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XV DomenicaTO 2017-omelia_GiovanniNicolini-Dozza 20170716-(22-byOr).MP3

Data: 16/07/2017

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Il mio esito è la mia vita, la verità, la parola tua, mio esito, è la mia vita. Gloria a te, gloria a te, gloria ho vinto a te. Gloria a te, gloria a te, gloria ho vinto a te. Gloria a te, gloria ho vinto a te. E' due ore più tardi, quindi la messa sarà sicuramente finita. Vediamo per loro dei giorni buoni. Il mio domani li dovrei raggiungere, viaggio un po' più complicato. Sono contento di incontrare le mie sorelle e i miei fratelli che abitano là. Tutto questo lo raccogliamo nel tema privilegiato di questa domenica, che è il tema della parola. Pensavo di soffermarmi con voi, soprattutto sulla prima lettura, sul testo di Isaia, che mi sembra molto prezioso, molto forte, e che ci porta anche a una prima considerazione. E cioè che il dio degli ebrei, che è anche il dio dei cristiani, è diverso da tutti gli altri dei, proprio perché gli dei sono silenziosi, non parlano. Mentre invece questo dio degli ebrei ha la sua nota forte sul stato che parla. E parlare vuol dire comunicarsi, avvicinarsi, regalarsi, dare notizie. E quindi il dio degli ebrei, che è anche il dio dei cristiani, è un dio della comunicazione e comunione. È un dio che viene a trovare. Anche l'orazione della messa di stamattina non è completamente pacificante, perché come il solito dice, cioè in maniera che io non faccia la strada sbagliata, per non fare quella giusta, ma quello che fa veramente la strada è lui, non sempre che noi. E quello che la strada non deve far ora è lui. È lui. Perché la nostra condizione fondamentale è che noi abbiamo bisogno di essere visitati, pregi fermati, sanati, consolati, sopportati, portati. Portati. Invece un certo cristianismo degli altri, un certo cristianismo corrotto, ha ritrasformato una pattenga in una impresa che le devono fare per arrivare là e forse avere un posticino discreto tutta un'impresa mia. Ma in realtà l'impresa è tutto suo. la fonte di tutta la storia di questo popolo e vi ricordate che la prigionia dell'Egitto dove non c'era gente da parte. E non là dentro, nessuno poteva vedere fuori. Per quanto però, con l'amico di Mosè, Dio, gli è qui da fuori. Dice, ma c'è il ma, allora apriamo. Ma nel deserto non vedono i radici, ma noi facciamo scendere il pane dal cielo. Ma nel deserto ci si perde, ma noi li guidiamo. Ma nel deserto ci sono stia maleciti, che sono un popolo nervosissimo, di cui ci sa poco, se non è un grande rompiscato, e continua a arrivare lì e continua a fare dei disastri in questo popolo di pastore che c'è un par poco con le spade. Ma Dio combatte per loro. Il problema è quello, non è che la tua vita sia buona o meno buona. La vera scommessa è che Dio venga, e che Dio si accorga di te, si ricorda di te, ti parla. E questo Dio lo fa perché ti vuole bene. La parola di Dio è appunto questa comunicazione con il mio. Il Signore ti conosce, ti vuole bene e tu lo conosci. Questa parola non è solo che il Signore ti vuole bene, ma è anche che ti fa del bene. Sentite la bellezza del paragone che il profeta Ingenia ci propone. Come la foggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza averlo irrigato la terra, senza averla fatta pecondare, fatta germogliare, perché Dio è il sogno che si fa il pane e il pane a chi mangia, come sarà della mia parola uscita dalla mia bocca. è bellissimo, capite, perché noi siamo un deserto. È inutile pensare che venga sull'erba, ma assolutamente. L'erba non è solo perché noi piove, fa povere. E questa parola fa del bene, del bene. Questo sarà dotante del deserto, sapete, che