VI DomenicaTO-omelia-GiovanniNicolini-20140216(25).mp3
Data: 16/02/2014
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Testo dell'Omelia
Dico subito che le cose sono troppe oggi, quindi da dire che diremo molto poco, ma insomma non si sa, perché se di una strada devi lasciare un'altra. Ora, in questi giorni mi è venuta sempre più in mente un'osservazione che riguarda il Salmo responsoriale di oggi, è il Salmo più lungo della Bibbia, tremendo, più di 170 versetti, tutto dedicato alla parola di Dio, al punto che ogni versetto del Salmo, quindi per 176 volte, il salmista cita la legge del Signore, i comandamenti, i precetti, in un modo o nell'altro c'è sempre questa cosa delle regole, dei precetti, delle leggi, delle norme. E ricordo un'occasione in cui c'era un po' di protesta, insomma, insomma una noia tutta sta parola di Dio. E ricordo la risposta che diede Carlo Maria Martini, che era in quell'occasione, e lui disse una cosa interessante, dice ma anche a me questa ripetizione, parola di Dio, precetti, comandamenti, appesantisce. Allora dice io ho fatto una cosa che adesso vi dico, tutte le volte che nel Salmo trovo questo termine, lo sostituisco con Gesù. E quindi osservo il tuo Gesù, accolgo il tuo Gesù, vengo dietro al tuo Gesù. Lui metteva Gesù tutte le volte che c'erano le leggi e i comandamenti. Mi è venuto un po' in mente per la caratteristica, mi sembra, di questa domenica, che è appunto tutta questa faccenda dei comandamenti. E però che si apre con quel testo del libro del Siracide, che è interessantissimo ed è importante da considerare. Perché, per esempio dice, io ti ho messo davanti il fuoco e l'acqua, là dove vuoi pendi la tua mano. Oppure, davanti agli uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male. A ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà. Allora su questo, col tipo di mentalità e di cultura che noi abbiamo, ci si immagina una persona che è lì in mezzo, che c'è il bene, che c'è il male, allora puoi scegliere quel che vuoi. Ma non è così. E' così, appunto, il nostro pensiero più profondo, più istintivo, merito e colpa, secondo me, del vecchio Aristotele. Io sono una persona libera e sceggo quello che vuoi. Invece lui dice un'altra cosa, che è tipica di un ebreo. Un greco dice come diciamo noi, un ebreo dice diverso. Figlio di Abramo pensa diverso. E come pensa? E pensa che anche stamattina ognuno di noi è venuto a messa, portando se stessi, certo, e anche tante belle cose che il Signore magari ha regalato anche in questi giorni, e poi anche inevitabilmente tante prove, tante chiusure, tante teme, tante prigionie. Ecco. Allora il senso di questa parola è quello che ti dire. Io sono venuto qui con la mia galera. E il Signore dice dai vieni, vieni fuori, vieni fuori. E quindi non è che io scelgo tra il bene e il male. È piuttosto vero che sono venuto qui, prigioniero in certo modo, del mio male, e lui mi dice vieni fuori, se vuoi vieni fuori. Se preferisci star lì, stai lì. Però se vuoi, e poi, dai, vieni, vieni. Ecco. E quindi non è tanto scegliere tra una cosa e l'altra, ma è poter scegliere di venire fuori, poter scegliere di mettersi in cammino, poter dirvi sì a lui che ti dice su dai, vieni, vieni. Ecco. E' la possibilità di una liberazione. Per questo vi dicevo che un po' lo schema da pensare è che eravamo sotto il regime della legge, eh? Vero che eravamo chiusi dentro, bisogna fare questo, no? E invece adesso si è aperta una strada. Invece di andare dietro ai precetti della legge, andiamo dietro a lui. Faceva bene Martini a suggerire, al posto di legge, né di Gesù. E la vita è una camminata, offerta a ciascuno e a tutti, dietro a Gesù. Questo è l'annuncio del Vangelo. In questi giorni, tra l'altro, ci sono state in occasioni diversissime, dove ci siamo trovati, con esperienze, con persone, con situazioni, che di per sé sono ingabbiate. Talmente ingabbiate da essere considerate fuori, quelli lì non sono cristiani, insomma. Messi così, sono fuori. Per scoprire, invece, che questa strada è offerta a tutti. Qualunque sia la tua condizione e la tua situazione, la potenza dell'amore dell'Evangelo, la potenza di questo Gesù, è che viene