XX Dom.TO 2014-omelia-GiovanniNicolini-20140817(26).mp3
Data: 17/08/2014
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Testo dell'Omelia
Ecco, siamo raccolti intorno alla figura bellissima di questa donna straniera, pagana, che al Signore non ha altro da portare che questa sua figlia malata. Certamente sempre nella sua storia l'antico popolo di Dio, Israele, ha sempre pensato di essere il cuore segreto e la maternità profonda da tutti i popoli della terra. E quindi abbiamo ascoltato le parole del profeta, che ci diceva appunto che poi alla fine ognuno sarà accolto e termina il nostro testo con quella espressione così bella e che piace tanto a Gesù, che la cita nella sua predicazione, quando guardando il vecchio Tempio, dice che questa casa è destinata a essere la casa di preghiera per tutte le genti. Perché? Perché tutti i popoli della terra trovano lì il loro grembo comune. C'è anche quel Salmo che ci piace molto appunto, che dice che alla fine dei tempi ogni uomo e donna della terra dice io sono nato là e indicherà Gerusalemme. Appunto perché è nato da questo grembo di Dio che ha generato tutti i popoli della terra e alla quale sono chiamati per la salvezza tutti i popoli della terra. C'è questa universalità. E questo mi sembra molto bello che noi lo celebriamo oggi in un momento ancora così difficile per la storia dell'umanità. Addirittura con delle code vedo di spietatezza. Insomma, qualcuno dice che quello che sta succedendo in Iraq, intorno a Baghdad, non avrebbe di fatto una soluzione senza l'eliminazione di questi uccisori, come bisogna dire, un po' impazziti, insomma. Sono sempre più convinto che il problema culturale e spirituale più profondo di tutta l'umanità oggi sono i nostri fratelli dell'Islam. Noi ne facciamo proprio anche esperienza continua, di persone soavi e rese anche bellissime per la loro fede e per la loro storia culturale, spirituale. Ma poi però nella impossibilità fra di loro di trovare una via comune, un punto di convergenza, insomma, no? Per cui, appunto, come ci siamo già più volte detti, si uccidono un po' anche noi, ma soprattutto si ammassano fra di loro, insomma, no? Quindi una specie di dramma spaventoso che sotto certamente ha anche delle ragioni che non sono quelle della fede, ma che però certo hanno sempre questo involucro, no? E quindi la divisione è quella, insomma, no? E questo veramente fa terrore. Ci si consola un po' pensando che noi non siamo stati da meno, eh? Per fortuna forse con meno stragi, ma certo con uguale, forse maggiore, ancora inemicizia, insomma. Io sono vecchio, però faccio in tempo a ricordare, da bambino, ragazzino, una mia cugina che si sposava con un inglese, e questo sciagurato inglese, per sposare mia cugina in chiesa, lui era un fervente anglicano, ha dovuto battesarsi. Ma di proprio anche noi non abbiamo scherzato. E al continuo è passato, ce ne siamo dati di tutti i colori, insomma, no? Le guerre di religione hanno caratterizzato, è vero, indubbiamente anche la nostra storia, a partire da quell'evento drammatico, no? Che non va dimenticato, quando al tempo delle crociate, con il progetto della crociata, e facendo sosta a Costantinopoli, città tutta cristiana a quel tempo, anche se di altra confessione cristiana, i cristiani dell'Europa hanno sterminato per quelle popolazioni, riempiendo di sangue la città di Costantinopoli. Ed erano proprio fratelli anche espliciti, quindi non è che noi possiamo considerarci diversi. E quindi a questo dramma io partecipo con sgomento e cerco di fare preghiera, insomma, no? Per loro. A questa preghiera certamente mi ha molto aiutato questa settimana, questa donna straordinaria. Anche lei ci ha dato piuttosto di incertezza, eh? Stamattina abbiamo letto un testo orribile di un padre della Chiesa, è toccato a me proprio di leggerlo, che non lo faccio mai, e questo sciagurato padre, poveretto un santuomo, è vero? E fa tutto un discorso per dire che lui, Gesù, in questo incontro difficile con questa persona, non la esaudisce perché lei non ha la fede, e la esaudisce quando la fede