XIX Dom.TO anno A 2014-omelia-GiovanniNicolini-20140810(25).mp3
Data: 10/08/2014
🗣️ Lettura Vocale Testo:
Testo dell'Omelia
Mi sono accorto una cosa singolare. In questa memoria evangelica c'è nella prima parte la descrizione di un mare tempesta. E la barca messa male, il vento, tutto contrario. Ma loro sembrano abbastanza disinvolti. Molto spesso si parla della loro paura in condizioni difficili, quindi niente. Ci sono delle difficoltà, hai dovuto combattere questa settimana? Ci sono stati dei problemi? Sì, ci sono stati. La vita è fatta così. Si sa. Si è una barchetta fragile e c'è la tempesta. E c'è anche una certa solitudine. Rimasto là per il suo conto, sul monte, a pregare. Quindi non solo c'è tempesta, ma ci si deve anche raggiare. Poi a metà del testo lui arriva. Arriva in un modo molto strano, cammina sull'acqua. Anche qui miracolo strano, perché lo fa poi? Ma cosa serve? Ma a quel punto invece arriva la paura. E prendono paura e dicono è un fantasma questo qui. Ma ormai il meccanismo della paura è liberato. Pietro fa un'imprudenza, fa un atto di fiducia nei confronti del fantasma camminatore e gli dice ma se sei tu comanda che io venga. E lui gli dice vieni. E Pietro scende dalla barca e riesce, è il gioco. Ma dura poco. Perché poi la paura riprende il sopravvento, lui sta per affrontare salvami. Sgridatina, uomo di poca fede però, l'ha preso per mano. Mi è capitato due volte forse, nella vita mia, che qualcuno mi ha preso la mano. Ero sotto. Troppo nell'acqua. Molte altre volte sotto altre acque, ma ma anche dell'acqua. Ma che cosa vuol dire questa roba? Allora, per cercarvi un po' entrare nel Vangelo, entriamo nel testo del Libro d'Era. È tagliato male, è troppo corto, si capisce poco. In ogni modo, la storia è così. Il profeta, questo profeta Elia, aveva la mania di dire la verità e tutte le cose che andavano dette e quindi non piaceva alla casa reale. In particolare, non piaceva alla regina. A un certo punto, decidono di fargli la pelle e lui scappa. Il nostro testo è la storia della sua fuga. Lui è scappato, ha fatto una volata, perché l'Oreb è il monte Sinai, che è in fondo alla penisola del Sinai e quindi di chilometri ne ha fatti parecchi, insomma. Il buon Dio l'ha nutrito in modi strani, insomma, per cui è sopravvissuto ed è andato fin là. Ha trovato una caverna e ci si è infilato dentro. E però Dio gli vuole parlare e quindi dice vieni fuori che ti devo parlare. E poi c'è questa strana cosa. È vero che lui esce, prima c'è un gran vento, poi c'è un gran terremoto, poi c'è un gran fuoco, Dio non è in queste manifestazioni, e poi invece c'è una brezza leggera e lì c'è Dio. Ecco, proviamo a dirci quello che come messaggio ci viene inviato da questa memoria antica. Un Dio che non si manifesta nella potenza, ma nella levità, nella dolcezza. Sembra quasi non percettibile. Il testo originale, il testo ebraico, uso delle parole proprio tremende che vogliono dire l'evanescenza delle cose. E usa quella parola anche a un certo punto che sarebbe il nome del fratello piccolo ucciso all'inizio, va bene. E' una realtà appunto fatta di niente, che facilmente scompare. E che però entra in quel libro terribile della Bibbia che comincia con quelle parole vanità della vanità, tutto è vanità. E Dio si riduce così. E' strano questo Dio, vero? Così piccolo, così debole, così fragile. Ed è quello che l'Apostolo coglie nel breve testo della Lettera ai Romani, dove lui manifesta il suo dispiacere, perché mentre lui, che era un carognone, un fariseo spaventoso, per particolari interventi di Dio era entrato nella fede di Gesù, lui osserva che tutto il suo popolo non ci sta entrando. e a lui dispiace, perché lui si sente ebreo, come Gesù, che è un ebreo. E Gesù piange su Gerusalemme, e qui, in qualche modo, Paolo piange sul suo