anche dal più incasinato di noi, e dice, vuoi fare un passeggiato? Vuoi fare un passeggiato? Facciamo una passeggiatina? Vieni? Dai, proviamo. Cioè, il Vangelo è una strada nuova e buona, aperta a tutti. E anzi, in modo speciale, aperta e preparata per chi è più ingabbiato, capisci? Per chi è più lontano, per chi è più intristito, per chi è più sbagliato. E questo a partire dal fatto che il Buon Dio è il padre di tutti, no? E vuol bene a tutti i Suoi figli, quella cosa che sempre ci ricordiamo. E Lui quindi vuole portare fuori tutti a cominciare da quelli che ne hanno più bisogno, a cominciare da te, a cominciare da te, a cominciare da me. Davvero? Vieni, vieni a Martina. E si parte. La vita così. Non più in obbedienza alla legge, ma presi per mano da Lui, che continuamente ci fa vedere la vita. Se la fa vedere, qui c'è una piccola raccomandazione nel Vangelo che conviene tenere d'occhio, dicendo il Vangelo, tienilo tutto buono il Vangelo, la Bibbia, il Bibione, tienilo tutto per buono. Anche le robe che proprio funzionano, tienilo buono. Perché dice così? Perché Lui dice, non bisogna buttar via niente del Vangelo. Perché io sono venuto, non per abolire, le cose che ti sembrano che non vanno. Ma per riempire tutto. L'esperienza che si fa del Vangelo è proprio questa. Cioè che te passi sopra una parola del Vangelo che avevi già sentito un anno fa o dieci anni fa, e ti dici, ma chissà cosa vuol dire, cosa vuol dire. E ti dice sempre qualche cosa di nuovo. Lui stesso ci ha detto che infatti questa parola è antica e nuova. è antica, è però sempre nuova. E tutte le volte che ci ritorni, perché? Perché Lui è venuto a riempirla continuamente, di luce. La stessa parola è diversa dall'anno scorso. E non solo perché sei diverso tu, che è vero, ma è diversa anche lei. Mi capisce? Perché continuamente Lui la arricchisce, la abbia, la illumina, la addolcisce, le dà potenza. e tu sei stupefatto. È vero? Come ci dicevamo, che addirittura certe volte hai l'impressione che proprio il Vangelo parli di te. Ma parla di me. Come fa a saperlo? E' parte che lo può sapere. È vero? E poi è proprio così. E che invece parla a me e parla per te. E parla per te. C'è quel testo bellissimo del Libro della Sapienza che dice che i nostri padri per 40 anni si sono un pappati la manna, no? Tanto che nel Libro dei Numeri a certo punto non ne poteva più. Ma sto cibo ci dà la nausea tutte le mattine sta farina. E invece il Libro della Sapienza che è più ottimista dice che sta farina era certo uguale per tutti. Alla mattina la si andava a raccogliere. Però, dice, si adattava al gusto di ciascuno. Uno questa mattina è venuto per una carezza. Uno è venuto con la sua paura. Uno è venuto con la tristezza. Uno è venuto per dire ma io non ho più neanche la fede. Vado là adesso ma... Ecco. E ognuno è venuto, capite? Con la sua attesa. Ognuno è venuto di noi ognuno di noi è venuto qui con una lacrima o con un sorriso. Con una cosa troppo bella di cui si sente incapace e una cosa troppo difficile da cui si sente schiacciato. Ma questo pane della parola si adatta al gusto e all'attesa alla speranza di ciascuno di noi. Ecco. Questo è il senso e questo cammino è vero della vita. Lui ci sta portando a casa del padre e lo fa attraverso la sublime bellezza e la potenza di bene di questa parola. L'altro avvertimento che volevo darvi è che San Paolo ci chiama con un nome stranissimo che ovviamente fa paura. Dice io parlo qui a quelli che sono perfetti. Oddio me. Allora siamo belli che fritti, eh? Perché? Perché sempre nella nostra sottocultura cultura occidentale sempre un pochino razionalista che è uno perfetto. Ah, qui avrei voglia di indicare parecchi, insomma. Mi conosco parecchi di perfetti. Tutti a posto. Già che travatta bravi a lavorare negli studi super con le donne e cittadini andamati e sanno resistere a tutte le prove. Dio me. Che pesino. E ricordo che la nostra mamma ci citava sempre due gemelli. Oddio, dei gemelli. Di Rimini. Li avevamo conosciuti al mare. I gemelli sì. a noi che pensavamo di salsacani. Odiavamo i gemelli per la loro perfezione. Quando ci si vedeva al mare cerchiamamo di metterli sott'acqua. Loro sempre