La comunità cristiana è una famiglia di persone liberi, uomini e donne gelosi per la libertà, che sia pure come molte attrezioni del cuore, qualche volta come molte gocce. A tutti i costi questa libertà che gli è stata data l'angelo, la difetto. Hanno paura di questa libertà e hanno paura anche di quello che c'è intorno qualche volta, perché si sentono un po' isolati. La lettera di ebrei questa mattina ci riporta la memoria di tante preziosi persone, di tanti voti, di San Francesco, di San Carlo, di tutti i protettori della nostra Chiesa, poi magari il nostro papà, una persona cara che è passata dalla nostra vita, e allora non ci sentiamo così da soli e siamo incoraggiati a continuare a offendere la nostra libertà. Tutta la nostra libertà si concentra in quello che vi dicevo all'inizio della Bessa. Il motivo del nostro battesimo è il fatto d'amore che abbiamo stretto attraverso i nostri barri, molti secoli fa nel deserto. Noi abbiamo deciso di fare guidare, governare, generare, consolare la nostra vita solamente dalla parola del Signore. Noi ci presentiamo noi, ci vediamo come deve essere la nostra vita, poi andiamo. Mi capitava proprio poco tempo fa di spiegare che anche in questa direzione la nostra parrocchia certamente è stata a volte triturata, in tutto benedetta, ed è stata partecipata quindi anche di un passo molto importante che le Chiese hanno fatto, soprattutto attraverso il grande legato del Concilio. perché fino al Concilio, questo grande avvenimento nel quale le nostre Chiese hanno meditato se stesse, si sono affidate dal potenza dello Spirito, e lo Spirito è anche di non altro, però nei pensieri di sentire. Sarebbe impossibile tornare indietro. Mi ricordo quando l'anno scorso un prete vecchio amato, un famissimo, un grande professore, però un momento che secondo lui il Papa Giovanni sta in purgatorio fino alla fine del mondo per aver fatto l'uncidio. Che cosa è vero? E' vero, ma solo voi ci si riva in sopra, da riceva dormitamente, un po' solo rappresentare. Sì, perché è una cosa bruttissima, perché si riva, ovvero mi trovo una cosa meravigliosa, quello che lo Spirito sa, come il Papa Giovanni suggerendo, di conoscere, perché è in certa primavera, la Chiese è in cominciata. Noi nella nostra parrocchia siamo talmente valutosi di pensare di essere un piccolo cefondimento, che è ancora una superfacente, perché poi non siamo un bel agente qualsiasi, anche dai nostri amici. Però noi abbiamo la percezione di aver ricevuto un regalo. Una vericosa più bella di questo regalo sta in questo, proprio anche nel nostro rapporto con la parola di Dio. Perché sempre di questo è successo, è tutto questo, che non solamente in Chiesa la domenica, ma anche in moltissima delle nostre case. La gente vive sempre dentro di questo pane, del Vangelo di Gesù. E quindi la sua vita, la sua giornata, se la fa regolare col nome dal Signore, neanche come si faceva appunto una volta, che io ho fatto un segno, quando magari erano cristiani, facevano così. C'era la loro vita, poi abitanti però si vedevano anche insieme, facevano una roba che si chiamava la revisione della vita, e qualcuno raccontava, tanti che erano così, cioè se fosse così, e poi si provava a vedere come questi fatti venivano giudicati dal Vangelo. Cioè se si era fatto bene, se si era fatto male, se si era fatto migliorare. Che era già una bella cosa, insomma, di unità di fermi, era un controllo, insomma, un controllo pneumatico, un controllo dell'ordine. Ma invece la parola del Signore, come ce l'hanno passato i padri ebrei, e come è Gesù, molto tutto. Molto tutto. Non è solamente il controllo della tua vita, ma è quello di poter andare tutte le mattine davanti al Signore e dire, Signore, chiedi a me regali oggi. Qual è il pane che metti nel mio cammino? Con quali acqua vuoi rispettare? E quindi non è controllare la propria vita col Vangelo, ma è fare del Vangelo la nostra vita, il pane della nostra vita. Per esempio, il Vangelo di questo giorno, di questa domenica, ci parla tutto di questo invedo del Signore che vuole assolutamente comprare nelle nostre case e che vuole veramente condurci. E quindi noi siamo