è un'esperienza straordinaria, perché nel deserto non cresce niente, ma appena c'è una voce d'acqua, subito. Oppure anche nel deserto che è intorno a Gerusalemme, nei mesi in cui non c'è pioggia, è proprio il deserto, solo sacchi e sacchia. Ma quando finalmente viene la pioggia, tutto il deserto si arisce, è meraviglioso, tra l'altro. Sono prima tutti i monti del biciassos, tutti dell'essesso tolere, ma quando piove, ognuno di questi monti prende un colore. Fiori azzurri, fiori rossi, fiori gialli, una meraviglia. E il deserto diventa un giardino fuori. È bellissima l'immagine, no? Ed è importantissima, perché è inutile che un parroco cerchi di farlo diventare un buon piatto di riduzione. Ma non è capace di farlo, invece, se è capace di metterlo insieme. È vero? Allora, ci vediamo qua, uno arriva a questo deserto, in un modo o nell'altro, e richiediamo, richiediamo il dono di Dio. Il dono di Dio che è questa pioggia sul deserto, è la parola di Dio. Quando gli ebrei ricordano questa cosa, scrivono in quel libro che è la Bibbia, che tutti i popoli che sono intorno a loro hanno tutti ricevuti dei bellissimi regali da Dio e pensano alle piramidi degli egiziani che sono lì sotto loro e quindi la loro grande potenza militare, la grande espressività artistica, pure pensano ai dobbiamo e che sono di sua sinistra un po' più a est e loro hanno ricevuto la capacità politica, la capacità delle regole, della legge, della civiltà, della cultura, grandi regali. E i piccoli postoni del deserto a loro ha regalato la parola. E poi dice così che a questo ha regalato questo, a questo ha regalato questo, ma a te parla. A te parla. E parlando rivela a te il tuo stesso, eh? Ti dice chi sei, ti dice il segreto della tua vita, la strada da percorrere e poi cerca e ti spiega la sua sapienza, i suoi gesti. E di questa parola tu hai imparato a nutrierti. Non è solo una roba di orecchie. O meglio, ascoltando poi questa parola la porti dentro di te. È vero? Apri il tuo orecchio, dice Dio in un tempo della Bibbia. E io ti riempirò. della mia parola. Una volta i morosi gli dicevano di loro un verbo che adesso è poco di moda. E si parlavano. Si parlavano. Quei due lì si parlano. È vero. E voleva dire che avevano messi tra di loro la comunicazione della loro vita. Perché è certo che è così. perché il tuo bambino ha imparato a parlare. e poi ha imparato anche a leggere. E poi ha imparato a esprimersi. E quindi ha un sentimento dentro ma ha imparato a comunicarlo. E quindi impara lo che impara cose. la parola è l'elemento fondamentale della comunicazione. Vero? Ecco. Questo è il grande segreto. La parola di Dio è il grande segreto. Ma voi sapete che è il paracusso secondo Evangelico Giovanni a un certo punto all'inizio subito si dice che nella pianeta dei tempi la parola di Dio è diventata carne. Si è fatta carne. E chi parla? Parla di Gesù. Eh? Con le parole che Dio dal circo di architi ha cominciato a regalare al piccolo popolo dei pastori nella pienezza dei tempi è Gesù. E quindi Gesù chiede per la nostra fede cristiana la pienezza di questa parola la bellezza la bontà la potenza l'efficacia di questa parola. Questa parola è tutto. È tutto. È il coro per la nostra vita. Dio ci parla. È fidanzamento è notte è comunione d'amore è strada fatta insieme e quindi se sei debole lui è la tua forza. Se sei pecatore lui è il tuo cattore. Se sei solo vuole comunione. Se hai tutto sbagliato lui è la ricerca amante di te. Capite? si prende una strada sbagliata quando l'hai impresa la si riconsegna a noi. Eh no, devi migliorare, devi uscire, devi capire, devi sforzarti, devi fare i fioretti, e sbagliare, è sbagliare, è sbagliare. È sbagliare. Non devi fare, devi