ce l'ha. E io gli dico, ma che cavolo di fede ha questa qua? E allora questo ci può aiutare adesso per fare una considerazione che io credo sia molto importante, anche perché probabilmente sono situazioni alle quali tutti partecipiamo e nelle quali siamo tutti immersi. Dunque, che cos'è la fede? Perché in fondo anche nel testo di Isaia va un po' a finire che la fede poi alla fine è una dottrina e quindi una disciplina e quindi verranno sì dalla Cina, però non serveranno il sabato, è vero che serviranno il Signore e quindi esseranno ammessi. E però invece il cuore, lo stile, la profondità del brano del Vangelo è molto più largo e quindi molto più adatto a noi. Allora cominciamo col dire che per il Signore la fede non è una dottrina. E come tante volte ci diciamo e dobbiamo ripetercelo ancora, è qualche cosa che accade. La fede è un avvenimento dentro la tua storia. Gli è capitata la fede. Tanto che certamente, magari con una piccola ripresa di memoria, ognuno di noi potrebbe benissimo raccontare la sua storia. Ah, dicevo ora, io sono due mesi che ci credo. Ah, beh, allora la sua storia è un po' più semplice, un po' più breve, magari più delicata e non puoi dirci tutto perché ci sei dentro fino al collo, però, è vero, per qualcun altro è una storia molto più antica. Certamente è una storia che non ci abbandona mai, no? Mai ci abbandona. Perché? Perché non saremmo nella fede se lui, il Signore, continuamente non intervenisse. È vero? Deve intervenire. Il segno della liturgia che deve continuamente avvenire è che tutte le domeniche, dopo un piccolo salutino, la prima cosa che dobbiamo tutti fare è domandare scusa. E perché domandiamo scusa? È perché siamo andati lontano. È vero? Dalla fede siamo andati troppo lontano. Cioè siamo andati lontano da quella storia di bontà che insiste San Paolo oggi, di misericordia, che caratterizza la nostra vita. Perché siamo qui stamattina? Per la misericordia di Dio. È vero? Certo che siamo qui per la misericordia di Dio attraverso le persone che abbiamo vicino. È vero? Quelli che ci hanno accompagnato e che adesso sono già nel paradiso del Signore. Tutti i fatti della nostra vita. che il Signore ha messo a circondare la nostra persona per cui alla fine ha prevalso la sua misericordia sulla nostra furia, è vero? Fuggitiva e evacua. È vero? Quindi è una continua storia. Bene. Qual è la caratteristica di questa storia? Ecco, questo mi sembra appunto molto importante e spero che possa, la sciocchezza che vado dicendo, conta niente. Quello che conta è quello che dice il Vangelo. Lo dico solo per spiegare un momento, ecco, per commentare un momento. Qual è la caratteristica importante perché possa avvenire la fede? È la povertà. È la povertà. Quando lui dice che è difficilissimo che un ricco entri nel Regno dei Cieli, è più facile che un cammello passi per la cruda di un ago. Perché? Perché la fede comincia dalla mia povertà. E quindi? E quindi dal mio genito. Questa è una donna interessata a cosa? Al suo problema. La sua bambina è malata, lei è completamente identificata con questa creatura sua, e che cosa può fare? Eh, va in giro. È vero? Gesù, per fortuna, è all'estero, quindi nel paese in cui loro si trovano, lì sulla riva del Mediterraneo, è vero? Lei viene a sapere che c'è. E quindi cosa fa? Ah, lo cerca. Lo cerca perché? Perché ha bisogno. Vuole forse elevarsi fino al cielo, vuole finalmente diventare religiosa, ma non ci pensa una pezza. Lei ha un problema concreto. La sua povertà e il suo bisogno di essere aiutata. Su questo mi permetterei di sottolineare molto questo particolare. perché ne parlavamo proprio ieri mattina in una conversazione, ero dopo un incontro, e perché la povertà oggi è una parola sfida. Cioè, da una parte la povertà è la povertà, ed è il dramma della povertà e dei poveri, ed è anche di più. In questi giorni, riflettendo un po' insieme con alcune persone, sono tornato alla conclusione che è la vera guerra che noi siamo destinati a fare. La faremo elegantemente, la faremo essendo alcuni bravi e altri meno, ma il problema qual