gelosi della nostra libertà e desideriamo per il nostro mondo di un'arricidio. Allora per questo dicevo all'inizio dell'atto di benedizione e ti chiedo scusa, perché invece di molte volte ti ho lasciato fuori, hai suonato il campanello e mi sono venuto a prendere la porta. È perché, sapendo che se tu entrati dalla porta di casa mia e ti siedeli alla nostra tavola, forse qualche cosa che tu avresti detto avrebbe provocato dentro di noi un turbamento, la percezione che forse era una volontà, una pace vera e soprattutto dalla grande carità. E allora ti abbiamo lasciato fuori. E ti abbiamo lasciato fuori quando tu hai suonato il nostro campanello sia semplicemente anche il buon libro dell'Escrittura. E non ti abbiamo aperto anche quando eri quel poveretto che passava lì e che anche lui cerca a casa, no? Quello che cerca a casa, l'ordine, un mio mente, questo qui cerca a casa. E ti abbiamo lasciato fuori. E ti abbiamo lasciato fuori dalla nostra considerazione, dal nostro affetto, quando era quella persona l'intesa, tiente e buona che in qualche modo del Vangelo ti temi una forma di rappresentazione. È difficile, è difficile. Non abbiamo voluto che la nostra vita venisse distruppata. In quel momento non siamo stati fedeli alla nostra libertà. E non siamo stati fedeli e non siamo stati riconoscenti a questa bellissima strada, un piccolo gerguonio che anche nella nostra parrocchia è incominciata che è tantissimo fuori al mondo a motivo del corso. Per esempio, vedete, un parrocchia, una parrocchia. Parrocchia è una cosa bellissima perché è un posto dove si dice la messa. Sono un posto bellissimo perché si dice la messa e gli altri ci possono dare idee, che non le... E' un posto bellissimo perché c'è anche il prete e un cane e le parole fanno anche lo stesso. Sono un posto bellissimo perché sono il luogo dove il povero, il straordinario popolo del Signore celebra la morte di Gesù in attesa che ho fatto. E sono un posto bellissimo. Però rispetto alla parola del Signore hanno sempre un problema le parrocchie. Anche la nostra parrocchia c'è. Diciamo che le parrocchie, come la nostra famiglia, e adesso andiamo un po' più vicino, hanno tutta una loro interazione, un loro progetto, un loro mito, no? C'è un certo studeglio che arriva a piastro, c'è un certo modo di pensare a chi era sui figli, facciamo così, facciamo così, non facciamo così, non facciamo così, non facciamo, non facciamo, non so. Tutte queste cose che sono in vita di una famiglia. Qual è il nostro rischio? Il nostro rischio è di andare avanti e avanti avanti senza essere visitati e interpellati dal Vangelo del Signore. senza che questo fuoco del suo spirito entri nelle nostre case, nei nostri cuori, e quindi senza che in qualche modo ci sia la possibilità data a lui di riprenderci per mai, non lo riusciamo a entrare. quando ci entra succede quello che succedeva qui al profeta Geredie, che è una figura molto interessante tra i profeti dell'Antico Testamento, per qualche aspetto è quello che assomiglia di più a Gesù, di tutti i profeti, perché lui aveva una storia di Zio, no? e certo che se il Signore ti diceva, vai a quella cosa di Gesù, subito ci andava, diceva. Ma le cose che il Signore diceva attraverso di lui non piacevano. E soprattutto non piacevano quelli che comandavano, perché li stupavano. E allora questo povero Geredie gli pagava di tutti i conti, perché? Perché volevano che facesse. Ma lui non riusciva a cercare. Una volta che gli era fatto da barato a barato, gli era detto, adesso basta, non dico niente. E poi però questi uomini, di cui oggi parlava di Gesù nel Vangelo, e la Geredie se lo sentì bruciare dentro nel petto, e non riuscì a stare dentro. Quindi ricominciò a vivere. C'è una cosa bellissima che oggi viene detta di lui, avete visto? Che siccome lui però, dice, scorcia, non tiva di stupare, non c'è, vanno dal re e dice, basta, facciamolo fuori, non siete qui, non posso dire niente, fate voi. Mi sembrava molto visato, sto re poveretto. E lui lo piglia e lo cacciano dentro quella cisterna. E lui, e lui ci fa finire nella cisterna. Questa ammittenza di Gerenia di cosa vi ricorda? L'ammittenza