XVIII Dom.TO anno A 2014-omelia-GiovanniNicolini-20140803(23).mp3
Data: 03/08/2014
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Testo dell'Omelia
E poi adesso siamo qui noi. E la cosa che sempre mi affascina è la parola di Dio. Stai quel versetto del Libro della Sapienza che dice che per tutto il cammino dei quarant'anni nel deserto appunto si sono nutriti sempre della stessa manna. Però questo pane che veniva dal cielo si adattava al gusto di ciascuno. L'assemblea del carcere è molto diversa da questo. Il pane che scende è sempre uguale e il miracolo di questa parola è che appunto si adatta. Ma c'è il gusto che vuol dire però anche l'attenza, la necessità, il timore, quindi la condizione più soggettiva. Il pane per te. Quindi è bellissimo pensare che qui a Gaza si celebrano messe in condizioni completamente diverse tra di loro e questa parola diventa bacio e abbraccio per ogni situazione e per ogni condizione. Non è mai una parola generica? Tanto quanto chi un po' ci vive e ci preghe sopra è invitato a coglierla nella sua assoluta oggettività. E la parola vuol dire così. Ogni parola poi nella Bibbia ha una grande storia che è la complessità della storia che l'ha intessuta, insomma, dall'antico popolo ebreo alla grande diffusione del Vangelo nel mondo greco, poi nel mondo latino e via e via, fino ad oggi. E quindi ogni parola è preziosissima nel suo significato. Allora è necessario un certo rigore per ascoltare questa parola in tutta la sua potenza. E poi però questa parola accolta si china su di te e verso di te. E non solamente si adatta al gusto di ciascuno, ma in fondo ci fa vedere che tra l'assemblea del carcere e la nostra assemblea e l'assemblea della distrutta parrocchia di Gaza le vicinanze sono poi molto forti. Allora mi pare che basta cogliere alcune, anche stamattina, per vedere la meraviglia, la graziosità dell'affetto di Dio per tutti i suoi figli. Innanzitutto questa cena, ve l'ho già detto altre volte, è il miracolo più raccontato dal Vangelo. Sei volte è raccontato nei quattro Vangeli. E' anche il miracolo più equivocato, perché viene sempre chiamato il miracolo della moltiplicazione dei pani. Cinque pani per cinque mila bisogna che li abbia moltiplicati. avanzate sette ceste o dodici ceste, bisogna che li abbia moltiplicati. Invece no. Nessuna di quelle sei memorie del miracolo dei pani dice che lui li ha moltiplicati. Invece dice sempre un'altra parola, che li ha spezzati. Questo è terribilmente importante per un mondo come il nostro, no? Dove noi che siamo dell'emisfero nord, non siamo capaci di spezzare, ci ingozziamo, sciocchiamo, buttiamo via un sacco di roba, e quelli dell'emisfero sud hanno fame, e non sanno come risolverli. Bisogna imparare a spezzare. E questo spezzare del pane, che è lo spezzare del cuore di Dio, che è lo spezzare del suo affetto per tutti, è come quello di una mamma, di un papà, è vero che il loro grande affetto lo spezzano, perché deve essere privilegiato, competente, adatto, destinato, diretto, a ciascuno dei loro figli. Sempre il pane spezzato, è sempre l'amore un pane spezzato, per cui è sempre lo stesso, però spezzarlo nella chiesa del carcere è diverso che spezzarlo qui. Perché? Perché poi di fatto vuole appunto essere sempre particolare, sempre spezzare. Questo miracolo, lui lo vuole, e non è del tutto utile. E' interessante sottolineare questa cosa, perché nell'altro racconto del miracolo dei pani, che segue più avanti, è lui per primo che chiama i discepoli e dice non possiamo mica andare avanti così, sono tre giorni che noi andiamo e tutta sta gente ci viene dietro, non hanno niente da mangiare, ma come facciamo? Bisogna che gli diamo da mangiare, non abbiamo niente, intorno non c'è niente, siamo in un deserto. Qui invece nel nostro testo di oggi non siamo in un deserto, per cui i discepoli gli possono dire oh, è tardi, piantala di chiacchierare e li mandiamo adesso in bottega a procurarsi quel che gli occorre per stasera. E allora lui dice no, no, no, no, non occorre che vadano a comprare, già che glielo vuole. C'è ma, non ci capisci, due pesci, eh, porto così qua. e appunto benedice, dispeccia, e gli fa distribuire, e c'è tutto anche quel resto. E ancora, questo di fatto quindi è molto prezioso, non si tratta che per fare grandi cose, bisogna essere