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VIII DomenicaTO-omelia-GiovanniNicolini-20140302(21).mp3

Data: 02/03/2014

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

C'è una parola molto bella, qui ci sono dei posti, dico via con la scaletta, sennò svenite chi la facesse lunghissima. C'è una parola che è dedicata in modo particolare alle mamme di queste due pittole, ed ecco il breve testo di Giaia che abbiamo ascoltato. E dice, parte da una obiezione, da una fatica, da un gemido, ed è Sion, cioè Gerusalemme, quindi il popolo di Dio, che per tante vicende accadute, anche complesse, cui anche è colpevole, dice il Signore mi ha vanno nato, il Signore mi ha dimenticato. Il testo prosegue, si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere, anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai. È una misura straordinaria, no? Dell'amore di Dio. Questo Dio che molte volte abbiamo un po' imbalsamato, messo là su in alto, e poi bisogna vedere se ce lo meritiamo, se non ce lo meritiamo, se passiamo l'esame, se non lo passiamo. Invece vedete l'intensità con la quale Dio vuole dirci oggi che ci vuole bene. Dio, con quella dimensione persino di scerare, no? Dio ha un intestino molto delicato. Vi spiego sempre ogni tanto le patologie di Dio perché sono molto interessanti. Di questo disturbo intestinale vi aveva già dato prova all'inizio di tutta la faccenda. Quella volta che lui ha sentito gli ebrei, che erano schiavi schiavizzati del regime egiziano, pigliavano un sacco di pacchi ogni giorno, angariati, trattati malissimo, no? Al punto che quando il nazismo ha messo in opera tutta la sua campagna antisemita, sono stati studiati molto attentamente certi testi, e particolarmente del libro dell'Esodo, per studiare appunto i metodi della oppressione. E allora questa povera gente gridava, disperata, e lui però ha sentito questo gritto. E dice che tutte le sue viscere gli si sono mosse. È per dire che si è commossa. E quel giorno lì ha detto, va bene, adesso però vado a prenderli, vado a tirare le tue. E la storia degli ebrei è cominciata così. Da un grido e dalle viscere di Dio. Viscere che oggi ritornano perché lui ci vuole ricordare che noi siamo il frutto delle sue viscere. Proprio siamo nati da lui. Siamo intimamente suoi. È padre, ma oggi è madre. In modo fortissimo. E quindi è impossibile che si dimentichi. Può darsi anche che quelli che sono nati dalle sue viscere si dimentichino di lui. Stiamo leggendo in queste settimane un testo bellissimo. Qualcuno stamattina è entrato, a me si lamentava un po', ma è difficile questo libro delle croniche. Ma no, ma bisogna piano piano farci un po' astuti. Di tutto un testo, prendere una parolina che si capisce, buona. Non era quella lì, è già funzionato per tutto. E in questo testo, secondo me è meraviglioso, il discorso sembrava rovesciato. Perché lì diceva, siccome voi mi avete abbandonato, mi abbandonavo anch'io. Però ha permesso, meraviglioso, questa protesta. Perché ho capito che ci sta male. E che se noi lo abbandoniamo, ci sta male. E' interessante, no? Ricostruire anche tutta questa faccenda del peccato o non peccato in questa dimensione. E' vero? Quando andavamo di notte in motocicletta, mia mamma si dispiaceva. E non andava a letto finché non si tornava. E' vero? Noi andavamo cattivi, eravamo stati proibiti, ci aveva regalato le automobili. E' vero che non andassimo in motocicletta e noi andavamo a prendere a loro le moto e portare gli asini nella notte. E lei però non andava a dormire. E quando ci siamo accorti non siamo più riusciti, come se ve l'ho raccontato tante volte, non siamo più riusciti a andare in motocicletta di notte. Perché lei col suo volerci bene all'armato ci ha vinto. E quindi noi siamo stati costretti dal suo amore. Ed è bellissimo questo Dio. Non è che se fai il peccato allora la paghi. Ma è un'altra cosa. Hai fatto una stupidanza e a lui ti dispiace. Non hai trattato bene tua moglie o il tuo bambino. Sei stato duro di cuore, non l'hai perdonato. Ed io si dispiace. Si dispiace. Perché è grandissimo il bene che ci vuole. E per questo bene che ci vuole ha messo in piedi un lavoro colosso. Perché se li vuole portare tutti a casa questi figli. Ed è particolarmente chinato sempre per i più lontani, per