è? È che noi, qui nel Mediterraneo, siamo una terra di confine e questi qua arrivano. E saranno sempre di più. E avranno sempre più bisogno. Decideremo di ammazzarli, oppure, oppure, è la nostra guerra. Noi probabilmente adesso è difficile che facciamo un'altra guerra mondiale, perché se la facciamo probabilmente distruggiamo tutto. E quindi siamo un po' esitanti. Noi continuiamo adesso, da 50 anni, a far fare le guerre agli altri, ai piccoli, ai periperici. La facciamo fare ai poveri. È vero? Abbiamo solennemente deciso che è legittimo adesso armare quelli che devono ammazzare gli altri, che sono quelli cattivi di cui parlavamo. Però si continua ad andare avanti così, è vero? Però invece, in casa nostra, c'è già una guerra. Ed è la guerra dei poveri. E saremo sempre di più dentro a questo problema. Non possiamo pensare di tirar su i muri di separazione, come hanno fatto i nostri cugini ebrei in Israele. non va, passa nel muro. È la nostra guerra. Quindi è un tema difficilissimo, quello dei poveri e della povertà. Però, è il cuore della fede. Perché? Perché è la grande direzione della misericordia di Dio. Dio non è che ti viene a trovare tipo a suo, perché sei bravo, buono, educato, è vero, tratti bene la mamma, fai anche la carità ai poveri. Se sei così, non c'è bisogno. Perché è venuto Dio da te? Perché sei povero. In che cosa tu ricordi Dio? Perché ti ha salvato. Questa è la fede. Questa è la fede. Allora sapete, questa cosa qui, secondo me, è importantissima. Perché? Perché non saremo insieme a molti religiosi, ma siamo sicuramente insieme a molte povertà, di tipo diverso, eh? magari non è mica la povertà del quadrino, però è la povertà della salute, è la povertà del carattere, è la povertà della propria psicologia ferita, è vero? È quello, però. Deve essere un punto di attenzione enorme. Perché tutto comincia col fatto che Dio vuole bene a quella persona e la ama anche con quella ferita che ha, anche con quello sbaglio che ha, anche con quella cosa non buona che vive, ma è la sua povertà. E il Signore la ama così, la ama nella sua povertà. E quindi, capite, qui c'è un passo straordinario perché possiamo cominciare, mi permetto di dire, non a essere degli annunciatori di fede, che forse è una roba che non ci compete, ma certo a essere modestamente degli angeli di affetto, di attenzione, di preoccupazione. È vero? Proprio come quella donna che è tutta attesa sulla povertà della sua figliola, tanto che quella povertà diventa la sua e la povertà di sua figlia diventa la sua. E quando lei va a chiedere al Signore dammi una mano, di fatto lo chiede per sé mentre lo chiede per la guarigione di sua figlia, no? Bene. E quindi veniamo a scoprire che la povertà genera la preghiera. E che cos'è la preghiera? Eh, la preghiera è così. Ti prego, puoi darmi una mano? E che cos'è la preghiera? La preghiera è questo ragazzo che viene qui a vendere il giornale della strada e noi non glielo compriamo perché non ci interessa, perché l'abbiamo già comprato e però lui ci campa sopra. e lui ci campa sopra. Ogni povertà materiale, morale, psicologica, di salute, povertà. E allora la povertà genera una preghiera. Non mi dai una mano? Non mi dai una mano? E la preghiera, appunto, come tante volte ci ripetiamo, è una domanda di carità. È una preghiera. Dio, vieni a salvarmi. Eh, capite? Questa è la meraviglia di questa testimonianza che oggi questa donna ci dà. non è il suo essere apposto, non è il tutto funzionare, noi non siamo qui questa mattina a messa perché c'è il precetto di Santa Madre Chiesa, siamo qui perché abbiamo un sacco di grane e la prima grana siamo noi a noi stessi e quindi siamo qui a dire al buon Dio signore mio, dammi una mano. Eh? Ieri sono riuscito a trattare male tutti, guarda che record, tanto per prepararmi a Natale. Dammi una mano. e più fonda è la mia povertà, più c'è questo lamento. Chissà cos'è la preghiera, una roba per salire a Dio. No, la mia preghiera è perché Lui venga da me, è perché Lui scenda sulla terra. Altre forme di spiritualità e di preghiera generano una preghiera