grandi che, o avere gran che, ma di fatto invece, è quello che è richiesto, è che tu in qualche modo ti speci nel tuo tempo, nelle tue attenzioni, nei tuoi affetti, perché ci sono molte persone che aspettano da te molte cose. E quindi, attenti, eh, perché la tua vita è preziosissima, a casa sei molto atteso, eh, non pensare di servire a nessuno, è un grandissimo errore, gravissimo errore. E allora non so se ricordate un bel filmetto, di uno, vecchissimo, eh, nei tempi di Giosuè, io non vado mai, di uno che voleva farsi la pelle perché diciamo la mia vita non serve a niente. allora Dio preoccupato di questa cosa manda giù un angelo che gli appare vicino come un buon vecchietto che gli fa compagnia e per impedire questo suicidio assurdo fa così, gli fa vedere come sarebbe il mondo se non ci fosse lui. Lui che si ritiene inutile, che conta niente. E' bruttissimo il mondo. Eh, mi piace dirlo a voi e a ciascuno di voi, il mondo sarebbe molto più brutto se tu non ci fossi, eh, guarda che sarebbe un disastro. E dice, ma sono un disastro io? E beh, però pensa, uguale, tutto sarebbe molto più brutto se tu non ci fossi stato e non ci fossi. E questo per un motivo che non è che riguarda che te sei bravo e buono, non è questo. È che tutte le volte che Dio crea una vita accende una fonte, capisci? Accende una luce. E quindi, così come sei, sei fonte e luce, sei carezza per molti, per moltissimi. La cosa la verifichi anche molto bene se ripassi la tua vita e quindi se fai memoria di tutti i baci e le carecce che Dio ti ha dato attraverso tante vicende, incontri, persone, di molti che si sono neanche accorti di essere importanti per te e invece sono fissati nella memoria del tuo cuore perché in quel momento Dio mi avrà per salvare. Attraverso quella persona, quella piccola vicenda. La vita meravigliosa, è vero? E questa vita tutta arricchita. Una volta il vecchio sindaco di Firenze, Giorgio Lapira, faceva un viaggio in Cina e ritornava le prime notizie che si cominciava a avere da quel continente isolato. O saltava fuori che erano già moltissimi milioni, moltissimi milioni. O giornalisti sono andati a prendere il sindaco di Firenze e gli dicevano ma dicono che nel 2000 saremo più di due miliardi. Ma è una catastrofe, come si fa? E lui ha risposto dicendo pensate che meraviglia. Due miliardi di sguardi, di mani, di affetti, di bontà. Sarà un mondo meraviglioso perché è proprio così. Ogni vita è preziosissima. preziosissima. Il pane bisogna che sia spezzato. E bisogna che sia gratis. Mentre la loro proposta era dire ma andiamoli a comperare? No, dice no, vategli di voi così. Eh, significa bisogno che vada a comperare. E ci sarebbe da una necessaria sosta che farete voi per conto nostro sul testo meraviglioso del libro della Focalisse con i primi tre versetti del capitolo 55 dove dice che la sua parola il regalo della sua parola è un pane che nutre davvero ed è tutto gratis ed è per tutti ed è per tutti. È per i nostri amici nel carcere per noi qui e per i bambini feriti di carcere per tutti e per tutti. Eh? È vero? Ed è la gratuità del dono divino. Io non subito tanto contento che passiamo a prendersi le offerte in chiesa. Di soldi ne abbiamo bisogno però posso trovare un'altra roba perché è impossibile. celebrare sto stia sui versi proprio nel momento in cui viviamo l'assoluta gratuità. E l'assoluta gratuità di Dio bisogna un pochino spingerla in là. Per me che non ne sono degno. È un pane per tutti. Pensate voi 5.000 erano quel giorno lì. Figuratevi se sono andati a controllare se erano tutti sposati giusti è vero con la fede giusta con lei. Ma figuratevi. Ed è molto importante che se ne sia nutrito non un gruppo ordinato ma una folla così si posta anche per te e anche per me. E come sei messo te ci credi proprio te sei proprio a posto ma cosa vuoi che sei a posto? Su un disastro. Bene finiti è per te anzi come sempre le preferenze che il padre ha per i suoi figli è il giusto veciacollo vieni qui tu che ti do io da mangiare vieni tu altro che fuori questa messa è per tutti vi ricordo ancora le parole della consacrazione che devo dire anche questa mattina mangiavo tutti e questo calice è versato per voi e per tutti anche là vi è stato in grado o in piazza è vero nel tuo generotolo di casa per tutti per tutti per tutti qui c'è da