popolo, perché dire, ma guarda, preferirei rimanere io senza Gesù pur che l'avessero loro. Eh? E' un'espressione molto rara e molto bella che è presente nel nostro testo. Vorrei essere anatema per i miei fratelli, avvantaggio loro, perché potessero avere loro la fede. e poi illumera quella che secondo lui è la difficoltà. Qual è la difficoltà degli ebrei? Eh, che sono troppo pieni di roba. Hanno una storia gloriosa, un tempio meraviglioso, una forma sacrificale straordinaria, delle abitudini che entrano in tutta la loro vita. Un ebreo è proprio sul serio un ebreo. e sapete, no, che gli ebrei sono l'unica cultura e l'unica civiltà che non si fa assimilare, no? Sono migliaia di anni, molte migliaia di anni che loro ci sono, tra l'altro hanno la mania di viaggiare per il mondo, un po' perché sono commercianti, un po' perché sono fatti così, perché sono figli dell'Esodo, sono dappertutto, e però alla fine rimangono ebrei. e mi ricordo un mio amico che adesso è diventato una persona importante e lui mi diceva che lui non sapeva neanche di essere ebreo, sì, lo sapeva vagamente, noi siamo ebrei, ma nessuna osservanza alimentare, nessuna preghiera, nessuna Pasqua, e frequenzava il Politecnico a Milano e una mattina entrando all'università un suo compagno di scuola a motivo dei problemi che succedono anche in questi giorni, l'ha fermato e gli ha detto ma cosa combinate voi ebrei? Noi ebrei? Ma cosa dici? E però da quel momento quel noi, voi ebrei gli si è attaccato dentro. E quindi ha riscoperto il suo essere ebreo. Adesso praticamente è come se face su un po' il rabbino, è un gran professore, ma nella sua vita è proprio un ebreo fino in foglio. Ed è come se Paolo dicesse, vedi, questi qui sono talmente ricchi di tutto, di Dio, delle promesse, dei profeti, hanno tutto. E allora? Eh, allora, eh, allora questo Dio fatto così non funziona. Questo Dio della debolezza non funziona. Questo Dio che è andato a insegnare nel Tempio come tutti gli altri rabbini, a far vedere che però tutta sta gran costruzione rischiava di essere ormai svuotata. E quindi avere fatto tacere le profezie, avere inleguidito il culto. E noi cristiani la sappiamo questa cosa, sì, la sappiamo. Perché anche noi abbiamo un po' fatto così. Anche noi abbiamo fatto così. Per fortuna nella nostra storia continuamente ha mandato delle persone che essendo persone del Vangelo lo hanno in qualche modo riproposto, reinventato quasi, si potrebbe dire, no? Ma come fede è anche noi. Siamo diventati una religione come le altre religioni. Per cui per essere religione bisognava essere anche potenza, e sapienza affermata, e addirittura guerra. qualcuno è stato scomunicato perché non organizzava le crociate ed era un imperatore e Don Lorenzo Milani ha perso il processo perché diceva ai ragazzi che non si poteva fare il servizio militare, bisognava cominciare a dirti no. Lo denunciarono in cappellani militari e vinsero. E mi ricordo che in quei tempi lì si diceva ancora una cosa che io vi ho già recentemente ricordato che non si dava diritto all'interno del mondo ecclesiale alla coscienza individuale. E gli si diceva te non puoi perché te hai la coscienza così ma ma che ti credi? Te devi stare poi alla regola generale vuoi te pretendere che la tua coscienza pensate siamo no? Montanissimi, eh? Credete che non abbiamo ancora delle tentazioni di interpretazione di potenza? Eh sì. perché per fare grandi cose ci vogliono dei grandi mezzi vi ricordate domenica scorsa era il convincimento che se con cinque panni bisognava dare da mangiare a cinquemila persone cosa bisognava fare? Che ogni pane si moltiplicasse per mille se no cosa fare? E lui invece ha preso un pane e l'ha spezzato in cinquemila pezzi anzi cinquemila pezzi più dodici cesti avanzate ma come si fa? come si fa? Assurdo