perfetti. Ma invece non è così. Il significato della parola non è questo per il linguaggio della scrittura, della Bibbia, del Vangelo. I perfetti sono delle persone che appunto ormai non stanno più dietro a quella regola, a quella regola, a quella regola. Ma camminando con Gesù tendono a tutta la strada. È vero? Il Signore ti porta a casa. Ti porta a casa. E quindi i perfetti sono tutto meno che questi perfettini già arrivati e già fatti. Sono tutta povera gente però, capite, affascinata, innamorata, presa per mano, consolata, è vero? Protetta da Lui. E quindi sono dentro a questa strada della perfezione che però finisce mai. È vero? Come la parola di Dio che ogni volta è nuova, così anche la tua vita ogni volta è nuova. E quindi c'è sempre una domanda ulteriore. La porterai questa domanda una volta con apprezzione e una volta con attesa, è vero, è statica, è appassionata, ma sempre si va ecco, così, vedete, così, i perfetti sono questi qua, i perfetti sono questi qua, non della gente arrivata, ma della gente che al contrario non pensa mai che si sia arrivata. Quando tu ami la donna del tuo cuore, non hai mai il diritto però di amarla, sei sempre novizio davanti all'amore per la donna della tua vita, o per l'uomo della tua vita. oggi sono un po' più protagoniste le donne, avete visto, nel grande discorso che stiamo ascoltando sono messe tanti elementi che non possiamo inseguire, ma due cose, provate ad andare a vedere, sono particolarmente sottolineate. Una è non uccidere e l'altro non commettere adulterio. E quindi la guerra e le donne sono due temi di grande privilegio. In questi giorni questo è non uccidere, no? Questo è un po' di seretà a fare le solite chiacchiere. Se non uccidere, si potrebbe avere l'impressione che, almeno qui, non è che ci eriamo sempre col coltello a spudelarci, è vero? Magari abbiamo delle preoccupazioni più grosse, per esempio, per me sono un grande problema non solo culturale ma anche affettivo, tutto lo spazio del mondo islamico e questa fatica che evidentemente c'è, è vero? Per cui si continuano a coppare tra di loro. Noi siamo anche allarmati e chi io li voglio molto bene e quindi anche angosciati. Deremo, bisogna trovarla una via della pace. Come si fa? Come si fa? Però, insomma, si potrebbe dire in questo pezzo di mondo non si uccide. E invece, sapete, no, com'è la realtà? Che, per esempio, arrivati a sera dovremmo chiederci quante persone mangiando noi abbiamo ucciso. sapete che è così, no? In modo particolare dicono gli scienziati mangiando la carne. Tutte le volte che te mangi una bistecca ne accoppi tre, insomma, di persone. Perché? Perché le risorse sono quelle che sono, noi siamo dalla parte di quelli che hanno preso tutto, è vero? E c'è questo scandalo, no? Questo scandalo spaventoso. Migliaia di anni di grandi civiltà e di grandi culture, duemila anni di cristianesimo, questa mattina se si fa i conti, i poveri sono di più, molti di più, molti di più. E qui povero vuol dire di uno che è costretto a vivere sotto la soglia della sua esistenza, sotto quello che avrebbe il bisogno di mangiare, di abitare, di incontrare, di imparare, poveri. Non siamo riusciti a spezzare il pane, capite? Quel pane che qui spezziamo, per cui non c'è nessuno escluso da questo pane, sia chiaro, il pane qui stamattina è preparato per tutti, il pane di Dio è spezzato anche per me, che certamente non lo merito, però non siamo stati capaci però di spezzare il pane nella storia e nella vicenda dei popoli. Problemi gravissimi, no? Problemi gravissimi. E non uccidere. E certo. E allora lui per spiegare cosa si deve fare per non uccidere, comincia in modo quasi ossessivo a ripetere una parola, fratello, fratello. Oh, ma è tuo fratello? È tuo fratello. È vero. che è il fratello. È il fratello che aspetta là in fondo che io gli porti qualche cosa alla fine della messa. È un mio fratello. Certo, posso dire e pensare tante cose di lui, ma la realtà più profonda, capite? Quando siamo qui nella Santa Assemblea, quella persona con la quale non mi intendo o quella persona con la quale ho deciso di non parlare è mio fratello. E quindi fra me e lui c'è la prensione di nostro padre, c'è il