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XXV TO, anno A - 19990919 - Dom giovanni interrotto (mono).mp3

Data: 19/09/1999

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Grazie a tutti. che si parla di tutti, eravamo vedenti, sono venuti fuori e adesso lui viene fuori ci richiamo a Vecchio. Cosa che ovviamente per noi è una grande esperienza comune, perché tutti questi anni ci hanno dato moltissime vicende, di treciate tra noi, tra le famiglie, nei cuori, tra i fratelli e le sorelle, che portano evidentemente allo futuro. Noi siamo dentro a un grande impatto di salvezza dei peccatori. Mi pare che questa sia una delle note forti della nostra vicenda insieme. Il Signore ha fatto ricordo di sottoprire a prova, ora qui, ora là, e a dimostrazione, dato che quindi ognuno è nello sbalordimento di una chiamata alla salvezza. Anche chi potesse pensare di essere un piano di altra tradizione, o una persona particolarmente fortunata, però grossomodo noi oggi abbiamo questa idea. la nostra vita insieme è la salvezza dei peccatori. Il mondo ormai la sentiamo come una certa nostra forza, un certo vantaggio che ci viene da questo. È un vantaggio di comprensione di chi è Dio, di chi è la gente, di chi siamo noi, di che cosa bisogna stare attenti. Forse non avessimo questa coscienza viva di essere dei peccatori salvati, che devono prendere il momento giusto, assenza storie, saremmo meno in grado di capire perché altri conosci. E quindi questa allontazione della nostra condizione comune, i peccatori salvati, mi sento molto forte, prima di tutte le altre distinzioni, le generazioni, faranno i peccati solo i giovani, lo vedete, che aveva, oppure delle culture, e delle stesse vicende della vita, in un modo o nell'altro, ognuno di noi lo sa, che c'è tutta la gente, afferrata così dalla nostra vita. Il secondo pensiero è che, secondo San Paolo, la forza della comunità, che si costruisce intorno all'altare, è tale che nessuno smonta, nessuno smonta mai. E quindi, certamente, in modo profissimo, nella nostra esperienza, nello smonta di tutti. questa per noi è un'esperienza molto forte. Per esempio, anche nella famiglia di Pammella e le sorelle, noi abbiamo continuamente dovuto verificare questo, che anche quando si sono date vicende difficili o dolorose, in realtà, il fatto di essere una parochina di campagna così legata solo alle cose essenziali, la messa in raggetto, ha fatto sì che anche chi poi, ha dovuto a un certo punto, per le ragioni della sua fatica, o del suo cuore, in qualche modo scortarsi, ha sempre tenuto una nota fonda, e segreta, o meno segreta, di affetto, di legato. E quindi, in realtà, questi divi, non sono certamente scontati, sono molto presenti, è vero, noi vi avvertiamo, magari per tutt'ora, non sempre ne ricordiamo i nomi, li abbiamo tutti molto presenti, è vero, nel nostro affetto, li seguiamo, c'è una specie di preghiera anonima, particolarmente per loro, ma non tanto perché pensiamo che abbiamo bisogno di particolari sostensi, ma perché semplicemente risultiamo, sappiamo che ci siamo, non si sa, ecco, poi magari uno, poi il suo viaggio, chissà, per le vicende della vita, lo deve fare in un altro modo, nessuno smonta, neanche i morti, eh, ma oggi tiene a dire che neanche i morti, e certamente anche, l'esperienza dei nostri piccoli cintesi, è certamente, invece, l'esperienza della crescita di presenza e di potenza, a far farlo pensare, anche a alcune cose, anche ieri sera, nel ricordo sui sentimenti, e in ogni caso, alla forza di presenza dei bambini e delle bambine morti, è vero, dei papà, dei nonni, è vero, quanto di fatto queste persone siano, per