che ti innalza nella sua spiritualità, ma invece noi abbiamo una preghiera che ha costretto Dio ad abbassarsi nella nostra storia, è vero? A forza di supplicarlo, supplicarlo, ha preso carne ed è diventato uno di noi. Dio è diventato un uomo, perché noi abbiamo bisogno di noi e siamo così persone come noi. E Lui è venuto dentro nel nostro dramma. Questo, capite, è il mistero della fede. questo è il grande dono della povertà di Dio, il nostro bisogno di Lui e la sua preghiera. Per cui, il miracolo che succede oggi è una cosa meravigliosa, perché Dio vuole raccontarci oggi come il suo cuore si è allargato. Là sulle rive del Mediterraneo, eh, tra Tiro e Sidone, è vero? E quindi Lui che non le risponde niente, no? E molte volte capita che uno ti chiede una cosa e tu non hai niente da dare e neanche niente gli dici. Cosa gli ha fatto? E i suoi discepoli a un certo punto intervengono, qui c'è stata una nostra piccola discussione tra il sindacato parroci incapaci di predica quando ci diamo dei consigli, perché nel testo che abbiamo ascoltato dice i suoi discepoli gli si avvicinarono a Gesù e lo implorarono esaudiscila perché ci viene dietro gridando. Ma di per sé quel verbo che c'è scritto esaudiscila vuol dire di per sé un'altra roba, eh? Di per sé vuol dire mandala via. Nelle migliori delle ipotesi vuol dire congedala, che potremmo volere dire congedala regalandole qualcosina, insomma, capite? Però non si sa come fare a liberarsi di questa cosa. E lui aggiunge a questa richiesta dei discepoli gli dire eh, mi dispiace io non sono mica qui per te, sai? Sono impegnato io, sono della Caritas, te sei del sindacato, rivolgiti al sindacato. Allora, viene qui allora per difenderci diciamo ma lei si è rivolto ai servizi, ci portano sui servizi. E tu capisci che ho sentito il suo servizio o se no non c'è mica il suo servizio. È vero. E mi spiace, è bellissimo che Gesù dica non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa di Israele. Ma lì Dio in lui allarga il suo cuore. E mi sembra meraviglioso che invece di volerci arrivare da solo vuoi che non ci arrivi Dio e bisogna che vada anche dai cinesi ma certo che ci arriva però è bellissimo che invece si faccia prendere per mano da lei. È una meraviglia e lei lo prende per mano e siccome lui le ha detto non è bene prendere il pane dei figli e accettarlo ai cagnolini lei gli risponde con quella frase diventata celebre è vero signore però i cagnolini mangiano le briciole e cagnolo dalla tavola dei loro padroni una cosa meravigliosa è vero perché per conquistare Dio alla sua povertà lei si fa ancora più povera per dire ma basta che tu mi dia poco sono mica della banda di quei primi là però ci sono anch'io le bricio a quel punto capite e questa è veramente la vetta di questo incontro del Vangelo sentite lui cosa le dice donna grande è la tua fede quella lì di avete i sabati nelle tavole della greca legge di Mosè la salva niente niente di orantona è vero anzi troppo sapete i fenici hanno una religione da macchie pieno di diavolerie e anche quindi poveretto ma niente niente però lui riconosce in lei la grande fede è grande non c'è mai un'espressione così assoluta di riconoscimento della fede da parte di Gesù quei discepoli così così con Pietro che è il Papa meglio non parlarne Giuda si sa come va a finire i farisei neanche parlarne a poche occasioni però qui ce l'ha grande è la povertà capite grande è il genito grande deve essere la compassione di Dio la meraviglia di tutto questo la meraviglia che certo diventa un giudizio severo capite per le nostre dottrine per le nostre ortodossie è vero pur era poco ma bisognerà che cominciamo a dar da mangiare da quelli che stanno male e hanno fame no? quelli che si sono sposati il matrimonio è andato male hanno preso su un altro matrimonio è vero e allora niente loro non possono ma però è gente che ha fame quando ha fame se non ha fame non ha fame ma se ha fame si viene a dire ma però mi ha bisogno cosa si dice vai alla carica no? no non si può è vero ed è bello questo ti permetto di dirlo perché questa cosa