desiderio di nostro padre, c'è la tristezza di nostro padre, perché dice che siamo capaci di rattristare il suo spirito, non rattristate lo spirito, è lo spirito del padre che non bisogna rattristare, perché siamo tutti fratello. E c'è tutto il grande capitolo delle donne. Perché parla delle donne e non degli uomini? Eh, perché è un problema ancora aperto, non si è risolto, non si è risolto. E' la condizione della donna, non è arrivata a un suo riscatto. Non è colpa di nessuno dei maschietti presenti, per carità, tutti bravissimi, buonissimi, però, dei problemi gravissimi ci sono. E' vero, di una figura che viene posseduta più che promossa. E' di una realtà che viene in qualche modo presa, sfruttata, poi lasciata andare e pensare che invece ero ieri pomeriggio chiacchiere, ero, in un posto un po' interessante, insomma, laico, tutto questo problema. Probabilmente l'impiatissima. Pensate com'è la parola del Signore, capite? E' attualissima. E' attualissima. E' il nostro futuro, non è il nostro passato. fino al giuramento, no? Dice, non giurare, te non giurare. E' perché? Non puoi più giurare, ma se si poteva giurare prima, perché adesso non si può più giurare? E' perché? Perché adesso Dio si è totalmente impadronito di te. Prima forse eri un suo servo, adesso sei un suo figlio, adesso sei un suo commensale. E quindi? E quindi tu non devi giurare più per nessuno, devi essere solamente te stesso. sì, no. Perché in te adesso c'è un dono di pienezza, di verità, di pace e quindi di responsabilità. Responsabilità? Eh sì, eh. Perché stamattina il pane viene spezzato per tutti, ma poi te lo devi portare a casa il pane, eh. Perché? Perché c'hai una roba a casa che ti aspetta, è vero? C'hai una mensa della vita che ti aspetta a casa. Sono le persone che conosci con le quali lavori, con le quali sei stato in ospedale insieme, con il quale vai in videggiatura, le persone del tuo affetto, della tua fatica. Se l'hai il pane per spezzare per loro? Perché è il tuo compito, è vero? Questa famiglia c'è per questo spezzare il pane. E quindi quel Vangelo e la bellezza del Vangelo che riceviamo è promozione del viaggio che tu stesso però inauguri con i tuoi figli, con i tuoi amici, con quelli che sarebbero i tuoi nemici, sono citati. c'è il tuo avversario, dice, beh, fai in maniera di avere dei buonissimi sentimenti subito nei confronti del tuo avversario. Perché se andate là litigando, vi resta il peso del litigio. E dopo bisognerà andare in galera e pagare fino all'ultimo. Bisogna che se in questo momento lui arriva e dice è finita, è finita, vi volete tutti bene? Sì, sì. Ci ha un calcio sotto così per chiarire che insomma c'è qualche difficoltà ancora. Vi volete bene? Sì, ci vogliamo bene. Ci vogliamo bene. Bisogna far presto. C'è poco tempo. Il tempo che stiamo vivendo in questo momento, la messa alla doce è troppo lunga, però tutto il tempo lo stesso preso in sé alla fine è anche breve. C'è pochissimo tempo. Mi raccomando, prima di sera vai a fare la pace. Prima di sera spezza il pane. prima di sera quella persona con la quale sembra che non ci possa essere niente in comune. Riceva da te una parola. Se vuoi una carezza. Se vuoi uno sguardo che dica affetto. Che dica riconciliazione. Perché questo è il grande segreto. Non è una regola più severa. È semplicemente un cammino più bello. A Maccapperi però è dietro a lui. È per mano a lui. È vero. C'è ancora una parola di un salmo che dice se cade non rimane a terra perché il Signore lo tiene per mano. E io mi immagino sempre di essere un bamboccio che rende così e sono attaccato via così e continuo a cadere. Sapete come si fa quello? Però lo tiri un momento su. È vero? Lui sta in piedi in zampetta un po' per aria ma poi si prosegue. Il Signore mi tiene per mano. È un'esperienza bellissima che abbiamo fatto. Quante le abbiamo combinate ragazzi. Quanti guai è vero? Ebbene siamo ancora qui tenuti per mano. Noi siamo il segno della grande scommessa di Dio. Dice ma si stuferà? Con me non sei ancora stufato? Beh sono qui per dirti che anche per me questa mattina ha preparato il pane del perdono e la carezza della pace. E quindi è questa bellissima vita che il