questa assurda piccolezza di Dio siamo l'unica ipotesi ve lo dico sempre no? l'unica ipotesi religiosa che dice che Dio è morto dice ma è anche ressuscitato vero? sì è ressuscitato ma gli sono rimaste le piaghe i crocifissi rappresentati bene dall'iconografia più legata alla Bibbia a vedere un signore con ancora i segni della passione non vanno mica via lui le stigmate e nell'ultimo libro della Bibbia che è il libro dell'Apocalisse dice che la Santa Gerusalemme non ha bisogno né del sole né della luna perché c'è la luce di Dio e che cos'è la luce di Dio? L'agiello sgonzato eh certo c'è questo gran problema della debolezza di Dio grandissimo problema per cui da una parte Pietro è appaginato e quindi accetta la scommessa lo vuoi venire da me? vieni vieni e noi cosa stiamo facendo nella nostra vita? eh malamente ma però abbiamo lasciato una barca della lotta tumore tumultuosa della vita dicendo ma no ma no ma no bisogna sui guai camminarci e camminare verso di lui vedi come camminano lui come i nostri padri hanno attraversato il mare e il mare non li ha sommersi anche lui questo è un po' il significato biblico no? dei santi padri della chiesa danno anche questo miracolo suo no sui malici si può camminare basta avere la direzione buona e si cammina verso il Signore ma se la barca si rovescia se il mare è troppo grosso se c'è un'onda il rischio non è che si muore no non si muore si cammina verso il Signore vero? stiamo tutti camminando verso il Signore io ero pomeriggio mi sono trovato in mezzo a tre macchine scontrate oh cosa succede? ma non era non era lui che aspettava quel punto lì ancora però allora Claudio è venuto a prendersi con la sua macchina e quindi è successo niente però mi capita qualche volta dire oh ci siamo beh ci siamo ed è importante in ogni caso che ce lo ricordiamo eh perché questa è la descrizione più bella della vita la vita che è diventata una bella camminata perché il Signore ha detto vieni giù dalla barca vedrai vedrai che stai vedrai che cammini vedrai che cammini però noi non abbiamo la fede ne abbiamo poco a poco e quindi quella paura ci salta fuori è vero e a un certo punto per paura affondiamo per paura capite? se fosse stato per quel pricciolo di ferito si poteva camminare ma ha vinto la paura affondiamo salvaci Signore Dio vieni a salvarvi e lui prende la mano dice uomo di poca fede vieniamo qua e la nostra vita come è fatta? così è fatta così è fatta per questo vi dicevo che mi infastidisce quando c'è una proposta dentro o intorno alla Chiesa di una fede come certezza come fortezza come determinazione come necessità che diventi subito un progetto politico perché abbiamo ragione noi ho paura ho paura ho paura il cammino della fede è un cammino che lui ha stabilito per i piccoli facendosi piccolo come loro facendosi il più piccolo di loro e facendo della sua fede l'immagine dell'amore del padre perché Gesù non affonda? perché Gesù ha un rapporto buono e pieno con suo papà e quindi viaggia in braccio suo papà e le persone di fede che abbiamo conosciuto ci hanno dato sempre quell'impressione a noi che di fede ne abbiamo poca perché le abbiamo viste in tutte le circostanze della loro vita con una capacità di pensiero di sentimento di pace perché ti consegna ti abbandona ma siamo nelle mani di Dio perché gridi così? perché ti spaventi così? e quando qualcuno si è fermato in nome di Dio perché? perché per la mia poca fede stavo affondando ma Giovanni ma cosa ti senti in mente? ma non ti ricordi? non sai? non hai ben presente che cosa sta succedendo? ah sì è vero per cui vedete alla fine di questa memoria evangelica io sostengo che bisogna assolvere tutti bisogna assolvere tutti quelli che sono in barca perché? cosa devono fare? se la barca è nel disastro bisogna bisogna provvedere no? viviamo in un