di Gesù. Vi ricorda la ammittenza di Gesù. E' vero che per quello che dice, viene il cisterno. Gerenia, per quello che dice, viene calato in questo cisterno, che un po' già assomiglia al sepolcro del Signore, soprattutto perché c'è poi un finaletto positivo, perché c'è questo, Ed Medecch, che vuol dire servo del re, che va a fare la sua protesta, dice, ma non ha fatto male, come non è detto, morirà di farlo. Allora gli avrebbe il decoraggio, e dice, vennerà fuori. E allora Gerenia, che è stato puntato dentro, alla cisterna della morte, viene fuori, dalla cisterna della morte, perché deve profettare che il Cristo morirà, ma risorgerà. Ma quello che mi interessa di vedere è l'amittenza di questo Gerenia. Questo è molto importante. E cioè, e appunto come cercano di dire all'inizio della messa, il bello di questa parola che vuole entrare in casa nostra è che però è di... Ecco perché non parla sempre attraverso la tua famiglia, perché quando Romero decide che in famiglia bisogna andare col Vangelo, e dice, oh, non c'è grosso, è grosso lui, ha dei sopraccigli tesi, i ragazzi grandi sono vinto a dispaventarsi, non può rientrare, e così, i più piccoli, insomma, un po' si impressionano, allora dobbiamo fare col Vangelo. E' una cosa diversa quando invece il Vangelo lo dice il suo figlio più piccolo. Quando dice il suo figlio più piccolo, dice improvvisamente che la passazione del Vangelo dice, sta zitto te. Sta zitto te. E capita certe volte in famiglia che per esempio, lo so, una nostra figliola si è sposato uno che non è un cristiano, oppure lo è, ma se l'è più dimenticato, non distingue neanche la destra dalla sinistra, però lui che non è cristiano, che non va in chiesa, che non va a Mestri Domenico, improvvisamente quel giorno via davano la ditta di cosa buona, giusta, da Dio, secondo il Vangelo, ma siccome la dice lui, non gli crediamo. la nonna ha la stella sclerosi, ma un giorno che stiamo litigando in tavola in maniera pariolidale, dice, beh, ma vi sembra bello che tu gli hai così, ma fate la pace. E tutti diciamo, dai, non mi piace la mia sclerosi, sta buona, dalle un bispo, la nonna, così sta detto, portala di là che così prende un po' d'aria e noi continuiamo a litigare. Perché il Signore entra in casa nostra e ci rovina la freddata. Sapete, c'è un caso celebre di questo viciturbo, c'erano due che si chiamavano uno Erode e l'altro Pilato, che tutti e due erano dei capi, e però per come devono fare i capi? È vero? Si facevano la guerra di loro, perché i capi che facciamo così, no? Vedete anche in Italia, no? In tutti questi mesi ormai, si comincia a essere stufi, però si dice che per fare la politica bisogna morsicare l'altro. Quindi i poteri si mantengono, è vero? Facendo questa grande, terribile farsa del fichigio, della violenza. Io penso sempre come verrà se questi bambini che sentono continuamente questi pessimi esempi di governo della nazione che invece di governare ma della violenza del litigio, il modo di esprimersi, no? Eh, erode Pilato litigavano fra di loro, però quando in mezzo a loro è entrato Gesù, si sono messi subito dal corto. E perché si sono messi dal corto? Perché non volevano essere distrubbati da Gesù. Perché se avessero dato ascolto in quel momento Gesù, nessuno avrebbe potuto continuare a sostenere le sue povere ragioni per litigare con l'altro. Quel giorno erode Pilato per prendere in giro Gesù per prepararlo all'atroce. Divermerò amici, prima fra di loro c'era di vicino. Il Vangelo più coraggiatamente, più attacosamente, mette sulle lama di Gesù una parola diversa, e cioè di persone che invece di essendo primami diventano un po' nemiche. E lui dice, credete che io sia venuto a portare la pace sulla terra, sono venuto a portare la divisione. Ma certo, prima di tutto dentro nel tuo cuore, un po' mi scappa già di dire anche l'altro ieri eravamo moltissime persone, a un certo punto si parlava della preghiera e forse la persona che poi l'ha detto e qui con canto ho parlato della preghiera ha continuato a dire è perché pregare fa bene quando uno prega dopo sta meglio. E mentre parlavo tra giù io continuavo sempre più a non capire come