comincia proprio da te sai comincia da casa tua perché capirai che quella volta ha bisogno di berna Coca-Cola e l'altra volta ha bisogno di un bacio e un'altra volta ha bisogno di proprio di dica dai vieni dentro e faccia due chiacchiere e tu e lo conosci e la conosci nella sua povertà tu sai che cosa ha bisogno però se poi allunghi la mano non farlo senza dire almeno dentro di te grande è la tua fede che bello eh e l'altro potrebbe dire ma cosa c'è dentro la fede non so neanche cosa sia la fede io sono me e qui per quello che è questa è la fede grande è la fede se non ricominciamo da questa parte non ce la facciamo più sapete non ce la facciamo più abbiamo completamente distorto e contorto l'idea della fede in modo particolare c'è in mente una mia amica ragazzi una zittona che lei la fede ce l'ha grande come una casa e come vai a sapere una carità così l'ho mai vista e poi se conoscesse suo marito che roba lei deve avere una fede enorme per reggerlo va bene quindi ha una fede enorme però dice continuamente che è alta e me lo viene continuamente a dire me lo scrive per farmi dispetto adesso dobbiamo vederci a parlare di cose bellissime lei mi scrive e dice io però le dico dalla parte del mio atteso e dille poi quel che ne voglia non me ne frega niente perché la fede è un'altra cosa da quando la fede diventa una dottrina e non è più l'incontro con la misericordia di Dio ma cosa serve anzi fa danno chiudo perché non si può non dire una parolina anche nella lettera ai romani perché la lettera ai romani è il rotecio di questa roba qua perché perché subito dopo Gesù uno come Paolo si è trovato davanti al problema rovesciato e cioè che certamente molti poveri erano ingrati nella nuova comunità di Gesù e invece dei ricchi ne erano usciti ricchi di quadrini no ricchi della loro grande fede gli ebrei e Paolo ci trepa dentro lui che è un ebreone fariseone però che ha conosciuto Gesù lui sta malissimo no è già la seconda domenica che ci dice ma io credo per loro domenica scorsa ci dice guarda rinuncio io a Gesù Cristo purché l'abbiano loro pare che ci sia un po' incavolato Gesù Cristo per questa cosa è vero e però oggi è ancora lì con una passione enorme e dice a loro a quelli che adesso sono dentro guarda che voi ci siete entrati è vero perché Dio ha avuto misericordia di loro e quelli che erano già dentro si sono arrabbiati per questa misericordia e sono andati via adesso però bisogna che per la misericordia di Dio loro rientrino ed è bellissimo perché lui capite non contrappone la fede e la non fede ma lui mette in tensione il tema della fede e il tema della misericordia capisci quella donna lì perché ha fede perché è così povera e e perché lui le vuole così bene la fede è l'incontro tra la bontà infinita di Dio e la mia povertà allora lui sta dicendo che adesso quella roba lì bisogna che succeda anche a questi qui che sono andati perché quel Dio lì tutto misericordia gli piaceva mica ma osserva il sabato ma allora viene no e invece no perché la fede è quella dopo capite uno imparerà anche i comandamenti i precetti a far bello a chiedere scusa però la cosa se non parte da là non parte mica perché non è un rapporto personale capite e non è una cosa che tu puoi comunicare invece la misericordia che io e te abbiamo ricevuto fuori di qui la possiamo sì o no rispituire ma c'è ma c'è allora siamo dentro capite alla fede grande ci affidiamo all'intercessione di questa donnella di Tiro Sidone chiediamo a lei di pregare per tutti i guai che stanno succedendo in giro è vero per tutte le violenze che ci sono per la grande moltitudine dei poveri sui quali noi non sappiamo cosa dire né cosa fare e siamo preoccupati bene sia questa donna a mettersi in mezzo alla nostra storia e a intercedere per noi a partire da dove da casa mia e da casa tua perché ne abbiamo bisogno lei aveva la sua figlia malata io ne ho da presentare oltre a me stesso barellato è vero bene parta pure dalla casa di ciascuno di noi fino ai confini della terra a portare la meraviglia del suo volerci bene bene alla inglese che cos'anno