Signore ci ha regalato quello che viene annunciato. E quando nel Vangelo di oggi anche più volte interviene per dire la legge diceva così ma io vi dico è bellissimo che non è per dire quella roba non vale niente vale solo quel che ti dico no è che dentro a quella stessa parola c'è una bellezza che ancora non conoscevi e sei venuto qui dicendo mia suocera la strozza o entro sera e invece lui adesso ti sta facendo vedere la dolcezza di questa sublime tua vicina di vita e tornerai a casa un po' anche facendole un piccolo buffetto d'affetto è vero perché la vita non cambia perché si volta pagina ma perché la si illumina e quindi non devi scappar via dal tuo guaio eh mi raccomando non scappar via c'è dentro un tesoro c'è dentro un tesoro dice ma perché buon Dio ma dato sta roba qua perché sai che sei un bravo ricercatore di perle e allora vuole che anche lì tu trovi la perla mi capita moltissimo questo qui nella corsia dell'ospedale moltissimo mi è complicato anche in questa mattina ho avuto più tempo per star lì allora tutta gente che arriva poi cose meravigliose sapete meravigliose è un posto dove si dovrebbe insomma considerare come solo la paura la pressione il dolore l'angoscia c'è un sacco di meraviglie che vengono scoperte in mezzo in mezzo alla prova non scappando via non scappando via è vero? dice che se i padroni del mondo avessero saputo chi era questo Gesù e come andava a finire la faccenda non l'avrebbero messo in croce dice così dato a rivederlo nel testo della lettera è vero? perché? perché metterlo in croce ha voluto dire liberare in modo così assoluto la potenza dell'amore di Dio noi siamo della gente per cui Dio è morto vuoi che non prepari un posto anche per me e per te? ma sicuro e come fai a saperlo? eh guarda lì dietro lo vedi com'è? ha dato la vita per te dà la vita per te dà la vita diciamo quella solita immagine no? tutte le volte che direbbero adesso Antonio devi pagarla Gesù Cristo alza la mano e dice pago io pago io noi siamo dei perdonati in anticipo ma questo privilegio per tenerlo cosa dobbiamo fare? funzionare? no non si è capace e poi viene saputo che tanto ci tiene su l'importante è che tu comunichi la notizia della misericordia abbiamo dato troppe cattive notizie abbiamo trasformato questo capolavoro della misericordia di Dio in un tribunale insopportabile invece vedo che si ricomincia si ricomincia si ricomincia si ricomincia in questi giorni abbiamo avvicinato situazioni giudicate impossibili e abbiamo visto che tutto è possibile a Dio tutto per lui non c'è né ostacolo né lontananza non venire a ripropormi la legge come un principio di condanna e come un principio di esclusione lascia che la legge sia illuminata dalla misericordia del Signore lascia che la legge non sia più la legge ma diventi un modo nuovo di camminare nella vita per il quale bisogna che siamo un po' più tranquilli con i guai facciamo troppo scandalo no ma come magari non so non piace queste robe che stanno facendo delle consultazioni non so ho fatto tempo a leggere poco va bene si sa ci hanno fatti così ci hanno metto così però sia appassionato ricercatore delle meraviglie di Dio sia appassionato ricercatore quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion dice un salmo antico ci sembrava di sognare la nostra bocca si riempì di sorriso e quando passavamo la gente diceva ma guarda ben che belle robe che fa il Signore per loro si beh è vero grandi cose la fate il Signore per loro e più siamo imbrancati in una vita mediocre o addirittura sbagliata più si vedono le meraviglie quando mio papà a un certo punto ebbe delle grandi possibilità regalò alla mia mamma un grande anello che però noi ci deluse perché era solo una cosa una cosa venuta su da tutti dei rampini ed era una cosa ah e mi ha detto ma questo qui è super super ecco vedete è il riscoprire la meraviglia di questo gioiello nella povertà della nostra vita ma chi lo direbbe mai erano un gruppo di poveri pastori e viaggiavano con dentro le meraviglie di Dio siamo un'assemblea di povera gente ma per noi il Signore ha fatto meraviglie di questo sarà bene dare il segno e la notizia grazie a tutti grazie a tutti grazie a tutti