pregare uno sta meglio. Ma se uno prega dopo bisogna che stia peggio, beh. o no? E sì che bisogna che stia peggio perché cos'è la preghiera? La preghiera può sentire che venga dentro nella stanza del tuo cuore il Signore. Tutte le volte che il Signore viene nella stanza del tuo cuore mi dà mai ragione. Non viene mai a dirmi ah bene stai fermo ma sei a posto mi dice sempre alzati, seguiti, convertitemi, coraggio, su e quando il Vangelo entra nella mia stanza io sono sempre il centro che ha bisogno di vederci, sono sempre quello che non ha da mangiare ha bisogno di essere nutrito e quindi quando mi entra nella stanza della mia vita non sono mai a posto, non c'è mai una volta che il Vangelo venghi in mezzo a noi e noi possiamo dire va bene, va bene, non c'era neanche bisogno di tutto bene, va tutto bene. Ecco perché il Vangelo porta una divisione dentro di noi perché il Vangelo è sempre la notizia di una cosa bellissima che cambia la tua vita. Per esempio ci annuncia che dobbiamo perdonarci, ci annuncia che dobbiamo disturbare meno gli occhi delle persone che sono accanto a noi. Per esempio adesso che sono vecchio mi accordo che non sempre le donne fanno in maniera di non disturbare gli occhi delle persone. No, qualche volta si mettono in testa di disturbare le persone, ma forse perché sono delle ragazze, ma che? Anche se sono sposati, tengo come, ma non lo sai che dobbiamo fare in maniera di non disturbare gli occhi delle persone? Perché disturbi gli occhi delle persone? Non si devono distruggere. E vedo che qualche volta che disturbiamo, disturbiamo moltissimo le violette dei nostri bambini per esempio, perché diciamo delle brutte parole, delle parole violente, fersive, polgarie, le diciamo così e il nostro bambino viene titulato e il Signore dice no. E in casa non ci siamo sempre trattati bene, non ci trattiamo bene. E abbiamo ormai significato questo trattacimare, no? Ma arriva il poco del Vangelo, e dice ma come? Ma come faranno poi Dio a capire la bellezza dell'amore? E' per questo che il Signore dice di non essere venuto a fornare la pace ma la divisione, una divisione nuova, capito? Questo piccolo popolo del Signore è quello che ha accettato questa tesi e cioè apriremo sempre la porta al Signore e ci lasceremo dividere da lui per trovare la pace più grande e profonda. Altrimenti sapete no? Come si fa la pace. La pace in questo mondo sia nei posti piccoli che nei posti grandi è fatta da chi è più forte. Più forte di testa, più forte di ricchezza, più forte di anni, è vero, anche queste cose curiose che succedono in giro per il mondo. È vero, quelli che sono grossi hanno la voce potente e quando c'è l'autodicolo si sbaglia. Ma che bel esempio ha avuto quello piccolo da quello grande. Non solo, si figlia una sgridata, anzi, quello potente che un uomo ne ha sempre avuto e dice adesso se è una cosa che abbiamo tutti avvicchiato oppure non gli mandiamo più la carne perché così imparano a fare la sua conta. Ma tutti ha sempre idea e nessuno riesce a contestare. Non riusciamo a contestare. Molte volte davanti alle notizie del giornale non riusciamo a contestare perché non siamo liberi per vedere c'è l'Italia. Allora il Vangelo invece è la garanzia della nostra libertà. Oggi è un'opposizione appunto per rinnovare questa promessa molto semplice. Come hanno fatto tutti questi testimoni anche noi vogliamo fare una grande corsa e dice così, no? La lettera di Etrei dentro al Vangelo. Facciamo questa grande corsa dietro al Vangelo. Ci corre davanti il nostro Signore che è venuto a insegnarci a fare questa corsa fino alla croce. E anche noi desideriamo poi questo. Fare questa grande corsa della libertà che è la corsa vera della lucidia e della nuova pace sotto la quale ricogliere veramente il nostro. Ridiciamo la cosa di una faccetta piccolina. È necessario che arranghiamo di più l'ascolto del Vangelo nelle nostre case. necessario farlo. Di altro di più. Di più. Anche proprio nel nucleo di casa con il che vive sempre insieme. Non bisogna che ci disabituiamo da questo che diceva il Vangelo in casa. È il momento in cui il nostro figlio capisce benissimo che noi prima di