono affezionatissimo a quell'immagine di Pietro. L'ho raccontata anche a dei previ in un corso di esercizi spirituali che ho dovuto predicare. Non ci ha creduto nessuno perché lo ho detto. Poi mi può e lo dirò quello di San Martino. A me piace molto Pietro perché con molto più realismo il testo evangelico ci fa sapere che Pietro era sulla barca nudo e dice proprio così nudo e dice che si mise la veste perché era nudo e poi dopo che si è messo la veste si è mutato in acqua. Noi tutti ci spogliamo per andare in acqua ben credo. Invece lui per andare in acqua si è vestito. È un'immagine stupenda per me. È vero perché avete capito no? È un'immagine pantesimale. è muto perché è ritornato nella nudità di Adam nella vergogna di Adam nascosto dietro il cestuglio della sua povera vita ma quando il suo amico gli dice è il Signore chi sono e copre la sua nudità con quella veste che è Cristo sicché il mare di Galilea quella mattina diventa come un immenso fonte bantesimale che Pietro ritercorre per andare verso il suo Signore si è confinato in una barca immobile là in mezzo senza direzione dove va la barca della tua vita ma è qui ferma che ne so dove va ma come è stato detto il Signore tutto si muove e Pietro avanti lui con questa grande nuotata bantesimale e dietro tutte le barche chi trascina la rete e via bellissimo bellissimo la vita che riprende la direzione ah si è vero vengo verso di te dice ma te vai a Messa tutti i giorni tutti i giorni però c'è per forza praticamente quando poi esco sul sagrato alla fine della Messa è già tutto distrutto già dimenticato tutto già ritornato nel guaio consueto di me stesso per fortuna che c'è tutti i giorni la Messa perché tutti i giorni capisco dove andare infatti io preferisco dirla la mattina dice no? si è bella anche la sera però è meglio la mattina perché dopo devo andare devo tornare se dove vai in curia dicevo signor me vecchio così ha lasciato là le mie cose per andare in curia ma sei matto e invece la Messa mi dà questa serena pace che vado da lui e se mi scoccia andare la macchina il trattico mi stufo la bisogna stare sempre attenti di quel che si dice e dico vabbè un po' di penitenza ti fa bene lui ha fatto l'annotata e fai la tua macchinata però si ritrova la direzione la Messa si ridice dove devi andare dove puoi andare e poi bisogna tenere un po' conto anche della nette piena perché lui è buonissimo ci restituisce c'è una bellezza che sarebbe anche al di là perché a me probabilmente basterebbero queste due cose qua no sapere chi sono dove devo andare non so mica poco invece mi fa vedere anche la rete piena veramente questo è dei punti della Messa quello che a me riesce meno perché senza retorica sapete mi sembra così vuota forse perché mi aspettavo che fosse pienissima chissà che sogni mi facevo su me che progetti e però devo dire che soprattutto degli altri la vedo piena cioè siccome tanto non le hai messi dentro te invece e non sei stato te capace di pescare ma è stato lui che te le ha fatti pescare e io vedo a Messa le reti piene cioè adesso si vede la bellezza della vita della gente per esempio la famiglia un dolore una malattia una stenanza tutto diventa una rete piena è come se si vedesse la vita delle persone tutta riempita del tono di Dio mi sembra che le persone siano come delle reti piene ma quanti regali che ha fatto si è quasi estasiati della bellezza della vita per come cioè Dio riempie di bellezza preziosa ogni vita pensieri sentimenti incontri prove in un bambino è anche più facile osservarlo no e poi c'è anche meno meno interio insomma no ma se devo invece osservare il te dopo un po' mi dice ma cosa vuole lei vecchio se ne va perché sto lì troppo a guardarmi e c'è un bambino che serve di più tua madre può osservare di più che bellezza la vita e poi mi riempoglia allora di dirlo lì ma come ho voglia adesso di dire ma mi rendete conto di come la vostra vita è ricca di quante cose inaspettate inmeritate proprio del cielo per voi il cielo non è un'ipotesi perché la mente della mente come è feconda la vostra vita e quindi nostro malgrado qualche bene facciamo ma preferisco dirlo in scritto plurale perché quanto bene fate molte volte se