fare proprio un cambiamento allora siccome qualcuno deve cominciare noi cominciamo dalla nostra chiesa di periferia qui tutti possono fare la comunione non ho il coraggio di dire che tutti devono farlo lo direi perché quando una mamma vede il bambino che non mangia gli dice oh ma devi mangiare però eh come è là sei proprio quello che ne ha più bisogno e stai lì per i digiuni non so che te mangi e devi appunto nutrirti di questo Vangelo di questa parola sublime e si fa pane per te è la festa della bontà di chi ho la messa è la festa di questa sovrabbondanza gratuita dice ma non ci si deve confessare prima di fare la comunione è un po' un modo per schiacciarla la confessione che è una roba meravigliosa è vero è che è la possibilità di dare una bracciatona al padre al padre del cielo e di dirgli ma come mi dispiace di aver fatto l'asino lì ma come mi dispiace di aver perso quell'occasione di aver detto quella parola pura inutile come mi dispiace come mi dispiace e lui ti console ti dice ma io ti voglio bene fai fai pure fai pure e ci ricostituisce nella nostra condizione figliale affettuosa fino al testo meraviglioso eh tutti i campioni oggi le parole della lettera ai romani dice io sono persuaso che non c'è niente che ci possa separare da Dio eh non c'è niente che ci può separare da Dio nella morte nella vita nelle creature nella roba nel quel che succede nelle robe troppo in alto nelle robe troppo in basso non c'è niente c'è una cosa la più forte di tutto nella tua vita ed è l'affetto con il quale Dio ti avvolge da questo affetto di Dio nessuno ci potrà mai separare neanche noi quando lo faremo no? di volerci separare neanche noi quando non gli diremo io non voglio più avere niente a che fare con te lui però non ci abbandonerà quando quel figliolo della parabola se ne va da casa sua dopo essersi fatta dare la sua parte lo sguardo d'amore del padre non lo abbandona mai ed è questo che consente a quel padre no? se ricordate di vederlo quando è ancora lontano però sta già tornando e non lo lascia tornare fino a casa con le sue forze ma esce di casa e gli corre incontro e lo abbraccia perché? perché quel figlio che ha ritrovato se stesso ha ritrovato anche la nostalgia di suo padre e della sua casa ma quell'affetto che lui ha per suo padre è niente rispetto all'affetto che suo padre ha per lui perché è così sapete a Dio se ci va dritta un pochino di bene gli vogliamo insomma un pochino di bene gli vogliamo ma quello che lui vuole a noi è assolutamente infinito è assolutamente immenso allora vedete dobbiamo ricominciare da parole come quelle che questa mattina il Signore ci regala nella maternità della Chiesa e che noi qui tra di noi abbiamo ascoltato cerchiamo di condividerla e poi tra poco di questa parola ci nutriamo perché la parola si è fatta carne è venuta ad abitare in mezzo a noi è Gesù questa parola è Gesù e noi ci nutriamo di lui è vero e noi sappiamo benissimo cosa vuol dire nutrirsi degli affetti e delle parole dell'affetto perché anche il pane che mangiamo è un risultato d'affetto se non ce l'avessero messo davanti non l'avremmo avuto riflettiamo troppo poco sull'assoluta gratuità della nostra vita e se tutta la bellezza dei regali che Dio attraverso vicende persone situazioni continuamente rinnova per noi 5.000 persone capite sulla riva del lago che semplicemente hanno fame e quindi come si fa a essere adatti all'eucaristia bisogna aver fame e quindi bisogna ritrovare la preziosità di quella povertà secondo la quale io senza di te non posso di quella povertà che non è miseria che non è abbandono ma che è sete dell'altro perché in tutta la grande tradizione delle scritture ebraiche e poi cristiane questa povertà che però è meravigliosa segna l'esistenza umana perché segna addirittura l'esistenza di Dio lo sapete no? che anche Dio è povero dice come fai a dirlo che è povero ah te lo dico subito è perché sono in tre perché se uno stava bene da solo aveva mica bisogno degli altri due invece Dio è una comunione d'amore e noi quindi siamo tutti partecipi di un amore che è sete di comunione che dire che però ho bisogno di te che però ci spinge a dire come sei bravo Signore che hai fatto anche il sole e la terra ma come sei stato gentile a far venire su non solo i radicchi ma anche le margherite perché tutti i radicchi