i più strani, per i più sbagliati. Perché essendo anche una madre, proprio i figli più sciagurati sono quelli che lei tiene più dentro, dentro di sé. Quasi con violenza. Vorrebbe spenderli per il collo qualche volta. Ma quando si parla di loro con altri, li difende come una titola. Perché sono a suo. E vede, questo è l'amore di Dio. Noi a Dio vogliamo un amore molto pallido. Ci basta un igolotto e siamo già belle che apposta. Ma lui invece, lui si è proprio giocato tutto. Noi siamo l'unico pensiero di Dio che pensa che Dio voglia così bene alla sua gente da morire per lui. Però capite, questa croce di Dio è la strada che porta tutti poi a casa. Se avete preoccupazioni per qualcuno, va bene, è giusto se abbiamo preoccupazioni. Perché anche noi, amando i nostri figli, quando i nostri figli sono lontani o vanno per una strada che non è di pace, certo che siamo allarmati. Ma siamo allarmati per amore. Mica per mandarli all'inferno. Non si vada all'inferno nessuno. Perché Dio non mata all'inferno la gente. La porta tutta a casa. E la porta a casa perché ci vuol bene. E se anche noi ci dimenticassimo di lui, lui non si dimenticherà mai di noi. Questa è l'affermazione fondamentale di questa catenica. Alla quale poi corrisponde, soprattutto nel brano del Vangelo, direi, allora te cosa fai? Per questo figlio che ti vuole sapere cosa fai? E la risposta è interessante, secondo me. Perché vuol dire non vivo bene, sto alle regole, non disturbo, chiedo scusa, se che poi puoi affinare. No, è molto difficile. Ti chiede una cosa bellissima. Di vivere in modo appassionale. Questa è la tesi di questa catenica. Cioè questa vita che lui ti ha regalata. Questo pezzo di storia che lui ti ha dato. E quella lì è la tua fede, lì è il tuo regno. La vita che hai fatto nella tua storia, i tuoi affetti, le tue ferite, le tue paure, le tue difficoltà, le tue speranze. Quello per cui vivi. Quello per cui spero. Ti sei giocato la vita e te la continui a giocare. Questo è bene questa vicenda. Bisogna viverla appassionatamente. Come lui vive appassionatamente il suo amore per noi. Fino alla passione di Cristo, ci diciamo sempre, no? Fino a questa passione d'amore che lo trascina a dare la vita per noi. E viene è. Anche noi siamo chiamati a questa vita appassionata. Ma non per fare cose speciali, eh? Mica per fare il molaco o niente, no. Qualunque sia la tua vita, ti dici. Qualunque sia la tua vita, tu vivila con pienezza d'affetto e d'intenzione. Perché? Perché siccome è tutto in questa grande lecia dell'amore, anche tu dici, però, voglio vivere la venerdì o no. Ecco. Vivila così. Né per favore dell'inferno, né per favore della punizione. E neanche per farti perdere. Che conta niente, no? Allora, ecco che dice per voi. Come ci pensa appassionato? Gente che neanche si preoccupa del mangiare del pepe. Gente che non si preoccupa neanche del vestito. Perché? Perché è tutto appassionato. C'è un piccolo errore, secondo me, nella traduzione italiana del testo greco del Vangelo. Ma insomma, sciupa un po'. Perché dice, non potete servire Dio e la ricchezza. La parola, nell'accento originale, sarebbe quella parola che non vuole dirgliere in italiano. È il mammona. È il mammona. Che non è una mammona, una gracia. No, è un idolo. È una roba che non merita e che invece per te diventa un idolo. E per il quale ti spengono. No? Ecco. E dice, questo no. Quando una cosa diventa un idolo, non va più bene. Quando diventi in qualche modo il tuo Dio e tu la adori. Il palante, la carriera. Anche l'essere bravo può essere che diventi un idolo. Non so. Ecco. Allora quello non va sicuramente dentro. Invece, siccome ci hai amato da Dio, vivi tutto con passione. Vivi con passione a qualcosa. Anche le cose più piccole della tua vita. Ecco. Allora non va indietro al mammona dell'iniquità, a questa roba che si impone a te come un idolo. Ma invece vivi dedicato tutto a lui, che ti regala tutto. E tu provi a regalarti tutta la bellezza della tua vita. No? Perché sia un loro sia simpatico. Se oggi ti viene a pranzo il Presidente della Repubblica, farai che ti sforzi di più bene. No? E tiri fuori anche il servizio degli altri della nonna. No? E' vero perché capi. Viene il tuo vecchio, eh? E qui i corazzieri magari vengono. Bisogna proprio prepararti. La