noi, l'appraccio, della nostra comunità, è vero, in parte, di giù, le otorze, anche, della nostra esperienza comune, per cui, per dire, mi sembra che noi abbiamo anche, con il campo santo, con il cittadino, un rapporto affettivo, piuttosto simpatico, per niente, ma, è vero, dove in qualche modo, andiamo anche a legge i partitori della nostra storia, andiamo a ringraziare Dio, è vero, per i grandi segnali, della nostra vita, non calonizzeremo nessuno, spero, penso, insomma, è complicato, ci vogliono dei soldi, dei processi, siamo tranquillamente certi, che abbiamo, un po' ottima rappresentanza nel giardino di Dio, avvergiamo moltissimo, certo, l'intercessione di tutte queste cose, no? È vero, dai grandi vecchi, insomma, è vero, alle persone strappate, anche come all'improvviso, piccolini, c'erano più rirecisi, che si chiamava, Santa Teresina, più rirecisi rapidamente, da Dio, perché è una bassissima, di un campo, quindi, certamente, avvergiamo, che tutte le volte che ci ringhiamo, siamo in 15, in 30, in 50, però, in realtà, è vero, il popolo è immenso, con un'esperienza che, tra l'altro, mi sembra molto interessante, io ne sono particolarmente geloso, devo dire, e cioè che, pian piano, se non si fanno troppi problemi, o non troppi grandi, anche le cose della storia, delle persone, vanno di recupero, no? Per dire, qualcuno ha dei genitori non credenti, l'altro, una situazione completamente avversa, l'altro, è vero, poi, invece, piano piano, tutto si recupera, nessuno smonta, anzi, di per sé, secondo noi, devono montare tutti, davvero, capita, ormai, parecchio, anche negli iniziali, che, certe volte, nella storia delle persone, può partire un'altra, per esempio, di per sé, ma, ma, in maniera, che non esiste, perché non può esistere, una comunione cristiana, che escluda, perché quello che sta in noi, e nella nostra comprensione, delle cose, dell'interiente, deve essere sempre comprensita, è vero? Si è molto, ha cresciuto dentro di noi, la consapevolezza, della comunità cristiana, come un greco materno, capace di contenere i contetti, e di farli convivere, e capace di pazientare, anche sulle asprezze, sulle difficoltà, che vengono dalle persone, per esempio, noi abbiamo fatto un'esperienza, bellissima, è vero, di impossibilità, di dirsi parola, e di enorme grazie, il potere viene sempre da te stesso, per noi, è stata una grande esperienza, che poi proprio, recupera poi, in mente anche le parole, però, in mente le nostre, di un po' di più, nessuno smoglie, e la terza è la faccetta dell'opera, no? E nel suo consenso. Io penso che, quando la parola di San Martino, deve pensare, a che cosa si fa poi nella vigna, con tanti ritmo, parola di San Martino, che partono, che partono, dalle tavole, delle nostre case, alla benedizione della mensa, alla benedizione dei figli, alla preghiera, che si fa qualche volta, anche viaggendo, per arrivare a chi incontri, intorno al Marcello, però, certamente, credo, noi abbiamo, certamente, tutta la nostra storia, collocata, all'interno dell'opera essenziale, della bigna, che è quando dice, fate questo, in memoria di me. A me pare, che noi, avverchiamo molto nostra, questa parabola, perché avverchiamo, l'eucaristia, come un'opera di tutti, di ciascuno, e noi, noi, proprio, siamo ormai, tenendo lontani, da pensare, che c'è qualcuno, che dice messa, qualcuno, che pensa messa, qualcuno, che la dice, gli altri, la ascoltano, e noi, avverchiamo, per lo meno, nella nostra intenzione profonda, e vogliamo, e vogliamo crescere, nel fatto, che tutti, celebriamo, lo stesso, il mistero del Signore, e quindi, certo, per noi, mi sembra abbastanza facile, pensare, che