buono insomma ci vogliono anche le margherite come è bello che ci hai donato lo sguardo di nostra madre allora come ci insegna anche San Francesco d'Assisi la vita diventa un grande ringraziamento un grande ringraziamento è vero una disciplina un po' contorta sta lì continuamente a fare i conti se te lo meriti o non te lo meriti diciamo sia lo suo che noi ce lo meritiamo perché se ce lo meritassimo lui non avrebbe bisogno di farci dei regali no? invece è necessario che si faccia dei regali perché noi ce lo meritiamo mai ce lo meritiamo mai allora scopriamo sempre di più che tutta la vita anche persino nelle sue vicende più difficili più strane è vero stamattina sono lì per prepararsi così e uno di loro di questi amici del carcere è venuto a dirmi io sono straniero però adesso sto in Italia e ho anche una mia compagna è finita in galera anche lei dobbiamo starci un po' vorremmo che sposarci e dice lei si può sposare ma penso di sì possiamo trovare insomma ma credo che ci si riesca e dice c'è un problema però e qual è? che non so neanche pateggiare beh vediamo allora forse si può arrivare anche a questo che ho avuto molta simpatia per questo ragazzo che esprimeva dei desideri evidentemente un po' irraggiungibili per conto suo e come facciamo? ho detto dammi ma mi si intasca il suo non telefono qui alla direttrice e dire ma secondo te cosa possiamo fare? no? perché poi deve valere anche per lo status no? beh ma certo ma certo che c'è verrà verrà verrà anche nei passaggi più difficili capite? si scopre il dono mi capita quello che mi è capitato qualche giorno fa all'ospedale in un reparto molto difficile e una signora giovane che mi diceva insomma ma sì la vita è difficile ma qui dentro lo sa ci sono anche delle meraviglie io mi faccio dire ma è che me ne spiega qualcuna e dice lei non ha idea come io aspetto l'orario della visita dei medici perché c'è un assistente del professore che mentre andiamo via mentre vanno via mi prende la mano e mi dice si faccia coraggio signore vedrà che le cose avranno meglio e io dice quella mano lì me la sento sopra la mano per tutte le ore che vengo e dopo e ha aggiunto lei ha la fede io no che sia un angelo dico beh penso di sì penso che sia veramente un angelo perché angelo non vuol dire uno con la camicia bianca i capelli svedesi e le ali no vuol dire una persona che Dio manda angelo vuol dire mandato è vero è mandato per portarti una buona notizia e per quella signora molto malata quella mano quella parolina è la sua buona notizia di quella giornata ecco allora si tratta attraverso il dono dell'eucaristia di riscoprire la nostra vita per esempio per riscoprire che anche a casa c'è la cena e com'è la tua cena forse necessita di qualche attenzione di qualche riporma di qualche aggiunta proviamo a pensarci è vero stamattina quando sono entrato nel carcere sono entrato con una ragazza che pomposamente portava un vaso di fiori no solenne quindi le guardie l'hanno un po' presa in giro insomma e ha detto no ma ci vuole però anche un fiore forse anche sulla tavola della nostra vita manca un fiore molte volte un piccolo particolare una graziosità della liturgia della nostra vita perché risplenda meglio il regalo che è perché non è che questa è l'esclusiva questa non è l'esclusiva questa mensa vuole essere la fonte il suggerimento la conferma la carezza della cena santa di casa tua che non sempre è semplice ma tu la sai governare così bene la sai portare avanti così elegantemente anche io ho la grazia di una messa molto varia appunto ho passaggiorni con la giunta di questo fratellino un po' piccolino che è venuto a sedersi in casa nostra nella nostra famiglia a spessare il pane a spessare il pane con noi e un'eucaristia e un'eucaristia arricchita da questo piccolino certamente ieri ci ha voluto fare lui i tuccatini alla matriciana e dice ma come fa? ma se ti faccio vedere e aveva l'infernale suo telefonino e individuava la ricetta addirittura una ricetta parlata ascolta ascolta fate scioglieri i grassi prima di e lui esempla benissimo dei tuccatini meravigliosi è vero sono bellezze liturgiche di cui nella liturgia della nostra vita c'è molto bisogno siccome intorno ci sono delle liturgie piuttosto desolate cerchiamo di vedere se non vale la pena qualche volta invitare qualcuno a cire grazie