nostra è una vita preziosissima. Per questo motivo. Per questo motivo. Perché? E' perché tutti diamo una vita meravigliosa. Questo ve lo dico per facciare sedere. Perché? Come dicevo all'inizio della Messa. Se qualcuno che è venuto a Messa, magari, con di quelle periche, con delle pregare, con delle paure. Diceva, ma cosa dice questo qui? Vorrei ritrovarsi la mia vita. E no, io sono qui a sofficarti di ripensarci. Perché non è vero. Perché anche la tua vita è bella. Prova a ripensare alla vita della tua storia. Prova a ripensare alla potenza d'amore che è stata riversata sulla tua esistenza. Prova a pensare come non ti sia mai stato successo. Di perderti sempre. Ti sono sempre venuti a cercare. Il buon Dio ti assegna. E ti ha sempre accolto negli occhi, nelle mani, nell'attesa, delle persone della tua vita, del tuo amore. Perché Dio nessuno l'ha mai visto. No? E lo dice anche San Giovanni. E' vero. Nel suo annuncio evangelico. Dio nessuno l'ha mai visto. Ma se voi vi volete bene, tutti capiscono. Ah, e lì appartengono a quella razza. Certo. Certo. E io ho invece tutti quelli che sono venuti, capite, a cercarmi, a salutarmi, a consolarmi, a prendervi per mano, a farmi festa, a dirmi dai, ma stesso, anche se siamo questo, vieni a casa lo stesso che ti vogliamo bene. Ecco, certo. Certo. Come siamo stati amati da Dio. Allora, vedete, la nostra vita è la risposta a questo. È la risposta a questo. E il mio padre, il loro spirito, mi ha detto una cosa bellissima, che poi ha anche raccontato a tante persone una volta. E che cosa gli ha raccontato? E che cosa mi diceva? Mi diceva, vedi, se uno, quando intravede il modo importante per vivere per lui, lì ci mette tutta la sua anima, tutto il suo cuore, tutta la sua passione. Qualunque sia questa roba, religiosa, non religiosa, se lo fa con questo intento, non sarà tenoso. E alla fine di questo cammino, troverà il volto sereno del padre che lo attenzia. È importantissimo vivere con passione questo. Anche i miei carissimi amici che mi dicono che non hanno la fede, eccetera, così. E non, io sono in pace. Ma dicono, vuoi fare lo cristiano? A me no. Se lo farlo lui, dirà lui. A me no. Invece, quello che mi prende di loro è che appunto vivono appassionati. La loro vita ha un senso profondo. Sono vite spese. Anch'io voglio spenderla la mia vita. E certe volte sono loro che me lo siano. Partano. Perché questo, capite? Siccome Dio si è tutto dedicato a noi, gli piace che noi ci dedichiamo a tutti. E questo è il segreto grande. Chi è che San Paolo? Pensa di questo. Non deve essere finito. Vi sarà sembrato un po' sciantino. Ma invece è interessante. Perché lui dice, cosa volete che mi dica? Io cerco di fare la mia parte. Quando a uno viene affidato in qualche cosa, gli dicono, tienla bene, amministra la pena. Io cerco di farlo. Come mi giudicate voi? No. Effettivamente non mi importa mai. Non so neanche preoccuparti troppo di giudicarni io. Alla fine dirà a lui se aveva delle buone intenzioni, se non le avete. Ma intanto, intanto vedi. Intanto vedi. Allora, chissà se sei una buona mamma o una mamma un po' begliocca. Chissà se sei un ottimo figlio o un figlio un po' benichino. Però, se tu vivi appassionatamente, questo è già fatto. Poi in questa passione ci sono le nostre minorità, le nostre ferite, i nostri sbagli. È vero. Perché altrimenti diventa un sciargo. O quando vi capita di fare via indipendenza a piedi. Mi viene sempre in mente questo vario qua. Perché se cammini per via indipendenza e dici, ma qual è il problema? Hai l'impressione che a Bologna si sono tutti nudi. È vero? Hai mai messo? E c'è qualche orologiaio o venditore di macchini. Sono tutti robe di vestiti. Tutti, tutti, tutti, tutti, tutti. Ma a Bologna devono essere tutti nudi. È vero? Anche per l'altro si è contenta di poco. Perché in Messina c'è uno streccettino. Costa un po' troppi dollari. Però, ma guarda che arpa. È vero. Invece non c'è la preoccupazione per il mangiare. E provo ad andare proprio su. Se vai oltre alla piatta, ma ti aspetta, c'è tutto quel regatrice. Te la saluto io. È vero. Allora, invece, è questo qua. E mi dice, è lui che vive nella maniera tale, che dice, ma come vinci io quello lì? Ma come vinci io? Ma è una roba da un'altra. Ma non è il tempo per mangiare. È