sarebbe bene conto un vostro sorriso un piccolo intervento in cui avevate mal di pace mal di tenti voglia di scappar via e vi ricordavate a telecine della sera prima per quella personalità più importantissima è una rete piena è brevissima a riempire gratuitamente e poi c'è la quarta roba la quarta roba è quella di questo dialogo di questo terzo grado no? questo interrogatorio a terzo grado che Gesù fa al suo amico non so se sia terzo grado perché gli fa le tre domande insomma e lui con la riempire un po' più ma basta ma cosa mi continui a domandare no? è vero che ci sono delle ragazze che mi continuano chiedevano a loro amoroso mi vuoi bene ma sì mi dopo un po' mi vuoi bene ma sì e la terzo grado ma dai che cosa ti ho detto è vero è il Signore così è bello no? come come si è fatto picco come si è fatto picco a essere lui che ci domanda ma mi vuoi bene perché questo interrogatorio? perché la messa è anche non c'è dubbio una restituzione alla responsabilità perché il Signore a messa ti rimette in mano la gente la tua famiglia i tuoi figli i tuoi vicini i tuoi nemici quelli che tratti male io in quella casa non ci vado più ma se vai a messa te la rimette nel cuore lì lì lì lì lì lì lì lì lì perché è un'altra dimensione capisci? anche perché è uno stranissimo dialogo perché da una parte lui si fa poverissimo perché è una grande poverità non andare a dirmi vuoi bene ci vuole un bel coraggio bisogna avere superato ampiamente i 50 anni cosa che non era di lui per avere il coraggio di dire ma mi vuoi bene insomma da giovani si è un po' più contegnosi è vero? si fa fatica proprio ci vuole una persona di gran confidentia per vedere una roba così e però se da una parte si fa così piccolo dall'altra si vede subito che è grandissimo perché dice facci i miei agnelli sono suoi questa gente che è sua te la dà prendili su prendili su la messa è vero? è mica solo l'arcivese ma anche te prendili su persino la gente che non vede in pace quella che che non conosce che appartiene a un'altra cultura che è un altro colore di pelle che sta in un posto dove magari in questo momento fa un freddo caliente e fa per fortuna non essere nati eschimesi che freddo però anche loro sono tuoi in certo modo è vero? la messa ti dilata il cuore delle misure del mondo di tutta la storia è proprio perché tutto questo perché lì si ridimenta i piedi del re cioè i freddi e quindi tutto ci è a motivo di tutto questo i cristiani vengono messi in una condizione molto curiosa della loro vita che secondo me sono abbastanza ben rappresentati dal testo degli atti e dal testo dell'Apocalisse perché la vita assomiglia molto al testo degli atti prima ma detto in sagratia dobbiamo leggere anche la roba di Teuda perché di per sé il lezionario la salta non le leggiamo la salta perché perché è vero che la vita è questa confusione no? ste gran sacerdote sulla dottrina eccetera così via abbiamo detto proibizioni permessi te dici la roba non ti intendo non c'è te è vero i banditi la storia la confusione è vero anche difficile com'è difficile muoversi te che dici ma devo venire a Dio porto cane no? so che il piano invece tanti obbedienti che può pigliare diritto state attenti a non chiedere troppi permessi perché se te chiedi un permesso l'altro crede di avere lui il potere di dire sì di no è meglio che ti fermi se altri non poteri non poteri ma te fa avanti non stare lì cosa fai domande permesso di farla pipì santo cielo ci penserà lui perché altrimenti c'è una sovrapposizione di gerarchie di obbedienti eh una cosa non so se la chiede in casa vostra è così ma se non si sta attenti c'è una moltiplicazione delle regole noi per fortuna in casa nostra abbiamo una regola ogni tanto di dire oh senti dico la regola è quella però aumentarla no no tanto vi è tanto fumare vi è tanto sostare oh come si fa la vita è complicata molto inevitabilmente penso anche al ricovero dei test quando ci aspetta complicata dire molto e quindi da una parte c'è questa stretta dall'altra però appunto a motivo della messa c'è questo libro dell'Apocalisse è una meraviglia è vero perché dice vedi e udì la voce di quelli là che cantavano l'agnello che è stato imbolato ed egno dice chi sono