l'opera, è anche la risopresa, no? Qualche volta, uno dice, se fra due ore, questo che mi toglie, questa faccenda, io cosa faccio, no? E' un momento, di disvalorzamento, perché è impossibile, con anche, delle curve pericolose, che, è vero, noi qualche volta, facciamo, no? E non si chiedono neanche dire, perché sono delle cose, sbagliate, per lo meno, pericolosissime, e cioè, che ci piace talmente, la notazione, che qualche volta, rischiamo sbagliate, in altro modo, di essere trattati, no? Ci capita, questo. Allora, io ho scritto, ufficialmente, dentro del mio cuore, però, anche per me è così, anche per me è così, nel senso che, ha aperto, in questa, nostra vicenda, campesta, una passione, in questa opera, della mia, che è proprio, così distribuita, nei cuori, così assegnata, a tanti, è vero, che, praticamente, anche il fatto, che ci siano presenti, molti ministri, da noi, va bene, perché devono essere, molte le moglie, del dono, battesimale, di tutti, per noi, ministri, tra di noi, dal parroco, al diacolo, all'attuale, con il lettore, e anche, a tutti i ministri, molti che abbiamo, senza nome, ha pensato, a tutti i miei, oltre, ai malati, eccetera, e così, però, mi scordo, non vogliono essere, delle funzioni, vogliono essere, tutte, delle feste, del battesimo, feste, del battesimo, e, delità, dell'eucaristia, a me pare, che noi, più che mettere molto in evidenza, una chiesa fatta di conti, e di funzioni, mettiamo, tendenzialmente, in evidenza, una chiesa fatta, dal dono del battesimo, cioè la salvezza dei peccatori, dell'eucaristia, su questa faccenda dell'invidia, è, certo, se vuoi essere la prova, se vuoi essere la prova, perché? Perché questo sciagulato, del battesimo, cosa fa, ma, continua a faccare, delle frede, e quindi, bisogna dire che, effettivamente, un certo sforzo di elasticità, è chiesto, è vero, perché, se ti misericordia, su un colsegno di Dio, si porta dentro, dei fatti afferi, per dire, questo qui è il mio predilecto, questo qui è proprio che va bene, diciamo, questo, proprio anche questo, e tu, devi essere sempre contentissimo, allora, ho, su gente mamma, che è una volta, la faccenda, che dai, che dai, che dai, che dai, e nel lungo della giornata, ho avuto anche tanti esperienzi, un po' con struttura, di fattiglio, di carne, ciò che ce l'hanno avuto, è vero, è chiaro che noi avverchiamo, che dobbiamo passare, è vero, sempre molto rapidamente, alla faccenda, perché lui è un misericordioso, e questo non sempre, è facilissimo, è vero, per noi, e certe volte ci viene un pochino, da rimenticare, ho certe fatiche di caserità, però, in che modo, a parte questo rischio, che il nostro occhio sia capito, perché lui è, perché lui è buono, assumere il suo occhio, assumere il suo punto di vista, e quindi, situazioni, che continuamente il signore ci regala, e che magari, in un primo istante, ci imparate, e poi, immediatamente, si rivedano bellissime, no? Citavo anche, i più meravigliosi sposi, di ieri, e, beh, ma che è cominciato, la confessione, da l'altro ieri, ma, ma, ma, ma, ma, ma, ma, ma, ma, ma, ma, ma, ma, ma, ma, ma, ma, ma, ma, ma, ma, ma, ma, ma, ma, ma, ma, ma, perché, il linguaggio generale, si mette subito una carenza molto particolare, da parte del mondo di Dio, no? Le parole che, vanno bene, in ogni caso, sempre una benedizione, sempre, sempre, e quindi, certo, questa è una parrocchia che, rispetto alla misericordia di Dio, è così, avvolgente, dice la prima, di un guindalier, deve farla a terra di me, deve farla a terra di me, è sotto questa prospettiva, è nella misericordia di Dio, che vanno a terra di me, ma, ma, ma, ma, ma, grazie. Grazie.