mondo molto agitato molto brutto eh sì molto violento eh sì eh sì però c'è quel problema grave no? lo sapete c'è quel problema grave che noi però noi che siamo stati chiamati a camminare sul mare per andare da Gesù e quindi non c'è da temere eh non c'è da temere non si va a fondo anche noi però ancora ci agitiamo fino alle bonde anche noi abbiamo fatto la guerra stasera incominciamo questa settimana la scuola della pace che quest'anno è dedicata alla guerra è venuto fuori perché è il centenario della prima guerra mondiale che è stato un orrore dal punto di vista del pensiero dell'impostazione di quello che ha mesitato messo in serio ma la prima guerra mondiale di fatto ha generato la seconda e ha generato rigenerato la cultura della guerra quando si poteva pensare di essere arrivati a certi punti e quando siamo arrivati verso la fine del concilio ecumenico siamo arrivati a un punto in cui si diceva dai bisogna approfittarne siccome adesso stanno mettendo giù qualche pensiero su come deve essere la chiesa nel mondo proviamo a dire che per noi è impossibile pensare alla guerra c'era stato pochi anni prima l'audacia di un cristiano che era riuscito a far mettere dentro ai principi della costituzione che il nostro paese non avrebbe usato la guerra per risolvere i problemi non si deve usare la guerra si deve usare la parola la conversazione la politica se si vuole ma non la guerra e invece non ci siamo arrivati c'era la guerra del Vietnum i vescovi americani hanno detto guardate che se facciamo la contanna della guerra da noi è un disastro e non si è fatto e oggi beh così siamo nell'incertezza chissà chissà però vedete per arrivare a una cosa così grande come dire che la guerra non si può più fare bisogna accettare di entrare nella debolezza della fede perché altrimenti per qualche tempo la guerra non si è fatta facendosi paura l'unico l'altra no? vi ricordate la strategia del terrore no? e non si è fatta la guerra e qualche volta anche i nostri rapporti sono rapporti dove non ci diamo scopertamente degli schiaffi perché siamo talmente armati l'uno con l'altro e uno dice ma cosa mi fa l'altro e allora si resta ferma non è pace questa no? non è pace e allora eh allora il problema è questo che per fare un atto forte come decidere la pace la pace di Dio con Dio e tra di noi bisogna diventare piccoli e accettare e diventare piccoli come Gesù e accettare questa strana roba ma cosa mi vuoi far giocare ma non lo sai che chi va e cammina sull'acqua affonda ma non conosci neanche le leggi della fiscale dai prova prova prova prova a vedere prova a vedere e mi capita di vedere della gente meravigliosa sapete che cammina sull'acqua ma ogni tanto vedo che è stanca e che si accorge che l'acqua è pericolosa e ne viene paura e allora dice vieni a salvarmi e per questo amo moltissimo questo inizio della preghiera cristiana che sempre vi cito alle lodi al vestro all'orameti alla compietta si comincia sempre con quel versetto no? che è la frase di Pietro Dio vieni a salvarmi vieni presto in mio aiuto perché oh qui quando sotto eh e lui viene a salvarmi e mi regala il salvo 6 e mi regala il salvo 6 50 e mi regala il Vangelo delle Beatitudini è vero? avete sentito? bellissimo no? il Papa che invece di fare una predica per ricordare le regole ha fatto una predica per dire oh oggi ma lei sapete le Beatitudini? la folla beh allora oggi diciamo le Beatitudini allora io dico la prima e poi ve la ripetete è vero? pronti? pronti il Papa è roba la rita beati i poveri in spirito perché vi essi arrivi la gente Beati l'ho più forte beati i poveri in spirito eh c'è il grido del Vangelo la carezza del Vangelo il bacio del Vangelo e quindi ci sono tutte le cose capite? basta non confonderle fra di loro siccome sei sceso dalla barca non tornare indietro in