accogliere, non devi conquistare, devi richiedere il regalo, non devi far bello, devi farti prendere per mano, camminare per mano. è per quello che noi stiamo cercando un po' di insistere su questa faccola della parola di Dio, che per fortuna è anche abbastanza facile. Mettere insieme una messa è un pochino più complicato, eh? Ci vuole un prete, ci vuole insomma delle robe, è vero, delle parole. Invece, quella lì è una cosa che anche intorno alla cucina, al tavolo della cucina ci può essere. E ci può essere se stai bene, ma anche se sei un po' malattino, perché va bene in un certo modo più semplice, se in quel momento la tua macchina un po' funziona e se non funziona proprio niente è ancora più importante, perché ti cerca con amore. Questo è il grande segreto della parola. E vedete anche la messa della domenica, qui forse qualche mio collega sarebbe meno d'accordo, è una festa della parola. È vero? Avete visto fino a questo punto, no? Abbiamo ricevuto un saluto in nome del Signore. Noi ne abbiamo detto, ho condiviso un sacco di guai e lui ci ha risposto, ma bene non è di perdono, bene, buono. Adesso ascolta, e abbiamo ascoltato in segno, il saluto, la lettera ai romani, il Vangelo di Matteo, la parola. adesso stiamo facendo una festa su questa parola. C'è qualcosa che non ti è chiaro, qualche cosa che non hai capito, hai creato. Il più ormai, capito, il più ormai, capito. In più, questa parola è così vera, è così grande, sapete che quando si va amoroso, non credo di essere esperto, ma insomma, vi ricordo, che a un certo punto lei si dice, dimmi che mi vuoi bene, dimmi che mi vuoi bene, e dice, ma te l'ho già detto, dimmelo ancora, però. Ma dice, ma lo sai già? Eh sì, è vero, ma tutte le volte è come se fosse un regalo nuovo. Perché? Perché è una parola d'amore. Il Vangelo è una parola sempre nuova, perché è una parola d'amore. E in qualunque situazione lo trovi, movar da bene, che è la parola giusta. Sapete, quindi la parola di Dio è un grande miracolo. È un grande miracolo. Anche il catechismo non è tanto importante. Cerchiamo un po' di cambiarlo. E se per chi si fa svelte e che cosa fanno? Noi raccontano un po' di Vangelo. Meno che prega di Vangelo. Però quel catechismo lì si può fare anche a casa tua. Sei mamma, sei nonno, sei Dio, sei pugino. non è che che non è che ascoltare le parole insieme. E a un bambino dire che secondo te che cosa vuol dire qua? Ma sapete che è un regalo enorme? È un servizio enorme? adesso siccome aspettano il Papa qua, forse voi ci stanno dicendo, ma non fate con la lettura di tutta la Bibbia che è da spararsi, perché si deve leggere per quasi una settimana, giorno e notte per leggerla tutta. Però qualcuno mi dice, prepariamo la venuta, mettiamo fuori dei lampioni, prepariamo dei fiori, cerchiamo la barra, è vero, anche gli sbambieratori, è vero, andate dal barbiere, mettetevi la veste buona, tutte le cose bellissime, è vero. Però non c'è una preparazione della sala più bella di questa. Dove lo prendiamo il Papa che arriva? Dentro al Vangelo. Dentro al Vangelo. E quindi qualsiasi dicendo della vita, della storia, dove lo prendiamo? dietro al Vangelo. E le cose brutte e gravi che succedono e le ingiustizie gravi? Beh, avete sentito quelle tre righe della lettera dei Romani? Io sono rimasto di sasso. Perché come vanno le cose nel mondo? Non c'è. Non c'è. Anche se vuoi parlare di grano che cresce e di pane da fare. Malissimo. Perché? Perché qualcuno ce l'ha, perché? Qualcuno non ha niente. Qualcuno lo fa e se lo mangia lo butta via. Qualcuno non ha più di sé da mangiare. Ma funziona questa creazione? Funziona molto tanto, eh? Il giorno che vi è su a Bologna, stamattina, che bello, l'alba, così, sono