essere il papà e la mamma siamo i suoi fratelli. Capisce bene anche il nostro figlio più piccolo che in quel momento siamo tutti come figli di Dio che l'ascoltiamo. Non dobbiamo consegnere che ci sia qualcuno fra di noi che improvvisamente si è fatto le sue ragioni e non ascolta più nessuno. Dio Dio ma non ascolta più nessuno. Aspetta un momento ascoltati. Lascia di vita di pensieri e di sentimento da questa l'auto del Vangelo del Signore. Ma non mi interessa non voglio dire il Rosario non voglio dire la Fessa non importa non mi interessa darci la fiducia o se che amare i benotti gli arremontati però aspetta un momento lascia che il Vangelo veste la tua vita e il tuo cuore anche perché voi lo sapete ormai io non so più un tempo in cui si può dire che bisogna fare così e non rispettare così. Non è più il tempo guarda che non puoi dire guarda che non puoi dire non puoi dire non puoi dire non puoi dire non puoi dire non puoi dire devi fare così perché? perché forse noi siamo una generazione che ha perso le ragioni per cui bisogna fare così e non bisogna fare così allora bisogna ritornare a quella ragione quella ragione è Gesù è Gesù l'unica possibilità lasciare lasciare parla e non puoi dire e non puoi dire che Gesù parla una mia sorella sorella del Signore pochi giorni fa più di un'ora 60 anni non sapevo cosa regalare volevo fare un regalino speciale le ho regalato sei volumenti che sono tutti i monotestamenti i quattro mangeli le lettere di San Paolo ti aprivi apposto l'Apocadese beh insomma ce l'avrà già la prima ma gli ho regalati come un bel ricordo e anche perché a 60 anni uno può guardarsi indietro e fare una storia della sua vita quindi quello che è lì qualche anno fa gli ha pubblicato il quotidiano l'unità che non c'erano questi quotidiani stessi rimanati e avevano trattati e poi mettono solo delle videocassette magari ma come si fa dei videocassette dei numeri che qua arrivano in gas c'è un figlio ragazzi che vogliono reggere no ma che l'index ma che non fa oh appogliettivo e poi questi qua eh interessanti no perché dieci anni prima eh più dieci anni più 40 anni prima è vero e li abbiamo portati fuori attraverso le leggere di questo libro e noi adesso non prendiamo la storia un libro che poteva entrare nelle case con molti venturi dell'unità allora l'ho regalato a questa mia rete e sorella che si guarda la storia con me e vi proviamo a ripensarci insieme ma com'è la storia e com'è il senso positivo della storia il senso positivo della storia e il senso positivo della comunità cristiana sta proprio in questo noi non siamo prima di tutto un gruppo di persone che dice non si deve fare questo e si deve fare questo guardate anche rispetto alle cose più tremente anche rispetto alle cose di traire anche il gruppo del fatto che bisogna lasciare lasciare lasciare i bambini che è abbastanza chiaro che bisogna lasciare lasciare i bambini ma guardate che noi non possiamo pensare oggi di andare in giro a dire bisogna lasciare lasciare i bambini è un risfatto non è più questo oppure per fortuna io sono contento di vivere il giro adesso bisogna ricominciare da Gesù bisogna essere mai appunto creati piccoli cerchieri di persone che qualunque sia il loro pensiero la loro testa la loro vita l'interpretazione che danno a un certo punto per un miraggio come sempre di lasciarlo parlare e entrare a sé adesso bisogna fare a tutti i costi solo questo non è il momento in cui noi pensiamo di poter aggiustare i bambini la cosa più preziosa che noi possiamo fare per quel mondo che comincia da casa nostra è quello appunto di aprire questa porta quando non sono capace e di vestire tanto è lui solo che può veramente stravolgere di vedere cambiare muovere e tutto purificare non le nostre sgridate non le nostre rete siamo in quest'epoca meravigliosa dove sembra che tutta la gente stia un po' sparendo la strada va benissimo così perché se non c'è nessuno che ha le ricette pronte forse è il momento in cui finalmente trovando il segreto mistero di la umiltà del cuore della mente forse si potrà ricominciare a prendere la porta ad ascoltare e a incominciare con lui questa corseリ ADBN Grazie.