miriadi di mirietti migliaia di migliaia ma che che larghezza ho visto andando a vedere perché sono tessi citati dal Stico Testamento che sostanzialmente sono dei numeroni per dire tutti e quindi se da una parte la storia è stretta dall'altra è arricchissima perché quando vai a messa quando vai a messa tu vedi che non sono i quattro gatti della chiesa di San Martini che dicono te sei tedio l'agnello tutti ma si andrà a finire così adesso sono un quattro gatti no oggi otto ma quattro gatti invece tutti ah che roba è vero questa immagine di una storia tutta salvata tutta larga ha fatto bene a mettere quel salvo che dice hai imitato il mio lamento in danza è bellissimo perché è vero a messa c'è una specie di capovolgimento dove tutto quello che è stretto è largo dove tutto quello che è difficile e contorto è semplice è agioso è pieno di lode è libero pensate quando saremo totalmente liberi mi veniva in mente in questi giorni che è il passaggio dei catici è vero dove loro due sono innamorati però si vede che c'hanno le zie rimpiose le mamme che sorvegliano i vicini che dopo riferiscono e allora insomma è un po' di vista e dice se fossimo fratello e sorella ti darei dei bracioni e nessuno potrebbe dirvi a sorella è vero vedete quando si apre questo finestrone che è la messa lì c'è una totale libertà e totalità è una liberazione di tutte le cose bellissime che Dio ci ha messo dentro e che adesso eh mi ha visto attento mi non puoi dire no regole stesse anche per la carità mi dice vieni in vita allora il cristiano a motivo di questa vicenda è continuamente in una notte che non si piglia niente è in una rete piena è continuamente la tempo in mezzo al mare e dice ma dove cavolo andiamo e c'è la riva la vita del cristiano è schiacciata tra questa angustia e questa libertà è continuamente intrecciata no tra questa necessità anche per lui di portare tutto il peso della storia e nello stesso tempo di correre tutta la dimensione finale dice ma te te li intendi con i musulmani io no ma è impossibile intendo se la più musulmani è difficile dialogare con i musulmani ma che roba ma possiamo mangiare delle minestre insieme se le facciamo con le robe giuste dentro ma dialogare sulla loro fede sulla nostra fede è difficilissimo è difficilissimo questa è la storia eppure saremo tutti là e quindi capisci te non ci riesci a dialogare con i musulmani però devi avere la possibilità di fargli capire però che che te ti vuoi già un gran bene perché perché il lamento sarà completamente trasformato in danza e per sempre danzeremo è vero? tu questo lo sai già adesso devi accettare la fatica della storia adesso devi accettare l'angustia della tua messa della tua testa e però la messa continuamente spalanca strana vicenda quella dei cristiani qualcuno ci si trova bene qualcuno fa un po' fatica qualcuno dice campare tanto per tempo così non ce la faccio e allora magari il padre eterno si lo piglia la sferta e gli ho messo su e basta perché non è adatto alla terra qualcun altro gli piace tentare continuamente di pescare anche se sa che non piglia niente e il padre eterno magari lo lascia giù un po' a pescare poi c'è la sorpresa del mattino in ogni caso si tratta evidentemente dell'avventura stessa di Dio questa continua oscillazione tra il nulla e il tutto è di fatto il continuo inevitabile passaggio e tensione tra la morte e la vita tra la sconfitta e la risurrezione tra la passione e la gloria qui cioè siamo dentro ai grandi segreti dell'esistenza di Dio prima che dell'uomo questo ci inturrebbe adesso in un problema gravissimo quindi Dio conosce la morte buono si adesso non farmi delle domande che se no voglio quello che è certo è che tutte queste accettazioni di questo intreccio tra l'oscurità e la luce me la fanno saper lui le religioni inventate dagli uomini sono sempre l'illusione che ci sia una corda adatta per avampicarsi e star solo nella luce invece l'esistenza del credente dell'increduro a cui Dio regala un pizzico di fede è continuamente chiamata ad accettare la stretta di questa vicenda meravigliosa che esprime la carità di Dio e il suo desiderio di camminare in mezzo alla sua gente diautres di più anni Grazie a tutti.