andato con Martino la preghiera dei grandi fratelli dell'altra parrocchia. Però mi pensavo. Ma questo è un giorno che per me è buono. E per quella, e per quella, e per quella, e per quella. E poi siamo persone, avanti, le situazioni. È difficile la storia, vero? È difficile. Non c'è un rosco che tenga. E anche i mari valgono un po'. Anche gli economici riescono a far poco. E ci sono delle preoccupazioni, la natura è aggredita. Beh, insomma, questo casino di disastro che vera dice che la creazione è stata sottoposta alla caducità nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schermitù della formazione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Poi sentite cosa dice adesso della creazione. La creazione tutta insieme viene e soffre le voglie del parto fino a oggi. È una cosa meravigliosa, no? Perché quando il dolore diventa il dolore del parto è un dolore non verso la morte ma verso la vita. e quindi c'è il dolore sì, però è verso la vita. Abbi pazienza, lavori, fatti coraggio, continui a impegnarti nella storia. La politica è molto importante, la cultura è molto importante, la solidarietà è molto importante, il perdono, la visita ai piccoli, tutte sono cose importanti in maniera che il dolore che c'è, diventi il dolore del parto, capisci? Una grande maternità è bellissima pensare a questo. La storia come un grande genito del parto per generare un mondo nuovo, una umanità nuova, una situazione nuova, un pane più spezzato, un abbraccio più condiviso, una speranza più profonda, grande speranza della storia, quindi, pensate, la bellezza allora di questa parola che stiamo celebrando. Allora, capite, no? Perché bisogna cercare ogni giorno di leggere il Vangelo e quando ci sto leggerlo anche a qualcun altro, o insieme o chiedersi ma secondo te cosa vuol dire questa roba? E anche stamattina per dare agli altri copi a dire qualche cosa alla messa, telefonato, quando ho telefonato ma te che cosa mi dici? Ho capito il tubo di questa roba? E ma guarda, secondo me se voglio prendere quel versetto e via e ci sia niente, tutta la parola è molto grande, ma non è che la situazione tutta la parola come se fosse una malpublica, molto importante, difficile, ma alla fine la impari da quella che Dio la deve sempre richiedere come un uomo ma è bellissimo anche aiutarsi per capirla e ci sia aiuto per capirla non solo guardando il libro ma leggendo il libro nella vita e come si fa a leggere il Vangelo nella vita con perdono con la collezione con la carità con la pazienza con il silenzio con il sorriso ma molte volte con le latrime c'è un Vangelo della vita, vero? c'è un parso di storia del Vangelo dentro le vicende delle persone del Vangelo allora questa domenica la dedichiamo a questo ma dice non avete niente della parabola se l'hai cavata bene perché invece la parabola è un po' sinusesca va bene una parola la dico perché la parola parla di molti fondamenti parla di me parla di me e se credi parla anche di te però è importantissimo che te lo dico stamattina mentre mi dico e ti fai regalo no? perché io ho detto ho fatto talmente tanti peccati che sono pregato la tentazione di chiudere il Dio no, apri apri la tentazione e quindi anche l'altro della parola di Dio ti sembra difficile è come quando per un momento sei severo sei severa con il tuo figliolo perché vuoi che riprenda la strada no? e che non si rassegna non si chiude non scappa no? Coraggio coraggio la parola è il bene che Dio ci vuole lo riapriamo per oggi proviamo a fare qualche programma anche per domani io credo in Dio padre onnipote e creatore che adoro il cielo e la terra e nel Cristo Cristo suo unico figlio nostro Signore il cuore e il cuore e il cuore