impazzito. Sì, è impazzito. È impazzito. La vita. La vita è veramente vita. C'è un grande innamoramento. Difusione. Molte anni fa, con un gruppetto di ragazzini sull'argine del panale, quando stavo in campagna, e soprattutto dei padri di pomiglia, anche loro, tutti, azimati. A proposito, se qualcuno porta la cravatta, o dalle calabine la cravatta? Scusate, ma l'ha regalato, scusate. In ogni modo, la discussione sull'argine del fiume, come era? Era, ma secondo te, si può essere innamorati sempre? Allora qualcuno dice, mi viene in coro. Si vogliono bene, ma fatele controlate, delle controlate. E poi, ogni tanto, quando mio padre, qualche stufo, dice, ragazzi, se c'è un paradiso, e se c'è un paradiso dei mariti, sono dentro sicuro. Allora, quindi sono, proprio innamorato. E qualcun altro diceva, i miei invece sono proprio innamorati. Sono come due volosi, proprio. E mi faceva una domanda che mi faceva piacere. E te, Giovanni, il tuo, erano innamorati? Sempre. Sempre. E gli racconto sempre che mio papà, in una santa della casa, si stiuca su una poltrona. Diceva, ragazzi, ragazzi, correte che la mamma è affettuosa. E trovavamo lui un poltrono, lei si è scoperto, raggiando la poltrona, che gli dava dei bacini sulla penata. E c'è, è davvero. E hanno molto insegnato, nei miei figli, questo splendore di un amore, che sempre ritrova la sua giovedenza. Che cambia evidentemente nei suoi modi, ma si approfondisce, non diminuisce. Si può essere innamorato sempre. Ma certo. Speriamo proprio che sì. Dopo ci penserà il tuo Dio a giudicarci. Ma intanto quello che di cui noi dobbiamo occuparci non è paradiso inferno. Dobbiamo occuparci della vita adesso. Della vita oggi. Di quella persona che aspetta la tua telefonata, il tuo perdono, quella parola, che sono tre mesi che non ne vedono. Come si fa? E allora tornando a casa. Dall'Avrugare. E' vero. Segni piccoli, segni grandi, che scrivono però la tessitura di una vita diversa. Perché? Perché sono molto virtuosi. Ma no! Perché sono stati ne solo molto amati. E' quello l'inva. E' questo il bene della nostra esistenza. il fatto che abbiamo quel famoso, che vi ricordo sempre, debito da pagare. Ragazzi, c'ho un debito, non è un debito da pagare. Perché? E' perché ho ricevuto un sacco. Posso mica pesa orientato. E' la stessa buona notizia del Vangelo. Non è? E' anche per il catechismo. Perché se ci sono i catechisti, se no, non fa più il catechismo. Però non è il catechismo in quanto è catechismo. E' vero? E' che tu gli voglia regalare quello che tu hai ricevuto. No? Ricordate anche la Madonna. Appena resta incinta dallo Spirito Santo, lì è preso di viaggio, fa un grande viaggio di più di cento chilometri per andare a trovare la vecchia cucina che è rimasta anche lei incinta. Ma non si fa, non va bene. I primi mesi sono delicati, stavone, vomiti, non vomiti. Sì, sta buon'è. E' niente buon'è. E' perché? E' perché lei ha ricevuto una roba bella e dice adesso vado a portarla anche alla vecchia. E fa il viaggio per portare alla mattina. Il Vangelo è una comunicazione di bellezza, di fortuna. Se il Vangelo è d'arte alle regole, quindi anticipo per voi il discorso che faccio sempre ai genitori alla fine così, e ti dico sempre, non fate il catechismo, se quello lì ci penserà la vita più amare. Voi, cosa siete fatti? Riempirli di baci. Riempirli di baci. Viziarvi affettivamente. Perché tutto quello che qui gli si dovrà chiederti alla figlia, che spesso si chiede delle robe anche impegnative, sarà possibile chiedere perché te l'hanno talmente chiedi di baci che anche loro avvertiranno che qualche cosa si può spiegare. E ma, altrimenti, se uno è mica amato, te lo puoi presentare dietro. allora, questa è la festa di oggi, è la festa di questa morte. Mercoledì attacca la cuarezza, per noi è il tempo più prezioso di tutto l'anno. Sono i 40 anni che i nostri padri hanno impiegato per andare dalla schiavitù dell'Egitto fino alla terra promessa. Sono i 40 giorni delle tentazioni del Signore. Sono i 40 giorni che da mercoledì ci porta fino alla notte della luce e della risurrezione. Perché tutto va sempre in questa direzione. Chiediamo al Signore la grande gratia di poter vivere sempre per ricevere e comunicare la speranza infinita del suo volerci bene. Adesso proviamo a battagliare.