barca di a lui dammi una mano eh? capite? è indubbiliata giusta eh ma poca fede eh sì io sono messo così poca fede sette volte al giorno dico Dio vieni a salvare quando è che invece è errore? quando l'acqua ovviamente non tiene la paura ce l'ho e allora allora prendo la minaccia prendo la mia sicurezza prendo le mie decisioni quando quando disimparo a gridare aiuto quando disimparo ad avere il coraggio della mia paura quando ho paura della mia paura e allora mi volto indietro e voglio ritornare al sistema va bene allora non funziona allora bisogna prendere delle... eh allora e quando uno di noi o tutti noi insieme facessimo questo cattivo rinorno capite? non facciamo un buon servizio non lo facciamo alla nostra fede ma non lo facciamo neanche all'umanità ci vuole qualcuno che cominci è vero? allora dovendo scrivere il mese scorso qualcosina sulla paura anzi bisognava scriverlo sul coraggio per la vita però il titolo forte era non abbiate paura e io ho provato a scrivere così che invece bisogna avere il coraggio della propria paura non bisogna avere il coraggio e basta perché il coraggio e basta corre sempre il rischio e quindi confido di me e siccome sono fragile mi armo e quindi e via e via invece la bellezza del nostro volerci bene è che ieri quando sono rimasto fermo sulla strada assi dentro la galberia ho potuto telefonare a lui e alla sua famiglia che è tornato indietro è venuto a prese tutto benore tutto benore tutto benore un bel ritorno pieno di discorsi eccetera persino con un cagnolino è certo com'è bello no? la nostra fragilità invitata alla carità e dunque prima promossa dalla fede e poi invitata alla carità al nostro volerci bene non ci sono gli eroi della fede ci sono le alleanze della fede è vero quando un papà una mamma e i loro bambini si vogliono bene c'è un'alleanza della fede quando un uomo o una donna si vogliono bene è un'alleanza della fede quando dei fratelli anche di pensieri molto diversi si vogliono bene e si accettano così come l'uno e l'altro è capite? ecco e allora non si fa guerra non si fa conquista allora allora si può avere tranquillamente il coraggio della paura perché sai che l'altro in quel momento tocca a lui prendere la mano nel nome del Signore ecco allora spero che con questo possiamo interpretare la nostra vita personale queste vicende del mondo così difficili è vero adesso questa costrizione politica evidente a risparare hanno ricominciato a sparare adesso e dice però per difendere quelli là perché una volta abbiamo combinato un guaio così grosso col precedente presidente che adesso devono andare capperi sì però e morti e morti e morti allora bisogna che troviamo bisogna che facciamo scuola della pace per dire no mai più questo mai più però gli unici che riusciranno a fare la pace non saranno i grandi eserciti militari e gli unici che riusciranno nella beatitudine della pace saranno i poveri saranno i poveri e quindi questo è l'invito che in questo momento il Signore ci sta rivolgendo celebriamo in questi giorni la dolcezza e la bellezza della pace due scuole della pace fa eravamo così contenti alla fine della scuola della pace che abbiamo mandato un messaggino a tutti i vescovi dell'Italia a loro indirizzo ci ha risposto uno un vescovoto del sud che non mi ricordo neanche come si chiama che ci ha detto grazie sono ecco centile centile però al di là di sospire ai vescovi costruiamo noi a partire da casa nostra e dal nostro cuore una grande liturgia della pace lo si fa semplicemente volendosi bene riconciliandosi accettando che l'altro sia come è fatto addirittura volendogli bene anche se è così diverso da come siamo fatti noi Dio siccome eravamo troppo diversi da lui nella pienezza dei tempi è diventato uno di noi fino alla morte per questo è nella vita che non finisce più orro